Star Trek GDR

Versione completa: Legami Familiari: The End?
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Maiek s'Rehu
Romulan

-Palazzo Imperiale-

Amtor s'Viaen e Hvirr s'Letant, agenti della Tal Shiar, erano entrambi intenti a svolgere le consuete mansioni all'interno del Palazzo Imperiale, nella piccola ma ben equipaggiata sala in cui la "guarnigione" della Tal Shiar doveva vigilare su ciò che accadeva nella casa della persona più importante dell'Impero Stellare Romulano, Terrh s'Dor.
Da lì, attraverso una miriade di terminale, visualizzavano le condizioni di ogni centimetro dell'edificio e visualizzavano tutte le comunicazioni da e per i residenti del Palazzo.
Ma in quel momento, è proprio a loro indirizzo che ricevettero una comunicazione. Proveniva dalla Cittadella Var'Theldun, sede della Tal Shiar, dal Presidente della Tal Shiar in persona, Maiek s'Rehu.
Agente s'Viaen, Agente s'Letant. Sono appena venuto a conoscenza di un piano per uccidere il nostro Imperatore. Pare che coloro che hanno organizzato il complotto abbiano degli infiltrati all'interno del Palazzo Imperiale. Dovete recarvi immediatamente alla Sala del Trono e comunicare ciò che vi ho detto all'Imperatore. Solo a lui in persona. Non dovete fidarvi di alcun altro. I nemici dell'Impero potrebbero essere ovunque.
Porterete l'Imperatore nell'edificio di massima sicurezza nei sotterranei del palazzo, lì sarà al sicuro. Io vi raggiungerò tra poco con una squadra.

Detto questo, Maiek s'Rehu chiuse la comunicazione.
Nérios Aev s'Rehu
Vulcan/Romulan
L'attesa era sicuramente snervante. Syvar faticava a trattenersi dal camminare avanti e indietro per sfogare la sua agitazione, ma preferiva evitare, per quanto possibile, di svelare il suo stato emotivo. In quel momento non poteva permettersi, d'altronde, di cadere vittima delle sue emozioni, tanto che per una volta si ritrovò a ringraziare mentalmente la madre e i suoi insegnamenti di logica vulcaniana. Non che il mezzo-romulano avesse veramente assimilato quell'argomento, preferendo invece rifiutarlo e abbracciare le proprie sacre emozioni, ma quel poco che aveva imparato sicuramente in quel momento di attesa gli si stava rivelando utile.

Per l'ennesima volta da quando era finita la chiacchierata, non esattamente piacevole, col pretore, il romulano si ritrovò a ripassare nella sua mente le varie tappe del piano. In quell'esatto momento degli agenti della Tal'Shiar stavano per portare suo zio nel luogo della sua morte. Il luogo dove, per ironia della sorte, avrebbe dovuto essere più al sicuro. Se si fosse fidato del presidente e dei suoi uomini, allora l'imperatore difficilmente sarebbe riuscito a sfuggire all'attentato. Se si fosse fidato dei suoi vecchi nemici allora sarebbe morto. Un semplice rapporto di causa effetto: quando ci si fa un nemico è meglio eliminarlo al posto di tenerlo al proprio fianco perché troppo competente per perderlo. Un insegnamento che Syvar aveva intenzione di far proprio: se fosse riuscito a salire sul trono che gli spettava, di certo avrebbe fatto il possibile per evitare di ritrovarsi in futuro in una situazione simile. Eliminare i nemici e tenersi buoni gli alleati, per quanto possibile.
Maiek s'Rehu
Romulan
Mentre dava le indicazioni agli agenti stanziati al Palazzo Imperiale, Maiek s'Rehu si era accorto di una pecca nel piano del Generale Vrih che era stato approvato dal Pretore: non esisteva un valido motivo per portare Syvar al Palazzo Reale poichè, se un complotto (che non fosse il loro) per uccidere l'Imperatore fosse esistito davvero, portare il figlio adottivo nello stesso posto di Terrh era un'azione da scartare a priori.
Ma forse i due militari non avevano visto alcun problema, dopotutto Syvar si sarebbe potuto mimetizzare oppure fingersi qualcun altro. E così avrebbe fatto.
Era ben consapevole che all'ingresso dell'edificio di massima sicurezza, un dispositivo disattivava tutti gli ulteriori dispositivi: cimici, occultamento, mimetizzazione ecc.
Figlio mio, non posso portarti al Palazzo Reale alla luce del sole. Si sospetterebbe un complotto e il piano rischierebbe di fallire. Dovrai indossare le uniforme della Tal Shiar, con viso coperto. E reggermi il gioco.

Terrh s'Dor
Romulan
Nel frattempo, gli agenti s'Viaen e Hvirr s'Letant avevano raggiunto la Sala del Trono. Alla loro vista, l'Imperatore Terrh, seduto comodamente sul trono, si era allarmato ed aveva parlato prima ancora che i due giungessero al punto in cui, secondo cerimoniale, avrebbero dovuto inchinarsi al loro sovrano. Qual'è il motivo della vostra presenza?
I due agenti si erano subito inchinati, per poi rivolgersi all'Imperatore. A parlare fu l'Agente s'Letant, il più alto in grado. Mio Signore, ci è appena stato comunicato che la Tal Shiar ha scoperto un piano per ucciderla. Nell'attesa di trovare i congiurati, il Presidente s'Rehu ci ha ordinato di condurLa all'edificio di massima sicurezza, lì sarà al sicuro.
I due non avevano motivo di dubitare della comunicazione del loro Capo, erano pronti ad agire qualora qualsiasi dei presenti, appartenenti alla corte dell'Imperatore, avesse estratto un'arma o eseguito un movimento strano.
Nérios Aev s'Rehu
Vulcan/Romulan
Le parole del padre adottivo scacciarono i pensieri che ormai si stavano affollando nella mente del romulano. Maiek aveva perfettamente ragione: l'unico modo per poter entrare nel Palazzo Reale in una situazione di emergenza come quella era sicuramente come agente della Tal'Shiar, non come principe. Se le guardie dell'imperatore si fossero rese conto della sua presenza, il piano avrebbe potuto fallire. Così disse, rivolto al presidente: "Sì, hai ragione. Vado subito a prepararmi."

Mentre tornava al suo alloggio, però, un'idea non poté fare a meno di frullargli per la testa. Un'idea che non gli piaceva per niente e che fino a sole poche ore prima avrebbe scartato con sdegno. Ma al punto in cui era arrivato i suoi capelli potevano risultare il suo 'tallone d'Achille'. Una volta nel suo alloggio, quindi, con l'espressione di uno che sta facendo un sacrificio enorme, recuperò una tinta nera per capelli dalle sue cose. Era un regalo del padre adottivo, di qualche anno prima, che Syvar aveva scartato quasi all'istante. Non aveva ancora capito come fosse finito tra le poche cose che si era portato sulla nave, probabilmente c'era lo zampino di Mijne s'Rehu o di T'Shanik. La fissò per qualche istante, chiedendosi se usarla veramente o ricorrere all'utilizzo del dispositivo mimetico. Ma usare il dispositivo mimetico poteva comportare alcuni rischi, soprattutto se considerava che la sua attivazione aveva una durata limitata e che non sarebbe stato carino chiedere ad un suo collega 'ehi, ti fai scansionare? avrei bisogno di prendere il tuo aspetto!'. No, il suo utilizzo era semplicemente infattibile. Così doveva ricorre alla tinta, che - per fortuna - non era permanente. Se ne applicò un poco in cima alla testa, sulle radici dei capelli, e la sostanza fece il resto: in pochi istanti i suoi capelli erano diventati di un disgustoso nero. Sospirò, indossando la sua uniforme della Tal'Shiar e coprendosi in parte il volto con una specie di mascherina che veniva usata di tanto in tanto nelle missioni della Tal'Shiar. Per completare l'opera si legò i capelli in una coda bassa. Così com'era conciato non avrebbe dovuto essere riconosciuto e nemmeno suscitare sospetti. Ma, alla fin fine, tutto era da vedere. Poteva prepararsi al meglio delle sue possibilità, ma c'era sempre il rischio di un imprevisto, di qualcosa che sfuggiva al piano.

Quando tornò da Maiek disse semplicemente: "Eccomi, padre." Non aveva voglia di fare giochetti o di controllare se il padre adottivo avrebbe avuto qualche reazione particolare nel vedere che si era tinto i capelli, un avvenimento che avrebbe potuto considerarsi un miracolo: non ce n'era il tempo e, in ogni caso, non ne aveva nemmeno voglia. Non era semplicemente il momento di certi divertimenti.
Maiek s'Rehu
Romulan
Mentre suo figlio era andato a prepararsi, Maiek aveva disposto ordini ad una squadra di sette elementi, armati con tutto ciò che serviva per un'azione anti-terroristica. Sette dei suoi Agenti più fidati erano ora di fronte a lui, indossando l'uniforme che avrebbe indossato anche Neriòs.
A quel punto aprì una comuncazione con il Pretore, Khoal s'Khev. Lo trovò tranquillo nel suo ufficio alla Sala di Stato.
Pretore s'Khev. Sono appena stato informato dell'esistenza di un complotto per uccidere l'Imperatore. Entrambi avrebbero dovuto recitare la propria parte alla perfezione.
Maiek s'Rehu. è passato molto tempo dall'ultima volta in cui mi contattasti. Un complotto per l'Imperatore dici?
Si, ed ho ragione di credere che i congiurati vogliano agire nell'immediato. Ho ordinato agli agenti della Tal Shiar presso il Palazzo Reale di portare l'Imperatore nell'edificio di massima sicurezza.
Pare una cosa seria dunque. Devo disporre un cordone di soldati intorno al Palazzo Reale?
No, per ora. Siamo in una situazione d'emergenza e non sappiamo di chi fidarci. Disponi la Flotta intorno a Romulus e blocca chiunque tenti di arrivare al Pianeta o di lasciarlo.
Come vuoi. In caso di emergenza sei tu a dare ordini, ricordatelo. Suggerirei di comunicare con l'Imperatore solo tramite i tuoi agenti e di bloccare ogni comunicazione da e per l'edificio di massima sicurezza.
è un buon suggerimento, farò così. La aggiornerò quando ne saprò di più.

E Maiek chiuse la comunicazione. Mentre parlava con il Pretore, Neriòs era tornato. Indossava la stessa divisa degli altri sette agenti ma c'era qualcosa di diverso in lui. I suoi capelli, dal biondo platino erano diventati neri come la pece, proprio come quelli di un quasiasi Romulano. Bene, siamo pronti. Prima però, ho un importante compito da affidare.
Maiek aprì un'altra comunicazione, questa volta con il Generale Vrih della IRW Khazara. Generale Vrih, sono il Presidente della Tal Shi'ar Maiek s'Rehu.

Michael Hundin

Vrih s'Kiell
Romulan
Il Generale Vrih era nel suo alloggio sulla Khazara.
Era pronto all'azione, il pugnale infilato negli stivali, il disgregatore nella fondina e la lancia dell'alta guardia legata alla gamba destra.
Ricevette la comunicazione del Presidente della Tal Shiar nel suo ufficio. Presidente s'Rehu. Quale onore, a cosa devo la chiamata? Vuole sapere riguardo i progressi compiuti da suo figlio in fatto di obbedienza agli ordini? Vrih sorrise, bisognava mantenere tutto come se fosse reale, lui e Maiek si erano sentiti l'ultima volta quando il Capo della Tal Shiar gli aveva comunicato che suo figlio era stato assegnato alla IRW Khazara.
Maiek s'Rehu
Romulan
Prima di rispondere al Generale, Maiek ordinò alla squadra di preparare la navetta con cui raggiungere il Palazzo Reale e infine, rimasto solo con suo figlio Neriòs, rispose. La Tal Shiar ha scoperto un piano per uccidere l'Imperatore. Ho assunto i poteri decisionali e già disposto il necessario per trovare i congiurati, ma ho bisogno di qualcuno di fidato che crei un cordone si sicurezza intorno al Palazzo Reale e non faccia uscire nè entrane nessuno. Per questo delicato compito ho pensato a lei, Generale. A lei e al suo equipaggio, gli unici di cui sento di potermi fidare.

Terrh s'Dor
Romulan

-Palazzo Reale-
Per qualche secondo, l'Imperatore Terrh s'Dor era rimasto immobile, imbambolato. Chi aveva osato ordire un piano per ucciderlo?
Per ora la domanda era destinata a rimanere senza risposta.
Guardò gli Agenti della Tal Shiar di fronte a lui, li conosceva da molti anni, si fidava di loro, come si fidava del Presidente della Tal Shiar, Maiek s'Rehu. Era sempre stato un ottimo elemento, con un alto senso di onore e fedeltà.
Va bene, vi seguirò. Sono certo che Maiek stia facendo tutto il necessario per trovare i congiurati. L'Imperatore si alzò, non disse niente alle due Guardie che avevano il compito di proteggerlo. In questo caso, non potevano farlo.
L'edificio di massima sicurezza in cui si doveva recare era stato fatto costruire da Maiek s'Rehu, preoccupato del fatto che l'Imperatore si fosse fatto molti nemici, durante e dopo la sua ascesa al Trono. Aveva dovuto contrattare e raggiungere compromessi con alcune persone che durante la sovranità di suo padre erano stati molto importanti, aveva confermato ruoli e nomine anzichè farli uccidere, e si era guadagnato la loro lealtà.
Seguì i due Agenti nei sotterranei del Palazzo, due piani sotto la Sala del Trono c'era l'ingresso all'edificio di massima sicurezza. Un portone dello stesso metallo che l'Impero usava per costruire le migliori navi da guerra, e ai fianchi due terminali di tecnologia avanzata, con lettori di impronte digitali ed ottici. I due Agenti misero la mano sul lettore di impronte, poi misero il viso davanti quelli ottici.
Infine, si girarono verso di lui. L'Imperatore doveva pronunciare una frase concordata ai tempi della costruzione del bunker. Si posizionò tra i due terminali, e pronunciò a voce alta e chiara. Sono l'unico degno di governare.
Ci fu un momento di silenzio, poi il portone di metallo si aprì e l'Imperatore entrò.
All'interno c'erano apparecchiature di prim'ordine, tutto ciò che serviva per governare l'Impero in caso di un attacco su vasta scala.

Michael Hundin

Vrih s'Kiell
Romulan
Tutto procede secondo i piani. Non può evitare di pensare Vrih s'Kiell, il Generale che tra poco disporrà il suo equipaggio all'esterno del Palazzo Reale, al cui interno si svolgerà il "passaggio di consegne" dallo zio al nipote, da Terrh s'Dor a Syvar s'Llhweiir'.
Aspetti un attimo. Dice il Generale al Presidente, mentre sul suo terminale legge gli ordini impartiti dal Pretore s'Khev, in cui la massima carica militare ordina di disporre la flotta intorno al pianeta-capitale dell'Impero Stellare Romulano.
Ho appena ricevuto gli ordini del Pretore s'Khev di partire immediatamente e disporre la Khazara al punto Alfa 91 dell'orbita di Romulus. Cosa succede, Maiek? Devo disubbidire agli ordini?
Nérios Aev s'Rehu
Vulcan/Romulan
Rimase zitto ad osservare, mentre il suo padre adottivo parlava col generale. D'altronde, quello che stavano facendo era solo un teatrino nei confronti di chi li circondava e, magari, di chi stava intercettando la loro comunicazione. Non era nulla in cui Syvar avrebbe potuto intromettersi, sia come principe che come agente della Tal'Shiar, e in effetti non era nemmeno interessato a prendere parte in quella recita. Sarebbe stato decisamente inutile e forse anche controproducente. Meglio rimanere tranquillo ad aspettare e ascoltare le parole di chi aveva più esperienza di lui: magari sarebbe riuscito ad imparare qualcosa anche da quella semplice e fittizia conversazione.
Maiek s'Rehu
Romulan
Maiek aspettò mentre il Generale Vrih leggeva gli ordini del Pretore. Aveva ricevuto un messaggio identico, Khoal s'Khev gli stava rendendo conto degli ordini eseguiti.
Alle parole di Vrih, il Presidente della Tal Shiar simulò una parvenza di nervosismo. Siamo in una situazione di emergenza, la legge stabilisce che sono io a dare gli ordini, è chiaro? Il Pretore s'Khev sta seguendo gli ordini che gli ho impartito, ma per Lei e il suo equipaggio ho un ordine diverso: disponga i suoi uomini intorno al Palazzo Reale. Chiuse la comunicazione. Era stato un po' brusco, ma era stato necessario.
Si avvicinò ad un terminale dove premette alcuni tasti. Sto disturbando le comunicazioni intorno al Palazzo. Anche dal bunker non potranno comunicare.
Ed infine si girò verso Neriòs. Possiamo andare, figlio mio.
Maiek era già pronto all'azione, lo era sempre, nella sua uniforme da Presidente. I due scesero al piano terra e salirono sulla navetta dove li aspettavano i sette Agenti che avrebbero costituito la squadra.
Una volta in volo, comunicò con l'Agente s'Letant. L'Imperatore è al sicuro?
Si, signore. Ma c'è un problema, quì non funziona nulla. Stiamo tentando di scoprire la sorgente del problema ma pare essere tutto a posto.
Stiamo arrivando, state in guardia.

Terrh s'Dor
Romulan
L'Imperatore, all'edificio di massima sicurezza, stava iniziando ad innervosirsi. Perchè tutto ciò che gli serviva, non funzionava? Come poteva informare la popolazione che aveva dovuto nascondersi perchè alcuni stavano tramando contro di lui?
Per fortuna Maiek sarebbe arrivato, e avrebbe messo a posto tutto. Era stato lui in persona a sollecitare i due Agenti della Tal Shiar a tentare di risolvere il guasto, nonostante il loro dissenso, i quali avevano precisato che il loro compito era la sicurezza dell'Imperatore, non dei sensori e dei terminali presenti nell'edificio.
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