Star Trek GDR

Versione completa: ci serve una vacanza
Al momento stai visualizzando i contenuti in una versione ridotta. Visualizza la versione completa e formattata.
Pagine: 1 2

Korinna Suder

Betazoid

Korinna sbadigliò, stropicciandosi gli occhi: la relazione che stava tentando di revisionare era interminabile e ad ogni passaggio non poteva fare a meno di chiedersi cosa stesse passando per la testa della persona che l'aveva scritta. Non solo era lacunosa, ma era anche particolarmente contorta, quasi si fosse divertito al pensiero di tormentare chiunque si sarebbe ritrovato a doverla leggere. Lo sguardo le cadde distrattamente sulla data a lato dello schermo e contemporaneamente si ricordò che erano passati diversi giorni dall'ultima volta che aveva sentito T'Dal. Di vedersi non se ne parlava: da quando la Vulcaniana era stata nominata capitano i suoi turni si erano fatti più fitti e le sue licenze più rare. Quanto a Korinna mano a mano che faceva carriera in ambito diplomatico avevano cominciato a moltiplicarsi le richieste di presenziare a questa e quella cerimonia... e il lavoro aveva finito per assorbirla sempre di più. Almeno finché non si era trovata a dover studiare quella relazione. La donna scosse la testa, aveva decisamente bisogno di un attimo di pausa se voleva venirne a capo.

Solo qualche minuto si disse, chiudendo i documenti per inoltrare una chiamata a T'Dal. Era quasi ora di cena e sapeva che molto probabilmente la Vulcaniana aveva appena terminato il suo turno. Con un po' di fortuna anche a lei avrebbe fatto piacere fare due chiacchiere, alla peggio avrebbe trovato una scusa per rimettersi al lavoro. Korinna attese un lungo istante, riluttante a tornare a dedicare la sua attenzione ai documenti che aveva di fronte...
Logic is the beginning of wisdom, not the end of it

T'Dal Zayrus | Vulcan

Ero al mio settimo giorno di veglia, sebbene fossi completamente esausta, non riuscivo a riposare bene e speravo di poter dare al mio equipaggio notizie più certe riguardo ad una licenza, ne avevamo bisogno tutti. Il medico della nave mi aveva reguardito che dovevo riposare, ma come potevo riposare quando iniziavo a percepire intorno a me, malesseri? Conoscevo ormai bene il mio equipaggio e avevamo un equilibrio ben oliato, ma eravamo tutti esausti ed onestamente volevo ritornare io stessa su Vulcano per ricongiungermi con Mestral. Mio marito aveva accettato con il suo solito pragmatismo il fatto che aveva sposato un capitano della Flotta Stellare e che non avevo intenzione di prendere a breve una licenza di maternità, ma stavo iniziando a sentire segretamente il desiderio di avere un figlio. 
Prima di sottoporre l'idea a Mestral, avrei dovuto parlare con Korinna o Elina, entrambe erano madri, ma la seconda era un capitano e volevo sapere come si organizzava con la bambina; ma in ogni caso, speravo che entrambe senza distinzione, potessero darmi qualche consiglio utile. Non desideravo parlarne con la mia famiglia di certe questioni, pudore forse? In ogni caso, non apprezzavo la missione che il comando di Flotta ci aveva affidato, secondo me era illogica e senza senso, ma nonostante la mia avversione, gli ordini erano quelli e non potevo far altro che portarla a termine, in attesa di avere nuovi ordini. 

Il mio turno era finito e decisi di passare dalla mia stanza, prima di fare una doccia e» andare a cena. Arrivai quando il computer prese a trillare e le opzioni erano due, o era Mestral o Korinna. Scoprii che la mia intuizione era corretta: era Korinna. Mi ero ripromessa che l'avrei chiamata il giorno prima e non ero riuscita a farlo, mi ero trovata a fare da celebrante di un matrimonio e avevo parlato con Mestral.

<Ciao. Ottimo tempismo, sono appena rientrata. Credo che anche tu stia lavorando.> dissi guardandola, sedendomi alla scrivania e guardandola.
 

Korinna Suder

Betazoid

Il volto di Korinna si illuminò in un sorriso non appena vide che la sua chiamata era stata accettata <... ad essere più precisi ti sto usando come scusa per procrastinare il mio lavoro... ma potrà rimproverarmi dopo, Capitano.> scherzò la donna, sistemandosi la frangia scompigliata nel riflesso del monitor di fronte a sé. <Pensavo che ti avrei sentita in questi giorni... sbaglio o la tua missione si sta rivelando un po' più lunga del previsto? Io ho qualche novità: abbiamo appena assunto una nuova ragazza veramente brava che ci sta liberando da gran parte del lavoro di archivio. Il punto è: di questo passo riusciremo a sistemare diverse questioni entro la fine della settimana e poi, se non sorgono problemi dal nulla, dovrei avere un po' di tempo per respirare. Non è che per grazia divina riusciamo a far coincidere la mia pausa con il periodo di licenza che sarebbe ora ti prendessi?> propose, decisa a non accettare tanto facilmente un "no" come risposta. 
Logic is the beginning of wisdom, not the end of it

T'Dal Zayrus | Vulcan

Alzai un sopracciglio quando mi disse che stava usando la nostra telefonata come scusa per procrastinare il proprio lavoro.
<D'accordo, console.> dissi pacatamente, sapevamo entrambe che tra le due, ero io quella che non si permetteva di staccare in nessuna occasione, ma il suo punto di vista, forse, era migliore.
Quando Korinna mi chiese se la missione si stava prolungando più del previsto, annuii appena.
<Si, l'intenzione era di contattarti ieri a quest'ora, tuttavia ho avuto l'onore di celebrare un matrimonio tra due miei sottoposti e ho contattato Mestral. Alla fine non mi sembrava il caso di contattarti dopo la mia telefonata con mio marito, era già giunta l'ora di riposare. Ti avrei chiamata questa sera dopo cena, ma mi hai anticipato> dissi io pacatamente, per poi ascoltare le sue parole riguardo la licenza. Avrei potuto pensare che Korinna e Mestral si fossero messi d'accordo per consigliarmi di contestare i miei ordini direttamente al comando, ma sapevo che non era il caso. Non avrebbero mai parlato alle mie spalle, erano sempre stati diretti nelle loro opinioni e apprezzavo questo lato di entrambi.
<Corretto, si sta prolungando a tal punto che questo è il mio settimo giorno di veglia e se continuo così, il medico di bordo troverà il modo di sedarmi, dato che non ricordo l'ultima volta che ho dormito serenamente. Sto cercando di tenere alto il morale dell'equipaggio ma sta diventando sempre più difficile, ma sapermi sedata potrebbe aiutare. Mestral mi ha chiesto la stessa cosa e mi piacerebbe sapere  se la Federazione ha intenzione di continuare ad usare la Saratoga, invece di usare una delle navi ammiraglie> dissi, scherzando a metà. Non avevo un vero senso dell'umorismo ma potevo commentare in questo modo con Korinna, sapendo che mi avrebbe capita, intanto mi chiesi perché la Federazione non chiedeva all'Enterprise di proseguire. La nave era più grande e il capitano Kirk era diverso dalla sottoscritta, più propenso ai rischi o comunque... a crearli, secondo la fama che lo precedeva. Io seguivo semplicemente la logica.
<Mi sembra un'ottima aggiunta al tuo staff, sono lieta se riuscirai a ritagliarti un po' di tempo. Potresti venire sulla Saratoga, se te ne avanza troppo.> le dissi tranquilla, mi mancavano segretamente i bei vecchi tempi con lei e Elina sulla Constellation, nonostante i problemi che il capitano di quella nave aveva portato con sé. Sembrava un'altra vita, un'altra T'Dal e... pensandoci, non ero certa mi piacesse completamente quella attuale. Ero arrivata dove volevo, raggiungendo il grado di capitano, ma stavo trascurando la mia famiglia e la cosa stava iniziando a pesare, a me e a mio marito.
<A tal proposito di licenze e mio marito, gradirei un tuo consiglio su una situazione che è venuta a crearsi.> 
Non ricordavo esattamente la prima volta in cui mi ero confidata con Korinna, ma era una cosa che accadeva da anni e avrei continuato a farlo, era bello poter parlare con qualcuno. 

Korinna Suder

Betazoid

Korinna annuì silenziosa alle parole dell'amica: doveva riconoscere che celebrare un matrimonio e contattare suo marito erano ragioni più che valide per saltare una chiamata tra le tante e non la sorprese scoprire che la Vulcaniana aveva scelto di seguire la via più logica nell'organizzare i propri impegni nonostante gli imprevisti. <So che sei impegnata a salvare l'universo, ma ogni tanto lascia che siamo noi a preoccuparci per te. Ti avviso: se non prenderai una licenza a breve non sarà del medico di bordo che dovrai preoccuparti; contatterò direttamente Mestral e ti prenderemo su due fronti> la avvertì, puntandole contro un dito con fare fintamente minaccioso.

<... tre, se riesco a convincere anche il tuo ufficiale medico a cooperare e da quanto racconti non sembra che sarà troppo difficile. Non mettermi alla prova.> disse, concedendo a T'Dal un sorriso carico di comprensione: non la invidiava nemmeno un poco. Non aveva idea dei dettagli di quello che stava combinando la Saratoga, né realmente le interessava, ma non le era difficile immaginare le responsabilità, i ritmi serrati, i problemi che sorgevano di continuo dietro ogni angolo e si limitò a ridacchiare di fronte all'umorismo inaspettato dell'amica.

<Se non fosse che, in fondo, sono anche brava nel mio lavoro... ho idea mi avrebbero già mandata a fare altro visti tutti i problemi che continuo a creare. Ringrazia che non sono lì, piuttosto. A quest'ora avresti già avuto un ammutinamento> scherzò, lasciandosi affondare nella propria poltrona. Vedere T'Dal riusciva sempre a metterla di buonumore e questa volta non era diversa dalle altre. La colse di sorpresa, comunque, chiedendole un consiglio a proposito di licenze, specialmente considerando che non le aveva dato l'impressione di impegnarsi particolarmente per ottenerne una.

<Ascolterei anche un canto d'amore Klingon pur di non dover tornare alla relazione a cui stavo lavorando. Dimmi tutto.> esclamò sporgendosi verso lo schermo con i grandi occhi neri che scrutavano attenti l'immagine della Vulcaniana.

Logic is the beginning of wisdom, not the end of it

T'Dal Zayrus | Vulcan

Alzai un sopracciglio a quelle parole, non sapevo quanto Korinna stesse scherzando o quanto dicesse la verità, ma temevo una collaborazione tra i due.
<Se la metti così, devo chiedere aiuto all'ambasciatore vulcaniano e ben si sa, che Elieth è una persona di buon senso.> dissi, sottintendendo logico, ma sapevo che probabilmente avrebbe dato ragione a Mestral e Korinna; mi stavo affaticando troppo spesso e mio fratello non ne aveva idea, ma la mia amica e mio marito, stavano iniziando ad intuire.
<Temo però, che dovrò fare attenzione a voi due. La logica e l'emotività insieme può creare più danni di una tempesta. Farò il possibile, Comando permettendo e ti verrò a trovare, magari riuscirai a sistemare per bene . Il medico di bordo è facile da convincere, basta chiedere per favore. Emotivo, non avrà la fama del dottor McCoy dell'Enterprise, ma è molto competente.> dissi pacatamente.

Quando disse che le avrebbero dato altri impegni e poi dell'ammutinamento alzai nuovamente il sopracciglio.
<Non fatico a crederci, il problema delle nostre responsabilità è proprio questo: per ogni soluzione trovata, arrivano altre situazioni da risolvere e magari in minor tempo. Mi è bastato un ammutinamento ad inizi carriera, non vorrei essere dalla parte del torto adesso.> dissi, ripensando al mio periodo come navigatore alla Constellation: essere sopravvissuta considerando l'animosità dell'ammiraglio nei miei confronti, non era così scontato.
<C'è un detto umano che potrebbe essere calzante. Tieniti alla sedia.> dissi. Rimasi in silenzio per un lungo istante, guardando il volto di Korinna, verbalizzare il mio dubbio era più difficile di quanto credessi.
<Mestral vorrebbe avere un figlio e per essere un vulcaniano sta iniziando ad essere impaziente. Ammetto di aver accettato in parte questa missione da parte del Comando per darmi più tempo per pensare, ma non avevo del tutto tenuto conto degli effetti sull'equipaggio a lungo termine, anche perché la missione doveva essere conclusa due settimane fa. In ogni caso, logica non mi sta aiutando: siamo arrivati entrambi in una situazione lavorativa accettabile e sarebbe ottimale avere un figlio. Tuttavia non sono in una posizione per lasciare la plancia. Non ho mai pensato ad avere figli, non con i miei genitori come esempio e ora, beh, sono in una posizione complicata.> ammisi. Era la prima volta che ne parlavo con qualcuno ed effettivamente, ammettere che qualcosa che non andava, non era poi così male. 

Korinna Suder

Betazoid

Korinna rivolse un sorriso all'amica, sapeva che non era sua abitudine mentire per tirarsi fuori da discussioni complicate e se affermava che avrebbe fatto il possibile per venirla a trovare, così avrebbe fatto. La Betazoide annuì leggermente, in segno di gratitudine, ma allo stesso tempo certa che anche a T'Dal avrebbe fatto piacere prendersi qualche giorno di vacanza su Cyndriel.

T'Dal le strappò invece una risatina frustrata quando le ricordò che risolvere un problema non avrebbe significato potersi finalmente godere una pausa, ma che, come sempre, sarebbero sorti altri problemi. Non è che Korinna non ne fosse consapevole, ma le piaceva raccontarsi quella piccola bugia che, una volta venuta a capo di qualcosa, i problemi sarebbero finiti. Si drizzò poi con un'occhiata interrogativa quando l'amica le suggerì di tenersi alla sedia: non era un detto che avesse mai sentito prima e le servì qualche frazione di secondo per intuirne il possibile significato: doveva trattarsi di qualcosa davvero in grado di scuotere un pianeta se perfino ad una Vulcaniana era necessario qualche istante per riuscire a formulare il discorso. Decise comunque di non intervenire con una battuta, questa volta. Non era in grado di leggere i pensieri di T'Dal a quella distanza, ma aveva esperienza sufficiente da capire che doveva trattarsi di qualcosa di serio e l'umorismo sarebbe stato fuori luogo.

Ascoltò in silenzio l'intero discorso, poi si prese a sua volta un breve istante per riflettere, prima di rispondere: quella questione stava probabilmente contribuendo ad aggravare il peso della missione di T'Dal. Sembrava che per lei fosse particolarmente difficile parlarne e Korinna aveva da tempo rinunciato a capire le reticenze che i vari popoli della Galassia sembravano avere riguardo a questo o quell'argomento. Ognuno sembrava avere il suo tabù. <Eh... Vulcaniani...> sospirò. <Permettimi di farti da controparte razionale, per una volta: qui siamo abbondantemente nel mio campo> rispose avvicinandosi al monitor con un sorriso cordiale <Quando sei nel bel mezzo di una battaglia, con i deflettori che stanno per cedere, gli avversari con un piano di attacco difficile da intuire, danni e feriti ovunque... non cerchi di risolvere tutto assieme. Affronti una questione alla volta> le ricordò. <Mestral vorrebbe avere un figlio ed è impaziente> disse, contandolo sulle dita come prima questione. <Non sei in una posizione che ti consenta di lasciare la plancia> ripeté, alzando un secondo dito. <... posso contare la parte dei tuoi genitori come "ho paura di far soffrire mio figlio quanto ho sofferto io"?> chiese, alzando un terzo dito. Sapeva che nessun Vulcaniano avrebbe mai formulato la questione a quel modo, ma sperava che l'amica avrebbe compreso la ragione per cui riteneva necessaria quella traduzione e le avrebbe concesso la "licenza poetica".

<Cosa ancora più affascinante: hai notato che in tutto questo discorso tu non ci sei?> chiese, richiudendo le dita e tornando ad affondare nella propria poltrona. <Ho la sensazione che tu stia evitando la domanda centrale che potrebbe semplificare la tua "posizione complicata". Se tutte queste questioni non fossero parte del problema... cosa vorrebbe T'Dal?>
Logic is the beginning of wisdom, not the end of it

T'Dal Zayrus | Vulcan

<Dovrei chiedere conferma a Numero Uno sulla correttezza del suddetto modo di dire umano, non sono certa. Mi sembra corretto, ma non del tutto.> riflettei ad alta voce, intendendo il mio primo ufficiale e guardando poi la mia amica. Avevo un'ottima memoria, mi era sempre tornata utile, ma forse la stanchezza che non volevo iniziava a questa cosa. Il mio primo ufficiale era esattamente ciò come lo cercavo, chiesi una persona che non avete paura di contestare i miei ordini se qualcosa non dovesse andare bene. Non era una cosa logica, ma avevo iniziato a far affidamento ai sentimenti degli altri ufficiali di plancia. 

Quando Korinna mi disse di permetterle di essere la mia controparte razionale, feci un cenno affermativo con la testa. Accettai l'idea che proprio fosse proprio lei a farlo e ne provai segreta gratitudine; mentre cercai di rimanere all'esterno il più neutrale possibile. 
Alzai un sopracciglio quando iniziò ad alzare le dita, per poi alzare entrambe le sopracciglia al terzo dito alzato, ma accettai quell'affermazione. Korinna aveva colpito nel segno con i tre punti, tutti e tre. Lasciai uscire un piccolo sospiro quando Korinna mi chiese dove fossi finita in quel sorta di equazione. 

<Fino ad ora ho sempre considerato la mia presenza nell'equazione non rilevante, i miei doveri hanno la precedenza sulla mia vita privata.> dissi in un primo momento, ma sapevo che non era logico né giusto, essere così sfuggente con le mie risposte. Avevo tirato fuori io la discussione e quanto meno dovevo darle una spiegazione.
<Tuttavia, dato che me lo chiedi e so che le tue abilità non arrivano fino a qui, come la mia fusione mentale non è possibile, per mostrarti con chiarezza cosa intendo... Se tutto fosse diverso, credo che potrei fermarmi e valutare di creare una famiglia. Tu sei madre e sebbene sia illogico paragonare la mia vita alla tua, ho iniziato a pensare che avessi dovuto ritirarmi dal servizio attivo anche io, invece di stare ben lontano da New Vulcano per tutti questi anni.> ammisi, non parlando apertamente del Pon Farr.

Korinna Suder

Betazoid

Korinna non poté fare a meno di sorridere a quell'ultima affermazione: <Il pragmatismo dei Vulcaniani non finirà mai di sorprendermi: credo tu sia l'unica persona che conosco al di fuori di questo sistema a considerare le nostre abilità telepatiche una via desiderabile per chiarire rapidamente le questioni...> confessò, distraendosi a giocherellare un momento con una ciocca di capelli castani che le incorniciava il volto. <Sai... da quanto mi racconti sospetto di non avertelo mai detto... ma a me è successa la cosa opposta. Non fraintendere: amo mio marito e ora come ora non riuscirei ad immaginare la mia vita senza Tomi... ma mi sono chiesta se non sono stata un po' troppo precipitosa a lasciare la Flotta e voltare pagina. Dopo quanto accaduto una decina di anni fa mi ero sentita tradita, mi era sembrato di aver dedicato la mia vita a degli ideali, convinta che fossero condivisi dal Comando, per poi scoprire che mi ero illusa. Non riuscivo ad accettarlo e feci l'unica cosa che all'epoca mi sembrava in mio potere fare: voltai le spalle a tutti quanti. Te compresa. E come te tanti altri ufficiali capaci che hanno deciso di rimanere per rendere la Flotta un'organizzazione migliore. Negli anni mi sono trovata più volte a ripensarci.> raccontò con la mente che sembrava vagare altrove.

<Come sai, quando Sheppard fu rimosso dal suo incarico il Comando mi propose di rientrare in servizio, ma Tomi era ancora piccolo e non mi andava di imbarcarmi in chissà quale missione senza sapere quando sarei potuta tornare a casa. Concordo che non sia giusto paragonare la mia vita alla tua, ma forse, alla fine, il fulcro della questione è sempre lo stesso: fino a che punto è possibile conciliare i bisogni di una famiglia con le responsabilità di un lavoro che pretende costantemente la tua presenza e attenzione?> ragionò, senza realmente avere una risposta univoca. Alla fine Korinna aveva trovato il proprio equilibrio, ma T'Dal avrebbe dovuto ritagliarsi il suo: sapevano entrambe che non poteva prendere quella decisione per lei.

<Da quello che mi racconti posso solo darti la mia impressione: mi sembra che tu abbia ragionato a lungo sull'idea di un figlio. Sai che Mestral ne sarebbe felice... o quantomeno l'equivalente vulcaniano di "felice". Le uniche cose a trattenerti sembrano essere la paura di non dimostrarti all'altezza, che sono certa saprai reprimere adeguatamente, e il tuo lavoro... al quale nessuno ti chiede di rinunciare. So che per i Vulcaniani non è socialmente accettabile prendere decisioni basandosi sui propri desideri, ma se così non fosse visti i pro e i contro in gioco non saremmo nemmeno qui a discuterne. Sei un capitano della Flotta Stellare, con il giusto impegno e un po' di supporto saresti in grado di rispettare i tuoi impegni con un figlio... anche se temo dovrai mettere in conto di rinunciare ad una certa dose di efficienza per un po'. Per come la vedo io, devi solo trovare una motivazione sufficientemente logica per spiegare ai tuoi colleghi che avere un figlio è la decisione migliore... qui però Mestral sarà sicuramente più qualificato di me per aiutarti.> concluse con un sorriso malizioso: la divertiva più di quanto avrebbe dovuto l'ironia del fatto che ciò che stava complicando inutilmente la questione fosse proprio una delle qualità che l'amica sembrava tenere in più alta considerazione.
Logic is the beginning of wisdom, not the end of it

T'Dal Zayrus | Vulcan

<Molto utile e risolverebbe un sacco di incomprensioni se ci pensi.> dissi guardandola, effettivamente io e Korinna eravamo da sempre state due opposti, anche come razze: una estremamente sensibile ai sentimenti mentre l’altra perseguiva logica. Ero abituata a reprimere i miei sentimenti, ma solo con Korinna ero riuscita ad essere sempre diretta. La guardai con attenzione quando mi disse che lei si era considerata troppo precipitosa a lasciare la Flotta.
Riflettei, me ne aveva mai parlato? No, per qualche motivo Korinna non ne aveva mai fatto parola e io non avevo mai chiesto le sue motivazioni in realtà. <No, non me ne avevi mai parlato e non ne avevo idea. Ho sempre trovato piuttosto precipitoso il tuo ritorno a casa, ma pensavo fosse dovuta a qualche problematica a casa. Non ho mai chiesto per questo motivo.> dissi guardandola, effettivamente quando si trattava di questioni private, i vulcaniani tendevano essere riservati e non indagavano oltre. <In ogni caso, io faccio solo il mio lavoro, non ho nessuna presunzione di rendere la Flotta un posto migliore, quel desiderio lo lascio ad altri, ma comprendo il tuo punto di vista. In ogni caso, hai fatto una scelta che sebbene potesse essere impopolare, non mi sembra totalmente illogica. Io non mi sono offesa in ogni caso, non ho sentimenti da ferire.> dissi guardandola, sapendo che Korinna era a conoscenza che non era del tutto vero.
Alzai le sopracciglia, entrambe, dopo le sue parole di Mestral, ci avevo già pensato e dovevo ammettere che pensai di parlarne anche con il medico di bordo, ma ammetterlo alla mia amica oppure no? Decisi di non ammetterlo direttamente.
<D'accordo, mi arrendo, dovrò parlarne anche con lui e poi con il comando. Credo che la nave stia aspettando questo tipo di notizia, perciò non credo sarà una notizia sconvolgente.>
Pagine: 1 2