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Una festa in maschera nel Continuum
#1

Nonostante tutto quello che faceva, QUEL momento arrivava sempre. Si era stufato di 'tormentare' gli studenti dell'Accademia della Flotta Stellare con l'identità di George Byron, professore di Storia Interstellare, e si era stufato anche di combinare disastri come Eveh s'Keirianh, ufficiale della Tal'Shiar. Sia i cadetti federali che i romulani non erano sufficienti per sconfiggere ciò che più affliggeva Q: la noia. Così si era messo a leggere il giornale: cosa stava succedendo negli altri universi? Ed era stato allora che l'aveva scoperto.
Undici aprile 2013, Terra: anniversario della creazione del play by forum 'Star Trek GDR ~ Il futuro ha inizio'. Quale motivo migliore per organizzare una festa?
Ma come fare per invitare tutti? Trascinarli a forza nel Continuum? Dire loro 'sveglia! siete soltanto pg in un forum e bisogna festeggiare il compleanno di quel forum!'? Nah... gli amministratori avrebbero avuto qualcosa da ridire se lui avesse svelato la finzione da loro creata. E ormai li aveva tormentati così spesso che trovava noioso anche prendere il controllo del forum: era semplicemente deprimente guardare Neris e Emil tentare di cancellare l'account del master e tentare di recuperare il controllo del gdr. La prima volta era stato divertente, ma le volte successive aveva perso quel qualcosa che lo rendeva interessante: la novità.

Così aveva optato per una festa in maschera le cui regole fossero:
1 - presentarsi in maschera (nessuna tematica specifica);
2 - non rivelare la propria identità (le eventuali conseguenze avute dal non rispetto di questa regola - come l'inizio di una battaglia all'ultimo sangue tra federali e romulani - saranno benvolute da Q... ehm... non saranno considerate da Q come una propria responsabilità).
E aveva iniziato ad inviare inviti come George Byron nella Federazione Unita dei Pianeti, come Eveh s'Keirianh nell'Impero Romulano, come Lonar nell'Unione Cardassiana e via di seguito. I federali sarebbero stati invitati nella villa di cui si era approppriato che aveva affittato a San Francisco, sulla Terra; i romulani nella sua casa di Ki Baratan, su Romulus; e via di seguito... ma tutti, una volta entrati sarebbero stati a loro insaputa teletrasportati nel Continuum, il piano di esistenza extra-dimensionale abitato dai Q. Così si sarebbero incontrati nella grande sala creata dai poteri di Q, e le loro identità sarebbero state al sicuro (?) grazie alle maschere che indossavano. C'erano tutti i prerequisiti per una tranquilla (?) festicciola tra amici (?).

[Immagine: festa_q.jpg]
Ampio salone con una zona per mangiare e una per ballare.
È possibile richiedere ai camerieri tutte le prelibatezze dell'universo conosciuto... e sconosciuto.
#2

Claire Lan Mayfair
Augmented Human
Cammino per la sala, mentre la musica e il chiacchiericcio degli altri ospiti mi avvolge. Che ci faccio qui? Non posso fare a meno di domandarmi. Perché ho accettato l'invito? Ma la risposta è semplice: son rimasta così sconvolta dal fatto che quel topo di biblioteca del professore di Storia Interstellare avesse programmato una festa in maschera da non essere riuscita a dir di no. La curiosità era troppa. E ora che sono qui non posso negare che la cosa sembra essere interessante e che - forse, forse - George Byron è molto più di quello che sembra in apparenza, ossia un noioso e monotono storico. Ma non lo ammetterei mai a voce alta, ovviamente.

Per l'occasione ho recuperato quel poco animo cinese che è ancora vivo in me: indosso, infatti, un cheongsam, un abito tradizionale cinese, rosso con decorazioni floreali dorate, e una semplice maschera cinese bianca, rossa e nera. Il mio abito è composto da un unico pezzo, di seta, ed è piuttosto aderente. Le sue maniche sono corte e la sua 'gonna', dotata di uno spacco laterale, mi arriva fino alle caviglie. Il suo colletto è, come da tradizione, in stile coreano: alto e abbottonato con alamari che scendono in diagonale dalla base del collo fino all'ascella. Magari non è l'abito più comodo del mondo, ma è il primo che mi è venuto in mente quando - tra preoccupazioni ed esultanza per i recenti fatti (un colpo basso alla Sezione 31... o forse solo a Sheppard?) - mi son messa a ragionare su come vestirmi per andare alla festa. La mia acconciatura è abbastanza semplice, se si considera come avrei potuto sbizzarrirmi in un'occasione simile: è un semplice chignon intrecciato sulla nuca.

Mi sto avvicinando ai tavoli, cercando di trovare un angolino tranquillo dove riflettere e tormentarmi sulle attuali condizioni della Sezione 31, quando vengo intercettata da un cameriere. Un cameriere vestito con i tradizionali abiti eleganti neri e bianchi della sua professione sulla Terra, ma con in più una semplice maschera bianca che gli copre il volto. Con la mano tiene un vassoio con alcuni bicchieri pieni di un liquore dalla sospetta colorazione azzurrina. Che sia...? Mi domando, esterrefatta, mentre il cameriere mi chiede se desidero qualcosa. Ringraziandolo, prendo un bicchiere, iniziando a sorseggiarlo. Sì, è come pensavo... birra romulana. Oh, professore, da lei non me la sarei aspettata! Penso, mentre un lieve sorriso mi compare sulle labbra, non coperte dalla maschera. George Byron comincia a piacermi.

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#3

"George Byron" Mentre camminavo per la sala, appena entrato, riflettevo sul nome del 'misterioso' uomo che mi aveva mandato l'invito. Avevo infatti accolto con grande sorpresa la notizia del cortese gesto che avevo ricevuto, infondo questo Byron lo conoscevo solo per fama ed ero curioso di poterlo conoscere di persona. Ma il motivo principale per cui mi ero deciso a partecipare alla festa era un altro. Infatti Tarah mi aveva convinto ad accettare, non tanto per fare la conoscenza di questo professore ma piuttosto staccare dalla 'monotona' routine di capitano di una base stellare.

Man mano che procedevo verso il tavolo del buffett mi guardavo intorno accogliendo e rimandando cordialmente al mittente gli sguardi degli altri invitati. Era stata davvero una fortuna che la festa fosse in maschera: se avessi dovuto riconoscere qualcuno sarei scappato immediatamente, tutti sanno come sono fatto: non amo le feste e sapere che qualcuno l'indomani avrebbe spifferato in giro la mia partecipazione proprio non mi andava giù. Avevo deciso di nascondere abbastanza bene la mia identità. Le tipiche macchie che ogni trill ha sul corpo erano infatti sparite, a coprire il volto era presente una maschera inespressiva bianca lucida sul lato destro e nera lucida sul lato sinistro; il vestito non era molto elaborato: un semplice smoking con tanto di papillon in pieno stile 20mo secolo terrestre bianco/nero ma con i colori invertiti rispetto alla maschera: bianco sul lato sinistro, nero sul destro.

Arrivato al tavolo del buffet, osservai attentamente la vasta quantità di cibo presente sul tavolo. All'occhio saltava immediatamente a tutti una bevanda di colore blu/azzurro. "Birra romulana?" Pensai.
D'istinto mi era venuto di tirare fuori il comunicatore e far arrestare tutti visto che già non ero in vena di festeggiare, ma poi dissi tra me e me "Ma che te ne frega? Per una volta dimenticati di essere un ufficiale e cogli l'attimo!". Quindi fermai un cameriere e presi dal vassoio un calice di birra romulana, assaggiandone un sorso.
#4

Scarlett entrò nella sala guardandosi attorno curiosa. Era sola e non accompagnata da nessuno.

Aveva ricevuto l'invito dall'insegnante di storia interstellare e aveva accettato di buon grado di unirsi a questa festa dal momento che adorava gli eventi sociali che permettevano di conoscere nuove persone e rinsaldare i rapporti con i vecchi amici.

Aveva letto attentamente l'invito. Due soltanto le regole da seguire: presentarsi in maschera e non rivelare la propria identità. Ci aveva pensato a lungo.

"Da chi o cosa mi potrei vestire?"

La festa non aveva un tema prestabilito, quindi avrebbe seriamente potuto travestirsi da qualsiasi cosa. Iniziò a fare delle ricerche sulle maschere tipiche che si utilizzano in quel tipo di feste, ma non trovò nulla che la convincesse.

Quindi rilesse l'invito più volte mentre era sdraiata ormai sconsolata sul letto del suo alloggio...e si soffermò sulla firma. "George Byron..." ripetè ad alta voce "Bene è deciso!".

E fu così che ora si trovava quindi all'ingresso del salone vestita da George Byron, con tanto di parrucca. Si sentiva un po' a disagio ad essere sincera e probabilmente dai suoi occhi si poteva intuire che era solo una persona mascherata, però le si avvicinarono comunque un gruppetto di persone che da lontano la avevano scambiata per l'insegnante.

"Professore...vuole unirsi al brind...?". L'uomo che le stava facendo la proposta si fermò a metà della domanda mentre i suoi amici scoppiarono a ridere all'istante esclamando "Ottima maschera!"

Il gruppo la invitò a seguirla al tavolo del buffet che era piuttosto affollato dove prese un bicchiere contenente una bibita rosso scarlatto e si unì al brindisi del gruppo.
#5

Syvar S'chn R'xun
Vulcan/Romulan
Non posso che essere felice di aver avuto il permesso di scendere dalla IRW Khazara. Sarà che - dopo aver passato tutto quel tempo con quei dannati vulcaniani - non sono sono più abituato a confrontarmi con colleghi romulani o per il rischio-scempio-capelli, ma sulla nave mi sentivo un poco a disagio, così scendere su Romulus a prendere un po' di aria fresca mi ha fatto solo bene. E ricevere l'invito di Eveh s'Keirianh, mio collega nella Tal'Shiar, alla sua festa mi ha fatto piacere.

Così, eccomi qua, vestito completamente di bianco, quasi a sottolineare il colore dei miei capelli e la mia natura di albino. Quando mi son trovato a scegliere il mio travestimento ho passato molto tempo a riflettere su quale costume tradizionale scegliere. Da appassionato di antropologia ho studacchiato diverse culture di diversi pianeti, così mi son ritrovato a buttare giù e scartare idee su idee. Per disperazione sono anche arrivato a chiedere un parere alla mia madre adottiva, col risultato che lei ha invitato nella discussione anche la mia madre naturale... cosa che ha provocato un disastro cosmico. Mettere un vestito tradizionale vulcaniano! Ma quella è pazza! Mi ritrovo di nuovo a pensare, al ricordo della proposta di T'Shanik. Già odio l'idea di essere mezzo-vulcaniano, e lei deve sottolinearmi la cosa proponendomi quel...
"No non ci devo pensare, sono qui per rilassarmi." Mi ritrovo, involontariamente, a completare il pensiero in un sussurro.

Indosso un abito tradizionale terrestre, per la precisione giapponese. Porto un kimono, una gonna pantalone e un kariginu, una vestaglia esterna a maniche larghe che mi arriva fino alle ginocchia. Tutto rigorosamente bianco, tranne gli asa-gutsu (le scarpe) e l'eboshi (il cappello), entrambi neri. Sul volto indosso una maschera da volpe, bianca con alcune strisce rosse, e i miei capelli sono sciolti. Devo ammettere di essere stato tentato di vestirmi da donna, ma quando ho proposto l'idea Mijne e T'Shanik son riuscite a farmene pentire. Donne! In ogni caso, mi aspettavo di essere l'unico ad indossare un abito di origine terrestre, ma osservandomi intorno posso notare che mi sbagliavo: nella sala c'è di tutto e di più, abiti provenienti da diversi mondi... e la Terra è uno di questi. Passo accanto ad una ragazza vestita in stile cinese che sta sorseggiando birra romulana e mi ritrovo a sorridere. Ok, qui non c'è il rischio di fare la pecora nera: ma non so se sia un bene o un male. Alle volte mi diverto a fare lo 'strano' della festa, anche se... dopo New Vulcano... mm...

Mi avvicino al tavolo del buffet, continuando ad osservare le maschere delle persone intorno a me. Una volta arrivato, però, comincio a prestare attenzione alle bevande e alle pietanze. C'è un po' di tutto, e la maggior parte delle cose non so cosa siano e da dove vengono. Che scelgo? Mi domando, mentre il mio sguardo cade su un gruppetto che sta facendo un brindisi.

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#6

Mentre mi accingevo a bere un sorso di birra romulana, vidi davanti a me qualcuno con un'insolito abito. Un abito che non avevo mai visto prima. E sinceramente non capivo chi potesse essere... Ero appena entrato alla festa e ne avevo viste di tutti i colori, ma quello era definitivamente l'abito più strano che avessi mai visto. La maschera che ricopriva la faccia poi. Tutto quel bianco mi dava un mal di testa allucinante, poi pensai che probabilmente chi mi avesse visto avrebbe avuto la mia stessa senzazione; quindi mi calmai e cercai semplicemente di non guardarlo/la.
Dopo aver bevuto un sorso di quella fantastica quanto proibita bevanda, decisi che era ora di assaggiare qualcosa e godermi la festa. Portai lentamente lo sguardo sul tavolo del buffet, osservando man mano che ruotavo la testa ogni tipo di cibo sul tavolo. Era incredibile, non ne riconoscevo nemmeno uno, o meglio, forse uno si. Ma uno su una ventina/trentina nel mio campo visivo non era il massimo.
Decisi di assaggiare qualcosa che assomigliava molto a un sufflè di Hasperat Bajoriano, per farlo dovetti chiedere allo strano personaggio vestito di bianco di spostarsi.
"Scusi, posso?" dissi con tono cordiale verso quello che risulterà essere Nérios s'Rehu.
#7

Syvar S'chn R'xun
Vulcan/Romulan
Il mio interesse per il brindisi e per l'abbigliamento dei soggetti che lo stanno facendo, cala in fretta, nonostante l'affascinante travestimento da umano di uno degli invitati. Comincio ad osservare le pietanze presenti sulla tavola, rendendomi conto che son ben poche quelle che riesco a riconoscere. Ma, anche se mi piace studiacchiare un poco le culture altrui, non sono un gastronomo e raramente mi sono interessato ai prodotti alimentari di altri pianeti. Anzi, non posso nemmeno dire di conoscere tutti i prodotti tipici di Romulus!

Il mio sguardo passa, quindi, da un prodotto all'altro, cercando qualcosa di conosciuto. C'è di tutto e di più, da delle specie di salatini che si possono afferrare con una mano a piccoli piattini con assaggi di pietanze più complesse, come zuppe e paste. Tra tutti i cibi sconosciuti presenti sul tavolo del buffet, la mia attenzione ricade su qualcosa che (finalmente!) riesco a riconoscere: è una pietanza a base di grano, servita con un piattino al cui interno è presente anche una piccola forchetta. Lo osservo per qualche istante, mentre decido che fare: da una parte, vorrei non averla vista, dall'altra... è una pietanza che adoro, anche se non lo ammetterei nemmeno sotto tortura. Infatti, il lirs è uno dei cibi tradizionali vulcaniani che la mia madre naturale di tanto in tanto prepara su richiesta della mia madre adottiva. Quindi... che fare?

La mia mano si sta muovendo quasi contro la mia volontà cosciente verso il vassoio contenente i piattini di lirs, quando un cordiale "Scusi, posso?" mi distrae, facendomi rendere conto di cosa sto facendo. Mangiare un piatto vulcaniano davanti tutti i presenti potrebbe farmi perdere un po' di dignità, come se non bastasse quella che ho già perso per la mia natura mezza-vulcaniana. Anche se... siamo tutti in maschera... magari...

Scarto il pensiero, allontanando forzatamente mano e occhi dal delizioso piatto di lirs e costringendomi a guardare l'uomo che mi ha appena parlato. Il suo vestito, che ricorda anch'esso molto l'abbigliamento terrestre, ha un lato nero e uno bianco. Esattamente come la sua maschera, anche se con i colori invertiti. Interessante... Mi ritrovo a pensare, mentre mi sposto leggermente per permettergli di raggiungere la pietanza che desidera. "Certo..." Affermo in tono gentile, in modo da sottolineare il mio gesto.

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#8

Marjorie Hye Midway
Android
Ancora non riesco a convincermi che tutto questo sia accaduto davvero, probabilmente perché nei miei dati di memoria non è rimasto traccia dall'avvenuto. Fatto abbastanza ovvio visto che il mio androide originale e i dati in esso contenuto sono stati distrutti. La Mid di adesso è un backup che è stato ripristinato all'interno di uno degli androidi costruiti da Michael Midway, l'uomo che mi è di fianco proprio in questo momento e che è il mio accompagnatore in questa festa. L'uomo che io chiamo fratello e che mi chiama sorella. Quello che la parte umana di me si domanda è se sono la stessa Marjorie Midway di prima o se sono un'altra persona, una copia dell'originale Mid. Rifletto, mentre cammino per la sala e mi guardo intorno. Un quesito insensato per quanto riguarda invece la macchina che sono, ma che mi tormenta da quando sono stata riattivata. Chi sono io?

"Tutto a posto, mia sposa?" Mi domanda Michael. Non mi stupisco che non abbia detto 'sorella' ma 'sposa': il suo modo di parlare oggi dipende tutto dal travestimento che stiamo indossando. Un divertimento umano che temo di non essere ancora in grado di capire. "Sto bene, conte Dracula. Ti ringrazio per la tua premura, mio lord." Rispondo comunque, mentre osservo il suo strano abbigliamento, un completo completamente nero abbinato ad un mantello dello stesso colore ma con l'interno rosso e a una maschera 'pipistrellosa' sempre rossa. La stessa maschera che indosso io, insieme ad un abito da sera rigorosamente di colore nero e decorato da pizzi.
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