<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
	<channel>
		<title><![CDATA[Star Trek GDR - Accademia della Flotta Stellare (San Francisco)]]></title>
		<link>https://forum.startrekgdr.it/</link>
		<description><![CDATA[Star Trek GDR - https://forum.startrekgdr.it]]></description>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 08:37:29 +0000</pubDate>
		<generator>MyBB</generator>
		<item>
			<title><![CDATA[I am a great believer that a captain is as good as his team.]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-702.html</link>
			<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 19:23:39 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=39">T'Dal</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-702.html</guid>
			<description><![CDATA[<span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font"><div class="rolecode role3"><div class="role-info"><h6>Logic is the beginning of wisdom, not the end of it</h6><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/role/tdal.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/up/9ada481db070de592d68706b3230db3f.jpg';this.style.width=this.style.height"/><h1>T'Dal Zayrus | Vulcan</h1></div><div class="role-text">Avevo finito di seguire il mio corso di aggiornamento per capitani nell'accademia, eravamo una manciata di persone, potevamo contarci liberamente sulle dita delle due mani e alcuni di loro le conoscevo di vista. Ci eravamo tutti fermati a parlare, ad ognuno di noi era stata affidata una propria nave e una missione quinquennale a cui fare riferimento. Ognuno di noi aveva indossato la nuova uniforme sin dal primo giorno del corso, quella con i gradi di capitano e una parte di me continuava ad indugiare su quei gradi: mi sentivo a disagio, non mi sentivo pronta a prendere il comando della mia nave stellare, la Saratoga. Presto sarei partita e probabilmente sarei stata nei guai con il Pon Farr, ma contavo di avere un margine di qualche giorno, per andare su New Vulcano con la Saratoga e poi iniziare la mia missione. </span><br />
<br />
<span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font">La logica mi suggeriva che non dovevo essere così a disagio, alla fine avevo scelto io quando ero entrata in accademia l'indirizzo che avrebbe portato irrimediabilmente al comando. La cosa che mi aveva sorpreso era che avevo fatto </span><span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font">carriera abbastanza velocemente e non riuscii a pensare a Spock, che aveva quattro anni in più di me. Lui stesso, se non ci fosse stato Kirk a cui venne affidata l'Enteprise, avrebbe potuto prendere il comando di quell'astronave? Non avevo risposte a quella domande e sapevo che dovevo semplicemente dedicarmi a fare del mio meglio. Cercai con la mente la mia visita</span><span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font"> all'ambasciatore Spock, lui che anni prima con una sola chiacchierata, era diventato una preziosa guida per me, molte sue parole mi seguivano sempre quando ne avevo più bisogno. Mi dispiaceva pensare al fatto che mio padre non era riuscito a guidarmi, a vedere i miei risultati che mi avevano portato ad un risultato ottimo nella federazione. Non sarò forse la sacerdotessa che volevano loro, ma ero un capitano. </span><br />
<br />
Notai un gruppo di cadetti, mi fermai a guardarli per qualche istante e dentro di me provai un mix di pensieri e sentimenti contrastanti, non era passato troppo tempo da quando ero anche io una di loro. <br />
<span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font"><span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font"></div></div></span></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font"><div class="rolecode role3"><div class="role-info"><h6>Logic is the beginning of wisdom, not the end of it</h6><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/role/tdal.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/up/9ada481db070de592d68706b3230db3f.jpg';this.style.width=this.style.height"/><h1>T'Dal Zayrus | Vulcan</h1></div><div class="role-text">Avevo finito di seguire il mio corso di aggiornamento per capitani nell'accademia, eravamo una manciata di persone, potevamo contarci liberamente sulle dita delle due mani e alcuni di loro le conoscevo di vista. Ci eravamo tutti fermati a parlare, ad ognuno di noi era stata affidata una propria nave e una missione quinquennale a cui fare riferimento. Ognuno di noi aveva indossato la nuova uniforme sin dal primo giorno del corso, quella con i gradi di capitano e una parte di me continuava ad indugiare su quei gradi: mi sentivo a disagio, non mi sentivo pronta a prendere il comando della mia nave stellare, la Saratoga. Presto sarei partita e probabilmente sarei stata nei guai con il Pon Farr, ma contavo di avere un margine di qualche giorno, per andare su New Vulcano con la Saratoga e poi iniziare la mia missione. </span><br />
<br />
<span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font">La logica mi suggeriva che non dovevo essere così a disagio, alla fine avevo scelto io quando ero entrata in accademia l'indirizzo che avrebbe portato irrimediabilmente al comando. La cosa che mi aveva sorpreso era che avevo fatto </span><span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font">carriera abbastanza velocemente e non riuscii a pensare a Spock, che aveva quattro anni in più di me. Lui stesso, se non ci fosse stato Kirk a cui venne affidata l'Enteprise, avrebbe potuto prendere il comando di quell'astronave? Non avevo risposte a quella domande e sapevo che dovevo semplicemente dedicarmi a fare del mio meglio. Cercai con la mente la mia visita</span><span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font"> all'ambasciatore Spock, lui che anni prima con una sola chiacchierata, era diventato una preziosa guida per me, molte sue parole mi seguivano sempre quando ne avevo più bisogno. Mi dispiaceva pensare al fatto che mio padre non era riuscito a guidarmi, a vedere i miei risultati che mi avevano portato ad un risultato ottimo nella federazione. Non sarò forse la sacerdotessa che volevano loro, ma ero un capitano. </span><br />
<br />
Notai un gruppo di cadetti, mi fermai a guardarli per qualche istante e dentro di me provai un mix di pensieri e sentimenti contrastanti, non era passato troppo tempo da quando ero anche io una di loro. <br />
<span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font"><span style="font-family: Tahoma;" class="mycode_font"></div></div></span></span>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[A room without books is like a body without a soul]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-686.html</link>
			<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 16:53:48 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=2">Neris</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-686.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="rolecode role4"><div class="role-info"><h6>Logic is the cement of our civilization, with which we ascend from chaos, using reason as our guide.</h6><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/role/tmihn.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/up/9ada481db070de592d68706b3230db3f.jpg';this.style.width=this.style.height"/><h1>T’Mihn K'vek | Vulcan</h1></div><div class="role-text">T’Mihn camminava a passo sostenuto lungo il sentiero. Quando era giunta per la prima volta nel campus di San Francisco, la vulcaniana si era ritrovata a fissare ammirata l'immenso prato che collegava le tante strutture accademiche. Alcuni suoi compagni di corso lo ritenevano fin troppo piatto e geometrico, ma a T’Mihn tutto quell'ordine, quella logica, piaceva molto. Quell'enorme cortile era qualcosa di ben diverso da quello a cui era abituata su New Vulcano e, in precedenza, su Vulcano: una simile vegetazione non era una norma per lei, e di conseguenza l'aveva apprezzata di più di molti suoi colleghi umani.<br />
<br />
Eppure, in quel momento non riusciva ad ammirare la bellezza del luogo in cui si trovava. Era a causa dell'abitudine? Probabile, d'altronde ormai frequentava l'Accademia della Flotta Stellare da diversi mesi, ma era più probabile che dipendesse dal freddo. Per quanto nell'ultimo periodo le temperature si fossero alzate, erano ancora troppo basse per una vulcaniana abituata a temperature ben più alte di quelle estive terrestri, e quel giorno in particolare tirava un vento gelido.<br />
<br />
<span class="pensato">Forse avrei fatto meglio a rimanere nel dormitorio.</span> Si ritrovò a pensare, mentre si sforzava di mettere un passo davanti all'altro sulle larghe pietre quadrate che componevano il sentiero. Eppure sapeva benissimo che non avrebbe retto a rimanere tutta la mattina chiusa nel suo alloggio, non senza un progetto da portare avanti. Ma la V'Shar non si faceva sentire da un po' e una parte di lei non si sentiva molto a suo agio ad hackerare troppo i sistemi dell'accademia. Insomma, i livelli di sicurezza erano piuttosto alti per una struttura universitaria, ma non era certo quello che la faceva titubare: il problema era il rischio di essere scoperta ed essere espulsa. Avrebbe potuto frequentare un'altra scuola e in un certo senso aveva già una carriera possibile (se non forzata) davanti a lei, ma il frequentare l'accademia era un modo più che valido per stare alla larga dalla V'Shar... almeno fino a quando, una volta diplomata, non si sarebbe trovata costretta a tenere d'occhio alla flotta stellare federale per l'agenzia di intelligence vulcaniana, o qualcosa del genere.<br />
<br />
Per sua fortuna, il tragitto tra il dormitorio e la biblioteca non era troppo lungo. L'edificio della biblioteca ormai si ergeva davanti a lei, cancellando così i suoi dubbi sull'aver fatto bene o meno ad uscire. Il calduccio era a pochi passi da lei, insieme ad una quantità di informazioni strabiliante. Avrebbe potuto studiare qualcosa per il corso del pomeriggio, oppure leggere qualche saggio interessante, ma in ogni caso sarebbe riuscita ad occupare la mattinata altrimenti vuota.<br />
<br />
<div style="text-align: center;" class="mycode_align"><img src="https://img.startrekgdr.it/up/fe397122c6c4f20186b74fe1c93ceb16.jpg" loading="lazy"  alt="[Immagine: fe397122c6c4f20186b74fe1c93ceb16.jpg]" class="mycode_img" /><br />
<span style="font-size: xx-small;" class="mycode_size">© <a href="http://laire-stock.deviantart.com/" target="_blank" rel="noopener" class="mycode_url">Laire-Stock</a></span></div>
</div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolecode role4"><div class="role-info"><h6>Logic is the cement of our civilization, with which we ascend from chaos, using reason as our guide.</h6><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/role/tmihn.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/up/9ada481db070de592d68706b3230db3f.jpg';this.style.width=this.style.height"/><h1>T’Mihn K'vek | Vulcan</h1></div><div class="role-text">T’Mihn camminava a passo sostenuto lungo il sentiero. Quando era giunta per la prima volta nel campus di San Francisco, la vulcaniana si era ritrovata a fissare ammirata l'immenso prato che collegava le tante strutture accademiche. Alcuni suoi compagni di corso lo ritenevano fin troppo piatto e geometrico, ma a T’Mihn tutto quell'ordine, quella logica, piaceva molto. Quell'enorme cortile era qualcosa di ben diverso da quello a cui era abituata su New Vulcano e, in precedenza, su Vulcano: una simile vegetazione non era una norma per lei, e di conseguenza l'aveva apprezzata di più di molti suoi colleghi umani.<br />
<br />
Eppure, in quel momento non riusciva ad ammirare la bellezza del luogo in cui si trovava. Era a causa dell'abitudine? Probabile, d'altronde ormai frequentava l'Accademia della Flotta Stellare da diversi mesi, ma era più probabile che dipendesse dal freddo. Per quanto nell'ultimo periodo le temperature si fossero alzate, erano ancora troppo basse per una vulcaniana abituata a temperature ben più alte di quelle estive terrestri, e quel giorno in particolare tirava un vento gelido.<br />
<br />
<span class="pensato">Forse avrei fatto meglio a rimanere nel dormitorio.</span> Si ritrovò a pensare, mentre si sforzava di mettere un passo davanti all'altro sulle larghe pietre quadrate che componevano il sentiero. Eppure sapeva benissimo che non avrebbe retto a rimanere tutta la mattina chiusa nel suo alloggio, non senza un progetto da portare avanti. Ma la V'Shar non si faceva sentire da un po' e una parte di lei non si sentiva molto a suo agio ad hackerare troppo i sistemi dell'accademia. Insomma, i livelli di sicurezza erano piuttosto alti per una struttura universitaria, ma non era certo quello che la faceva titubare: il problema era il rischio di essere scoperta ed essere espulsa. Avrebbe potuto frequentare un'altra scuola e in un certo senso aveva già una carriera possibile (se non forzata) davanti a lei, ma il frequentare l'accademia era un modo più che valido per stare alla larga dalla V'Shar... almeno fino a quando, una volta diplomata, non si sarebbe trovata costretta a tenere d'occhio alla flotta stellare federale per l'agenzia di intelligence vulcaniana, o qualcosa del genere.<br />
<br />
Per sua fortuna, il tragitto tra il dormitorio e la biblioteca non era troppo lungo. L'edificio della biblioteca ormai si ergeva davanti a lei, cancellando così i suoi dubbi sull'aver fatto bene o meno ad uscire. Il calduccio era a pochi passi da lei, insieme ad una quantità di informazioni strabiliante. Avrebbe potuto studiare qualcosa per il corso del pomeriggio, oppure leggere qualche saggio interessante, ma in ogni caso sarebbe riuscita ad occupare la mattinata altrimenti vuota.<br />
<br />
<div style="text-align: center;" class="mycode_align"><img src="https://img.startrekgdr.it/up/fe397122c6c4f20186b74fe1c93ceb16.jpg" loading="lazy"  alt="[Immagine: fe397122c6c4f20186b74fe1c93ceb16.jpg]" class="mycode_img" /><br />
<span style="font-size: xx-small;" class="mycode_size">© <a href="http://laire-stock.deviantart.com/" target="_blank" rel="noopener" class="mycode_url">Laire-Stock</a></span></div>
</div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[When you light a candle, you also cast a shadow]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-564.html</link>
			<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 10:27:01 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=2">Neris</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-564.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/tmihn.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1> T’Mihn K'vek</h1><h2>Vulcan</h2></div></div><div class="role-text">L'arrivo della primavera sembrava quasi aver elettrizzato l'animo dei cadetti dell'Accademia della Flotta Stellare. T’Mihn non riusciva a comprendere pienamente tutta quell'onda emotiva che un po' di bel tempo sembrava suscitare negli umani e nelle altre specie. Insomma, non le dispiaceva che il freddo avesse iniziato a calare, sostituito da temperature più accettabili, ma non sarebbe mai riuscita a stare sotto al sole come facevano in molti. Per lei era molto meglio la penombra della mensa che l'eccessiva illuminazione dell'aperto. Così, al posto di mangiare insieme agli altri in un tavolino all'aperto o addirittura fare un picnic sul prato, la vulcaniana si era rintanata nella sala mensa, occupando uno dei tanti - probabilmente troppi - tavoli liberi. Lì stava decisamente meglio, per quanto avrebbe preferito un posto ancora più buio: d'altronde, la luce proveniente dalle finestre era ancora troppo forte per i suoi occhi. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Mm... forse avrei dovuto mangiare in camera..."</span> Si ritrovò a borbottare, mentre girava il cucchiaio nella sua zuppa Plomeek. Portò un cucchiaio alle labbra, assaporando lentamente la minestra. In qualche modo era quasi illogico mangiare quella calda zuppa in una giornata così bella, ma T’Mihn non era riuscita a resistere alla voglia che l'aveva colta d'un tratto. Non era male, sapeva di casa. Era fatta col replicatore, ovviamente, in quanto il Plomeek era ancora una pianta rara, nonostante venisse coltivata su New Vulcano, ma nell'epoca odierna certi particolari non avevano molta importanza: ormai si poteva replicare qualsiasi cosa, mantenendo la qualità dell'originale.</div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/tmihn.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1> T’Mihn K'vek</h1><h2>Vulcan</h2></div></div><div class="role-text">L'arrivo della primavera sembrava quasi aver elettrizzato l'animo dei cadetti dell'Accademia della Flotta Stellare. T’Mihn non riusciva a comprendere pienamente tutta quell'onda emotiva che un po' di bel tempo sembrava suscitare negli umani e nelle altre specie. Insomma, non le dispiaceva che il freddo avesse iniziato a calare, sostituito da temperature più accettabili, ma non sarebbe mai riuscita a stare sotto al sole come facevano in molti. Per lei era molto meglio la penombra della mensa che l'eccessiva illuminazione dell'aperto. Così, al posto di mangiare insieme agli altri in un tavolino all'aperto o addirittura fare un picnic sul prato, la vulcaniana si era rintanata nella sala mensa, occupando uno dei tanti - probabilmente troppi - tavoli liberi. Lì stava decisamente meglio, per quanto avrebbe preferito un posto ancora più buio: d'altronde, la luce proveniente dalle finestre era ancora troppo forte per i suoi occhi. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Mm... forse avrei dovuto mangiare in camera..."</span> Si ritrovò a borbottare, mentre girava il cucchiaio nella sua zuppa Plomeek. Portò un cucchiaio alle labbra, assaporando lentamente la minestra. In qualche modo era quasi illogico mangiare quella calda zuppa in una giornata così bella, ma T’Mihn non era riuscita a resistere alla voglia che l'aveva colta d'un tratto. Non era male, sapeva di casa. Era fatta col replicatore, ovviamente, in quanto il Plomeek era ancora una pianta rara, nonostante venisse coltivata su New Vulcano, ma nell'epoca odierna certi particolari non avevano molta importanza: ormai si poteva replicare qualsiasi cosa, mantenendo la qualità dell'originale.</div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nothing that is is unimportant]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-543.html</link>
			<pubDate>Tue, 26 Jan 2016 14:19:01 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=2">Neris</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-543.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/tmihn.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1> T’Mihn K'vek</h1><h2>Vulcan</h2></div></div><div class="role-text">Era una bella giornata. Il sole splendeva nel cielo azzurro, quasi completamente sgombro di nuvole. Forse anche troppo sgombro, per i gusti di T’Mihn. Come tutti i vulcaniani, la ragazza era più sensibile alla luce degli umani. Una parte di lei avrebbe desiderato qualche nuvoletta che coprisse il sole, per quanto fosse consapevole che quello stesso desiderio era illogico. Il semplice desiderare non bastava a fare in modo che le nuvole comparissero dal nulla per farle un favore, e comunque quello stesso sole che tanto le dava fastidio era anche il motivo per cui l'aria invernale non era gelida come avrebbe dovuto. Sì, faceva freddo, ma quantomeno era possibile passeggiare per il parco del campus senza rischiare di congelare. Rifugiarsi all'ombra di qualche albero per sfuggire ai caldi raggi del sole era impensabile: se si fosse fermata e soprattutto se si fosse messa all'ombra, sicuramente il freddo pungente sarebbe tornata a colpirla. Se voleva sfuggire al sole, l'unica sua opzione era tornare al dormitorio, più precisamente nel suo alloggio... dove aveva da tempo impostato la luce artificiale a livelli molto bassi. Troppo bassi per una sua compagna di corso umana, ma perfetti per una vulcaniana. Eppure non riusciva più a sopportare di chiudersi in quelle quattro mura, era decisamente stufa di passare il suo tempo libero nel suo alloggio. Per qualche strano motivo, che T’Mihn avrebbe potuto spiegare con qualche bisogno psicologico proprio degli esseri viventi, aveva sentito il bisogno di prendere un po' di aria fresca. Così ora era lì, a passeggiare lentamente sul sentiero sterrato che serpeggiava per i prati del campus, vagando senza avere una meta precisa in mente e senza fare troppa attenzione a ciò che la attorniava. Sopra la divisa rossa da cadetto indossava una giacca abbastanza calda e una sciarpa. Una cuffia grigia le copriva la testa, a protezione della fronte e delle sue sensibili orecchie a punta. Un paio di guanti touch dello stesso colore le coprivano le mani, tra le quali teneva il suo PADD. Concentrata com'era sullo schermo del PADD, sembrava quasi che studiasse per un esame, ma la verità era diversa: T’Mihn era all'opera su di un programma informatico che stava sviluppando, ed era così concentrata su di esso che quasi non guardava dove metteva i piedi.</div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/tmihn.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1> T’Mihn K'vek</h1><h2>Vulcan</h2></div></div><div class="role-text">Era una bella giornata. Il sole splendeva nel cielo azzurro, quasi completamente sgombro di nuvole. Forse anche troppo sgombro, per i gusti di T’Mihn. Come tutti i vulcaniani, la ragazza era più sensibile alla luce degli umani. Una parte di lei avrebbe desiderato qualche nuvoletta che coprisse il sole, per quanto fosse consapevole che quello stesso desiderio era illogico. Il semplice desiderare non bastava a fare in modo che le nuvole comparissero dal nulla per farle un favore, e comunque quello stesso sole che tanto le dava fastidio era anche il motivo per cui l'aria invernale non era gelida come avrebbe dovuto. Sì, faceva freddo, ma quantomeno era possibile passeggiare per il parco del campus senza rischiare di congelare. Rifugiarsi all'ombra di qualche albero per sfuggire ai caldi raggi del sole era impensabile: se si fosse fermata e soprattutto se si fosse messa all'ombra, sicuramente il freddo pungente sarebbe tornata a colpirla. Se voleva sfuggire al sole, l'unica sua opzione era tornare al dormitorio, più precisamente nel suo alloggio... dove aveva da tempo impostato la luce artificiale a livelli molto bassi. Troppo bassi per una sua compagna di corso umana, ma perfetti per una vulcaniana. Eppure non riusciva più a sopportare di chiudersi in quelle quattro mura, era decisamente stufa di passare il suo tempo libero nel suo alloggio. Per qualche strano motivo, che T’Mihn avrebbe potuto spiegare con qualche bisogno psicologico proprio degli esseri viventi, aveva sentito il bisogno di prendere un po' di aria fresca. Così ora era lì, a passeggiare lentamente sul sentiero sterrato che serpeggiava per i prati del campus, vagando senza avere una meta precisa in mente e senza fare troppa attenzione a ciò che la attorniava. Sopra la divisa rossa da cadetto indossava una giacca abbastanza calda e una sciarpa. Una cuffia grigia le copriva la testa, a protezione della fronte e delle sue sensibili orecchie a punta. Un paio di guanti touch dello stesso colore le coprivano le mani, tra le quali teneva il suo PADD. Concentrata com'era sullo schermo del PADD, sembrava quasi che studiasse per un esame, ma la verità era diversa: T’Mihn era all'opera su di un programma informatico che stava sviluppando, ed era così concentrata su di esso che quasi non guardava dove metteva i piedi.</div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Un allenamento tra pari.]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-389.html</link>
			<pubDate>Mon, 31 Aug 2015 16:18:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=0">Heimlich</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-389.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/isaac.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Isaac Francis Underwood</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">Era passata una settimana da quando Isaac e la professoressa Claire aveva stretto il patto.<br />
Sette giorni fa, Isaac aveva inviato tramite messaggio telepatico la lista delle droghe utilizzate a era per le operazioni di oblio dei ricordi, e le istruzioni per usarle o sintetizzarle.<br />
<br />
Nella settimana seguente Isaac aveva semplicemente iniziato la sua vita da Cadetto della Flotta Stellare.<br />
Dopo un'attenta e ponderata riflessione, durata quei 30 secondi necessari a vuotare una tazza di te rosso cardassiano replicato, aveva scelto quali corsi avrebbe seguito per primo.<br />
I corsi in questione sarebbero stati : Xenolinguistica, Xenoantropologia Culturale, Psichiatria e psicologia interplanetaria, Patente base per la guida dei rounabout, Diplomazia Interplanetaria.<br />
<br />
Alla fine della settimana, più o meno dopo aver gia letto i testi di ogni corso, decise che era giunto il momento di iniziare gli allenamenti.<br />
<br />
Tornato nella sua stanza dopo pranzo, si concentrò, e con calma si diresse alla ricerca della traccia mentale della professoressa.<br />
Mantenne un profilo basso, non voleva disturbare nessuna povera e inferiore mente Betazoide nel tragitto che lo aspettava.</div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/isaac.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Isaac Francis Underwood</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">Era passata una settimana da quando Isaac e la professoressa Claire aveva stretto il patto.<br />
Sette giorni fa, Isaac aveva inviato tramite messaggio telepatico la lista delle droghe utilizzate a era per le operazioni di oblio dei ricordi, e le istruzioni per usarle o sintetizzarle.<br />
<br />
Nella settimana seguente Isaac aveva semplicemente iniziato la sua vita da Cadetto della Flotta Stellare.<br />
Dopo un'attenta e ponderata riflessione, durata quei 30 secondi necessari a vuotare una tazza di te rosso cardassiano replicato, aveva scelto quali corsi avrebbe seguito per primo.<br />
I corsi in questione sarebbero stati : Xenolinguistica, Xenoantropologia Culturale, Psichiatria e psicologia interplanetaria, Patente base per la guida dei rounabout, Diplomazia Interplanetaria.<br />
<br />
Alla fine della settimana, più o meno dopo aver gia letto i testi di ogni corso, decise che era giunto il momento di iniziare gli allenamenti.<br />
<br />
Tornato nella sua stanza dopo pranzo, si concentrò, e con calma si diresse alla ricerca della traccia mentale della professoressa.<br />
Mantenne un profilo basso, non voleva disturbare nessuna povera e inferiore mente Betazoide nel tragitto che lo aspettava.</div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ex Astris, Scientia]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-344.html</link>
			<pubDate>Tue, 28 Jul 2015 16:29:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=2">Neris</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-344.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/claire.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Claire Lan Mayfair</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">Era da tanto che non si fermava ad ammirare il maestoso giardino del campus di San Francisco. Ovunque guardasse poteva vedere prati ben curati, cosparsi di alberi, aiuole e altre decorazioni, come massi, panchine e tavoli. Mentre percorreva lentamente il sentiero sterrato che l'avrebbe condotta alla struttura principale dell'Accademia, Claire non poteva far a meno di riflettere su come non aveva mai apprezzato veramente il luogo in cui si trovava e il suo lavoro di insegnante. L'aveva considerato più che altro un divertimento, qualcosa con cui trastullarsi quando non era in missione. Per quanto alle volte poteva essere pesante districarsi tra allievi e colleghi, la vita all'Accademia non era per niente paragonabile a quella di agente della Sezione 31. All'interno del campus non rischiava la vita e i suoi errori non rischiavano di compromettere la sicurezza della Federazione. Non sentiva nemmeno il brivido che provava durante le missioni più difficili. Era semplice vita di tutti i giorni, che solo poco tempo prima avrebbe considerato sacrificabile, un semplice lavoro di copertura che avrebbe potuto essere sostituito da un altro, nel caso fosse stato necessario. Ma dopo quello che era successo, il suo lavoro all'Accademia e la sua passione per l'antropologia erano le uniche cose che le rimanevano. Ora che Sheppard non era più capo della Sezione 31, la posizione di Claire nell'organizzazione era in bilico e, a dirla tutta, dubitava di essere simpatica al nuovo presidente. La sospensione non era giunta inaspettata, non dopo quello che avevano combinato i parenti di sua madre, che erano riusciti a mettere in soqquadro l'intera sezione, ma una parte di lei aveva poche speranze che sarebbe stata revocata. Cosa avrebbe fatto se le fosse giunta la notifica che la Sezione 31 non richiedeva più i suoi servigi? Si sarebbe aggrappata alla divisa nera da professoressa che stava indossando? Sarebbe riuscita a vivere come una civile? Non lo sapeva, come non sapeva se la Sezione 31 si limitasse a licenziare gli indesiderati o arrivasse a eliminarli. Non che sarebbe stato facile eliminare lei, o almeno così Claire sperava. Dopotutto, non solo era un'agente ben addestrata ma era anche stata sottoposta a potenziamenti genetici. Sarebbe stata un osso duro. Il problema era che le faceva fastidio considerare quelli che fino a poco tempo prima erano stati suoi colleghi come dei possibili nemici.<br />
<br />
Mentre si avvicinava alla sua destinazione, il giardino si faceva sempre più affollato, sempre più pieno di cadetti. Se fosse stato per lei, se ne sarebbe tornata al dormitorio a deprimersi e a meditare vendetta, ma non le avrebbe fatto di certo bene e comunque non aveva altra scelta che partecipare a quel dannato convegno. A causa degli ultimi avvenimenti, tra il soggiorno indesiderato nella villa di suo zio e le missioni della Sezione 31, aveva superato di gran lunga le sue ore di assenza, e i piani alti erano decisamente furiosi. Era meglio che facesse la brava e si unisse a cadetti e colleghi nell'ascoltare l'ennesima diatriba tra esperti sulla guerra con l'Impero Romulano appena scoppiata e sullo strano alleato che la Federazione si era ritrovata: l'Impero Klingon. Se fosse stata un cadetto o comunque la professoressa di qualsiasi altra materia, avrebbe potuto pensare di far finta di ascoltare e di perdersi nei suoi pensieri, ma lei era l'insegnante di xenoantropologia, si occupava dello studio delle culture aliene, quindi era molto probabile che avrebbero chiesto un suo intervento. Una vera e propria rottura di scatole.</div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/claire.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Claire Lan Mayfair</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">Era da tanto che non si fermava ad ammirare il maestoso giardino del campus di San Francisco. Ovunque guardasse poteva vedere prati ben curati, cosparsi di alberi, aiuole e altre decorazioni, come massi, panchine e tavoli. Mentre percorreva lentamente il sentiero sterrato che l'avrebbe condotta alla struttura principale dell'Accademia, Claire non poteva far a meno di riflettere su come non aveva mai apprezzato veramente il luogo in cui si trovava e il suo lavoro di insegnante. L'aveva considerato più che altro un divertimento, qualcosa con cui trastullarsi quando non era in missione. Per quanto alle volte poteva essere pesante districarsi tra allievi e colleghi, la vita all'Accademia non era per niente paragonabile a quella di agente della Sezione 31. All'interno del campus non rischiava la vita e i suoi errori non rischiavano di compromettere la sicurezza della Federazione. Non sentiva nemmeno il brivido che provava durante le missioni più difficili. Era semplice vita di tutti i giorni, che solo poco tempo prima avrebbe considerato sacrificabile, un semplice lavoro di copertura che avrebbe potuto essere sostituito da un altro, nel caso fosse stato necessario. Ma dopo quello che era successo, il suo lavoro all'Accademia e la sua passione per l'antropologia erano le uniche cose che le rimanevano. Ora che Sheppard non era più capo della Sezione 31, la posizione di Claire nell'organizzazione era in bilico e, a dirla tutta, dubitava di essere simpatica al nuovo presidente. La sospensione non era giunta inaspettata, non dopo quello che avevano combinato i parenti di sua madre, che erano riusciti a mettere in soqquadro l'intera sezione, ma una parte di lei aveva poche speranze che sarebbe stata revocata. Cosa avrebbe fatto se le fosse giunta la notifica che la Sezione 31 non richiedeva più i suoi servigi? Si sarebbe aggrappata alla divisa nera da professoressa che stava indossando? Sarebbe riuscita a vivere come una civile? Non lo sapeva, come non sapeva se la Sezione 31 si limitasse a licenziare gli indesiderati o arrivasse a eliminarli. Non che sarebbe stato facile eliminare lei, o almeno così Claire sperava. Dopotutto, non solo era un'agente ben addestrata ma era anche stata sottoposta a potenziamenti genetici. Sarebbe stata un osso duro. Il problema era che le faceva fastidio considerare quelli che fino a poco tempo prima erano stati suoi colleghi come dei possibili nemici.<br />
<br />
Mentre si avvicinava alla sua destinazione, il giardino si faceva sempre più affollato, sempre più pieno di cadetti. Se fosse stato per lei, se ne sarebbe tornata al dormitorio a deprimersi e a meditare vendetta, ma non le avrebbe fatto di certo bene e comunque non aveva altra scelta che partecipare a quel dannato convegno. A causa degli ultimi avvenimenti, tra il soggiorno indesiderato nella villa di suo zio e le missioni della Sezione 31, aveva superato di gran lunga le sue ore di assenza, e i piani alti erano decisamente furiosi. Era meglio che facesse la brava e si unisse a cadetti e colleghi nell'ascoltare l'ennesima diatriba tra esperti sulla guerra con l'Impero Romulano appena scoppiata e sullo strano alleato che la Federazione si era ritrovata: l'Impero Klingon. Se fosse stata un cadetto o comunque la professoressa di qualsiasi altra materia, avrebbe potuto pensare di far finta di ascoltare e di perdersi nei suoi pensieri, ma lei era l'insegnante di xenoantropologia, si occupava dello studio delle culture aliene, quindi era molto probabile che avrebbero chiesto un suo intervento. Una vera e propria rottura di scatole.</div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[[2258] Smells like Teen Spirit]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-205.html</link>
			<pubDate>Wed, 02 May 2012 23:16:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=0">Salkahr</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-205.html</guid>
			<description><![CDATA[<blockquote class="mycode_quote"><cite>Citazione:</cite>Attenzione! Il seguente topic potrebbe contenere immagini turbanti, atti di bullismo ed espressioni forti! Cambiate discussione se siete facilmente impressionabili! Oddio, ci tengo comunque a precisare che non si sfocia nell’esagerazione, ma è sempre meglio avvertire prima, che non si sa mai! U_U Ovviamente, se gli amministratori dovessero ritenerlo necessario, non si facciano problemi a chiudere questa sezione!<br />
P.S: Se qualcuno volesse unirsi, è liberissimo di farlo <img src="https://img.blackhaze.it/emoji21/chiare/stareyes.svg" alt="*_*" title="*_*" class="smilie smilie_24" /></blockquote>
<br />
<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/salkhar.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Salkhar</h1><h2>Vulcan/Romulan</h2></div></div><div class="role-text">Anno 2258 (Sessione primaverile)<br />
Sala mensa dell'Accademia della Flotta Stellare<br />
<br />
<div style="text-align: center;" class="mycode_align">...............................................................<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">Salkahr</span>: 19 anni - Cadetto al terzo anno di Fisica e Astronomia<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">Tan-Kantlya Heparel</span>: 21 anni - Cadetto al primo anno di Xenoantropologia ed etnologia<br />
<br />
...............................................................</div>
<br />
<br />
“Le lezioni di quel Midway sono sempre una noia micidiale. Lui e le sue maledette intelligenze artificiali.” Nella confusione generale della fine delle lezioni, la voce di seccata di Hak-rim era quasi impercettibile, ovattata dal vociare dei numerosi gruppi di studenti che si accalcavano tra i corridoi, sollevati di potersi godere un momento di tregua da una giornata che si prospettava essere ancora lunga. Se non fosse stato per il suo infallibile udito vulcaniano, si sarebbe potuto risparmiare i piagnistei del suo lagnoso compagno di stanza, che aveva sempre da ridire su tutto, da quando lo conosceva, anche sulle cose più banali. Quelli trascorsi col coreano Song Hak-rim, figlio dell’ ex-Capitano Song Hyeong-jong di una delle astronavi della Flotta Stellare, erano stati i sei mesi più infruttuosi della sua vita, dal punto di vista culturale. Quel tipo non s’era mai dimostrato ben disposto nell’affrontare temi troppo impegnativi e sembrava non avere interesse per nulla in particolare, fatta eccezione per certi tipi di argomenti poco inerenti alla sua attività accademica. “Quanto ci scommetti che ne ha anche un paio nascosti nell’armadio, programmati per ogni genere di porcheria intergalattica?” Il sesso era, evidentemente, uno dei suoi preferiti. Ma, per quanto gli riguardava, il giovane mezzosangue non si riteneva un grande estimatore del genere.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">“Il professor Midway meriterebbe un po’ più di rispetto, Hak-rim.”</span> Sorvolò volutamente sull’ultima affermazione e il suo suonò più come il consiglio di un intenditore che come un ammonimento. Non aveva alcuna intenzione di mettersi a fargli la paternale, non era mica la sua balia. Di quello avrebbe dovuto occuparsi la sua famiglia tempo addietro, invece di pensare a procurargli tutte le raccomandazioni interstellari di cui aveva bisogno per proseguire nel percorso di studi. Ma era convinto, il vulcaniano, che questo atteggiamento non lo avrebbe portato molto lontano. Non che Hak-rim aspirasse a ricoprire chissà quale carica, comunque. Gli aveva già confidato a suo tempo che gli sarebbe bastato potersi guadagnare lo stipendio col minor dispendio di energia possibile, nonostante il Capitano a riposo avesse in mente altri progetti per lui. In un certo senso, la situazione gli ricordava vagamente quella col suo defunto padre. Solo che Salkahr era sempre stato un figlio troppo modello, remissivo ed accondiscendente.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">“Il suo talento nelle discipline informatiche ed ingegneristiche lo rende una delle eccellenze della Flotta Stellare. E’ un vanto poter frequentare le sue lezioni e, personalmente, ho trovato estremamente interessanti quelle poche a cui ho avuto occasione di assistere.”</span> Proseguì con stoico decoro, che non lasciava trasparire neppure un briciolo dell’ammirazione che sembrava provare nei confronti di quell’uomo. Hak-rim avrebbe giurato di aver visto riflesso negli occhi del vulcaniano lo stesso entusiasmo distinguibile in quelli di un andoriano intento a leggere il libretto di istruzioni di un nuovo frigorifero. Ma la realtà era che, quando aveva tempo a disposizione, il mezzosangue si concedeva l’opportunità di curiosare ai suoi corsi o di sfogliare i suoi molti trattati scientifici.<br />
“Per te non c’è una diavolo di cosa p*****a che non sia interessante, Salkar.” Sbuffò, il ventunenne di origine asiatica, che nel frattempo aveva portato le mani ad incrociarsi dietro la nuca. “Sei quasi più noioso di lui, amico.” Aggiunse, guadagnandosi, dal vulcaniano, un’occhiata sbieca, piatta ed indecifrabile. “Dovresti trovarti una ragazza, invece.” Eccolo che ricominciava. Gli era sembrato strano che fosse riuscito ad accantonare l’argomento per più di qualche secondo. Approssimativamente, aveva calcolato un’astinenza di ben un minuto, sette secondi e trentatré millesimi. Una cifra da record, considerando il soggetto preso in esame. Neppure si rese conto di aver sbuffato leggermente dalle narici nel mentre che aveva sfilato la mancina dalla tasca dei pantaloni della divisa per passarsela tra i capelli.<br />
“Potresti provare con l’orioniana del corso di fisica. Ho visto come ti guardava i bassifondi l’altro giorno.” Stavolta Hak-rim una qualche reazione era riuscito ad ottenerla, visto che il vulcaniano aggrottò la fronte in un’espressione accigliata. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">“Bassifondi?”</span> Ripeté tra sé e sé, sforzandosi di trovare un senso a quell’affermazione apparentemente illogica. A dire il vero, non erano rare le volte in cui la logica paresse mancare dalle parole di quel tipo ed era quella l’unica sfida che aveva trovato nella loro convivenza forzata: cercare di decifrare i suoi messaggi in codice. Nei sei mesi che aveva trascorso sulla Terra aveva imparato a capire poco e niente della razza umana, ma ci stava mettendo tutto l’impegno possibile. Aveva letto in qualche libro di linguistica che gli umani amassero esprimersi per mezzo di metafore, ma non sempre gli era facile identificarle. Per non parlare di quelle cose che loro chiamavano “umorismo” ed “ironia”, di cui conosceva giusto scarne definizioni. Ma si augurava di migliorare, nel tempo. Ad esempio, quella dei bassifondi doveva avere un qualche senso figurato, riconducibile al precedente consiglio di Hak-rim sull’inizio di una possibile vita relazionale per il vulcaniano. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">“Se alludi alle attenzioni della signorina Harrad-Sar nei miei confronti, posso assicurarti che si tratta solo di un interesse di tipo accademico. Mi ha confidato di avere difficoltà con le fluttuazioni delle strutture galattiche primordiali soggette all’instabilità gravitazionale.”</span> Cercò di smentire il mezzosangue, che si fermò faccia a faccia con l'asiatico nel momento che giunsero all’entrata della Sala Mensa, ma la reazione del tutto inaspettata di Hak-rim suggeriva che egli fosse di tutt’altro avviso. “Sì, certo, le fluttuazioni gravitazionali, come no.” Accompagnò il suo dire con un gesto delle dita che alludeva ad una marcata ironia. Il sopracciglio di Salkahr si sollevò quasi contemporaneamente. E, ovviamente, alla vena irrisoria non fece minimamente caso. “Continua a dormire, vulcan, e te le farai soffiare tutte da sotto al naso. Ci vediamo stasera, campione.” Lo sguardo perplesso del vulcaniano lo seguì fino a che non fu sparito oltre l’angolo in fondo al corridoio. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">“Soffiare?”</span> Mormorò interrogativo, accingendosi, infine, ad entrare nell’enorme atrio.</div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="mycode_quote"><cite>Citazione:</cite>Attenzione! Il seguente topic potrebbe contenere immagini turbanti, atti di bullismo ed espressioni forti! Cambiate discussione se siete facilmente impressionabili! Oddio, ci tengo comunque a precisare che non si sfocia nell’esagerazione, ma è sempre meglio avvertire prima, che non si sa mai! U_U Ovviamente, se gli amministratori dovessero ritenerlo necessario, non si facciano problemi a chiudere questa sezione!<br />
P.S: Se qualcuno volesse unirsi, è liberissimo di farlo <img src="https://img.blackhaze.it/emoji21/chiare/stareyes.svg" alt="*_*" title="*_*" class="smilie smilie_24" /></blockquote>
<br />
<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/salkhar.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Salkhar</h1><h2>Vulcan/Romulan</h2></div></div><div class="role-text">Anno 2258 (Sessione primaverile)<br />
Sala mensa dell'Accademia della Flotta Stellare<br />
<br />
<div style="text-align: center;" class="mycode_align">...............................................................<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">Salkahr</span>: 19 anni - Cadetto al terzo anno di Fisica e Astronomia<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">Tan-Kantlya Heparel</span>: 21 anni - Cadetto al primo anno di Xenoantropologia ed etnologia<br />
<br />
...............................................................</div>
<br />
<br />
“Le lezioni di quel Midway sono sempre una noia micidiale. Lui e le sue maledette intelligenze artificiali.” Nella confusione generale della fine delle lezioni, la voce di seccata di Hak-rim era quasi impercettibile, ovattata dal vociare dei numerosi gruppi di studenti che si accalcavano tra i corridoi, sollevati di potersi godere un momento di tregua da una giornata che si prospettava essere ancora lunga. Se non fosse stato per il suo infallibile udito vulcaniano, si sarebbe potuto risparmiare i piagnistei del suo lagnoso compagno di stanza, che aveva sempre da ridire su tutto, da quando lo conosceva, anche sulle cose più banali. Quelli trascorsi col coreano Song Hak-rim, figlio dell’ ex-Capitano Song Hyeong-jong di una delle astronavi della Flotta Stellare, erano stati i sei mesi più infruttuosi della sua vita, dal punto di vista culturale. Quel tipo non s’era mai dimostrato ben disposto nell’affrontare temi troppo impegnativi e sembrava non avere interesse per nulla in particolare, fatta eccezione per certi tipi di argomenti poco inerenti alla sua attività accademica. “Quanto ci scommetti che ne ha anche un paio nascosti nell’armadio, programmati per ogni genere di porcheria intergalattica?” Il sesso era, evidentemente, uno dei suoi preferiti. Ma, per quanto gli riguardava, il giovane mezzosangue non si riteneva un grande estimatore del genere.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">“Il professor Midway meriterebbe un po’ più di rispetto, Hak-rim.”</span> Sorvolò volutamente sull’ultima affermazione e il suo suonò più come il consiglio di un intenditore che come un ammonimento. Non aveva alcuna intenzione di mettersi a fargli la paternale, non era mica la sua balia. Di quello avrebbe dovuto occuparsi la sua famiglia tempo addietro, invece di pensare a procurargli tutte le raccomandazioni interstellari di cui aveva bisogno per proseguire nel percorso di studi. Ma era convinto, il vulcaniano, che questo atteggiamento non lo avrebbe portato molto lontano. Non che Hak-rim aspirasse a ricoprire chissà quale carica, comunque. Gli aveva già confidato a suo tempo che gli sarebbe bastato potersi guadagnare lo stipendio col minor dispendio di energia possibile, nonostante il Capitano a riposo avesse in mente altri progetti per lui. In un certo senso, la situazione gli ricordava vagamente quella col suo defunto padre. Solo che Salkahr era sempre stato un figlio troppo modello, remissivo ed accondiscendente.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">“Il suo talento nelle discipline informatiche ed ingegneristiche lo rende una delle eccellenze della Flotta Stellare. E’ un vanto poter frequentare le sue lezioni e, personalmente, ho trovato estremamente interessanti quelle poche a cui ho avuto occasione di assistere.”</span> Proseguì con stoico decoro, che non lasciava trasparire neppure un briciolo dell’ammirazione che sembrava provare nei confronti di quell’uomo. Hak-rim avrebbe giurato di aver visto riflesso negli occhi del vulcaniano lo stesso entusiasmo distinguibile in quelli di un andoriano intento a leggere il libretto di istruzioni di un nuovo frigorifero. Ma la realtà era che, quando aveva tempo a disposizione, il mezzosangue si concedeva l’opportunità di curiosare ai suoi corsi o di sfogliare i suoi molti trattati scientifici.<br />
“Per te non c’è una diavolo di cosa p*****a che non sia interessante, Salkar.” Sbuffò, il ventunenne di origine asiatica, che nel frattempo aveva portato le mani ad incrociarsi dietro la nuca. “Sei quasi più noioso di lui, amico.” Aggiunse, guadagnandosi, dal vulcaniano, un’occhiata sbieca, piatta ed indecifrabile. “Dovresti trovarti una ragazza, invece.” Eccolo che ricominciava. Gli era sembrato strano che fosse riuscito ad accantonare l’argomento per più di qualche secondo. Approssimativamente, aveva calcolato un’astinenza di ben un minuto, sette secondi e trentatré millesimi. Una cifra da record, considerando il soggetto preso in esame. Neppure si rese conto di aver sbuffato leggermente dalle narici nel mentre che aveva sfilato la mancina dalla tasca dei pantaloni della divisa per passarsela tra i capelli.<br />
“Potresti provare con l’orioniana del corso di fisica. Ho visto come ti guardava i bassifondi l’altro giorno.” Stavolta Hak-rim una qualche reazione era riuscito ad ottenerla, visto che il vulcaniano aggrottò la fronte in un’espressione accigliata. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">“Bassifondi?”</span> Ripeté tra sé e sé, sforzandosi di trovare un senso a quell’affermazione apparentemente illogica. A dire il vero, non erano rare le volte in cui la logica paresse mancare dalle parole di quel tipo ed era quella l’unica sfida che aveva trovato nella loro convivenza forzata: cercare di decifrare i suoi messaggi in codice. Nei sei mesi che aveva trascorso sulla Terra aveva imparato a capire poco e niente della razza umana, ma ci stava mettendo tutto l’impegno possibile. Aveva letto in qualche libro di linguistica che gli umani amassero esprimersi per mezzo di metafore, ma non sempre gli era facile identificarle. Per non parlare di quelle cose che loro chiamavano “umorismo” ed “ironia”, di cui conosceva giusto scarne definizioni. Ma si augurava di migliorare, nel tempo. Ad esempio, quella dei bassifondi doveva avere un qualche senso figurato, riconducibile al precedente consiglio di Hak-rim sull’inizio di una possibile vita relazionale per il vulcaniano. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">“Se alludi alle attenzioni della signorina Harrad-Sar nei miei confronti, posso assicurarti che si tratta solo di un interesse di tipo accademico. Mi ha confidato di avere difficoltà con le fluttuazioni delle strutture galattiche primordiali soggette all’instabilità gravitazionale.”</span> Cercò di smentire il mezzosangue, che si fermò faccia a faccia con l'asiatico nel momento che giunsero all’entrata della Sala Mensa, ma la reazione del tutto inaspettata di Hak-rim suggeriva che egli fosse di tutt’altro avviso. “Sì, certo, le fluttuazioni gravitazionali, come no.” Accompagnò il suo dire con un gesto delle dita che alludeva ad una marcata ironia. Il sopracciglio di Salkahr si sollevò quasi contemporaneamente. E, ovviamente, alla vena irrisoria non fece minimamente caso. “Continua a dormire, vulcan, e te le farai soffiare tutte da sotto al naso. Ci vediamo stasera, campione.” Lo sguardo perplesso del vulcaniano lo seguì fino a che non fu sparito oltre l’angolo in fondo al corridoio. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">“Soffiare?”</span> Mormorò interrogativo, accingendosi, infine, ad entrare nell’enorme atrio.</div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[[2247] Gli anni all'Accademia...]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-164.html</link>
			<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 19:05:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=2">Neris</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-164.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/claire.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Claire Lan Mayfair</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">Anno 2247,<br />
Cortile dell'Accademia della Flotta Stellare<br />
<br />
<div style="text-align: center;" class="mycode_align">***<br />
Emil Sheppard: 17 anni, Cadetto al primo anno<br />
Itachi Uchiha: 18 anni, Cadetto al secondo anno<br />
Claire Lan Mayfair: 23 anni, Assistente di Xeno-Antropologia Culturale<br />
***</div>
<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Oh! Finalmente libera!"</span> Esclamo, buttandomi distesa sull'erba, all'ombra di un albero. Il cortile dell'Accademia risuona di schiamazzi, risate e chiacchiere, ma non mi importa. Questo non sarà il luogo più tranquillo dell'universo, ma - anche se l'assenza di rumori si fa desiderare - non c'è molta gente nei paraggi. Insomma, è il posto adatto per riposarmi un po' e stare da sola a riflettere... cosa che credo di meritarmi. Ho, infatti, appena finito di esporre una lezione. Come assistente dell'anziano professor White, alle volte devo tenere delle lezioni al sui posto. La cosa non mi dispiace, visto che - prima o poi - dovrò sostituirlo, ma ogni volta non posso fare a meno di pensare che vorrei proprio strozzare una certa persona che non può starsene ferma e zitta ad ascoltare. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Cavolo, se quello scemo non fosse il figlio del signor Sheppard lo avrei già tagliuzzato!</span> Rifletto. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Ma, come ha detto pa', mi tocca tenermelo buono.</span><br />
<br />
Stringo la mano destra a pugno, cominciando ad immaginare di uccidere Emil in un modo sempre diverso. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Annegarlo? Impiccarlo, magari?</span> Penso, mentre un sorrisetto soddisfatto compare sul mio volto. Ma, ben presto, una voce abbastanza infuriata interrompe le mie fantasticazioni.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Claire! Lurida bast***a, finalmente ti ho trovata!"</span><br />
Sospiro e mi metto seduta, in modo da poter vedere Amyra Yeerum, in piedi accanto a me.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Cosa c'è? Ho avuto più successo di te?"</span> Domando, facendo un finto sbadiglio. In effetti, se io sono l'assistente di Xeno-Antropologia Culturale, lei è l'assistente di Antropologia Culturale. "<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">Ma che ci si può fare, tutti sanno che le civiltà dei pianeti alieni sono più interessanti di quelle terrestri."</span><br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Non fare la gnorri, Claire! Lo so benissimo che è colpa tua! Cos'è quella voce che gira, eh!?"</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Che voce? Io non ho sentito nulla di particolare."</span><br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Che voce!?"</span> Esclama Amyra, a voce più alta e ancor più furibonda. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Non prendermi in giro! Solo tu puoi aver fatto girare che... che... che io..."</span> La ragazza arrossisce e completa la frase con un fil di voce. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"...che io sono dell'altra sponda."</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Ah! Sei lesbica? Non lo sapevo..."</span> Dico, senza preoccuparmi di abbassare la voce e continuando a fare la gnorri. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Ma non c'è nulla di male, no!?"</span> Alzo le spalle, come per dire 'di questa o dell'altra sponda, noi siamo sempre amiche'.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Shii!" </span>Fa lei, mettendo un dito davanti alla bocca. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Zitta! Lo sai benissimo che non lo sono! Non fare più danni di quelli che hai già fatto!"</span> Poi continua: <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Ora mi spieghi perché hai messo questa voce in giro... perché sì, lo so che sei stata tu: non mi freghi, capito? E, se non mi darai una risposta soddisfacente metterò in giro la voce che tu e Emil Sheppard vi siete baciati, capito!?"</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Io e lui!? Ma sei fuori di testa!?"</span> Esclamo, alzandomi di colpo in piedi.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Sì, tu e lui! Ora spiega!"</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Ok, ok... è che ieri Shras... sai, quell'andoriano che segue sempre Antropologia Culturale..."</span><br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Sì, lo so... quel lurido alieno! Vai al punto!" </span>Mi interrompe lei.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Uff... insomma, visto che sono tua... diciamo... amica, mi ha chiesto come fare a farti capire che è pazzo di te."</span><br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Che è... pazzo... di... me!?"</span> Balbetta Amyra, tutto d'un tratto pallida. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Vuoi dire che è innamorato di me?"</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Esatto. Mica potevo dirgli che hai una fifa matta degli alieni, no!? Così gli ho detto che sei dell'altra sponda. Ti ho risolto un problema, no!?"</span><br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Ma tu sei pazza! Questo sarebbe risolvere un problema?"</span></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/claire.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Claire Lan Mayfair</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">Anno 2247,<br />
Cortile dell'Accademia della Flotta Stellare<br />
<br />
<div style="text-align: center;" class="mycode_align">***<br />
Emil Sheppard: 17 anni, Cadetto al primo anno<br />
Itachi Uchiha: 18 anni, Cadetto al secondo anno<br />
Claire Lan Mayfair: 23 anni, Assistente di Xeno-Antropologia Culturale<br />
***</div>
<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Oh! Finalmente libera!"</span> Esclamo, buttandomi distesa sull'erba, all'ombra di un albero. Il cortile dell'Accademia risuona di schiamazzi, risate e chiacchiere, ma non mi importa. Questo non sarà il luogo più tranquillo dell'universo, ma - anche se l'assenza di rumori si fa desiderare - non c'è molta gente nei paraggi. Insomma, è il posto adatto per riposarmi un po' e stare da sola a riflettere... cosa che credo di meritarmi. Ho, infatti, appena finito di esporre una lezione. Come assistente dell'anziano professor White, alle volte devo tenere delle lezioni al sui posto. La cosa non mi dispiace, visto che - prima o poi - dovrò sostituirlo, ma ogni volta non posso fare a meno di pensare che vorrei proprio strozzare una certa persona che non può starsene ferma e zitta ad ascoltare. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Cavolo, se quello scemo non fosse il figlio del signor Sheppard lo avrei già tagliuzzato!</span> Rifletto. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Ma, come ha detto pa', mi tocca tenermelo buono.</span><br />
<br />
Stringo la mano destra a pugno, cominciando ad immaginare di uccidere Emil in un modo sempre diverso. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Annegarlo? Impiccarlo, magari?</span> Penso, mentre un sorrisetto soddisfatto compare sul mio volto. Ma, ben presto, una voce abbastanza infuriata interrompe le mie fantasticazioni.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Claire! Lurida bast***a, finalmente ti ho trovata!"</span><br />
Sospiro e mi metto seduta, in modo da poter vedere Amyra Yeerum, in piedi accanto a me.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Cosa c'è? Ho avuto più successo di te?"</span> Domando, facendo un finto sbadiglio. In effetti, se io sono l'assistente di Xeno-Antropologia Culturale, lei è l'assistente di Antropologia Culturale. "<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">Ma che ci si può fare, tutti sanno che le civiltà dei pianeti alieni sono più interessanti di quelle terrestri."</span><br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Non fare la gnorri, Claire! Lo so benissimo che è colpa tua! Cos'è quella voce che gira, eh!?"</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Che voce? Io non ho sentito nulla di particolare."</span><br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Che voce!?"</span> Esclama Amyra, a voce più alta e ancor più furibonda. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Non prendermi in giro! Solo tu puoi aver fatto girare che... che... che io..."</span> La ragazza arrossisce e completa la frase con un fil di voce. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"...che io sono dell'altra sponda."</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Ah! Sei lesbica? Non lo sapevo..."</span> Dico, senza preoccuparmi di abbassare la voce e continuando a fare la gnorri. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Ma non c'è nulla di male, no!?"</span> Alzo le spalle, come per dire 'di questa o dell'altra sponda, noi siamo sempre amiche'.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Shii!" </span>Fa lei, mettendo un dito davanti alla bocca. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Zitta! Lo sai benissimo che non lo sono! Non fare più danni di quelli che hai già fatto!"</span> Poi continua: <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Ora mi spieghi perché hai messo questa voce in giro... perché sì, lo so che sei stata tu: non mi freghi, capito? E, se non mi darai una risposta soddisfacente metterò in giro la voce che tu e Emil Sheppard vi siete baciati, capito!?"</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Io e lui!? Ma sei fuori di testa!?"</span> Esclamo, alzandomi di colpo in piedi.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Sì, tu e lui! Ora spiega!"</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Ok, ok... è che ieri Shras... sai, quell'andoriano che segue sempre Antropologia Culturale..."</span><br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Sì, lo so... quel lurido alieno! Vai al punto!" </span>Mi interrompe lei.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Uff... insomma, visto che sono tua... diciamo... amica, mi ha chiesto come fare a farti capire che è pazzo di te."</span><br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Che è... pazzo... di... me!?"</span> Balbetta Amyra, tutto d'un tratto pallida. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Vuoi dire che è innamorato di me?"</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Esatto. Mica potevo dirgli che hai una fifa matta degli alieni, no!? Così gli ho detto che sei dell'altra sponda. Ti ho risolto un problema, no!?"</span><br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Ma tu sei pazza! Questo sarebbe risolvere un problema?"</span></div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Per un piatto di cous cous - Cadetto Bernard Rashi]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-87.html</link>
			<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 11:30:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=0">Battirob</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-87.html</guid>
			<description><![CDATA[La mensa iniziava a riempirsi di persone. Bernard, con discrezione, si muoveva nell'ampia sala, mosso dalla curiosità e da un primo accenno di appetito.<br />
Era arrivato da poco in Accademia, dopo aver passato le non facili selezioni e provava un certo imbarazzo a causa della differenza di età tra lui e la maggior parte dei cadetti. Eppure era stata una scelta ponderata, nonostante le diverse opportunità che aveva di fronte a sè, come medico.<br />
Questa era la strada che aveva scelto e non aveva altra opzione che affrontare ogni difficoltà passo per passo. Per iniziare, appunto, dalle difficoltà di ambientazione.<br />
<br />
Si mosse verso la sezione delle vivande e si mise a curiosare tra le alternative del menu. In parte provava una certa nostalgia per la sua terra d'origine, nonostante fossero tanti anni che non ci viveva. A partire dagli odori della terra, dagli alberi di cedro, fino ai piatti tradizionali. Ecco, che cosa avrebbe tanto desiderato ora per rincuorarsi e sollevare il morale non proprio alle stelle. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Un buon piatto di cous cous"</span> disse a voce bassa, quasi un atto spontaneo. Avrebbe dato molto per un piatto simile.<br />
<br />
Una voce alle sue spalle attirò l'attenzione del non proprio giovane cadetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[La mensa iniziava a riempirsi di persone. Bernard, con discrezione, si muoveva nell'ampia sala, mosso dalla curiosità e da un primo accenno di appetito.<br />
Era arrivato da poco in Accademia, dopo aver passato le non facili selezioni e provava un certo imbarazzo a causa della differenza di età tra lui e la maggior parte dei cadetti. Eppure era stata una scelta ponderata, nonostante le diverse opportunità che aveva di fronte a sè, come medico.<br />
Questa era la strada che aveva scelto e non aveva altra opzione che affrontare ogni difficoltà passo per passo. Per iniziare, appunto, dalle difficoltà di ambientazione.<br />
<br />
Si mosse verso la sezione delle vivande e si mise a curiosare tra le alternative del menu. In parte provava una certa nostalgia per la sua terra d'origine, nonostante fossero tanti anni che non ci viveva. A partire dagli odori della terra, dagli alberi di cedro, fino ai piatti tradizionali. Ecco, che cosa avrebbe tanto desiderato ora per rincuorarsi e sollevare il morale non proprio alle stelle. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Un buon piatto di cous cous"</span> disse a voce bassa, quasi un atto spontaneo. Avrebbe dato molto per un piatto simile.<br />
<br />
Una voce alle sue spalle attirò l'attenzione del non proprio giovane cadetto.]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Là, tout n'est qu'ordre et beauté, luxe, calme et volupté]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-85.html</link>
			<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 18:05:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=0">Elim</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-85.html</guid>
			<description><![CDATA[Mentre passeggio per il cortile dell'accademia, non posso far a meno di ammirare la sua geometria. Il suo prato è intervallato da stradine lastricate, gradinate, aiuole, cespugli, fontane e piccoli stagni artificiali. Nulla è messo a caso, ogni cosa è posizionata secondo una specifica logica e pure i laghi sono di forma geometrica, solitamente rettangolare o quadrata. È tutto molto diverso da Cardassia, quindi non posso dire che mi piacciano l'architettura e lo stile terrestri. Sono affascinanti, esotici, interessanti... ma non esattamente di mio gusto. Naturalmente, non posso esteriorizzare quello che provo in questo momento, quello che mi trasmette questo giardino ben curato, poiché nessuno qua sa che sono un cardassiano. Il mio stesso aspetto è umano, grazie alla scienza e alla ingegneria genetica dell'Ordine Ossidiano. Questo non significa che io, in questo momento, sia propriamente umano: un'analisi medica svelerebbe la mia natura cardassiana... o, almeno, lo farebbe se io non avessi un certo oggettino con me. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Oh, quanto è semplice fregare gli scanner medici federali!</span> Non posso fare a meno di pensare divertito. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Basta mandare al computer dei dati preconfezionati e un virus che li faccia apparire sul monitor - e registrare nella banca dati - al posto di quelli reali!</span><br />
<br />
Finalmente sono un vero e proprio cadetto. Ho superato gli esami di ammissione e iniziato la mia carriera accademica. Ci vorranno diversi anni prima che la faccenda diventi interessante, prima che io esca dall'Accademia e riesca ad infiltrarmi nella Flotta Federale, ma sono una persona paziente. Questo metodo di infiltrazione è più rischioso degli altri - aumentando la durata della missione aumentano anche le possibilità di essere scoperto - ma è anche il modo migliore per comprendere la Federazione e la sua flotta. E non è detto che, nel frattempo, io non riesca a scoprire qualcosa di interessante da trasmettere a Cardassia. Sono nella culla stessa del nemico, le occasioni ci saranno di sicuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Mentre passeggio per il cortile dell'accademia, non posso far a meno di ammirare la sua geometria. Il suo prato è intervallato da stradine lastricate, gradinate, aiuole, cespugli, fontane e piccoli stagni artificiali. Nulla è messo a caso, ogni cosa è posizionata secondo una specifica logica e pure i laghi sono di forma geometrica, solitamente rettangolare o quadrata. È tutto molto diverso da Cardassia, quindi non posso dire che mi piacciano l'architettura e lo stile terrestri. Sono affascinanti, esotici, interessanti... ma non esattamente di mio gusto. Naturalmente, non posso esteriorizzare quello che provo in questo momento, quello che mi trasmette questo giardino ben curato, poiché nessuno qua sa che sono un cardassiano. Il mio stesso aspetto è umano, grazie alla scienza e alla ingegneria genetica dell'Ordine Ossidiano. Questo non significa che io, in questo momento, sia propriamente umano: un'analisi medica svelerebbe la mia natura cardassiana... o, almeno, lo farebbe se io non avessi un certo oggettino con me. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Oh, quanto è semplice fregare gli scanner medici federali!</span> Non posso fare a meno di pensare divertito. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Basta mandare al computer dei dati preconfezionati e un virus che li faccia apparire sul monitor - e registrare nella banca dati - al posto di quelli reali!</span><br />
<br />
Finalmente sono un vero e proprio cadetto. Ho superato gli esami di ammissione e iniziato la mia carriera accademica. Ci vorranno diversi anni prima che la faccenda diventi interessante, prima che io esca dall'Accademia e riesca ad infiltrarmi nella Flotta Federale, ma sono una persona paziente. Questo metodo di infiltrazione è più rischioso degli altri - aumentando la durata della missione aumentano anche le possibilità di essere scoperto - ma è anche il modo migliore per comprendere la Federazione e la sua flotta. E non è detto che, nel frattempo, io non riesca a scoprire qualcosa di interessante da trasmettere a Cardassia. Sono nella culla stessa del nemico, le occasioni ci saranno di sicuro.]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Crocevia Dimensionale: Un giro per l'Accademia]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-44.html</link>
			<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 14:26:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=3">Master</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-44.html</guid>
			<description><![CDATA[L'Accademia della Flotta Stellare è una delle due strutture più maestose e frequentate di San Francisco. L'edificio è strutturalmente molto semplice, ma unisce in sé sia modernità che classicismo. Infatti, si possono vedere un po' dappertutto spuntare colonne ed esse, grazie anche alla grande scalinata d'ingresso, portano un po' alla memoria i templi greci.<br />
Per raggiungere l'edificio bisogna percorrere un immenso giardino ben curato, con pochi alberi e ricoperto di uno strato d'erba ben curata. Delle stradine di pietra attraversano in modo rettilineo questo giardino, congiungendosi di fronte l'edificio centrale o a quelli secondari. Nel giardino si possono incontrare cadetti che stanno riposando, studiando o anche semplicemente camminando: questi sono riconoscibili per l'uniforme rossa, per le donne composta da un abito dalla gonna corta, praticamente una minigonna.<br />
L'Accademia è posizionata nelle vicinanze del Golden Gate, anzi è così vicino che dalla scalinata d'ingresso si possono vedere lo stretto e il ponte da poco ricostruito.<br />
<br />
Jason Howlett e Claire Mayfair stanno camminando per il giardino, seguendo una stradina che porta esattamente all'edificio centrale della struttura. In questo momento buona parte dei cadetti si sta dirigendo verso la sala dove si sta per svolgere l'incontro col dottor Midway, scienziato che terrà un seminario sulle intelligenze artificiali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[L'Accademia della Flotta Stellare è una delle due strutture più maestose e frequentate di San Francisco. L'edificio è strutturalmente molto semplice, ma unisce in sé sia modernità che classicismo. Infatti, si possono vedere un po' dappertutto spuntare colonne ed esse, grazie anche alla grande scalinata d'ingresso, portano un po' alla memoria i templi greci.<br />
Per raggiungere l'edificio bisogna percorrere un immenso giardino ben curato, con pochi alberi e ricoperto di uno strato d'erba ben curata. Delle stradine di pietra attraversano in modo rettilineo questo giardino, congiungendosi di fronte l'edificio centrale o a quelli secondari. Nel giardino si possono incontrare cadetti che stanno riposando, studiando o anche semplicemente camminando: questi sono riconoscibili per l'uniforme rossa, per le donne composta da un abito dalla gonna corta, praticamente una minigonna.<br />
L'Accademia è posizionata nelle vicinanze del Golden Gate, anzi è così vicino che dalla scalinata d'ingresso si possono vedere lo stretto e il ponte da poco ricostruito.<br />
<br />
Jason Howlett e Claire Mayfair stanno camminando per il giardino, seguendo una stradina che porta esattamente all'edificio centrale della struttura. In questo momento buona parte dei cadetti si sta dirigendo verso la sala dove si sta per svolgere l'incontro col dottor Midway, scienziato che terrà un seminario sulle intelligenze artificiali.]]></content:encoded>
		</item>
	</channel>
</rss>