Star Trek GDR

Versione completa: Shaoi kon, di'ranov
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Nérios Aev s'Rehu
Vulcan/Romulan
Il viaggio da New Vulcano a Betazed si è svolto senza contrattempi. Una volta sceso sul mio pianeta natale mi son sentito già molto meglio. Non essere più circondato da vulcaniani è già stato un passo avanti... anche se, in effetti, essere tra betazoidi avrebbe potuto essere rischioso. Per fortuna, non sono stato scoperto e sono salito senza danni sulla Ti'Mur, la vecchia nave di mio padre. Lì, diversamente da come mi aspettavo, non ho incontrato il mio patrigno, ma ho potuto finalmente passare il tempo con dei romulani e... bere birra romulana fino ad ubriacarmi. La birra romulana sarà illegale nella Federazione, ma gli ufficiali della Ti'Mur - agenti della Tal'Shiar, tra l'altro - la contrabbandano all'interno della Federazione. Dopotutto, cosa c'è di meglio di qualcosa di illegale per nascondere qualcosa di ancor più illegale come un'azione di spionaggio?

Ma il momento più bello è stato quando abbiamo attraversato i confini della Federazione e siamo entrati nella zona neutrale. È stato più complicato del solito, visto la quantità di pattuglie che ora controllano quel confine, ma - grazie all'occultamento e alla bravura del capitano - siamo riusciti a passare sotto il naso dei lloann'na senza che loro se ne accorgessero. Attraversare i confini dell'Impero è stato ancora più semplice: è bastato trasmettere i codici della Tal'Shiar e le navi della Galae ci hanno fatto passare senza nemmeno contattarci. Non che la cosa mi abbia stupito: molti romulani - compresi gli ufficiali della Galae - hanno un rapporto conflittuale con la Tal'Shiar, sono rispettosi nei suoi confronti ma anche la temono e la disprezzano. Nessuno si metterebbe a fermare una nave della Tal'Shiar per fare dei controlli: sarebbe troppo pericoloso per l'ufficiale che desse l'ordine. E non importa se la nave in questione ha l'aspetto di un cargo vulcaniano.

Arrivato a Romulus, più precisamente a Ki Baratan, mi son subito diretto verso la dimora del mio patrigno. Alcuni colleghi avrebbero voluto accompagnarmi fin lì, quasi a mo' di scorta, ma io li ho ringraziati e ho rifiutato la loro cortese offerta. Ora che sono tornato a casa, voglio assaporare l'aria di Romulus in tutta tranquillità, ascoltare il 'bentornato' che risuona nel soffio del vento.
Entrato nella villa ho subito incontrato Mijne, la mia madre adottiva.

"Jolan'tru, figliolo." È il suo saluto, accompagnato da un leggero cenno del capo. "Bentornato a casa."
"Jolan'tru, madre. È un piacere essere tornato." È la mia risposta, sempre accompagnata da un cenno del capo. "Mio padre è in casa?" Domando, per poi aggiungere esitante: "E... Lei?"
"Sì, Maiek è in casa. Ti sta aspettando nel suo ufficio. T'Shanik, invece, si trova nelle sue stanze. Perché non vai a salutarla? Le sarai di sicuro mancato."
"Mancato? È una vulcaniana, non prova emozioni. Ed è meglio così." Rispondo, ricordandomi dell'unica volta che la mia madre biologica ha perso il controllo. Se non fosse stato per Maiek, lei mi avrebbe ucciso.
"Nérios, è tua madre. Le sei mancato di sicuro." Risponde Mijne. "Magari non lo dimostra, ma ti vuole bene: sta solo aspettando che tu la perdoni."
"Perdonarla? Mi ha quasi ammazzato! Posso parlarle, posso ascoltare le sue lezioni sulla logica di Surak... ma è tutto per la Tal'Shiar! Non per lei, non per me."
"Figlio mio." Esclama lei, avvicinandosi a me e posandomi una mano sulla guancia, quasi in una carezza. "Prova a capirla, prova ad immaginare cosa deve aver passato in quel momento. Ha visto i romulani assalire la sua nave e uccidere i membri dell'equipaggio, ha sicuramente temuto per la tua vita e per quella di suo marito. Poi ha scoperto di essersi sposata con un romulano, ha scoperto che S'task le aveva mentito fin dall'inizio. Cosa ha visto in te? Il sangue del suo sangue? No, un nemico, una minaccia. Una vergogna. Tutto questo sarebbe bastato per far impazzire chiunque, anche una vulcaniana."
"Scusami madre, ma non sono ancora pronto. Non posso ancora perdonarla. Magari in futuro, ma non adesso. Mi ricorda troppo quello che sono... il figlio di una vulcaniana e di un traditore, una persona indegna di stare in questa casa."
"Per gli elementi, Nérios! Non parlare così! Tu sei una persona speciale, una persona con molti meriti e più che degna di essere un s'Rehu. Sono orgogliosa di averti nel mio clan e nella mia famiglia."
"Ti ringrazio, madre."
"Non è nemmeno necessario che tu lo faccia, figliolo. Vorrei farti mangiare qualcosa e chiederti come è andata a New Vulcano, ma forse è meglio che tu vada subito da Maiek. Ha molto di cui parlarti." Dice lei, togliendomi la mano dal volto. Non so esattamente il perché, ma le sue parole mi fanno rabbrividire. Ha molto di cui parlarmi? Perché? Mi è stata già assegnata una nuova missione? Ma non porto a parole questi miei pensieri, anche perché certamente non mi sono mai aspettato che la Tal'Shiar mi lasciasse riposare quando sta per scoppiare una guerra.
"Vado subito, madre."

Mi dirigo verso l'ufficio di Maiek, letteralmente ignorando i servi che si inchinano al mio passaggio. Arrivato davanti alla mia destinazione trovo la porta spalancata. Oltrepasso la soglia di qualche passo e poi mi inchino, rivolto a mio padre.
"Shaoi kon, padre." Dico formalmente.
Maiek s'Rehu
Romulan
L'arrivo di Syvar non mi prende alla sprovvista: dopotutto, sono stato informato - passo per passo - del luogo dove si trovava la Ti'Mur. Quando mio figlio ha messo piede su Romulus io l'ho saputo: sono il presidente della Tal'Shiar, d'altronde. Nulla mi sfugge, soprattutto se c'è di mezzo un membro della mia famiglia.

Sono seduto sulla poltrona dietro alla mia scrivania. Al suo inchino, non mi alzo neppure, limitandomi a rispondere con un cenno del capo.
"Jolan'tru, figlio." Affermo poi, rispondendo al suo saluto in modo semi-formale. Visto che lui mi ha salutato con 'shaoi kon', il saluto formale di un sottoposto a un superiore, avrei dovuto rispondergli con 'shaoi ben', ma Syvar non è semplicemente un mio sottoposto: è anche mio figlio. Ha diritto a un trattamento speciale.

Gli indico la sedia libera davanti alla mia scrivania. "Chiudi la porta e siediti, Nérios." Aspetto che lui ubbidisca al mio ordine per poi domandargli: "Come stai, figlio? Spero che i vulcaniani non ti abbiano fatto impazzire."

Una domanda semplice, che gli permetterà di sfogarsi di tutto il rancore represso che prova verso New Vulcano, i vulcaniani, la Tal'Shiar... e, molto probabilmente, me. Una domanda forse inutile, ma che potrebbe aiutarmi a prepararlo alle notizie shock che sto per dargli. In effetti, in questo momento, mi dispiace per lui. La sua vita sta per cambiare in maniera inaspettata e non posso far nulla per evitare che questo succeda: per quanto io lo voglia, non posso proteggerlo per tutta la sua vita.
Nérios Aev s'Rehu
Vulcan/Romulan
Come da lui richiesto, chiudo la porta e mi siedo.
Alla sua domanda, non posso fare a meno di sorridere. "Impazzire è dir poco, padre. Giuro che se incontro un altro vulcaniano non so come mi comporterei. Credo che sia meglio per T'Shanik starmi alla larga per un po'." Faccio una breve pausa, per poi tornare serio. "So di non avere il diritto di chiederlo, ma perché New Vulcano? Capisco perché sia stato scelto io, ma non cosa sia servita la mia permanenza su quel pianeta. Le informazioni che ho passato alla Tal'Shiar non sono di certo una priorità. L'unica cosa importante che ho fatto è stato aiutare i vulcaniani a riprendere in mano la loro vita. Sembra quasi un modo dell'Impero per riparare alle azioni di Nero, e sai cosa penso di lui e di quello che ha fatto." Affermo, consapevole che Maiek sà quanto io ammiro il defunto Nero. In effetti, non è che mi aspetto una risposta da mio padre. Non può certo leggere nei pensieri del presidente. Ma, forse, sà qualcosa di cui io non sono stato informato. Oppure desidero essere soltanto capito e consolato.

A questo punto, un gatto nero mi salta sulle cosce, facendomi le fusa e acciambellandosi su di me. "Ejiul!" Esclamo, rivolto al felino terrestre e d'un tratto di buon umore. Accarezzo il suo pelo lucido, e gli chiedo: "Che ci fai qui? Mentre non c'ero hai deciso di far compagnia a mio padre?"

Continuando ad accarezzare Ejiul, torno a rivolgermi a mio padre, ricordandomi di un'altra cosa che dovevo chiedergli. "Dan ti ha contattato?"
Dan Lukas Jones è stata l'unica persona che mi ha aiutato a sopravvivere su New Vulcano. Mi è stato simpatico fin da subito, quando mi ha rivolto la parola in una strada di Uzh-Shi'Kahr. Il fatto che lui fosse umano già prometteva molto, ma quando ho scoperto che era anche un mercenario e che non amava la Federazione ho cominciato a considerarlo la mia ancora di salvezza. E, forse, lui ha iniziato a considerare me la sua... dopo che gli ho detto che, forse, mio padre poteva dargli una mano a trovare un ingaggio ed ad andarsene da quel pianeta pieno di 'esseri dalle orecchie a punta', ovviamente!
Maiek s'Rehu
Romulan
Come mi aspettavo, Syvar parte subito all'attacco, ma in maniera più calma di quanto mi sarei immaginato. Aspetto che finisca di parlare, prima di rispondere alle sue domande. Cosa che faccio, ma partendo da quelle più semplici.

"In realtà, Ejiul si è innamorato di T'Shanik." Dico quindi, con un sorriso quasi diabolico nel volto. Son sicuro, infatti, che la notizia non piacerà per niente a Syvar. "Da quando te ne sei andato, tua madre è diventata la sua seconda padrona: gli dà da mangiare, lo protegge dagli attacchi della tua neiirrh e, qualche volta, lo accarezza. Io sono soltanto colui da andare quando ha voglia di combinare disastri. Non hai idea di che cosa mi ha combinato in questo ufficio."

"Per quanto riguarda il signor Jones," Proseguo. "Non ho ancora ricevuto alcuna chiamata da lui. Ho fatto fare delle ricerche, però, e ho scoperto qualcosa sulle sue precedenti... assegnazioni. Non sono ancora giunto a una conclusione per quanto riguarda la sua affidabilità. Sei sicuro che non ci tradirà? E, soprattutto, che valga la pena arruolarlo? Si parla comunque di soldi statali."

"Per quanto riguarda, invece, la tua assegnazione su New Vulcano..." Faccio cadere così la frase, completandola nella mia mente: ...non è così facile spiegarti il suo motivo. In effetti, si tratterebbe di una richiesta che è venuta dallo stesso imperatore. A quanto sembra, non voleva avere il nipote tra i piedi, ma di certo non posso dirglielo. Ma non mi sembra nemmeno il caso di riferirgli la spiegazione accampata da Terrh: dubito che l'imperatore volesse mettere alla prova il suo sangue vulcaniano e la sua fedeltà all'Impero. "Devi capire..." Continuo, improvvisamente ispirato, riprendendo da dove mi sono interrotto. "Che non sempre le missioni della Tal'Shiar danno un risultato immediato, visibile. Ti posso assicurare che le informazioni che ci hai trasmesso ci saranno utili: magari non subito, ma lo saranno. E sì, so benissimo cosa ne pensi di Nero e credo di immaginare cosa tu abbia passato in mezzo ai vulcaniani, praticamente costretto a dar loro una mano. Ma vedila come una prova, una prova che hai superato egregiamente."
Nérios Aev s'Rehu
Vulcan/Romulan
"Che!? Stai scherzando, vero?" Mi alzo di colpo e Ejiul si lamenta con un miagolio offeso, mentre cade sulle zampe. "Ejiul e T'Shanik? Il mio gatto non può avere gusti così... così..." Ricado sulla sedia, e il mio sguardo finisce sul gatto che si sta leccando il pelo vicino a una gamba della scrivania. "Traditore!" Gli sibilo, mentre lui continua a leccarsi indifferente.

Sospiro e torno a guardare il mio patrigno, quasi sfidandolo a commentare la mia quasi sfuriata. "Ritengo che Dan sia leale a chiunque lo paghi bene." Rispondo quindi. "Chiunque tranne che alla Federazione, con la quale sembra avere un conto in sospeso. Avete scoperto qualcosa in proposito?" Provo a domandare, incuriosito dal motivo per cui Dan abbia qualche riserva, se non direttamente odio, per il nostro nemico numero uno. "In ogni caso, garantisco io per lui. Sono io che l'ho segnalato e io mi prenderò la responsabilità di quello che farà... sempre che chiami, ovviamente." Aggiungo, anche se sono fin troppo consapevole di star facendo un gioco rischioso. Conosco poco Dan, non abbastanza da mettere in mezzo la mia reputazione e il mio onore, ma sento di potermi fidare di quell'umano. Cosa strana visto che i romulani raramente si fidano dei non vulcanoidi. Mah... sarà il mio sangue vulcaniano. Che rottura.

Non dico nulla per quanto riguarda l'utilità del mio lavoro su New Vulcano: personalmente, ho parecchi dubbi in proposito, ma non ho un grado abbastanza elevato da poterlo affermare con certezza. Chissà, magari qualcosa che ho scoperto servirà davvero. Boh... lo spero.
Maiek s'Rehu
Romulan
Garantire per un umano. Devo ammettere che la cosa non mi piace, ma non posso fermarlo... né proteggerlo più di quanto io lo stia già facendo. Spero solo che abbia ragione a fidarsi di Jones. In ogni caso lo farò tenere d'occhio. Mi dico.

"Ok, allora - se chiamerà - farò in modo di arruolarlo." Affermo. "Magari potrei farlo lavorare assieme a te. Sempre che il generale Vrih sia d'accordo, ovviamente. Che ne diresti?" Domando, per poi subito proseguire. "Credo che sia ora di dirti quale sia la tua prossima assegnazione: mi piacerebbe permetterti di riposarti un po', ma sta per iniziare una guerra quindi non è possibile. Tra una settimana dovrai prendere servizio sulla IRW Khazara come Nraehhi'Saehne. E, prima di allora dovrai incontrare una persona."

Faccio una breve pausa, prima di proseguire. "È arrivata una proposta di fidanzamento. E la famiglia che l'ha fatta è importante, così importante che, mi dispiace, ma non avrai la possibilità di rifiutare."
Nérios Aev s'Rehu
Vulcan/Romulan
"Sarebbe perfetto." Dico, quando Maiek propone di farmi lavorare con Dan. Speriamo che chiami. Penso, chiedendomi anche vagamente chi diavolo sia il generale Vrih, ma la risposta mi arriva ben presto: se sono stato assegnato alla Khazara, molto probabilmente Vrih sarà il mio ufficiale in comando... per quanto un ufficiale della Tal'Shiar debba ubbidire a uno della Galae, ovviamente. Anche se, essendo un Khrein, forse forse dovrò dargli ascolto. "L'ammiraglia? Interessante." Affermo, ma non faccio in tempo ad aggiungere altro che mio padre afferma qualcosa che non mi fa per niente piacere.

"Fidanzamento? Ma siamo pazzi!?" Esclamo, alzandomi - di nuovo - in piedi e fissando furibondo Maiek. "Non ho la minima intenzione di perdere la mia libertà da scapolo e... chi diavolo vorrebbe fidanzarsi con un mezzo vulcaniano?" Ma quello che mi preoccupa di più è che ha già detto che non posso rifiutare la richiesta. La famiglia della mia aspirante fidanzata è così importante? Cavolo, il clan s'Rehu ha parecchia influenza, non siamo uno di quei clan minori che si devono appoggiare ad altri per sopravvivere! Chi diavolo è quella lì? Mi dico, per poi riportare una parte dei miei pensieri. "Chi è lei? E perché non posso rifiutare?"
Maiek s'Rehu
Romulan
Sospiro.
"Nérios, per favore, siediti." Affermo, con un tono di voce che fa capire che il mio, più che una richiesta, è un ordine.

Cerco di trovare un modo per diminuire l'impatto che le mie prossime parole avranno su di lui, ma non riesco a trovarlo. La cosa migliore è dirlo e basta. "La richiesta di fidanzamento è arrivata dal Clan s'Dor, più precisamente dall'Imperatore in persona. E Lei è la sua primogenita, Raha s'Dor. Inutile sottolineare che il tuo fidanzamento con la Prima Principessa porterebbe il nostro clan a fare un salto di status."

A questo punto devo solo vedere come reagirà alla notizia, perché dalla sua reazione dipenderanno le mie prossime parole. Purtroppo ho la sensazione che, per nascondere un segreto come quello della vera identità di S'task, dovrò rivelarne uno altrettanto pericoloso. La mia identità per quella del defunto principe.
Nérios Aev s'Rehu
Vulcan/Romulan
Per quanto svogliatamente, mi siedo. Dopotutto, Maiek non è solo il mio patrigno, è anche un mio superiore. E il fatto che io sia letteralmente furibondo non significa che io mi dimentichi chi è qui a comandare. Dopotutto, sono un s'Rehu e ho il mio onore da mantenere. Insultare un mio superiore mi porterebbe solo mille problemi, e non ha importanza che quel superiore sia il mio padre adottivo.

La mia rabbia, però, evapora all'improvviso alle successive parole di Maiek, sostituita dallo stupore più genuino e da una grande confusione. L'Imperatore? La Prima Principessa? Per qualche istante lo fisso a bocca semi-aperta, senza riuscire a spiccicare una sola parola. Che diavolo... per gli elementi! Che sta succedendo? Molti pensieri vorticano nella mia mente. Non posso credere a quello che mi sta dicendo. Io, il figlio di un traditore e di una vulcaniana, fidanzato con la Prima Principessa? Non può essere vero. È qualcosa di impossibile. Potrei dire che sarebbe illogico, ma sarebbe un'espressione troppo vulcaniana per i miei gusti.

"È uno scherzo, vero?" Affermo, quasi in un sussurro, appena la voce mi sembra tornare. Il punto è che so anch'io che Maiek non è un tipo da scherzi. Eppure... non può essere altro che uno scherzo. Non è semplicemente possibile, non può... Interrompo i miei pensieri, portando ad alta voce quello che più si ricorre, tamburellando nella mia corteccia celebrale in modo quasi insopportabile. "Perché? Perché io?"
Maiek s'Rehu
Romulan
"No, non è uno scherzo." Rispondo, anche se ritengo che sia ovvio anche a lui che io non sono il tipo da fare scherzi simili. "Perché tu? Perché sei uno s'Rehu e sei mio figlio." Mento, ma neanche troppo. Magari il fatto che lui sia il mio figlio adottivo non è il motivo principale per cui l'Imperatore ha preso questa decisione, ma è di sicuro un fattore importante.

"Credo che non sia necessario ricordarti che siamo ad un passo dalla guerra." Aggiungo. "In una situazione simile, l'Imperatore ha bisogno di tutto il supporto possibile, soprattutto da parte della Tal'Shiar. Potresti chiedermi cosa centra tutto questo con te, e sarebbe una domanda pertinente. Ti voglio rivelare qualcosa che nemmeno mia moglie conosce e che deve rimanere un segreto tra te e me." Lo fisso per qualche istante, sperando che questo concetto si imprima bene nella sua testolina. "Io non sono un semplice agente della Tal'Shiar: sono il suo presidente."

E, dopo aver detto questo, non mi sembra nemmeno il caso di sottolineare che, essendo lui mio figlio, proporre un fidanzamento a lui significa cercare un modo per tenermi buono.
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