TFB Vulcaniani in visita
#1

Logic is the beginning of wisdom, not the end of it

T'Dal Zayrus | Vulcan

Da quando parlai con Korinna, riflettei. Meditai per cercare di arrivare ad una conclusione e decisi alla fine di avvalermi anche dell’aiuto del primo ufficiale medico, dopo aver parlato direttamente con il Comando di Flotta, poco prima di sbarcare tutti quanti per una meritata licenza. Normalmente avrei trovato il modo di tenermi occupata e probabilmente non sarei sbarcata per trovare il modo di lavorare ancora un po', ma effettivamente ero esausta come tutti gli altri e avevo intenzione di onorare il mio impegno con Mestral e Korinna.
Da quando parlai con Korinna, scoprii che il mio desiderio di diventare madre era un piccolo fuoco e che sarebbe stato difficile da spegnere, così mi trovai ad analizzarlo e approfondire. Mi ritrovai a leggere tutti i regolamenti, i codici, le appendici.... ma nonostante ciò, continuava ad esserci un "ma" che aleggiava e che non riuscivo ad articolare. Decisi di andare a parlare con il medico di bordo, prima che anche lui scendesse.
«Capitano, vorrei ricordarle che esiste il congedo parentale. Nessuno di noi avrebbe qualcosa da eccepire a tal riguardo.» disse il dottore.
«Ne sono ben consapevole, dottore e sto cercando di trovare una soluzione a questo dilemma; in quanto non ho alcuna intenzione di lasciare il comando della Saratoga.» fu la mia risposta.
«Potrebbe gentilmente dirmi, perché non vuole tornare su New Vulcano? Capisco bene che lei è dedita al suo lavoro, me ne sono reso conto tempo fa, ma questo discorso non è da lei. Sono certo che se andassi da chiunque su questa nave, persino chi aveva pregiudizi agli inizi di servire sotto un capitano vulcaniano e donna, direbbe che dare precedenza alla sua famiglia sarebbe un’ottima idea. Dovrebbe accettare il congedo e tornare non appena la situazione lo consentirebbe. Sa che lla attenderemmo a braccia aperte. In ogni caso, capitano, lei si è dimostrata un’ottima guida, so che ci sono stati degli episodi spiacevoli ad inizio carriera, ma ognuno di noi la rispetta e per quel che vale, proviamo affetto nei suoi confronti; per questo se lei dovesse scegliere di andare in congedo di maternità ne saremmo tutti felici
Lo guardai, ammettendo con estrema difficoltà dato che non mi aprivo facilmente su quell'argomento «Non ho mai accettato la distruzione del mio pianeta e la morte di mio padre ben precedente al mio arrivo all'Accademia, nonché non ho un bel rapporto con mia madre. Non voglio tornare, nonostante la presenza di mio marito e di mio fratello maggiore, per via dei ricordi e New Vulcano non potrà mai essere casa mia, come non la è il pianeta Terra.»
«Se vuole, faremo una seduta privata e parleremo più approfonditamente. In ogni caso, capitano, ce la farà. A qualcun altro direi che dovrebbe solo avere pazienza, ma a lei non devo raccomandarlo. So che la pazienza è una sua virtù, o non sarebbe al comando di una nave stellare.» disse il dottore e accettai la pacca amichevole che l'uomo mi diede su una spalla, sebbene poi si fosse scusato.
Accompagnata da quelle parole, quando scesi su New Vulcano, parlai con Mestral che accolse la novità con gioia: se tutto sarebbe andato secondo i piani, saremmo diventati genitori. Avrei dovuto parlarle con il comando, avrei dovuto prendere delle scelte, ma meglio non affrettare il tutto.
Come promisi a Korinna, organizzammo poi il viaggio a Betazed e con la mia amica, ci accordammo per il lago.
Quando io e Mestral scendemmo sul pianeta, nonostante sapessi che Korinna sarebbe venuta a riceverci, cercai al fianco il phaser che non trovai.
«T'Dal, vorrei ricordarti che non sei in viaggio di ricognizione, ma sei a riposo. » disse Mestral alzando un sopracciglio.
«Lo so.» ammisi pacatamente.
In realtà, trovavo difficile abituarmi all'idea che non ero lì per lavorare, ma per rendere almeno un giorno... non produttivo.
Quando vidi Korinna dissi insieme a Mestral, facendo il saluto vulcaniano «Siamo qui per servire» 
 

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#2

Korinna Suder

Betazoid

Sul volto di Korinna si allargò un sorriso sincero: le era sembrata trascorsa una vita intera dall'ultima volta che aveva visto l'amica di persona. Per altri probabilmente non avrebbe fatto una grande differenza, considerando che comunque continuavano a sentirsi regolarmente, ma per un betazoide la differenza era letteralmente tangibile. Scordatelo. Mi hai promesso che ti saresti presa una vacanza, quindi cerca di attivare quella modalità... e non provare a brontolare, sento che Mestral è d'accordo con me puntualizzò, conoscendo i due vulcaniani abbastanza da sapere che non sarebbero stati infastiditi da quella piccola intrusione nei loro pensieri. Benvenuti aggiunse, proiettando verso T'Dal la propria gioia nel vederla e l'affetto che provava per lei: non c'era alcun modo che Korinna conoscesse in cui quella sola parola avrebbe potuto altrimenti convogliare tutti i significati che aveva per lei.

Seguitemi, vi faccio strada... disse allegra, avviandosi lungo uno stretto sentiero circondato da arbusti rigogliosi: avevano deciso di affittare una delle tante casette immerse nel verde e non ci volle molto prima che il sentiero si aprisse su un piccolo prato. Tomi non li sentì nemmeno arrivare: il bambino, che ormai aveva raggiunto otto anni, se ne stava disteso a terra su una coperta colorata, apparentemente concentrato a studiare i fili d'erba. Tomi! lo chiamò Korinna, perplessa nel non riuscire a percepire la presenza del marito. Il bambino si limitò a drizzare la testa un istante, il tempo di notare i due alieni accanto a sua madre, poi parve combattuto se tornare a concentrarsi sulla fila di insetti che stava studiando o se l'arrivo di due alieni fosse più interessante.

Dov'è tuo padre? si informò Korinna, ma il bambino si limitò a stringersi nelle spalle in risposta ha detto che voleva farvi una sorpresa. E' andato da un po'. rispose, mettendosi a sedere per studiare gli sconosciuti dalle strane orecchie a punta siete vulcaniani o romulani? si informò. A scuola avevano fatto una ricerca sui popoli della Federazione, ma distinguerli dal vivo non era così facile e l'ultima volta che aveva visto T'Dal era evidentemente troppo piccolo per poterla riconoscere.

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#3

Logic is the beginning of wisdom, not the end of it

T'Dal Zayrus | Vulcan

Guardai Korinna e ricambiai a modo mio il sentimento, che trovai caloroso e tentai di rispondere allo stesso modo. Non mi aspettavo nessun risultato, ma volevo provarci: eravamo pur sempre due specie telepatiche, sebbene la mia fosse più una telepatia.. tattile e come tale dovevo toccare la mia amica per una fusione mentale; al contrario il matrimonio con Mestral, il nostro legame costituito dal matrimonio permetteva di mandarci immagini e parlare mentalmente.
Quando Korinna disse che Mestral sarebbe stato d’accordo con lei, mio marito non fece niente per smentire quella cosa, che effettivamente… era corretta.
«Corretto, credo che faccia bene a staccare, sebbene la nostra cultura non preveda.. questo genere di pause.» disse Mestral guardandomi.

Seguimmo Korinna in silenzio, entrambi guardandoci intorno e guardai Tomi: era cresciuto moltissimo dall’ultima volta che mi vide e sebbene rimasi parzialmente delusa dal fatto che non mi avesse riconosciuta, beh era sicuramente passato troppo tempo, l'ultima volta era sicuramente troppo piccolo per avere dei ricordi nitidi della sottoscritta e comunque non era vulcaniano.

Alla domanda del bambino, serrai la mandibola leggermente.

Sapevo che Mestral aveva lo sguardo su di me e sentii la sua voce grazie il legame. // T'Dal è un bambino, non credo conosca la differenza tra noi e i romulani, che devo ricordarti che la differenza è molto labile. Non credo nemmeno sappia della sorte del nostro pianeta natale. Vorrei ricordarti che nemmeno io sapevo quanto ti abbia fatto male la distruzione di Vulcano da parte di Nero e me ne hai parlato solo qualche giorno fa.//
//Non era necessario che tu sapessi.//
//Beh, siamo sposati, la logica suppone che questo argomento possa essere un argomento di discussione.//
Ci guardammo e mi resi conto di aver fatto la mia solita espressione di tacita rassegnazione che avevo acquisito da quando ero al comando. In quel momento, nella nostra conversazione privata sospirai, prima di rivolgermi al bambino.
«Siamo vulcaniani. Credo sia passato davvero troppo tempo dall'ultima volta che ti ho visto. Dovrebbero essere passati sei anni e cinque mesi.» risposi, riflettendo poi ad alta voce. Avevo legami, li conservavo, li tenevo stretti il più possibile ma il lavoro aveva la precedenza e persino Betazed, che avevo già avuto di visitare una volta, aveva iniziato a sembrarmi… vagamente ostile ed ero sulla difensiva. Tutto il mio mondo era dentro la cabina della Saratoga e capivo perché la maggior parte dei capitani non aveva famiglia: il loro lavoro li teneva concentrati lì. Mi chiesi per un momento che stesse facendo il mio primo ufficiale. Si comportava bene sul lavoro, perché si stava prendendo le sue prime libertà, cosa che apprezzavo, avevo necessità di avere un punto di vista emotivo e di discutere con lui di ciò che accadeva in missione.

«Questi sono i nostri vestiti tradizionali. Sebbene, mia moglie stesse per venire con la divisa e ho dovuto convincerla.» disse Mestral pacatamente prima rivolto al bambino, poi a Korinna, riportandomi al momento presente.
«Sarebbe stata utile nel caso ci sia un’emergenza
«Devo ricordarti che il comando ha già abusato troppo della Saratoga? è logico lasciarvi risposare. L’emergenza può essere gestita da un tuo collega.»
"Ecco, ci risiamo." pensando guardandomi intorno.

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#4

Korinna Suder

Betazoid

Korinna sorrise grata in direzione dell'amica: sapeva che per cultura i vulcaniani non amavano mostrare le proprie emozioni ed il fatto che per lei T'Dal fosse disposta a fare un'eccezione a ciò che decenni di addestramento le avevano insegnato, era una dimostrazione di amicizia più forte di qualunque parola avesse potuto pronunciare. Ora che erano a breve distanza, tuttavia, cominciava ad apparirle evidente quanto, in tutti quegli anni, fosse riuscita a nasconderle quanto profondo fosse diventato il legame con il suo lavoro e quanto questo la stesse logorando. Il modo in cui accolse la domanda di Tomi, poi, andava ben oltre il limite di quello che, per un vulcaniano, sarebbe stato considerato un brutto esaurimento nervoso.

Korinna lanciò un'occhiata confusa in direzione di Mestral Perché non mi hai chiamata per dirmi che era in queste condizioni? protestò, cercando di raggiungere telepaticamente il vulcaniano. La telepatia interspecie non era certo una scienza esatta, ma contava sul fatto che il suo legame con T'Dal fosse sufficientemente radicato da consentirle di conversare con il marito. Se così non fosse stato, era comunque perfettamente in grado di leggere i pensieri dell'uomo, a meno che lui non si mettesse d'impegno per allontanarla, con tutta la sua disciplina vulcaniana. Lo sai che fatico a leggere come sta davvero a distanza! insistette: le specie non telepatiche sembravano aver sviluppato una qualche capacità di intuire le emozioni altrui da tutta una serie di segnali non verbali, ma su Betazed sarebbe stata una competenza inefficiente quanto inutilmente ridondante e pochi l'avevano almeno in parte sviluppata. Farlo con un vulcaniano che si impegnava attivamente per non dare a vedere che si trovava in difficoltà, sarebbe stato probabilmente al di sopra delle capacità di chiunque, ma Korinna non poté fare a meno di sentire che, in qualche modo, aveva fallito proprio dove avrebbe dovuto dimostrarsi competente.

Ah. Non mi ricordavo. ammise il bambino, per poi studiare gli abiti su cui il vulcaniano aveva portato la sua attenzione Questi sono i nostri vestiti... normali disse, raddrizzandosi per far vedere la sua maglietta, di un colore cangiante che passava dal grigio all'azzurro sotto ai raggi del sole. Si trattava di abiti moderni, non molto diversi da quelli in uso nel resto della federazione, nonostante emergesse chiaramente il gusto betazoide nel taglio elaborato. Mamma, noi li abbiamo dei vestiti tradizionali? si informò, ritrovandosi a pensare che quello era il modo in cui si era sempre vestito. Korinna sorrise al pensiero di abbandonare l'abbigliamento moderno, dubitava che qualcuno avrebbe avuto qualcosa da ridire, ma allo stesso tempo avrebbero attirato particolarmente l'attenzione. Sì... hai presente gli abiti che indossano i signori anziani quando andiamo al tempio? Non sono molto comodi per giocare. precisò, anticipando la successiva domanda del bambino. Tomi parve soddisfatto della risposta e Korinna riprese a fare strada attraverso il giardino.

E' stato piacevole il viaggio? si informò, accompagnandoli verso un tavolo in legno di fronte all'ingresso dell'abitazione, coperto da una pergola di fiori rosa. La temperatura lì era gradevole ed il sole del primo pomeriggio filtrava tra le piante quel tanto necessario senza dare fastidio. Posso offrirvi qualcosa? Un tè, un aperitivo, un dolce...? propose poi.


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#5

Logic is the beginning of wisdom, not the end of it

T'Dal Zayrus | Vulcan

Mestral sentì che Korinna cercava di parlare con lui tramite il legame telepatico e accolse quella muta richiesta. Ricambiò lo sguardo lateralmente, mentre guardava T’Dal.
//Non ti crucciare Korinna. Io stesso sono stato completamente colto alla sprovvista ed è per questo che non ti ho contattato prima; è riuscita a tagliarmi fuori dalla sua mente o comunque mostrarmi solo quello che desiderava. Sembrava stesse bene e al suo ritorno a casa ho iniziato a capire che si comportava in maniera totalmente illogica. Quando l'ho vista l'ultima volta di persona, sempre con i gradi di capitano, non agiva in questo modo.// disse Mestral in un primo momento. Non era mai stato una persona di molte parole, ma decise di aggiungere qualcosa in favore della betazoide, glielo doveva, soprattutto per il rapporto di amicizia che si era venuto a creare negli anni. //Ho solo una speculazione e nessun fatto in favore della mia tesi, ma deve essere successo qualcosa sulla Saratoga che l'ha turbata e che ha riaperto qualche vecchia ferita non sanata. Non ho mai visto quel micro movimento della mandibola di mia moglie alla parola "romulani", siamo stati associati innumerevoli volte ai nostri fratelli perduti, tuttavia non si è mai irrigidita in questo modo. Io stesso ho scoperto solo da poco che la distruzione del nostro pianeta natale - e da allora sono passati quattordici anni - l'ha sconvolta più del previsto e non ha reale intenzione di fermarsi su New Vulcano in quanto non riconosce il pianeta come... nostro. Pensiero illogico che non comprendo. Sto pensando o di fare una fusione mentale forzosa o di coinvolgere mio cognato Elieth, ma non ho intenzione di arrivare a quel momento.// ammise l’uomo. Non disse altro, lasciando intuire a Korinna che una fusione mentale forzosa sarebbe stato un atto di violenza e non voleva fosse attuata, né da lui né dal cognato.
//Conto che questa piccola vacanza le faccia bene. Lontana dalla plancia e dai doveri della federazione. Le ho consigliato di lasciare il lavoro per un po', il necessario per rimettersi, ma non credo accadrà.// disse lui serio, mentre notava che T’Dal guardava i vestiti del bambino seriamente.

Guardai il bambino e gli dissi indulgente «Sono molto belli, Tomi.» per poi chiedere, scherzosa a modo suo «Tua mamma potrebbe sostenere che sono vecchia, dato che gli anziani del tempio sono tutt'altro che giovani. Forse è vero. Tu cosa dici?»

//Questa domanda è più da lei, fortunatamente.// disse Mestral mentalmente a Korinna, per poi dire alla moglie //preferisco i nostri, questi sono troppo vistosi, sebbene noi abbiamo un clima più desertico a casa.//
//Questo è vero.//
«Piacevole, sì e dato che il viaggio è stato tranquillo, sono riuscita a mettermi in pari con la burocrazia.» disse T'Dal.
«Non dimenticare le meditazioni e il fatto che siamo riusciti ad accordarci per il fattore progenie. Tomi potrebbe avere un amico, sebbene sia decisamente più grande.»
«Corretto. Per rispondere alla tua domanda, the vulcaniano andrebbe più che bene.» disse T'Dal, il the vulcaniano era diventato la sua bevanda preferita negli anni e ne abusava molto anche durante il lavoro.
«The vulcaniano anche per me. Tuttavia, se tu prendi un aperitivo o qualcosa da mangiare fallo per tutti e tre se non hai già pranzato. Sarebbe logico condividere una bevanda tipica betazoide. Conoscendo mia moglie, dovresti essere a conoscenza delle nostre abitudini.» disse Mestral pacato, intendendo che fossero vegetariani e che i vulcaniani non mangiavano con le mani.

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#6

Korinna Suder

Betazoid

Korinna non riuscì a trattenere un'occhiata sorpresa in direzione del vulcaniano Per le Quattro Dee, Mestral! Non ci pensare nemmeno! La vostra telepatia ha la delicatezza di un phaser... è una mia impressione o se non fosse d'accordo nel consentire una fusione mentale, la cosa potrebbe concludersi molto male per tutti i coinvolti? No... ci penso io. Senza sotterfugi. precisò, riflettendo un istante sulle parole del vulcaniano. Qualcosa accaduto sulla Saratoga... non ricordava niente di particolarmente rilevante tra quanto T'Dal le aveva raccontato e non conosceva a sufficienza nessuno dei membri del suo equipaggio per farsi passare qualche voce di corridoio. Comunque... il regolamento della Flotta prevede che un capitano possa essere messo a riposo forzato se il medico di bordo lo ritiene necessario. Potrebbe essere un'opzione che vuoi prendere in considerazione. suggerì Korinna, spostando lo sguardo sul bambino accanto a lei.

Tomi non dovette fermarsi molto a riflettere non sono i vestiti che ti fanno capire chi è vecchio: se sei vecchia devi avere le rughe e i capelli bianchi. spiegò pazientemente alla vulcaniana. Korinna si limitò a lanciare un'occhiata divertita in direzione dell'amica: per quanto la riguardava, la logica di suo figlio era ineccepibile.

Hai usato il viaggio per lavorare? chiese Korinna con un'espressione decisamente esasperata. Capiva che ci fosse molto da fare, ma forse era il caso di rispiegarle dalle basi il concetto di "vacanza". Le successive parole di Mestral, comunque, riuscirono a suscitare la sua curiosità: Aspetta, come? chiese, colta del tutto alla sprovvista. Congratulazioni! Mestral, poi devi spiegarmi come l'hai convinta, l'ultima volta che l'ho sentita continuava ad accampar scuse per rimandare. disse, rivolgendo a T'Dal un sorriso malizioso.

Fu in quel momento che un rumore di passi sulla ghiaia del vialetto attirò la sua attenzione Nat! Eccoti qui! esclamò ti ricordi di T'Dal e Mestral, vero? chiese, presentando i due vulcaniani. Lui le mise in mano un pacchetto con aria complice e Korinna lo riconobbe all'istante: Nat ci ha portato il dolce annunciò, posando il pacchetto sul tavolo per scartarlo mentre l'uomo salutava gli ospiti.

Tomi, c'è la torta! chiamò Korinna, sapendo che il bambino non si sarebbe tirato indietro, ma questa volta Tomi esitò se mangio una fetta piccola poi lo posso fare lo stesso il bagno? si informò sospettoso. Se poi aspetti, sì rispose Korinna, ma non era la risposta che Tomi sperava. Allora io niente... adesso posso andare a giocare con Len e Sarina? chiese. I Vulcaniani probabilmente non erano vecchi, ma erano comunque troppo vecchi per poter essere dei compagni di giochi interessanti. Sì... dove andate? si informò Korinna. Tomi parve pensarci un istante possiamo salire al torrente? contrattò, ma questa volta fu Nat a intervenire: solo se rimanete nella parte bassa e se vi spostate avvisate i genitori di Len. rispose in un tono che non ammetteva repliche. D'accordo. esclamò il bambino, allontanandosi di corsa per raggiungere la casetta dei vicini.

Vado a preparare il tè disse Korinna, allontanandosi un momento. Tu cosa prendi? aggiunse telepaticamente in direzione del marito.
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