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TSE
 [Quest] a true Q-mess
#21

Four of Nine
Liberated Borg

Una parte di me ancora detestava gli individui e quella situazione mi stava decisamente a dura prova. Non potevano stare zitti e cercare di capire qualcosa di concreto piuttosto che blaterare sui paradossi temporali -davo per scontato che la piccola avrebbe dovuto sapere quanto meno possibile circa il suo futuro- o sulle leggi della Federazione in materia. Adesso basta! quasi urlai, ma se non fosse stato per i sub-processori vocali borg non avrei avuto quel tono così imperioso. Purtroppo per me i borg ritenevano inefficiente la comunicazione vocale che era raramente usata e dunque i processori e sub-processori vocali erano tarati "alla borg", dunque il tono non era per niente piacevole. Sebbene avesse provato più volte ad addolcirlo, non ci era mai riuscito in modo.. Efficiente.

No, non sarete assimilati. Non faccio parte della collettività da un po' di tempo, non avete sentito del ritorno a casa della Voyager e della nuova fazione borg? Siamo pacifici, alla ricerca della nostra perduta individualità, prima dell'assimilazione ero Umano. risposi così alla domanda della Zaldan, cercando di rassicurarla in qualche modo. Per quanto non fossi certo che i romulani sapessero di quanto successo -il che comunque era improbabile, data la loro rete di intelligence- era improbabile che gli altri, Joanna a parte, non sapessero del movimento Unimatrice Zero e del ritorno a casa della Voyager.

Quanto a Q... mi rivolsi a Joanna in particolare, ma anche agli altri ovviamente i borg hanno avuto contatti sporadici con queste entità. Meno di 4 interazioni in tutta la memoria collettiva. Presumevamo che ci temessero, ma non abbiamo mai avuto modo di assimilarli e non sappiamo chi sono. La Flotta stellare ha avuto molte più occasioni dei Borg di conoscere questa entità. Nemmeno io so che cosa dovremmo fare.

Quando Rekon, nella forma di bambina, montò sulla consolle con un rapido movimento dei miei muscoli e servomotori di movimento mi diressi verso di lui e con uno strattone per niente delicato tentai di scansarlo dalla consolle, ammonendolo I tuoi tentativi di provocare una mia reazione tramite il nomignolo "barattolino" sono irrilevanti, ma non posso lasciarti operare sui sistemi della Sfera con una rapida occhiata vidi che cosa stava cercando di fare, e nuovamente mi indirizzai a tutto il gruppo. vi ho già dato le coordinate spazio-temporali di questo vascello, confermate dai sensori. Prima di fare qualsiasi cosa, chiedete a me... O potreste venire assimilati da qualche consolle se non state attenti. E sebbene suonasse come una minaccia, non voleva esserlo. Era un puro, semplice e direttissimo avvertimento.

E per inciso, a bordo ci siamo solo noi. Quando siete comparsi, gli altri sono spariti.

Infine, con un rapido movimento del braccio, ma mantenendo lo sguardo sui miei compagni di disavventure, attivai gli iniettori tubolari, che entrarono nella consolle... L'intento era quello di avviare un ciclo di analisi con i sensori esterni a lungo e corto raggio. Magari c'era qualcosa di interessante che ci stavamo perdendo mentre gli altri erano impegnati a discutere tra loro.



"He’s so… human.” (She shudders.) "...Nobody’s perfect, Saavik."




#22

Rekon
Tellarite
Bah, meglio avere un mucchio di inutile carta scritta che lasciare a certe teste di c*zzo che conosco la possibilità di scegliere, te lo assicuro... rispose il Tellarite, ripensando per un momento ad alcuni colletti rossi che aveva incontrato durante la sua lunga carriera. Gente che - probabilmente - non si sarebbe seduta mai sulla poltrona centrale di una Plancia neppure per condurre la nave al cantiere di demolizione, ma... come dice quel detto umano? Meglio prevenire che curare...
Ad ogni modo la sfera Borg non sembrava intenzionata a collaborare senza prima opporre resistenza e Rekon era titubante a rischiare di esagerare nel tentativo di penetrarne le difese, in quanto non voleva attivare erronemanente sistemi difensivi che potessero risultare nocivi per le bambine.
Fu per questo che, pur irritato, si spostò leggermente per lasciare al Drone Borg lo spazio strettamente necessario a connettersi con i sensori e, pur guardandolo in cagnesco, si ripromise di non aggiungere altro, visto che - nonostante la sua apparente certezza - 4 di 9 stava effettuando più o meno gli stessi controlli che voleva fare lui.
O almeno tentò di farlo, e riuscì a mantenere il proprio proposito per una ventina di secondi interi, prima di scoppiare a ridere come un ossesso quando il Borg affermò che la sua razza riteneva che i Q li temessero. 
Oh, dei...questa è bella... ansimò, mentre il piccolo corpo era squassato da risate tali da farlo cadere dal proprio alloggiamento provvisorio in cima ad una alcova. L'impatto non fu violento e venne assorbito perfettamente dalle giovani articolazioni del corpo di bambina e Rekon potè continuare divertito i Borg davvero credono che i Q li temano? Allora siete...sono più scemi di quel che pensassi, e già li ritenevo furbi come ghiande!
Ma certo... continuò battendo una manina sulla gamba metallica del Drone liberato come se stesse dando ragione ad uno scemo i Q, che sono praticamente onnipotenti ed in grado di trovarsi contemporaneamente in qualsiasi punto dello spazio-tempo, capaci di cancellare un'intera specie dalla faccia dell'Universo semplicemente pensandolo ed impedendo gli eventi a causa della loro iniziale evoluzione... loro vi temono. Ogni volta che vi incontrano se la fanno sotto dalla paura, guarda... 
#23

Joanna McCoy
Human
Osservò tutti i presenti ad uno ad uno per poi sospirare. Avevano ragione, farsi prendere dal panico non era un bene e non era nemmeno professionale. Non poteva comportarsi così ogni volta che c'era una situazione strana o pericolosa, non era un comportamento adatto ad una futura infermiera della Flotta Stellare. 
Si voltò verso Saff accennando a un lieve sorriso, in realtà non era felice, ma il suo comportamento la calmava.

Non ti considero antipatica, ora sto provando a vedere la situazione con più calma. Molti fatti non li conosco e mi dispiace per la Prima Direttiva, ma visto che sono qui è impossibile che non venga a sapere certe cose. Non voglio sentirmi inutile, non so quasi niente su questo posto. 
E sì, diciamo che mi consola sapere che sei un medico. Io sto ancora studiando, non avrei potuto fare molto, se ci fosse stato qualche ferito.


Si avvicinò leggermente al tellarite senza smettere di sorridere, in realtà continuava a trovare buffo il suo nuovo aspetto.

Un esame? Beh spero solo non sia come il test della Kobayashi Maru. Comunque cercherò di mantenermi lucida, già sono meno esperta di voi, non voglio essere d'intralcio. Hai bisogno di una mano per arrivare alla console?

Si guardò intorno tornando ad esaminare gli altri, Rekon non aveva tutti i torti, dovevano capire cosa voleva fare Q con loro. 
Rimase in silenzio limitandosi ad ascoltare gli altri, sussultò leggermente quando Quattro di Nove alzò la voce, spostò lo sguardo verso di lui prestandogli attenzione. Non era molto, ma grazie ai vari discorsi era riuscita a ottenere più informazioni su Q. Cercò di pensare a qualcosa di utile per poter scappare, tentò di analizzare ogni dettaglio sulla personalità di Q. Aveva letto qualche libro di Psicologia, magari non aveva senso applicare le sue conoscenze per un'entità come Q, ma era sempre meglio di non fare niente.

Ognuno di noi ha sicuramente un ruolo, forse dobbiamo concentrarci su questo per capire cosa vuole Q. Non credo voglia farci del male, se è vero quello che dite, allora lo avrebbe fatto senza farsi problemi. Non mi fa piacere dirlo ma…Siamo dei pupazzi nelle sue mani, dobbiamo capire le regole del suo gioco, forse è l'unico modo per tornare a casa.
Quattro di Nove la rotta è cambiata da quando siamo arrivati?
Non so come sono le interazioni tra Romulani, Borg e Federazione, ma qui dobbiamo mettere da parte queste cose e collaborare. Non so voi, ma io voglio tornare a casa, non rimarrò con le mani in mano aspettando un miracolo. Dobbiamo seriamente trovare un piano, qualcuno ha qualche idea?


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È'questa la maledizione dell'essere me.Èe
Sapere che il libero arbitrio è una barzelletta e io sono la battuta finale. (Layla Rose Miller/X-Factor)


#24

Kai Nagashima
Human

Doveva essere il suo giorno libero... in teoria. 

Di fatto, da quando la Voyager era alla fonda nei pressi del Sistema Solare, tutto l'equipaggio aveva un gran  daffare. 

Avevano già ricevuto due diverse delegazioni di ambascaitori, ed era prevista la visita di un Ammiraglio entro pochi giorni. Tutta la nave doveva essere pulita da cima a fondo, ogni guasto riparato e tutto doveva essere operativo al 110%. 

La Voyager doveva brillare come uno specchio... per il prestigio della Federazione e il buon nome dell'equipaggio ! 

Essendo addetto ai campi di forza, Nagashima era stato selezionato dal Capo di prima classe Shesu per ricalibrare  ogni consolle e pannello apposito dal ponte due al ponte sei. Un lavoraccio che lo teneva impegnato per parecchie ore al giorno, tanto che spesso la sua buona amica S'rrel doveva portargli un pranzo replicato, da consumare al volo tra uno smontaggio e un altro di qualche schermo. 

Alla fine di un'altra lunga, noiosa e stressante giornata, Kai entrò nel proprio alloggio... con l'unico desiderio di buttarsi sul letto e dare una raddrizzata alla sua spina dorsale dolorante. 

Appena chiusa la porta, abbassò la zip della sua giacca nera e gialla, e si stiracchiò. Pregustava il suo meritato riposo, ora che FINALMENTE quel puntiglioso rompiscatole di Shesu non poteva più mettere le sue grinfie addosso a lui. 

Poggiò il Tricorder sul comodino, e si gettò sul letto senza togliesi gli scarponi da lavoro, e per un attimo chiuse gli occhi. 

Ma una voce... proprio nel suo alloggio, gli fece riaprire gli occhi all'istante. 

"Chi dorme non piglia pesci... non lo sai ?

Kai si drizzò a sedere, guardandosi attorno sorpreso. Chi era stato ? Non era una voce familiare, appartenente a qualcuno che conosceva.

"Cos... chi sei ?" Chiese. Poi si ricordò che il suo alloggio era chiuso, al momento del suo arrivo. Sigillato così come lo aveva lasciato quella mattina. Chiunque fosse lì con lui, non poteva che essere un intruso.

Si alzò dal letto e allungò la mano verso il comodino. Aprì il cassetto, e afferrò il phaser che trovava lì. 

Scrutò con lo sguardo la penombra della propria stanza. L'anta scorrevole dell'armadio... il tavolino con la poltrona, la porta d'ingresso, lo scaffale su cui era posto il modellino della Voyager. 

Forse si era nascosto in bagno.  Kai puntò la pistola in quella direzione, e portò la mano al proprio comunicatore. 

Disse rapidamente "Allarme intruso.", ma non ci fu risposta. 

Portò di novo la mano al comunicatore sul petto e ripetè "Sicurezza sul ponte sei.

Quello che seguì, in risposta, fu uno schiocco di dita che confuse ancora di più il sottufficiale. Poi un lampo bianco, come un flash stordente... e improvvisamente fece più caldo. 

Quando riaprì gli occhi, scuotendo la testa nel tentativo di riprendersi, si ritrovò in un luogo leggermente più illuminato (di verde) rispetto al proprio alloggio. 

Si irrigidì, riconoscendo con orrore l'interno di un vascello Borg. E non fu certo per l'umidità che iniziò a sudare nervosamente. Era stato teletrasportato ? Era un qualche tipo di tranello ? 

C'era della gente assieme a lui. Gli bastò uno sguardo a riconoscere una bambina, una Romulana, un'umana con una vecchia uniforme d'epoca, della Flotta Stellare...  Saff, dell'infermeria della Voyager... e un Drone Borg. 

Di qualunque trappola si trattasse, doveva essere certo un attacco Borg, anche se la loro presenza in quella zona e in quel periodo non avevano alcun senso. Ma una cosa era sicura: era in serio pericolo di assimilazione... e con lui tutti i presenti. Sempre che ci si potesse fidare di loro.

"Oh, no. OH, NO MALEDIZIONE !" Disse a denti stretti,  mentre fissava i minacciosi pannelli alle pareti, poi il Drone. 

Si accorse di stare trattenendo il respiro, mentre si guardava attorno con aria stordita. Alla vista del Borg, tuttavia, si ridestò e alzò la propria arma puntandogliela addosso, e indietreggiò fino a toccare la parete con la schiena. 

La mano libera corse freneticamente al comunicatore. "Kai a Sicurezza, richiedo assistenza !

Nessuna risposta. Provò ancora, con voce sempre più sconfortata: "Kai a Voyager !", ma fu del tutto inutile. Allora premette più a lungo, aprendo la comunicazione su tutte le frequenze del comunicatore che aveva addosso. "Chiunque sia in ascolto... ?  Rispondete, maledizione !"


Non ci stava capendo nulla. Lo sguardo andò su Saff, l'unica dei presenti che gli sembrasse familiare. Era un suo superiore, e si trovava nei guai anche lei come lui. Non la conosceva bene, e con lei non aveva scambiato che poche frasi di circostanza tempo prima, quando si era scottato il palmo di una mano con una scarica elettrica durante il servizio. Non sapeva  poi molto di lei, se non che era un Guardiamarina, dello staff medico. Era un ufficiale non combattente... ed era disarmata. Erano davvero in un mare di guai. 

Ignorava come e perchè si fosse ritrovato lì in quel posto, con quelle persone così strane. Ma si trattava di un medico, una bambina, una donna... e un Romulano. 

Cercando di mantenere quel poco sangue freddo che gli rimaneva, Kai tenne il Phaser puntato al petto del Borg, pronto a sparare al minimo cenno di minaccia. Era suo dovere difendere se stesso e i presenti... e lo avrebbe fatto senza esitare, anche se questo avrebbe attirato in un istante tutti gli altri Droni presenti sulla nave.

Decisamente... su di lui si stavano radunando nuvole dense di fango, e su di lui avrebbe piovuto a breve, con ogni probabilità.


#25

Rekon
Tellarite
Rekon stava quasi per inghiottire un po' di orgoglio e farsi aiutare dalla ragazzina del passato ad arrampicarsi nuovamente sino alla consolle dove operava 4 di 9, quando l'ennesimo lampo di luce bianca portò un altro membro della Flotta su quella Sfera.
Il nuovo arrivato - un marinaio da arruolamento diretto e non un ufficiale uscito dall'Accademia, a giudicare dai gradi, comprese rapidamente dove si trovava ma - fraintendendo la situazione - fece la cosa più stupida da fare, estraendo un'arma e puntandola sul Borg.
Consapevole che la situazione sarebbe potuta finire anche parecchio male, il vecchio Tellarite in forma di bambina umana si staccò dall'aspirante medica e, correndo rapido sulle corte gambette con uno svolazzare di gonnellino raggiunse l'umano in giallo, sbraitando con il proprio vocione Giù quell'arma, Capo! Che diamine ti passa per la testa...ti sembra di essere allo stand del tiro al bersaglio in una fiera?
Con un gesto imperioso - che non poteva che sembrare ridicolo dato il suo attuale aspetto - l'Ingegnere si pose a gambe larghe davanti all'umano e ringhiò Che diavolo di atteggiamento sarebbe tirare fuori il phaser senza aver prima valutato la situazione? E' questo che vi insegnano oggigiorno al Corso di Ferma Breve? 
Prendi tre profondi respiri ed abbassa quell'arma, prima di far del male a qualcuno o fare un casino ancora peggiore! intimò quindi, in quello che non poteva essere scambiato in nulla di diverso da un ordine di un superiore gerarchico ad un sottoposto. Stranamente, le parole successive furono invece tranquille e concilianti, mentre aggiungeva Non siamo in immediato pericolo e, per la prossima volta, dimostrarsi una minaccia diretta ed immediata su una nave Borg è il metodo migliore per finire bloccati con un paio di iniettori tubolari in gola ed una qualche decina di miliardi di nanosonde a spasso per il tuo dannato apparato circolatorio a base di ferro.
Quindi, sperando che le sue parole avessero l'effetto sperato, il vecchio Tellarite allungò la manina per afferrare il phaser, col chiaro intento di verificarne il settaggio ed abbassarlo ad un livello stordente, prima di rimettere la relativa sicura. 
#26

Note OFF:
  • E ripartiamo! Ognuno dei partecipanti può quindi postare, in ordine sparso, la sua risposta;
  • Rekon torna al suo aspetto originario.

Misdirection is the key to survival, never attack what your enemy defends, never behave as your enemy expects, and never reveal your true strength, if knowledge is power then to be unknown is to be unconquerable.
Dhivael s'Ehweia | Romulan
L'esclamazione del borg l'aveva colta di sorpresa, forse perché fino a quel momento l'ammasso di ferraglia era rimasto relativamente tranquillo (tanto che la romulana avrebbe potuto paragonarlo ad un semplice arredo), oppure perché il tono della sua voce, alterato dai sub-processori vocali, le era sembrato decisamente imperioso e dannatamente borg. Per quanto la sua esclamazione fosse più che corretta e più che comprensibile, comunque era servita a ricordare a Dhivael che quell'essere non era poi così tanto innocuo. Anche se, come il borg stava proprio in quel momento ricordando loro (aumentando le poche conoscenze della romulana in materia), lui non faceva parte della Collettività ma di una nuova e più pacifica fazione, comunque non cambiava il fatto che fosse un borg. E Dhivael avrebbe fatto meglio a ricordarselo e, di conseguenza, tenerlo d'occhio.

All'affermazione successiva del borg, però, Dhiv fece decisamente fatica a trattenersi dallo scoppiare a ridere. L'assurdità dell'affermazione di Quattro di Nove riguardante i Q aveva fatto piagare le sue labbra in un sorriso, ma in qualche modo era riuscita a contenersi, a differenza di un certo tellarite. Per quanto i romulani non avessero grandi conoscenze sulla specie dei Q, e i contatti con essi fossero decisamente minori rispetto a quelli che aveva avuto la federazione, comunque Dhiv era ben consapevole che non fossero qualcosa che si potesse assimilare. Anche se non aveva intenzione di considerarli come degli dei o delle entità superiori, questo non significava che fosse così sciocca da ritenere che potessero aver paura di lei o dei borg.

In ogni caso, Quattro di Nov... no... Mne1 aveva affermato qualcosa di interessante, un qualcosa che era passato quasi in secondo piano a causa della sua affermazione assurda sui Q. Q aveva fatto scomparire tutti i borg tranne lui dalla nave? Quello era decisamente un bene, ma Dhiv non riusciva proprio a capire cosa avesse in mente il loro rapitore... oltre che farla impazzire a causa delle cretinate dette e fatte da quelle creature inferiori, naturalmente.

In un certo senso, in suo aiuto arrivò la ragazzina umana. A quelle parole che analizzavano il comportamento di Q e la loro situazione, Dhivael si rese conto di averla sottovalutata. Insomma, Joanna non era riuscita a trovare una risposta al quesito che tormentava la romulana, né aveva detto niente di eccessivamente innovativo, ma era riuscita a riassumere correttamente il tutto senza avere nemmeno una conoscenza di base su Q e il 2383.

Concordo con l'uman... con Joanna. Disse quindi a malincuore. Non dobbiamo fidarci obbligatoriamente l'uno dell'altro Anche perché lei per prima non aveva intenzione di fidarsi dei membri di quella combriccola quasi totalmente federale. ma dobbiamo trovare un modo per tornare da dove siamo partiti. E, se per noi l'aiuto di Q non sarebbe strettamente necessario, per la ragazzina è fondamentale. A meno che non vogliate tentare un salto nel passato con una nave borg... un azzardo insensato, direi.

Scosse la testa, scacciando quell'idea ridicola, e riprendendo a parlare: Quindi dobbiamo riuscire ad attirare l'attenzione di Q, ma non come abbiamo fatto fino ad adesso. Diventare un gruppetto di bambine umane non ci aiutereb... Ma la sua affermazione fu interrotta dall'ennesimo lampo di luce bianca.

Si girò giusto in tempo per vedere l'ennesimo umano della federazione comparire poco distante. Un umano che aveva tra le mani un phaser e sembrava pronto ad usarlo. Sei cieco, hevam2? Affermò, mentre anche Rekon partiva all'azione. Se Mne... il borg... fosse una minaccia saremmo già tutti assimilati. Non che lei per prima si fidasse del borg ma, diamine, sarebbe stato preferibile evitare di mettersi a sparare come degli idioti!

Note:
  1. Mne: "quattro" in romulano, Dhiv lo usa come abbreviazione di "Quattro di Nove".
  2. Hevam: termine dispregiativo per "umano".

[Immagine: 92d58391dc54e9750631236906947fa8.jpg]
#27

Kai Nagashima
Human

Quello che successe negli attimi successivi alle sue richieste di aiuto gettò ancora più confusione nella testa del sottufficiale. 

La bambina umana... l'ultimo, dei presenti, da cui Kai si aspettava di sentire ordini ringhiati con voce così roca e... sbagliata... gli venne incontro, ammonendolo sulla sua reazione disperata e -a quanto pareva- avventata. 

Rimase impietrito, mentre con assoluta sorpresa vedeva la bambina agire come un adulto dall'aria autoritaria. Lei allungò la mano, e con sbalorditiva precisione settò al minimo l'energia del phaser, mentre era ancora in mano a lui. 

Kai era talmente irrigidito che rimase nella stessa posizione di prima, mentre guardava confuso la... bambina ? mettere la sicura alla sua arma. 

Dal suo angolo, anche la Romulana sibilò qualcosa che probabilmente erano termini molto poco lusinghieri nei confronti del Capo di seconda classe. 

Con un filo di voce, recuperando tutta la lucidità di cui era capace in quel momento, Nagashima chiese "Ma voi... chi siete ?"

Poi si girò verso il Borg, che non si era mosso e lo guardava con i suoi occhi di ghiaccio. In quel momento, il ragazzo si chiese se dovesse averne paura, o se piuttosto erano gli altri quelli da cui doveva guardarsi. 

Senza sapere bene cosa dire o fare in quella situazione del tutto assurda, si rivolse infine all'unica dei presenti che sapeva (o a quel punto sperava) essere dalla sua parte. 


"Guardiamarina Saff... può spiegarmi dove ci troviamo ?"

Abbassò la pistola, senza allentare la presa su di essa. Era nervoso, e continuava a guardarsi attorno in cerca di risposte che non arrivavano, cercando di capire la situazione. Ma quella era pur sempre una nave Borg, e questo lo rendeva terribilmente inquieto. 


#28

Rekon
Tellarite
Bravo ragazzo... commento Rekon, quando l'ultimo venuto non oppose resistenza mentre gli metteva il Phaser in sicurezza visto? Basta stendere un piccolo ponte di proteine tra due fo**uti neuroni è tutto funziona meglio...
Soddisfatto, il vecchio Ingegnere lasciò che la dottoressa spiegasse al nuovo arrivato la situazione e lo tranquillizzasse, intervenendo unicamente per sottolineare ciò che non avrebbe dovuto dire in presenza della ragazza del passato, quindi tentò di riprendere i fili del discorso Allora, mentre mr. Mutande di Ferro cerca di capire lo stato della nave e quel che ci circonda, sarebbe forse il caso di capire cosa sappiamo fare, perché dubito che quel mattacchione di Q intenda porci come sfida quella di cucinare un pasticcio di Thargh...io sono un Ingegnere, e voi?

 
#29

Joanna McCoy
Human
L'arrivo improvviso di un’altra persona creò un gran scompiglio all’interno della nave.
La sorpresa e la paura del nuovo arrivato lo fecero agire senza riflettere e puntò la sua arma contro il Borg. La ragazzina aveva capito che gli altri erano diffidenti verso questi, ma solo con quel gesto riuscì a vedere la gravità della situazione. Quelle creature erano considerate pericolose.

No, aspetta!

Si limitò a dire alzando una mano quasi nel tentativo di fermarlo. Non lo toccò per non spaventarlo e decide di rimanere al suo posto, fortunatamente qualcuno era intervenuto prima di lei e l’aveva fatto ragionare. 
Scampato il pericolo e risolta la situazione, Joanna si avvicinò all’altro sorridendogli per incoraggiarlo. 

Mi chiamo Joanna McCoy e sono un cadetto dell’Accademia della Flotta stellare. Q mi ha portato qui da quello che per voi è il passato.

Si voltò verso Rekon, era felice di vedere che sia la Romulana che il Tellarite l’avevano ascoltata. Era di vitale importanza sapere il ruolo di ognuno di loro e a cosa potevano essere utili.

Io sono un’apprendista infermiera. Mi muovo bene nei campi riguardanti la Genetica e la Microbiologia. Non so se potrà essere utile. 

Si sentiva un pochino persa in quel posto, era così lontano da casa e non per sua scelta. Aveva ragione Dhivael: era l’unica che aveva seriamente bisogno di Q per tornare alla sua vita e questo le creava una grande preoccupazione. 
Che cosa poteva fare lì? Era sicuramente meno utile di tutti i presenti, sia per quanto riguardava le conoscenze del tempo sia perché era ancora un cadetto e certamente non aveva la loro esperienza.

[Immagine: afbc9e6f5231eb89b953c589d9ed79b9.gif]


È'questa la maledizione dell'essere me.Èe
Sapere che il libero arbitrio è una barzelletta e io sono la battuta finale. (Layla Rose Miller/X-Factor)


#30

I'm a perfectionist, so my bossiness definitely comes out.
Saff | Zaldan
Se c'era qualcosa che mi stava sommariamente mettendomi a disagio, era che tutta la faccenda si stava complicando. Stavo odiando in parte il fatto che Q potesse fare quello che voleva, che non ci desse indizi, come topolini in un piccolo labirinto, ma senza formaggio da seguire per arrivare all'uscita. Sempre se c'era.
Senza contare che all'irritazione, si era aggiunto lo stupore di vedere una faccia conosciuta della Voyager che con il phaser puntato stava cercando di capire che stava succedendo. 

Lo ignorai in un primo momento, per cercare in tutti i modi di urlare conto Kai, che si era trovato in una posizione poco invidiabile, essendo arrivato per ultimo in una situazione con.. un essere umano più giovane di lui. Gli altri erano membri di altre specie che stavano faticando a trovare una linea comune e io.. beh stavo cercando di non iniziare ad andare su di giri iniziando a trattare male, o ad urlare, verso le persone che si trovavano intorno a me. Non ero sicura che sarebbero riusciti a trovare un modo per calmarmi, forse Rekon, che si poteva dire che era quello con più esperienza. Forse Kai, ma non avevamo mai avuto modo di parlare granché e mi ripromisi di farlo fuori da quella situazione assurda. 
"Magari gli potrei offrire da bere appena torniamo al nostro lavoro. Forse riesco a fare qualche amicizia in più, senza che mi giudichi negativamente nonostante il mio carattere non troppo semplice" pensai 

Annuii verso Rekon mentre cercavo di spiegare all'ultimo arrivato quanto stava succedendo, ricordandomi della prima direttiva. Prima di tutto però avrebbe chiesto a Kai di abbassare il phaser, la cosa attualmente non gli sarebbe servita a nulla.

Kai, metti giù il phaser. Non è necessario e nel caso dovesse servire in un secondo momento, ti lascerò fare, ma ora non è il caso. dissi dandogli automaticamente del tu, nonostante cercassi di essere vagamente amichevole non ero certa ne traesse beneficio siamo su un cubo borg. Non siamo in pericolo, posso iniziare a dirti questo e siamo qui in quanto Q ci ha teletrasportati qui. Forse in maniera casuale, forse no, ma abbiamo convenuto di collaborare per tornare tutti alle nostre mansioni il più in fretta possibile. iniziai a dire, riassumendo brevemente tutto quello che era successo da quando eravamo lì. Gli riferii qualche nome e qualche dettaglio che ebbi modo di raccogliere e sorrisi a Joanna quando si presentò al ragazzo. Che tu sappia qualcuno si è accorto della mia assenza? chiesi, sperando di avere una risposta negativa nel frattempo, per poi aggiungere verso Rekon Medico, ma lo dissi già prima sorrisi

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