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TSE
 [Quest] a true Q-mess
#11

Rekon
Tellarite
Bambine, perché è da prima che nasceste che gioco a chi prende più calci in c*lo con questo pazzo universo... ribattè ghignando, intimamente lieto di aver trovato qualcuno che risponda a tono ad una provocazione. La Zaldan poi - forse per la natura decisamente schietta della sua razza - sarebbe veramente una compagnia gradevole, se non ci trovassimo in una situazione così di melma...
Ascoltò quindi con attenzione le parole della orecchie a punta, iniziando una lunga ed intricata serie di bestemmie in grado di far impallidire uno scaricatore di porto Orioniano quando capì che si trovava lì - ovunque fosse lì - non per un qualche magheggio Borg, ma per semplice noia di un essere che con tutta la sua presunta onnipotenza, avrebbe dovuto avere qualcosa di meglio da fare che rapire vecchi ingegneri dal loro alloggio per poi starli  a guardare come una zitella davanti alla nuova puntata della sua olonovelas preferita.
Ma quella sottospecie di... [serie di suoni che anche il traduttore universale, probabilmente vergognandosi, si rifiuta di tradurre in un senso comprensibile] non aveva nulla di meglio da fare stasera? Per la gloria del Grande Meccanismo, se è un essere onnipotente non dovrebbe occuparsi di affari di portata cosmica? Che so, controllare che i buchi neri non vadano ad ingravidare quasar innocenti o che le galassie non facciano strani accoppiamenti scontrandosi le une con le al...  si interruppe, rendendosi conto solo dopo un minuto buono di imprecazioni delle parole della cadetta umana.
Lanciò quindi un'occhiata al Borg immobile davanti a loro, prima di dire improvvisamente serio e mortalmente calmo 2266 eh? Ragazza e lanciò un'occhiata alla Zaldan, per far capire che parlava con lei per te ho una sola parola...Prima Direttiva Temporale*. E la cosa dovrebbe valere anche per te, Romulana... credo che nessuno di noi abbia voglia di infilarsi in un f*ttuto paradosso temporale, giusto?
Infine, quasi come se solo in quel momento si ricordasse della cosa, probabilmente perché poco importante rispetto al resto, concluse Comunque io sono Rekon, ed ero passeggero sulla U.S.S. Burlingame...guarda un po' diretto alla stessa bagnarola su cui serve la Zaldan...




*Prima Direttiva Temporale: Direttiva della Flotta Stellare che stabilisce che - in caso di contatto con persone o vascelli provenienti dal passato (ma anche in caso di spostamento nel passato) debbano essere prese precauzioni per minimizzare il trasferimento di informazioni sul futuro, così da evitare alterazioni nella linea temporale.
#12

Four of Nine
Liberated Borg
Inclinai la testa verso destra per portare nel sensore visivo borg l'immagine degli sconosciuti, un suono metallico seguì il movimento. Era uno dei miei impianti muscolari che stava assistendo al movimento delle fibre muscolari biologiche.

Un tellarite, una Zaldan, un'Umana e una Romulana. Grazie agli impianti craniali non mi fu difficile identificarli e trarne alcune conclusioni logiche come età approssimativa e sesso. Dall'uniforme riconobbi anche l'appartenenza alla Flotta stellare o meno di chi mi stava davanti. Non mi mossi di un millimetro quando il Tellarite iniziò a sbottarmi contro posso assicurare che non c'è traccia di chip isolineari nel mio corpo proferii con una voce assolutamente atona. Non c'era pericolo immediato, non rilevavo armi anche se l'unico individuo di sesso maschile tra i presenti brandiva un piccolo oggetto come se si trattasse di una spada o un phaser. Certo, un colpo in testa non mi avrebbe fatto bene, ma non era la mia preoccupazione principale.

Rimasi fermo ad ascoltare le altre conversazioni, incapace di comprendere a fondo tutte le sfumature di significato, specialmente quelle degli insulti in Romulano, ma la più giovane componente del gruppetto mi fece riflettere sulla possibilità di un viaggio nel tempo. Per noi borg non era una novità, ma era comunque una cosa piuttosto curiosa... Per quanto i borg non siano curiosi, piuttosto buoni investigatori.

Decisi poi di tagliare corto, dopo tutto stavamo sprecando il mio prezioso tempo, l'efficienza era tutto. Mi chiamo... (mi sforzai di non dire che era la mia designazione, una delle poche cose che ero riuscito ad imparare nel mio breve tempo da neo-individuo) ... Quattro di Nove, secondario aggiunto dell'unimatrice zero-due. Qual è la vostra designazione?. Il tono, sempre atono, da buon borg i miei processori vocali non erano abituati ad esprimere troppo sentimento.

Registrai i loro nomi, per coloro che si presentarono, poi continuai... Giacché era giusto informarli circa la loro ubicazione spazio-temporale attuale Vi trovate sulla sfera ribelle 236, in orbita attorno a SOl IV, settore zero-zero-uno. Anno 2383. Che cosa sta succedendo, e quali sono le vostre intenzioni?

Come dicevo, tagliai corto, avevo sentito parlare di Q quando ero ancora collegato al collettivo, ma i Borg non ne sapevano molto e io non potevo lasciarmi andare a congetture troppo azzardate.


"He’s so… human.” (She shudders.) "...Nobody’s perfect, Saavik."




#13

I'm not good in groups. It's difficult to work in a group when you're omnipotent.
Q

A quanto pare Q non si interessa delle vostre vicende, per lo meno non ne avvertite la presenza... Né sentite di nuovo la sua voce. La conversazione continua fino a quando dal nulla, una luce bianca accecante avvolge il Tellarite e la Romulana. A Q non piacciono gli insulti e le cattive parole, vuole solo divertirsi un po' alle vostre spalle...


  • Per i prossimi due turni, Rekon è trasformato in una bambina umana dell'età di 7 anni... Anche se la sua voce rimane quella originale.
  • Per il prossimo turno, Dhivael si trasforma in un'umana. Indossa l'uniforme della flotta stellare "old style", con gonna.

Alla fine dei turni, tornate alla forma normale con lo stesso bagliore bianco, tipico di Q.

#14

Rekon
Tellarite
Quando un lampo di luce bianca lo avvolse, Rekon rimase un momento interdetto, osservando le mani ora piccole e delicate, dotate di una pelle nivea e senza pelliccia. Si guardò intorno lentamente, con un'espressione perplessa, finché non noto la Romulana, il cui aspetto ora sembra quello di una qualunque umana della Flotta, anche se con una uniforme un po' demodée.
Quando infine aprì bocca, non fu per sparare insulti come forse tutti si aspettavano, ma per scoppiare in una fragorosa risata che parve alquanto strana per una creaturina così minuta.
Bah, e questa sarebbe la tua idea di punizione? borbottò parlando apparentemente al nulla, quando si fu ricomposto a sufficienza a me pare più lo scherzo di un bambino delle scuole d'infanzia...mia figlia...
Ma non continuò, mentre la pelle di porcellana del viso, circondata da un grazioso caschetto castano, si faceva leggermente più pallida. Apparentemente dimentico di ciò che stava per dire, il Tellarite in forma di bambina diede le spalle alle tre giovani donne della stanza e, con passo marziale che sarebbe probabilmente sembrato ridicolo dato il suo fisico attuale, si diresse verso una consolle installata in una parete. 
O, per lo meno, tentò di farlo. 4 di 9 si trovava sul suo percorso e, probabilmente non considerando di avere ora l'aspetto di un soldo di cacio alto meno di un metro e pesante forse quindici chili, Rekon gli andò a sbattere contro con l'evidente intenzione di scostarlo brutalmente dalla sua strada. Tutto ciò che ottenne, invece, fu di finire col sedere per terra in uno svolazzare della gonnellina color pastello.
E levati, sottospecie di scatoletta di transistor! sbraitò col suo solito vocione, rialzandosi ancor più infuriato e riprendendo il percorso verso la consolle, stavolta però scansando il Borg. Quando giunse alla parete, comunque, incappò in un secondo ostacolo imprevisto. La consolle era infatti progettata per essere utilizzata da un Borg adulto in piedi, quindi Rekon - nella sua attuale forma - semplicemente non ci arrivava.
Con una sonora imprecazione il Tellarite tentò dapprima di mettersi sulle punte dei minuscoli piedini poi, visto che anche così non riusciva ad arrivare neppure a toccare la consolle, si guardò intorno e fece qualcosa che non faceva più da...beh, da un sacco di tempo.
Con la cocciutagine tipica della sua razza Rekon scelse un primo appoggio, poi un secondo ed un terzo, arrampicandosi sul bracciolo dell'adiacente alcova di rigenerazione finché non si trovò in posizione tale da riuscire a sfiorare con le manine minuscole il display.
A quel punto iniziò a toccare alcuni comandi tentando, una volta presa confidenza con l'interfaccia, di accedere ai sensori esterni.


Rekon tenta di accedere al sistema sensori. Se riesce effettua una scansione per capire su che vascello Borg si trova, dove e cosa c'è attorno a loro (Sono attorno a Marte?). Quindi cerca segnali federali o di altre razze per accertarsi di capire in che anno sono.
#15

Misdirection is the key to survival, never attack what your enemy defends, never behave as your enemy expects, and never reveal your true strength, if knowledge is power then to be unknown is to be unconquerable.
Dhivael s'Ehweia | Romulan
Nonostante l'avesse in parte insultato, il tellarite non sembrava essersela presa. Anzi, il suo lungo sfogo - compreso di parole che Dhiv non era riuscita a comprendere ma che dovevano essere insulti - era rivolto esclusivamente a Q. La romulana non sapeva molto sulla sua specie (perché preoccuparsi di studiare dettagliatamente le specie inferiori?) ma il suo carattere non le dispiaceva. Probabilmente avrebbe avuto problemi nel cercare di dialogare con lui, ma il tellarite era ottimo come valvola di sfogo.

Quando la ragazza più giovane - l'unica umana del gruppo, a quanto pareva - si presentò, nella mente di Dhivael scattarono diversi campanelli d'allarme. 2266? Fvadt! Q, hwiiy nohtho! (2266? Dannazione! Q, sei pazzo!) Fu il pensiero che passò per la sua mente, quando comprese che quel disgraziato non solo aveva rapito diverse persone appartenenti a potenze differenti e non esattamente alleate, ma aveva anche giocherellato con la linea temporale. Mentre considerava il problema di essere in compagnia di qualcuno che proveniva dal passato, Dhiv ascoltò in silenzio le parole del tellarite.

Prima direttiva temporale? E che diavolo è? Si domandò tra sé e sé, prima di tornare a parlare: Per quanto io non sia obbligata né interessata a seguire le direttive federali, sicuramente un paradosso temporale sarebbe dannatamente problematico. Anche se dubito che la vostra... prima direttiva temporale dia informazioni su come agire quando una viaggiatrice dal passato si ritrova su di una nave borg davanti ad un ryakna (rifiuto) borg.

Parlando del rifiuto in questione... il borg si era presentato, quasi per mostrare la sua buona volontà. Per quanto Dhivael non lo considerasse innocuo, comunque il fatto che ancora non avesse detto "Voi sarete assimilati, la resistenza è inutile" e che invece stesse tentando di relazionarsi con loro era già un sollievo. Forse avrebbe potuto considerarlo come un alleato... o, quantomeno, come qualcuno da sfruttare per uscire da quella situazione. Un qualcuno anche abbastanza informato, visto che quella era la sua nave.

Stava considerando quale era la linea d'azione ideale visto la caotica situazione (e gli inaffidabili compagni di avventura) quando Dhivael fu accecata da una forte luce bianca. Una luce identica a quella che l'aveva colta alla provvista solo qualche decina di minuti prima. Appena riacquistò la vista, Dhivael si guardò intorno quasi terrorizzata all'idea di esser finita in un posto ancor peggiore di una nave borg, ma ciò che la circondava era immutato. Più o meno. Da dove era spuntata quella bambina umana? E dove era finito il tellarit...? Oh, cavolo... La bambina aveva parlato e la sua voce era identica a quella di Rekon. Quindi questo significava che...

Dhivael si guardò le mani, notando il colore innaturalmente (per una romulana) rosato della sua pelle. Impallidendo, mentre una sfilza di maledizioni in romulano la usciva dalle labbra, portò le mani alle orecchie, che risultarono tonde. Un umana... era stata trasformata in un'umana! C'era disonore maggiore?

Questo è... ridicolo. Si sforzò a dire, questa volta senza aggiungerci un qualche insulto. Ok, solo un'attimo prima aveva maledetto Q in qualsiasi modo, ma quello era un dettaglio. Se Q l'aveva punita per il suo comportamento nei confronti degli altri... beh, avrebbe fatto buon viso a cattivo gioco. Non doveva necessariamente farsi piacere i suoi compagni di avventura, non doveva considerarli pari a lei, ma poteva far finta di niente e provare a collaborare con loro. Così magari Q l'avrebbe riportata al suo stato di essere superiore e non l'avrebbe più trasformata in una lurida umana. Ok, c'era sempre la possibilità che quella non fosse una punizione ma che Q volesse semplicemente divertirsi a sue spese, ma in tal caso non avrebbe avuto alcuna opzione da giocare.

Io sono Dhivael. Decise quindi di presentarsi, mentre osservava con la coda dell'occhio il daffare di Rekon per raggiungere una consolle. La sua presentazione era stata dannatamente breve, in quanto non aveva la minima intenzione di rivelare informazioni sull'astronave su cui prestava servizio o sul suo lavoro. In realtà avrebbe preferito presentarsi col suo nome in codice, ma visto il suo significato poco raccomandabile aveva preferito evitare. Se si fosse presentata come D'lata, chissà come si sarebbe divertito Q!

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#16

Joanna McCoy
Human
Alzò gli occhi al cielo alla serie di bestemmie dette dal tellarite, decise che era meglio non replicare, si limitò solo a guardarlo male. 
Incrociò le braccia al petto facendo un cenno con la testa per confermare l'anno dal quale proveniva, perché erano tutti così sorpresi? Perché era stata tirata in ballo la Prima Direttiva Temporale? 
Si voltò a osservare Quattro di Nove che stava parlando, Joanna continuava a non capire bene. Solo quando venne nominato l'anno, la ragazza capì il perché faticava a seguire gli altri: Q l'aveva trasportata nel futuro.
Improvvisamente impallidì a quella notizia, si trovava in una nave sconosciuta con degli estranei, lontana dalla Terra e dal suo tempo. No, non era affatto divertente.
2383? No, non è possibile. Che Dio mi aiuti! Questo deve assolutamente essere un incubo.
La ragazza si portò le mani sul viso ancora scossa dalla notizia. Improvvisamente, mentre Joanna abbassava le mani nel tentativo di calmarsi, apparve una luce bianca che avvolse il tellarite e la romulana, istintivamente l’umana indietreggiò per allontanarsi dai due. 

Che diavolo... 

Le parole le morirono in gola, la luce era scomparsa come era arrivata, qualcosa però era cambiato. La romulana ora aveva l’aspetto di un’umana dell’Accademia della Flotta Stellare e al posto del tellarite c’era una bambina. Inclinò la testa di lato osservano incuriosita i due, a quanto pareva a Q piaceva prendersi gioco degli altri. 
Fece fuggire uno sbuffo divertito nell’osservare i movimenti di Rekon, la sua figura da bambina contrastava terribilmente con la sua voce profonda. L’immagine era piuttosto comica, nonostante la situazione nella quale si trovavano.
Cercò di ritornare seria schiarendosi la voce e raddrizzando la schiena, non era di certo il momento di ridere. 
Q era pericoloso? O si limitava solo a quel tipo di scherzi? Era una cosa da non sottovalutare.

Quindi cosa dobbiamo fare? Siamo qui per uno scopo preciso? O solo per far divertire Q? Perché proprio noi? Ci deve essere un motivo!  
 

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È'questa la maledizione dell'essere me.Èe
Sapere che il libero arbitrio è una barzelletta e io sono la battuta finale. (Layla Rose Miller/X-Factor)


#17

I'm a perfectionist, so my bossiness definitely comes out.
Saff | Zaldan
Passa su Zaldan e ne riparliamo. Avrò la metà dei tuoi anni, forse meno della metà, ma non vado a fare la prepotente in giro. dissi guardandolo abbozzando un sorriso. Non so quanto ne sapesse della storia de mio pianeta, ma Klingon e Romulani non mi piacevano granché anche se cercavo una convivenza pacifica con entrambe le specie, per poi aggiungere in ogni caso, possiamo dire di esserci già conosciuti. Spero di darti un'accoglienza come si deve appena arriviamo sulla Voyager, sperando di non trovarti in infermeria perché hai fatto a pugni con qualcuno. dissi nonostante fossi molto insicura sul fatto che mi ricordassi qualcosa una volta tornata nella mia vita di tutti i giorni, sotto sotto speravo di incontrarlo di nuovo, per vedere se la mia memoria conservava qualcosa della vicenda. Sempre se era previsto un ritorno, che la vedevo molto grigia guardando le premesse. Alle parole riguardo la prima direttiva, avevo annuito gravemente, ma alla fine per ora a parte un borg e me, dato che non ero certa che sapesse cosa fosse una zaldan, non c'era troppo rischio.
Ignorai per un attimo i commenti del borg, non avevo ancora risposte da dargli, ma poi guardai il tellarite e la romulana, per poi sorridere divertita. Temevo se la prendesse anche per me, ma considerai che mi fosse andata bene considerando com'ero messa: circondata da persone con cui non spartivo granché e che potevano farmi imbestialire in un secondo. Il tellarite, stava iniziando vagamente a piacermi, ma non ero sicura che la cosa sarebbe: 1) durata a lungo, 2) reciproca.

Quattro, permettimi una domanda. È una domanda che mi stavo ponendo da prima, la logica mi suggerisce una risposta ma voglio ascoltarla con le mie orecchie, dobbiamo quindi ritenere che per ora non siamo a rischio di assimilazione? chiesi al borg guardandolo 

Misi una mano sulla spalla di Joanna, era un gesto totalmente meccanico, ma che conteneva seppur in maniera (molto) lieve gentilezza, la ragazza era sconvolta, nonostante la breve parentesi divertente alle spalle - soprattutto - della romulana, dato che batteva anche me in antipatia. 

Ascoltami Joanna, ad alcune domande non posso rispondere, ma per quanto riguarda il cosa dobbiamo fare e cosa vuole Q, non ho una risposta valida a parte il "divertitemi" che abbiamo sentito tutti prima, anche se ho l'idea che d[b]obbiamo semplicemente collaborare e trovare una soluzione per tornare a casa, ognuno alle proprie faccende, [/b]ma troveremo una soluzione. Probabilmente sarò la più antipatica qui dentro, dato che nella mia specie non esiste la gentilezza, ma per ora non ho risposte aggiuntive da darti. Non so se i nostri compagni di sventura ne hanno o se hanno voglia di condividerle. dissi per poi aggiungere in un secondo momento  per quanto ti possa consolare sono un medico io stessa. 

Guardai il tellarite con un mezzo sorriso. Vorrei quasi fare una battuta sulla tua infelice condizione, ma lascio perdere. Posso chiederti che stai facendo? Anche se non ci capivo granché ero una persona curiosa e tanto valeva iniziare a collaborare se mi era possibile.


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#18

Rekon
Tellarite
Se prevedesse tutto quello che può succedere sarebbe una dannata indovina, non una Direttiva, ti pare, Umana? rispose Rekon, mentre il viso da bambina visibile riflesso nella consolle su cui stava lavorando si stendeva in quello che pareva un ghigno divertito. Pareva che - in qualche modo - l'essere stato trasformato in una bambina divertisse il vecchio Tellarite o, comunque, non fosse la cosa più sconvolgente a cui poteva pensare.
In realtà era una sorta di meccanismo di difesa. Quel comportamento sprezzante, così come il suo dover fare, erano una protezione collaudata contro i pensieri, pensieri che ogni tanto si affacciavano prepotenti nella sua mente e comunque dice abbastanza. In pratica, scrive a caratteri cubitali alti quanto uno dei vostri Falchi D'deridex "se incontri qualcuno che viene dal passato e potrebbe tornarci, fatti una enorme padellata di c*zzi tuoi e non raccontargli quel che succederà in futuro. attese quindi un secondo, prima di continuare a metà tra il serio e lo scherzoso E se non ci riesci, prima sputati in un occhio perché sei un imb*cille e poi dagli una botta in testa... 
A quel punto, forse notando la evidente paura nelle parole e nell'espressione della ragazzina, aggiunse in tono stranamente tranquillizzante, come quello di un nonno che si rivolge ad una nipotina Su, su...rag...Cadetto! Hai detto che non sei una bambina, no? E allora smetti di frignare. Se sei iscritta all'Accademia è perché vuoi andare nello spazio, no? E allora considera questo un esame...non sappiamo cosa ci chiederanno, ma non sappiamo neppure quel che troviamo lì fuori quando esploriamo lo spazio. Perfino questi fot*uti diavoli dalle orecchie a punta lo sanno che, quando si allontanano dal loro bel sistema madre, potrebbero incontrare qualsiasi cosa. Dimostra quel che vali.
A tal proposito... concluse, quasi in risposta alla domanda della Zaldan sarà il caso di capire cosa si aspetta da noi questa specie di lettera dell'alfabeto...sto cercando di accedere ai sensori esterni e interni della nave, per cercare indizi.
Non che non mi fidi di te, Barattolino... aggiunse, probabilmente rivolgendosi al Borg ma se sei qui con noi temo che anche tu sia uno degli attori di questa farsa, quindi ciò che tu sai della tua sferetta potrebbe non corrispondere in tutto e per tutto con la realtà...  
#19

Con grande difficoltà, a causa del suo temporaneo fisico da bambina umana, Rekon è riuscito ad arrivare alla consolle. L'interfaccia è differente da quella federale ma, superate le difficoltà iniziali, risulta abbastanza comprensibile. Il problema è che Rekon non viene riconosciuto dal computer della nave come un membro dell'equipaggio e di conseguenza gli viene negato l'accesso. Grazie alle sue conoscenze informatiche, sicuramente il tellarite ha ottime possibilità di superare quelle difese connettendo un dispositivo - come il PADD o il tricorder scientifico in suo possesso - e iniziando una procedura di hackeraggio, ma la procedura rischia di essere lunga e complessa.

Il tellarite, infatti, non deve soltanto decodificare il codice di crittografia borg ma deve anche affrontare le sicurezze informatiche della nave, estremamente rapide a reagire e ad adattarsi come qualsiasi tecnologia borg.



Note OFF:
  • Essendo Captain assente a causa impegni in real, salta il turno;
  • Ognuno dei partecipanti può quindi postare, in ordine sparso, la sua risposta (una sola, se possibile);
  • Rekon ha ancora l'aspetto di una bambina (è passato un turno su due);
  • Dhivael torna al suo normale aspetto.
#20

Misdirection is the key to survival, never attack what your enemy defends, never behave as your enemy expects, and never reveal your true strength, if knowledge is power then to be unknown is to be unconquerable.
Dhivael s'Ehweia | Romulan
Il tellarite era decisamente snervante. Già il fatto di essere stata trasformata in un'umana era alquanto stressante (oltre che inquietante), ma se si aggiungeva il sarcasmo di Rekon, Dhiv era molto vicino al poter essere paragonata ad una pentola che stava per esplodere.

Direttiva di qui, direttiva di là... cosa crede, che le direttive federali siano un testo sacro? Si ritrovò a pensare, disgustata all'idea di star venendo educata - in modo altamente denigratorio, per giunta - sulla legislazione della Lloann'mhrahel (Federazione Unita dei Pianeti). Capisco, quindi voi federali avete bisogno di leggi anche per comprendere una cosa semplice come la necessità di farsi - come hai detto? - "un'enorme padellata di c*zzi tuoi" per evitare un paradosso temporale. Non poté trattenersi dal commentare: per quanto avesse deciso di far viso a cattivo gioco nella speranza che Q la riportasse alle sue sembianze originali, semplicemente non aveva potuto far a meno di ribattere alle parole del tellarite.

Mentre l'attenzione di Rekon e Saff si spostava sulla più giovane del gruppo, comprensibilmente spaventata dalla situazione, Dhiv fu avvolta nuovamente da quella dannata luce bianca che ormai conosceva fin troppo bene. Col cuore in gola si chiese cosa avesse in serbo per lei Q (aveva intenzione di trasformarla in qualcosa di ancora peggio di un umana come punizione per il sarcasmo appena usato?) ma una volta che la luce fu scomparsa poté constatare di essere tornata alle sue reali sembianze.

Con un sospiro di sollievo per niente celato, la romulana ritornò a prestare attenzione a ciò che la circondava. Sembrava che i due federali stessero prestando parecchia attenzione alla ragazzina umana, di conseguenza non le sembrava necessario unirsi anche lei alle rassicurazioni. Sicuramente Q era stato un vero e proprio bastardo a portare una ragazza giovane come Joanna nel futuro e in un luogo pericoloso come una nave borg. Umana o non, quella ragazzina avrebbe dovuto come minimo terminare il suo addestramento prima di finire catapultata in un caos simile.

Le parole del tellarite fecero tornare i suoi pensieri al problema più scottante: cosa voleva da loro Q? Non sembra che voglia danneggiarci. Se avesse voluto farlo ci avrebbe spedito su di una nave ancora connessa alla Collettività. Commentò, per quanto fosse consapevole che quelle parole non fossero esattamente il linea con la questione Prima Direttiva Temporale. Ma tutta la situazione non lo era, di conseguenza la romulana non vedeva il motivo di non pronunciare certe parole che, comunque, senza una giusta spiegazione sarebbero state incomprensibili a Joanna.

Sempre che, naturalmente, il peggio debba ancora arrivare. Completò nella sua mente, senza però esternarlo a parole.

[Immagine: 92d58391dc54e9750631236906947fa8.jpg]
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