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		<title><![CDATA[Star Trek GDR -  Terra Unita]]></title>
		<link>https://forum.startrekgdr.it/</link>
		<description><![CDATA[Star Trek GDR - https://forum.startrekgdr.it]]></description>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 02:37:58 +0000</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Lord of Death: Stazione Io]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-312.html</link>
			<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 10:04:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=3">Master</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-312.html</guid>
			<description><![CDATA[Mentre percorreva i corridoi della struttura nessuno lo richiamò e, raggiunto l'hangar, riuscì a salire sulla navetta senza intoppi. Al suo interno, oltre ad un piano di viaggio per la Stazione Io inserito nel pilota automatico, avrebbe trovato un tricorder per l'hacking di ultima generazione, accompagnato da quello che sembrava essere un 'bottone' argentato delle dimensioni di una moneta. Quella 'moneta' era in realtà un completamento del tricorder, un sistema da appoggiare ad un terminale del computer per hackerarlo a distanza, senza dover per forza appoggiarci sopra il tricorder. Non c'erano ulteriori armamenti portabili oltre il phaser di servizio in possesso di NX-01, probabilmente perché sarebbe stato sospetto se lo scienziato si fosse presentato armato di tutto punto, ma c'era un micro-auricolare che gli avrebbe permesso di ricevere (ma non di trasmettere!) messaggi dagli agenti di Sheppard senza dover utilizzare il meno sicuro comunicatore.<br />
<br />
Nel computer della navetta avrebbe trovato dei file contenenti tutte le informazioni riguardanti la Stazione Io, con un avviso sul fatto che si sarebbero automaticamente cancellati durante l'attracco alla base stellare. Di classe Watchtower, la Stazione Io era composta da uno scafo piatto di forma circolare dotato di phaser e di siluri fotonici. Al di sopra di questa struttura circolare c'era la torre di comando, con la plancia della stazione. Al di sotto c'erano le infrastrutture di supporto, gli alloggi dell'equipaggio, la zona cargo e la sala del computer primario. Infine, sotto l'anello di attracco c'era la zona del generatore di energia primario e di quello secondario, dotata di phaser e siluri fotonici esterni.<br />
<br />
Mentre NX-01 finita di controllare l'equipaggiamento e le informazioni, e di monitorare i naniti, lo shuttlecraft era arrivato vicino a Giove e si stava dirigendo verso la sua luna, Io, e la stazione che vi orbitava. In quel momento, il computer di bordo segnalò una comunicazione in arrivo.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Qui Stazione Io. La zona in cui vi trovate è attualmente interdetta al volo. Cambiate rotta o saremo costretti ad aprire il fuoco."</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Mentre percorreva i corridoi della struttura nessuno lo richiamò e, raggiunto l'hangar, riuscì a salire sulla navetta senza intoppi. Al suo interno, oltre ad un piano di viaggio per la Stazione Io inserito nel pilota automatico, avrebbe trovato un tricorder per l'hacking di ultima generazione, accompagnato da quello che sembrava essere un 'bottone' argentato delle dimensioni di una moneta. Quella 'moneta' era in realtà un completamento del tricorder, un sistema da appoggiare ad un terminale del computer per hackerarlo a distanza, senza dover per forza appoggiarci sopra il tricorder. Non c'erano ulteriori armamenti portabili oltre il phaser di servizio in possesso di NX-01, probabilmente perché sarebbe stato sospetto se lo scienziato si fosse presentato armato di tutto punto, ma c'era un micro-auricolare che gli avrebbe permesso di ricevere (ma non di trasmettere!) messaggi dagli agenti di Sheppard senza dover utilizzare il meno sicuro comunicatore.<br />
<br />
Nel computer della navetta avrebbe trovato dei file contenenti tutte le informazioni riguardanti la Stazione Io, con un avviso sul fatto che si sarebbero automaticamente cancellati durante l'attracco alla base stellare. Di classe Watchtower, la Stazione Io era composta da uno scafo piatto di forma circolare dotato di phaser e di siluri fotonici. Al di sopra di questa struttura circolare c'era la torre di comando, con la plancia della stazione. Al di sotto c'erano le infrastrutture di supporto, gli alloggi dell'equipaggio, la zona cargo e la sala del computer primario. Infine, sotto l'anello di attracco c'era la zona del generatore di energia primario e di quello secondario, dotata di phaser e siluri fotonici esterni.<br />
<br />
Mentre NX-01 finita di controllare l'equipaggiamento e le informazioni, e di monitorare i naniti, lo shuttlecraft era arrivato vicino a Giove e si stava dirigendo verso la sua luna, Io, e la stazione che vi orbitava. In quel momento, il computer di bordo segnalò una comunicazione in arrivo.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Qui Stazione Io. La zona in cui vi trovate è attualmente interdetta al volo. Cambiate rotta o saremo costretti ad aprire il fuoco."</span>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[[Marte] L'Avvicendamento del Potere: Prologo]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-226.html</link>
			<pubDate>Thu, 22 Aug 2013 21:30:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=0">Egghy</a>]]></dc:creator>
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			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/edward.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Edward Alan Harris</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">Eccola.<br />
La Villa di Ruthven si erge davanti a loro. Edward Alan Harris, Capitano della USS Eternity, prima nave di classe Excelsior della Flotta Stellare; ed Alexander Davis, mezzo Klingon, Ambasciatore dell'Impero sulla Terra.<br />
Col passare dei mesi i due sono diventati molto amici, Edward è stato nominato accompagnatore dell'Ambasciatore presso la Federazione. L'unico e corretto modo per formare una solida alleanza tra due fazioni storicamente rivali e dunque sospettose, è essere onesti.<br />
C'è un motivo per cui i due si stanno recando dall'Ex Ammiraglio di Flotta, ora semplice Ammiraglio, John Ruthven: Emil Sheppard.<br />
Edward ha sempre considerato bene Ruthven, l'Ammiraglio che tempo prima lo aveva contattato al ritorno della sua prima missione quinquennale, affidandogli una missione di livello seclar 9 per impedire la guerra tra Federazione ed Impero Klingon che un certo altro Ammiraglio, Emil Sheppard, avrebbe sicuramente innescato.<br />
Lui non solo l'aveva impedita, aveva fatto di più, aveva di fatto stretto un'alleanza con i Klingon contro una possibile minaccia Romulana.<br />
Non poteva fare altro che sentirsi onorato e fiero di sè stesso, ma riconosceva che il tutto, senza Ruthven, non sarebbe esistito.<br />
Era stato Ruthven per primo a credere in lui, fidarsi, ed Edward sperava che non se ne fosse pentito.<br />
Ma l'Ammiraglio di Flotta era stato degradato, e proprio perchè aveva cercato di destabilizzare la posizione di Emil Sheppard, il Capo della Sezione 31.<br />
Ma di recente, anche Sheppard era stato destabilizzato, ed il comando della USS Constellation gli era stato tolto.<br />
La prossima missione di Edward era fargli togliere ciascun grado militare, toglierlo dalla situazione.<br />
E sperava che nell'Ammiraglio Ruthven avrebbe trovato un valido alleato.</div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/edward.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Edward Alan Harris</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">Eccola.<br />
La Villa di Ruthven si erge davanti a loro. Edward Alan Harris, Capitano della USS Eternity, prima nave di classe Excelsior della Flotta Stellare; ed Alexander Davis, mezzo Klingon, Ambasciatore dell'Impero sulla Terra.<br />
Col passare dei mesi i due sono diventati molto amici, Edward è stato nominato accompagnatore dell'Ambasciatore presso la Federazione. L'unico e corretto modo per formare una solida alleanza tra due fazioni storicamente rivali e dunque sospettose, è essere onesti.<br />
C'è un motivo per cui i due si stanno recando dall'Ex Ammiraglio di Flotta, ora semplice Ammiraglio, John Ruthven: Emil Sheppard.<br />
Edward ha sempre considerato bene Ruthven, l'Ammiraglio che tempo prima lo aveva contattato al ritorno della sua prima missione quinquennale, affidandogli una missione di livello seclar 9 per impedire la guerra tra Federazione ed Impero Klingon che un certo altro Ammiraglio, Emil Sheppard, avrebbe sicuramente innescato.<br />
Lui non solo l'aveva impedita, aveva fatto di più, aveva di fatto stretto un'alleanza con i Klingon contro una possibile minaccia Romulana.<br />
Non poteva fare altro che sentirsi onorato e fiero di sè stesso, ma riconosceva che il tutto, senza Ruthven, non sarebbe esistito.<br />
Era stato Ruthven per primo a credere in lui, fidarsi, ed Edward sperava che non se ne fosse pentito.<br />
Ma l'Ammiraglio di Flotta era stato degradato, e proprio perchè aveva cercato di destabilizzare la posizione di Emil Sheppard, il Capo della Sezione 31.<br />
Ma di recente, anche Sheppard era stato destabilizzato, ed il comando della USS Constellation gli era stato tolto.<br />
La prossima missione di Edward era fargli togliere ciascun grado militare, toglierlo dalla situazione.<br />
E sperava che nell'Ammiraglio Ruthven avrebbe trovato un valido alleato.</div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[[Marte] Missione a Nova Ares]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-203.html</link>
			<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 13:44:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=3">Master</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-203.html</guid>
			<description><![CDATA[Mentre Sheppard si dirige verso la Stazione Midway, per poter comprendere come aggiustare la sua intelligenza artificiale, Sasuke Uchiha ha posto la sua attenzione sull'ammiraglio John Ruthven, che in precedenza è riuscito a far degradare. Grazie ad alcuni informatori, Sasuke è venuto a conoscenza che Ruthven sta raccogliendo materiale col quale intende compromettere la Sezione 31. Il suo obbiettivo, infatti, sembra essere quello di portare il Consiglio della Federazione ad ordinare al Comando di Flotta di smantellare l'organizzazione. Alcuni agenti della Sezione 31 hanno già provato ad accedere all'ufficio di Ruthven, ma non hanno trovato alcuna traccia di quel materiale. Non che la cosa li abbia stupiti: sarebbe stato stupido anche per Ruthven lasciare dei documenti simili all'interno del Quartier Generale della Flotta Stellare, praticamente a portata di mano della Sezione 31. Ulteriori indagini, poi, hanno portato Sasuke a sospettare che i documenti si trovino all'interno della dimora di Ruthven su Marte. Così vi si è diretto.<br />
<br />
La dimora - anzi, la villa - di Ruthven si trova a Nova Ares, città situata nella pianura di Utopia Planitia e nelle vicinanze del lago Cassini. Nonostante la villa sia di proprietà dell'ammiraglio, attualmente è abitata dalla sorella di Ruthven, Eveleen, e dalla sua famiglia. Dei civili che, molto probabilmente, non sospettano nemmeno della presenza, nella loro abitazione, di una cassaforte contenente documenti riservati. Eveleen, suo marito e sua figlia attualmente si trovano in vacanza sulla Terra, e questa è una fortuna sia per loro che per la Sezione 31: meno testimoni ci sono, più possibilità ha la missione di riuscire.<br />
<br />
La missione si svolge un mercoledì mattina, giorno nel quale passa l'impresa delle pulizie. Infatti, nonostante Eveleen e la sua famiglia siano dei civili, essendo parenti di un ex-ammiraglio di flotta, nella loro casa sono stati installati dei sistemi di sicurezza. Tra questi sistemi di sicurezza ci sono un leggero campo di forza che protegge porte e finestre, un sistema che interferisce col teletrasporto, e un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso. L'unico modo per accedere alla casa senza dover disattivare una ad una le protezioni è utilizzare la card che possiede il personale che lavora nella villa, quindi anche gli addetti alle pulizie. Per quanto riguarda, invece, il sistema di videosorveglianza, non c'è modo di disattivarlo dall'esterno, ma questo non dovrebbe essere un problema. Le immagini registrate non vengono trasmesse all'esterno, ma salvate su un terminale all'interno dell'abitazione. E il sistema non è dotato di un software di riconoscimento facciale, anche perché gli uomini dell'impresa di pulizia non sono quasi mai gli stessi.<br />
<br />
<span style="color: red;" class="mycode_color">Piantina della casa:</span><br />
<div style="margin:20px; margin-top:5px"><div class="quotetitle"><input class="button2 btnlite" type="button" value="Vedi Spoiler" style="text-align:center;width:115px;margin:0px;padding:0px;" onclick="if (this.parentNode.parentNode.getElementsByTagName('div')[1].getElementsByTagName('div')[0].style.display != '') { this.parentNode.parentNode.getElementsByTagName('div')[1].getElementsByTagName('div')[0].style.display = '';      this.innerText = ''; this.value = 'Nascondi Spoiler'; } else { this.parentNode.parentNode.getElementsByTagName('div')[1].getElementsByTagName('div')[0].style.display = 'none'; this.innerText = ''; this.value = 'Vedi Spoiler'; }" /></div><div class="quotecontent"><div style="display: none;"><img src="https://img.startrekgdr.it/old/casa_ruthven.jpg" loading="lazy"  alt="[Immagine: casa_ruthven.jpg]" class="mycode_img" /></div></div></div>
<span style="color: red;" class="mycode_color">La villa è circondata da una zona verde abbastanza amplia e recintata. Più che un giardino, però, può essere considerato un vero e proprio bosco. Il tuo pg attualmente si trova all'interno del giardino: se vuoi puoi spiegare come ci è entrato (la recinzione non ha alcun sistema di sicurezza). Vedi tu se fargli fare un giro attorno alla casa (in tal caso ti dirò che risultati ha ottenuto con la sua osservazione) o farlo interessare agli addetti alla pulizia, un uomo e una donna, che sono appena entrati dal cancello e stanno percorrendo il sentiero che conduce alla casa.</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Mentre Sheppard si dirige verso la Stazione Midway, per poter comprendere come aggiustare la sua intelligenza artificiale, Sasuke Uchiha ha posto la sua attenzione sull'ammiraglio John Ruthven, che in precedenza è riuscito a far degradare. Grazie ad alcuni informatori, Sasuke è venuto a conoscenza che Ruthven sta raccogliendo materiale col quale intende compromettere la Sezione 31. Il suo obbiettivo, infatti, sembra essere quello di portare il Consiglio della Federazione ad ordinare al Comando di Flotta di smantellare l'organizzazione. Alcuni agenti della Sezione 31 hanno già provato ad accedere all'ufficio di Ruthven, ma non hanno trovato alcuna traccia di quel materiale. Non che la cosa li abbia stupiti: sarebbe stato stupido anche per Ruthven lasciare dei documenti simili all'interno del Quartier Generale della Flotta Stellare, praticamente a portata di mano della Sezione 31. Ulteriori indagini, poi, hanno portato Sasuke a sospettare che i documenti si trovino all'interno della dimora di Ruthven su Marte. Così vi si è diretto.<br />
<br />
La dimora - anzi, la villa - di Ruthven si trova a Nova Ares, città situata nella pianura di Utopia Planitia e nelle vicinanze del lago Cassini. Nonostante la villa sia di proprietà dell'ammiraglio, attualmente è abitata dalla sorella di Ruthven, Eveleen, e dalla sua famiglia. Dei civili che, molto probabilmente, non sospettano nemmeno della presenza, nella loro abitazione, di una cassaforte contenente documenti riservati. Eveleen, suo marito e sua figlia attualmente si trovano in vacanza sulla Terra, e questa è una fortuna sia per loro che per la Sezione 31: meno testimoni ci sono, più possibilità ha la missione di riuscire.<br />
<br />
La missione si svolge un mercoledì mattina, giorno nel quale passa l'impresa delle pulizie. Infatti, nonostante Eveleen e la sua famiglia siano dei civili, essendo parenti di un ex-ammiraglio di flotta, nella loro casa sono stati installati dei sistemi di sicurezza. Tra questi sistemi di sicurezza ci sono un leggero campo di forza che protegge porte e finestre, un sistema che interferisce col teletrasporto, e un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso. L'unico modo per accedere alla casa senza dover disattivare una ad una le protezioni è utilizzare la card che possiede il personale che lavora nella villa, quindi anche gli addetti alle pulizie. Per quanto riguarda, invece, il sistema di videosorveglianza, non c'è modo di disattivarlo dall'esterno, ma questo non dovrebbe essere un problema. Le immagini registrate non vengono trasmesse all'esterno, ma salvate su un terminale all'interno dell'abitazione. E il sistema non è dotato di un software di riconoscimento facciale, anche perché gli uomini dell'impresa di pulizia non sono quasi mai gli stessi.<br />
<br />
<span style="color: red;" class="mycode_color">Piantina della casa:</span><br />
<div style="margin:20px; margin-top:5px"><div class="quotetitle"><input class="button2 btnlite" type="button" value="Vedi Spoiler" style="text-align:center;width:115px;margin:0px;padding:0px;" onclick="if (this.parentNode.parentNode.getElementsByTagName('div')[1].getElementsByTagName('div')[0].style.display != '') { this.parentNode.parentNode.getElementsByTagName('div')[1].getElementsByTagName('div')[0].style.display = '';      this.innerText = ''; this.value = 'Nascondi Spoiler'; } else { this.parentNode.parentNode.getElementsByTagName('div')[1].getElementsByTagName('div')[0].style.display = 'none'; this.innerText = ''; this.value = 'Vedi Spoiler'; }" /></div><div class="quotecontent"><div style="display: none;"><img src="https://img.startrekgdr.it/old/casa_ruthven.jpg" loading="lazy"  alt="[Immagine: casa_ruthven.jpg]" class="mycode_img" /></div></div></div>
<span style="color: red;" class="mycode_color">La villa è circondata da una zona verde abbastanza amplia e recintata. Più che un giardino, però, può essere considerato un vero e proprio bosco. Il tuo pg attualmente si trova all'interno del giardino: se vuoi puoi spiegare come ci è entrato (la recinzione non ha alcun sistema di sicurezza). Vedi tu se fargli fare un giro attorno alla casa (in tal caso ti dirò che risultati ha ottenuto con la sua osservazione) o farlo interessare agli addetti alla pulizia, un uomo e una donna, che sono appena entrati dal cancello e stanno percorrendo il sentiero che conduce alla casa.</span>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[[2257] Scelte di vita]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-163.html</link>
			<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 20:08:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=0">Tenebra</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-163.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/shiarrael.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Shiarrael Logan Volskiar</h1><h2>Human/Romulan</h2></div></div><div class="role-text"><span style="font-size: large;" class="mycode_size"><span style="color: #800000;" class="mycode_color"><span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">Parte prima: la calma e la rabbia</span></span></span><br />
<br />
La cerea e polverosa superficie lunare rifletteva la luce del Sole appena sorto, diventando bianco-argentea e opalescente; il cratere si riempì per metà del fulgore della stella che metteva in evidenza i loro bordi gibbosi e irregolari.<br />
La città era ancora silente, ma già in movimento: in effetti, non si fermava nè dormiva mai, è sempre in fermento come ogni grande metropoli: Tycho City, la capitale lunare, era comunque lontana dalla realtà dei secoli scorsi, lontana dall'inquinamento e dai rumori assordanti di strani mezzi a combustione su due o quattro ruote. I veicoli erano tutti elettrici o magnetici, gioielli tecnici che garantivano zero emissioni e scarso rumore.<br />
Tuttavia, quella quiete non era destinata a durare: qualche minuto dopo un fragoroso rombo riverberò nella città, facendo voltare molte persone -evidentemente non più familiari a certe cose- appena in tempo prima che venissero travolte da una scheggia nera che sfrecciava sulla strada. Quello strano mezzo chiassoso non era altro che una moto da corsa di vecchia fattura risalente al ventunesimo secolo, curata nei minimi dettagli e cavalcata da una figura altrettanto oscura dotata di casco integrale.<br />
Laddove passava si creava il vuoto: le persone correvano come delle forsennate sui marciapiedi, strepitando ingiurie di varia natura e lingua dirette al noncurante pilota.<br />
Pochi isolati più avanti, la porta di una elegante ma sobria abitazione si aprì: ne uscì una donna sulla quarantina, espressione accigliata e mani sui fianchi. Le orecchie a punta tradirono la sua natura Romulana, così come quella scintilla di irritazione nei suoi occhi scuri. Non fece un passò, rimase semplicemente ritta sulla porta di casa, troneggiando minacciosa come la statua di un conduttiero in mezzo a una piazza.<br />
E, da brava emula, era già sul piede di guerra, peggiorando man mano che il chiasso si avvicendava alla casa.<br />
Il piede della donna iniziò a battere sulla pietra quando vide la sagoma della moto saettare in quella direzione. Rallentò, fermandosi nel viale, e venne poi spenta. Il ruggito morì piano piano mentre il conducente smontava dalla sella. La donna prese un bel respiro, ma non per calmarsi, solo per assicurarsi di avere una riserva d'aria sufficiente a rimproverare la figlia.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Shiarrael Rhian Logan Valentine Volskiar!"</span> proferì minacciosa muovendo i suoi passi verso la figura femminile. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Con che coraggio ti ripresenti a casa a quest'ora? Ti rendi conto di che ore sono?"</span> era come un vulcano ce aveva appena iniziato ad eruttare. Gli occhi erano appena fuori dalle orbite, le mani appena alzate, pronte a gesticolare senza senso all'indirizzo dela ragazza, che, d'altro canto, pareva la calma fatta a persona. Sospirò semplicemente mentre alzava le mani guantate per togliersi il casco.<br />
Una cascata di once corvine ricadde sul viso diafano dai lineamenti dolci e proporzionati, oscurandolo abbastanza da far risaltare il delicato grigio argenteo delle sue iridi. La donna scosse appena la testa e uscò la mano libera per ravviarsi i capelli alla meglio, con studiata lentezza. quando guardò la madre nei suoi occhi non c'era ombra di timore o di pentimento: al massimo un accenno di stanchezza per la lunga nottata.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Sono le sei meno cinque minuti, Katara Volskiar nei Valentine."</span> rispose in tutta tranquillità avviandosi verso la porta d'ingresso, ma la madre fu più svelta. Si frappose tra la figlia e l'uscio, mettendole una mano sulla spalla, in maniera tutt'altro che rassicurante. Logan sbuffò colgendo lo sguardo al cielo. Arrivava la paternale. Anzi, la maternale.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Oh? La principessina sospira? E con che diritto lo fai? Ti rendi conto di quanto tu ci faccia preoccupare..."</span> e da lì iniziò una filippica apparentemente infinita sulla responsabilità, sul rispetto dei propri cari, sulle solite vecchie cose. Tutto era già stato detto, già stato sentito. E ovviamente ignorato il più delle volte.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Mamma."</span> iniziò a dire la ragazza passandosi il casco da una mano all'altra. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Dici sempre le stesse cose. Non puoi stare zitta per una volta?"</span><br />
Ecco la goccia che fece traboccare il vaso. La donna iniziò a gesticolare, gli occhi iniettati di sangue saettavano tutt'intorno. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Ti pare il modo di rivolgerti a tua madre?! Come <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">osi</span> dire una cosa del genere?! Ti ripeterò queste cose finchè non saranno entrate in quella tua testa dura! Finchè abiti qui segui le regole che ti vengono date! Hai capito?!"</span> strepitò, non capendo come sua figlia potesse essere così noncurante, così... Fredda, in un certo senso.<br />
Il più delle volta sembrava che non le importasse di dare preoccupazioni alle sua famiglia, quindi se ne andava a spasso chissà dove a fare chissà cosa. Ma mai era tornata a casa con una volante della polizia: una lancia da spezzare in suo favore. Tuttavia, la madre pensava che era molto più probabile che non si facesse prendere.<br />
Logan guardà la madre negli occhi. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Posso entrare?"</span> disse ignorando il fiume di parole che l'aveva investita finora.<br />
Katara rimase ancora una volta senza parole. Era talmente furiosa da essere paralizzata. Le avrebbe tirato volentieri uno schiaffo, ma sapeva che sarebbe stato deleterio. Solo non riusciva a spiegarsi perchè la figlia si comportasse così; lo aveva fatto sin da piccola, ma con l'età era peggiorata. Era inafferrabile come una nuvola, e imprevedibile come il mare. E come il mare, aveva una forza -anche di volontà- soverchiante. L'unica cosa che potè fare per il momento fu annuire e spostarsi appena per permetterle l'accesso alla casa.<br />
Logan entrò senza fiatare, appendendo casco e giubbotto di pelle all'appendiabiti.<br />
Proprio in quel momento, il padre scese dalle scale: quando la vide affrettò il passo, finchè non si trovò davanti a lei. Incrociò le braccia muscolose e la guardò dall'alto con fare intimidatorio, nonostante i suoi occhi blu non trapelassero nessuna emozione. Sapeva che con la figlia era un metodo più efficace rispetto a quello usato dalla moglie.<br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Dove sei stata signorinella?"</span><br />
Lei, d'altra parte, gli restituì lo stesso sguardo, e a sua volta incrociò le braccia, come a schernirlo. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Fuori."</span><br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Dove sei stata?"</span> ripetè, anche se stavolta il tono era venato da una sottile minaccia.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Fuori."</span> Nessuna reazione.<br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Esigo sapere dove sei stata, cosa hai fatto, e con chi eri. E voglio saperlo adesso. Non giocare alla figlia ingrata, nè a fare la dura. Lo sai che non funziona."</span> la madre intanto si era appropinquata al marito, e fissava la figlia con sguardo autoritario.<br />
Lei guardò prima uno, poi l'altra, e sospirò.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Sono stata fuori città, a Copernicus City con degli amici. Non abbiamo fatto nulla di moralmente deplorevole. Siamo riusciti ad ottenere un ingaggio in un locale, abbiamo suonato, poi siamo stati un po' in giro. Contenti adesso?"</span><br />
I genitori si guardarono rassegnati. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Sicura che sia tutto? Non ci nascondi nulla, vero?"</span> Logan annuì poggiando l'avambraccio contro il muro. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Abbiamo guadagnato qualcosa."</span> aggiunse sbadigliando appena. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Cento crediti a testa. Non male per una serata, no?"</span> aggiunse con tono piatto, non voleva incoraggiarli a crederle o a essere entusiasti: erano adulti e perfettamente in grado di gestire le loro emozioni.<br />
Il padre inclinò appena la testa. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Ti costava tanto dircelo prima?"</span> osservò guardandola torvo.<br />
A quel punto la ragazza emise una risata composta. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Sì, certo, come se non sapessi che voi disapprovate questa mia scelta di carriera. Se me l'aveste detto, mi avreste fermata."</span> disse guardandoli con scherno.<br />
Il padre tossicchiò appena per avvertirla di moderare i toni e il comportamento. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"L'avremmo fatto, sì. Ma so che avresti trovato il modo per scappare e andare, Non avremmo comunque avuto il timore di pensarti chissà dove a fare chissà cosa. Almeno avremmo saputo dov'eri."</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Mi sarei risparmiata la paternale. E avreste avuto comunque il timore perchè sapevate dov'ero e cosa stavo facendo. Una preoccupazione al posto di un'altra."</span> rispose guardando verso la cucina.<br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"La stessa cosa vale per te. Una paternale al posto di un'altra. Hai fatto anche tu la tua scelta, direi."</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Non esattamente. Nel mio caso le due cose sarebbero state le stesse. Sarebbero cambiate solo le modalità."</span> osservò lei rimettendosi composta e spostando il peso da un piede all'altro, impaziente di andare a mangiare qualcosa e andare a dormire. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Avreste comunque disapprovato, no?"</span><br />
Il padre fece una pausa. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"E non ti chiedi perchè?"</span><br />
<span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Oh no, di nuovo quella storia.</span> <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Ogni giorno."</span><br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Devi scegliere cosa fare della tua vita, Logan. Non puoi andare in giro a cercare ingaggi temporanei che non ti assicurano nessuna stabilità economica o sociale. Hai bisogno di qualcosa di fisso, che ti renda sicura, che ti permetta di costruirti un futuro. E per farlo ti servono basi solide."</span> disse lentamente, come ad assicurarsi che quelle cose che ha detto entrassero nella testa della figlia, o che almeno le mettessero la pulce nell'orecchio.<br />
La ragazza lo guardò, apparentemente senza nessuna emozione, ma non rispose.<br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Logan... Siamo preoccupati per te. Perchè non tenti l'ammissione all'Accademia della Flotta?"</span> azzardò a dire con tono diplomatico: la moglie gli diede uno sguardo fugace, poi volse il suo sguardo verso la figlia.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"La Flotta? Ma siete impazziti? Non ho intenzione di sottostare a quell'artefatto del capitalismo e colonialismo universale."</span> disse con sprezzo.<br />
I due si irrigidirono appena lla sue parole. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Quell'artefatto del capitalismo e colonialismo universale ci dà sostentamento. E cos'è questa storia? Il capitalismo non esiste più, mia cara."</span> intervenne la madre.<br />
Logan rise di nuovo avviandosi verso la cucina. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Non potete essere così ingenui. La Federazione ha anche una propria valuta, ha un governo 'supremo' per tutti i pianeti che ha un enorme potere decisionale, direi schiacciante nei confronti dei singoli governi planetari, ha un suo esercito e chissà quali servizi segreti rimediano alle sue onte, o infanga i suoi misfatti. Inoltre, è in continua espansione, e ogni volta impone il proprio sistema politico ed economico con la scusa di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni. Devo aggiungere altro?"</span> disse iniziando a prepararsi una tazza di caffè.<br />
Ancora una volta i due coniugi si trovarono senza parole, sopraffatti dalla cruda pragmatica della figlia che spesso la portava a simili conclusioni su praticamente qualsiasi cosa. Infatti, aveva un bellissimo pregio: trovare difetti in tutto, soprattutto se doveva farlo per spregio.<br />
Il padre fu il primo a riprendersi. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Non dico che la Federazione sia un'organizzazione utopica, ma sicuramente ha portato numerosi vantaggi a molte persone, e questo non puoi negarlo. Il governo ci garantisce un certo comfort, in cambio di poco. La libertà è lo scotto da pagare per una vita serena."</span> disse, suscitanto ancora più sprezzo nella figlia.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"La libertà non ha prezzo. La politica è solo una scusa per privarci di essa, mentre i politici si accaparrano tutto."</span><br />
La madre non aveva alcuna intenzione di continuare quel discorso politico, che tuttora condivideva nel suo intimo. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"A proposito, domani nonno Sarik ci farà visita."</span> disse tentando di sviare l'argomento. Riuscendoci, finalmente.<br />
Logan la guardò avvicinando la tazza colma di caffè bollente alle labbra. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Il nonno?"</span> chiese prima di prendere il primo sorso.<br />
La madre annuì, poggiandosi al bancone vicino a lei, mentre il padre si sedeva su uno sgabello di fronte. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"E' ansioso di vedere sua nipote."</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Molla il suo prezioso lavoro per me? Che privilegio mi concede..."</span> disse sarcastica.<br />
Gli occhi della madre si riempirono di rabbia a quelle parole. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Smettila col tuo cinismo gratuito, Logan. Lo sai che il nonno ti vuole bene. Perchè devi smontare sempre tutto e tutti?"</span> asserì con tono secco, guardandola con rimprovero.<br />
Logan non rispose. Si limitò a finire la sua tazza di caffè e poggiarla nel lavandino.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Se permettete vado a dormire." </span>disse avviandosi verso il piano superiore della casa. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Buona giornata a voi."</span><br />
Michael, il padre, guardò sua moglie rassegnato. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Che dobbiamo fare con lei?"</span> la madre sospirò e andò verso di lui, circondandogli le spalle con le braccia.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Non lo so... Proprio non lo so."</span> gli sussurrò abbassando appena lo sguardo. Lui le carezzò la guancia con fare rassicurante. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Non temere, Katara. Alla fine tutto andrà per il meglio. Chissà che tuo padre non riesca a persuaderla..."</span><br />
La donna rise amaramente. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Lo sai che non sarà così."</span></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/shiarrael.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Shiarrael Logan Volskiar</h1><h2>Human/Romulan</h2></div></div><div class="role-text"><span style="font-size: large;" class="mycode_size"><span style="color: #800000;" class="mycode_color"><span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">Parte prima: la calma e la rabbia</span></span></span><br />
<br />
La cerea e polverosa superficie lunare rifletteva la luce del Sole appena sorto, diventando bianco-argentea e opalescente; il cratere si riempì per metà del fulgore della stella che metteva in evidenza i loro bordi gibbosi e irregolari.<br />
La città era ancora silente, ma già in movimento: in effetti, non si fermava nè dormiva mai, è sempre in fermento come ogni grande metropoli: Tycho City, la capitale lunare, era comunque lontana dalla realtà dei secoli scorsi, lontana dall'inquinamento e dai rumori assordanti di strani mezzi a combustione su due o quattro ruote. I veicoli erano tutti elettrici o magnetici, gioielli tecnici che garantivano zero emissioni e scarso rumore.<br />
Tuttavia, quella quiete non era destinata a durare: qualche minuto dopo un fragoroso rombo riverberò nella città, facendo voltare molte persone -evidentemente non più familiari a certe cose- appena in tempo prima che venissero travolte da una scheggia nera che sfrecciava sulla strada. Quello strano mezzo chiassoso non era altro che una moto da corsa di vecchia fattura risalente al ventunesimo secolo, curata nei minimi dettagli e cavalcata da una figura altrettanto oscura dotata di casco integrale.<br />
Laddove passava si creava il vuoto: le persone correvano come delle forsennate sui marciapiedi, strepitando ingiurie di varia natura e lingua dirette al noncurante pilota.<br />
Pochi isolati più avanti, la porta di una elegante ma sobria abitazione si aprì: ne uscì una donna sulla quarantina, espressione accigliata e mani sui fianchi. Le orecchie a punta tradirono la sua natura Romulana, così come quella scintilla di irritazione nei suoi occhi scuri. Non fece un passò, rimase semplicemente ritta sulla porta di casa, troneggiando minacciosa come la statua di un conduttiero in mezzo a una piazza.<br />
E, da brava emula, era già sul piede di guerra, peggiorando man mano che il chiasso si avvicendava alla casa.<br />
Il piede della donna iniziò a battere sulla pietra quando vide la sagoma della moto saettare in quella direzione. Rallentò, fermandosi nel viale, e venne poi spenta. Il ruggito morì piano piano mentre il conducente smontava dalla sella. La donna prese un bel respiro, ma non per calmarsi, solo per assicurarsi di avere una riserva d'aria sufficiente a rimproverare la figlia.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Shiarrael Rhian Logan Valentine Volskiar!"</span> proferì minacciosa muovendo i suoi passi verso la figura femminile. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Con che coraggio ti ripresenti a casa a quest'ora? Ti rendi conto di che ore sono?"</span> era come un vulcano ce aveva appena iniziato ad eruttare. Gli occhi erano appena fuori dalle orbite, le mani appena alzate, pronte a gesticolare senza senso all'indirizzo dela ragazza, che, d'altro canto, pareva la calma fatta a persona. Sospirò semplicemente mentre alzava le mani guantate per togliersi il casco.<br />
Una cascata di once corvine ricadde sul viso diafano dai lineamenti dolci e proporzionati, oscurandolo abbastanza da far risaltare il delicato grigio argenteo delle sue iridi. La donna scosse appena la testa e uscò la mano libera per ravviarsi i capelli alla meglio, con studiata lentezza. quando guardò la madre nei suoi occhi non c'era ombra di timore o di pentimento: al massimo un accenno di stanchezza per la lunga nottata.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Sono le sei meno cinque minuti, Katara Volskiar nei Valentine."</span> rispose in tutta tranquillità avviandosi verso la porta d'ingresso, ma la madre fu più svelta. Si frappose tra la figlia e l'uscio, mettendole una mano sulla spalla, in maniera tutt'altro che rassicurante. Logan sbuffò colgendo lo sguardo al cielo. Arrivava la paternale. Anzi, la maternale.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Oh? La principessina sospira? E con che diritto lo fai? Ti rendi conto di quanto tu ci faccia preoccupare..."</span> e da lì iniziò una filippica apparentemente infinita sulla responsabilità, sul rispetto dei propri cari, sulle solite vecchie cose. Tutto era già stato detto, già stato sentito. E ovviamente ignorato il più delle volte.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Mamma."</span> iniziò a dire la ragazza passandosi il casco da una mano all'altra. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Dici sempre le stesse cose. Non puoi stare zitta per una volta?"</span><br />
Ecco la goccia che fece traboccare il vaso. La donna iniziò a gesticolare, gli occhi iniettati di sangue saettavano tutt'intorno. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Ti pare il modo di rivolgerti a tua madre?! Come <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">osi</span> dire una cosa del genere?! Ti ripeterò queste cose finchè non saranno entrate in quella tua testa dura! Finchè abiti qui segui le regole che ti vengono date! Hai capito?!"</span> strepitò, non capendo come sua figlia potesse essere così noncurante, così... Fredda, in un certo senso.<br />
Il più delle volta sembrava che non le importasse di dare preoccupazioni alle sua famiglia, quindi se ne andava a spasso chissà dove a fare chissà cosa. Ma mai era tornata a casa con una volante della polizia: una lancia da spezzare in suo favore. Tuttavia, la madre pensava che era molto più probabile che non si facesse prendere.<br />
Logan guardà la madre negli occhi. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Posso entrare?"</span> disse ignorando il fiume di parole che l'aveva investita finora.<br />
Katara rimase ancora una volta senza parole. Era talmente furiosa da essere paralizzata. Le avrebbe tirato volentieri uno schiaffo, ma sapeva che sarebbe stato deleterio. Solo non riusciva a spiegarsi perchè la figlia si comportasse così; lo aveva fatto sin da piccola, ma con l'età era peggiorata. Era inafferrabile come una nuvola, e imprevedibile come il mare. E come il mare, aveva una forza -anche di volontà- soverchiante. L'unica cosa che potè fare per il momento fu annuire e spostarsi appena per permetterle l'accesso alla casa.<br />
Logan entrò senza fiatare, appendendo casco e giubbotto di pelle all'appendiabiti.<br />
Proprio in quel momento, il padre scese dalle scale: quando la vide affrettò il passo, finchè non si trovò davanti a lei. Incrociò le braccia muscolose e la guardò dall'alto con fare intimidatorio, nonostante i suoi occhi blu non trapelassero nessuna emozione. Sapeva che con la figlia era un metodo più efficace rispetto a quello usato dalla moglie.<br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Dove sei stata signorinella?"</span><br />
Lei, d'altra parte, gli restituì lo stesso sguardo, e a sua volta incrociò le braccia, come a schernirlo. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Fuori."</span><br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Dove sei stata?"</span> ripetè, anche se stavolta il tono era venato da una sottile minaccia.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Fuori."</span> Nessuna reazione.<br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Esigo sapere dove sei stata, cosa hai fatto, e con chi eri. E voglio saperlo adesso. Non giocare alla figlia ingrata, nè a fare la dura. Lo sai che non funziona."</span> la madre intanto si era appropinquata al marito, e fissava la figlia con sguardo autoritario.<br />
Lei guardò prima uno, poi l'altra, e sospirò.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Sono stata fuori città, a Copernicus City con degli amici. Non abbiamo fatto nulla di moralmente deplorevole. Siamo riusciti ad ottenere un ingaggio in un locale, abbiamo suonato, poi siamo stati un po' in giro. Contenti adesso?"</span><br />
I genitori si guardarono rassegnati. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Sicura che sia tutto? Non ci nascondi nulla, vero?"</span> Logan annuì poggiando l'avambraccio contro il muro. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Abbiamo guadagnato qualcosa."</span> aggiunse sbadigliando appena. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Cento crediti a testa. Non male per una serata, no?"</span> aggiunse con tono piatto, non voleva incoraggiarli a crederle o a essere entusiasti: erano adulti e perfettamente in grado di gestire le loro emozioni.<br />
Il padre inclinò appena la testa. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Ti costava tanto dircelo prima?"</span> osservò guardandola torvo.<br />
A quel punto la ragazza emise una risata composta. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Sì, certo, come se non sapessi che voi disapprovate questa mia scelta di carriera. Se me l'aveste detto, mi avreste fermata."</span> disse guardandoli con scherno.<br />
Il padre tossicchiò appena per avvertirla di moderare i toni e il comportamento. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"L'avremmo fatto, sì. Ma so che avresti trovato il modo per scappare e andare, Non avremmo comunque avuto il timore di pensarti chissà dove a fare chissà cosa. Almeno avremmo saputo dov'eri."</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Mi sarei risparmiata la paternale. E avreste avuto comunque il timore perchè sapevate dov'ero e cosa stavo facendo. Una preoccupazione al posto di un'altra."</span> rispose guardando verso la cucina.<br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"La stessa cosa vale per te. Una paternale al posto di un'altra. Hai fatto anche tu la tua scelta, direi."</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Non esattamente. Nel mio caso le due cose sarebbero state le stesse. Sarebbero cambiate solo le modalità."</span> osservò lei rimettendosi composta e spostando il peso da un piede all'altro, impaziente di andare a mangiare qualcosa e andare a dormire. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Avreste comunque disapprovato, no?"</span><br />
Il padre fece una pausa. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"E non ti chiedi perchè?"</span><br />
<span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Oh no, di nuovo quella storia.</span> <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Ogni giorno."</span><br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Devi scegliere cosa fare della tua vita, Logan. Non puoi andare in giro a cercare ingaggi temporanei che non ti assicurano nessuna stabilità economica o sociale. Hai bisogno di qualcosa di fisso, che ti renda sicura, che ti permetta di costruirti un futuro. E per farlo ti servono basi solide."</span> disse lentamente, come ad assicurarsi che quelle cose che ha detto entrassero nella testa della figlia, o che almeno le mettessero la pulce nell'orecchio.<br />
La ragazza lo guardò, apparentemente senza nessuna emozione, ma non rispose.<br />
<span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Logan... Siamo preoccupati per te. Perchè non tenti l'ammissione all'Accademia della Flotta?"</span> azzardò a dire con tono diplomatico: la moglie gli diede uno sguardo fugace, poi volse il suo sguardo verso la figlia.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"La Flotta? Ma siete impazziti? Non ho intenzione di sottostare a quell'artefatto del capitalismo e colonialismo universale."</span> disse con sprezzo.<br />
I due si irrigidirono appena lla sue parole. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Quell'artefatto del capitalismo e colonialismo universale ci dà sostentamento. E cos'è questa storia? Il capitalismo non esiste più, mia cara."</span> intervenne la madre.<br />
Logan rise di nuovo avviandosi verso la cucina. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Non potete essere così ingenui. La Federazione ha anche una propria valuta, ha un governo 'supremo' per tutti i pianeti che ha un enorme potere decisionale, direi schiacciante nei confronti dei singoli governi planetari, ha un suo esercito e chissà quali servizi segreti rimediano alle sue onte, o infanga i suoi misfatti. Inoltre, è in continua espansione, e ogni volta impone il proprio sistema politico ed economico con la scusa di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni. Devo aggiungere altro?"</span> disse iniziando a prepararsi una tazza di caffè.<br />
Ancora una volta i due coniugi si trovarono senza parole, sopraffatti dalla cruda pragmatica della figlia che spesso la portava a simili conclusioni su praticamente qualsiasi cosa. Infatti, aveva un bellissimo pregio: trovare difetti in tutto, soprattutto se doveva farlo per spregio.<br />
Il padre fu il primo a riprendersi. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Non dico che la Federazione sia un'organizzazione utopica, ma sicuramente ha portato numerosi vantaggi a molte persone, e questo non puoi negarlo. Il governo ci garantisce un certo comfort, in cambio di poco. La libertà è lo scotto da pagare per una vita serena."</span> disse, suscitanto ancora più sprezzo nella figlia.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"La libertà non ha prezzo. La politica è solo una scusa per privarci di essa, mentre i politici si accaparrano tutto."</span><br />
La madre non aveva alcuna intenzione di continuare quel discorso politico, che tuttora condivideva nel suo intimo. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"A proposito, domani nonno Sarik ci farà visita."</span> disse tentando di sviare l'argomento. Riuscendoci, finalmente.<br />
Logan la guardò avvicinando la tazza colma di caffè bollente alle labbra. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Il nonno?"</span> chiese prima di prendere il primo sorso.<br />
La madre annuì, poggiandosi al bancone vicino a lei, mentre il padre si sedeva su uno sgabello di fronte. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"E' ansioso di vedere sua nipote."</span><br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Molla il suo prezioso lavoro per me? Che privilegio mi concede..."</span> disse sarcastica.<br />
Gli occhi della madre si riempirono di rabbia a quelle parole. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Smettila col tuo cinismo gratuito, Logan. Lo sai che il nonno ti vuole bene. Perchè devi smontare sempre tutto e tutti?"</span> asserì con tono secco, guardandola con rimprovero.<br />
Logan non rispose. Si limitò a finire la sua tazza di caffè e poggiarla nel lavandino.<br />
<span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Se permettete vado a dormire." </span>disse avviandosi verso il piano superiore della casa. <span style="font-weight: bold;" class="mycode_b">"Buona giornata a voi."</span><br />
Michael, il padre, guardò sua moglie rassegnato. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Che dobbiamo fare con lei?"</span> la madre sospirò e andò verso di lui, circondandogli le spalle con le braccia.<br />
<span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Non lo so... Proprio non lo so."</span> gli sussurrò abbassando appena lo sguardo. Lui le carezzò la guancia con fare rassicurante. <span style="color: #4B0082;" class="mycode_color">"Non temere, Katara. Alla fine tutto andrà per il meglio. Chissà che tuo padre non riesca a persuaderla..."</span><br />
La donna rise amaramente. <span style="color: #FF4500;" class="mycode_color">"Lo sai che non sarà così."</span></div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Facendo quattro passi su una base della Lloann'mhrahel]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-214.html</link>
			<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 19:33:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=2">Neris</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-214.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/dhiv.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Dhivael s'Ehweia</h1><h2>Romulan</h2></div></div><div class="role-text">Son più che convinta che non ci sia nulla di meglio di una missione per mettere alla prova sé stessi e per dimostrare la propria abilità e lealtà all'Impero. E, più pericolosa è, più è maggiore la stima che si guadagna... e l'adrenalina che scorre nelle vene mentre la si compie. Non sono certa che quella di oggi sia una delle più pericolose missioni a cui sono stata assegnata... dopotutto, non è detto che finisca con una sparatoria, ma è sicuramente una delle più delicate e snervanti a cui ho mai partecipato.<br />
<br />
Mi trovo all'interno del cantiere navale di Utopia Planitia, la base orbitante attorno a Sol IV, pianeta anche conosciuto come Marte. Sono, quindi, nel cuore del territorio nemico, all'interno del settore 001: il sistema Sol, quello in cui vi è il pianeta Terra e, di conseguenza, il nucleo operativo della Federazione Unita dei Pianeti. La IRW T'Met, la nave su cui presto servizio, si trova occultata nelle vicinanze, ma so perfettamente che, nel caso io mi ritrovassi nei guai, dovrò cavarmela da sola. Non metteranno in pericolo la nave e la missione per una semplice agente... o forse sì? Non sono sicura che il capitano fosse molto contento quando sono stata io a propormi volontaria per questa infiltrazione. Come legato della Tal'Diann dovrei starmene buona buona sull'astronave, a controllare il comportamento degli altri membri dell'equipaggio, ma devo ammettere che non ne potevo più. Ho preso la palla al balzo per allontanarmi un po' dalla T'Met... e, soprattutto, dall'ufficiale politico. Visto che - ovviamente - è un agente della Tal'Shiar, è mio compito tenerlo d'occhio e, essendo io un'agente della Tal'Diann, è suo dovere controllare me. È semplicemente un casino totale.<br />
<br />
Scaccio quei pensieri dalla mia testa, mentre cammino per un corridoio cercando di dare l'impressione di sapere dove sto andando. I miei capelli sono sciolti, e ricadono sulla fronte, nascondendo la mia cresta frontale già normalmente poco visibile. Indosso una divisa della flotta, più precisamente da ingegnere. Il grado segnato è basso, in questo momento sono un semplice guardiamarina: un grado più alto mi farebbe di certo comodo, ma porterebbe anche attenzione non gradita. In questi casi, è meglio passare il più inosservati possibile.</div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/dhiv.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Dhivael s'Ehweia</h1><h2>Romulan</h2></div></div><div class="role-text">Son più che convinta che non ci sia nulla di meglio di una missione per mettere alla prova sé stessi e per dimostrare la propria abilità e lealtà all'Impero. E, più pericolosa è, più è maggiore la stima che si guadagna... e l'adrenalina che scorre nelle vene mentre la si compie. Non sono certa che quella di oggi sia una delle più pericolose missioni a cui sono stata assegnata... dopotutto, non è detto che finisca con una sparatoria, ma è sicuramente una delle più delicate e snervanti a cui ho mai partecipato.<br />
<br />
Mi trovo all'interno del cantiere navale di Utopia Planitia, la base orbitante attorno a Sol IV, pianeta anche conosciuto come Marte. Sono, quindi, nel cuore del territorio nemico, all'interno del settore 001: il sistema Sol, quello in cui vi è il pianeta Terra e, di conseguenza, il nucleo operativo della Federazione Unita dei Pianeti. La IRW T'Met, la nave su cui presto servizio, si trova occultata nelle vicinanze, ma so perfettamente che, nel caso io mi ritrovassi nei guai, dovrò cavarmela da sola. Non metteranno in pericolo la nave e la missione per una semplice agente... o forse sì? Non sono sicura che il capitano fosse molto contento quando sono stata io a propormi volontaria per questa infiltrazione. Come legato della Tal'Diann dovrei starmene buona buona sull'astronave, a controllare il comportamento degli altri membri dell'equipaggio, ma devo ammettere che non ne potevo più. Ho preso la palla al balzo per allontanarmi un po' dalla T'Met... e, soprattutto, dall'ufficiale politico. Visto che - ovviamente - è un agente della Tal'Shiar, è mio compito tenerlo d'occhio e, essendo io un'agente della Tal'Diann, è suo dovere controllare me. È semplicemente un casino totale.<br />
<br />
Scaccio quei pensieri dalla mia testa, mentre cammino per un corridoio cercando di dare l'impressione di sapere dove sto andando. I miei capelli sono sciolti, e ricadono sulla fronte, nascondendo la mia cresta frontale già normalmente poco visibile. Indosso una divisa della flotta, più precisamente da ingegnere. Il grado segnato è basso, in questo momento sono un semplice guardiamarina: un grado più alto mi farebbe di certo comodo, ma porterebbe anche attenzione non gradita. In questi casi, è meglio passare il più inosservati possibile.</div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[[Luna] Missione sulla Luna: La resa dei conti]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-111.html</link>
			<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 18:27:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=0">Egghy</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-111.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/edward.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Edward Alan Harris</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">La navetta del Capitano Edward Harris atterra nell'hangar della base lunare.<br />
La stessa base lunare su cui si sospettava ci fossero dei Klingon che avevano costruito un'arma che doveva distruggere la Terra. La stessa base su cui, invece, vi sono solo Federali che svolgono il proprio lavoro.<br />
Le voci erano solo una falsa soffiata di un'agente della Tal Shiar infiltrata nella Sezione 31.<br />
Edward entra nella base, i corridoi sono pieni di ingegneri, tecnici e altri che occorrono per il perfetto funzionamento della base scientifica.<br />
Il suo obiettivo è trovare Itachi Uchiha.<br />
Crede alle parole di Alexander Davis, perchè ha visto nella sua mente, e sa che non c'è nulla di più veritiero dei ricordi di una persona. Ricordi che Davis ha scelto di condividere con lui per convincerlo che stava dicendo la verità e non raccontando fandonie.<br />
<span style="font-style: italic;" class="mycode_i">So che non ci vorrà molto prima che Sheppard esca di prigione e che ordini la morte dell'Ammiraglio Ruthven. Spetta a me concludere questa missione, perchè se la Sezione 31 giungerà quì senza sapere ciò che io ho da dire, attaccherà i Klingon e i Romulani scatenando una guerra senza precedenti, una guerra che noi perderemmo.</span></div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/edward.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Edward Alan Harris</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">La navetta del Capitano Edward Harris atterra nell'hangar della base lunare.<br />
La stessa base lunare su cui si sospettava ci fossero dei Klingon che avevano costruito un'arma che doveva distruggere la Terra. La stessa base su cui, invece, vi sono solo Federali che svolgono il proprio lavoro.<br />
Le voci erano solo una falsa soffiata di un'agente della Tal Shiar infiltrata nella Sezione 31.<br />
Edward entra nella base, i corridoi sono pieni di ingegneri, tecnici e altri che occorrono per il perfetto funzionamento della base scientifica.<br />
Il suo obiettivo è trovare Itachi Uchiha.<br />
Crede alle parole di Alexander Davis, perchè ha visto nella sua mente, e sa che non c'è nulla di più veritiero dei ricordi di una persona. Ricordi che Davis ha scelto di condividere con lui per convincerlo che stava dicendo la verità e non raccontando fandonie.<br />
<span style="font-style: italic;" class="mycode_i">So che non ci vorrà molto prima che Sheppard esca di prigione e che ordini la morte dell'Ammiraglio Ruthven. Spetta a me concludere questa missione, perchè se la Sezione 31 giungerà quì senza sapere ciò che io ho da dire, attaccherà i Klingon e i Romulani scatenando una guerra senza precedenti, una guerra che noi perderemmo.</span></div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Missione sulla Luna: I Klingon sono sulla Luna?]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-101.html</link>
			<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 18:24:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=2">Neris</a>]]></dc:creator>
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			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/leena.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Elina Milayn Dax</h1><h2>Joined Trill</h2></div></div><div class="role-text">La U.S.S. Essex non è niente male. Sì, potrei dire che non è la Constellation e lamentarmi del fatto che mi devo abituare ad una nuova nave... ma, ad esser sincera, non mi ero abituata nemmeno a quella dell'ammiraglio Sheppard. Anzi... non mi ero ancora abituata all'ammiraglio e alle modifiche illegali sulla Constellation! <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Chissà se su questa nave ci sono solo strumentazioni legali. Mi chiedo. Beh... non essendo sotto il comando di Sheppard... dovrebbe essere una normalissima nave federale. Niente intelligenze artificiali, niente occultamento, niente Sezione 31. O almeno spero!<br />
</span><br />
Sono seduta al posto del timoniere, cosa che dovrebbe farmi sentire a casa, ma in realtà mi sento solo un'estranea. Un'intrusa sulla nave di qualcun altro. E questo anche se non è da tanto che son stata assegnata alla Constellation. Semplicemente so che questo non è il mio posto, e non posso fare a meno di chiedermi di chi sia ufficialmente. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Chi si trova a riposo, o è stato assegnato ad un altro incarico, a causa mia?</span><br />
<br />
So anche io che dovrei concentrarmi sulla missione, ma mentre attendo il suo inizio preferisco non soffermarmi su quello che potrebbe succedere, su quello che stanno combinando i klingon (se ci sono) sulla Luna... e di quello che sta ideando Emil Sheppard in prigione. In effetti... sapere il mio ufficiale comandante in cella non è entusiasmante. Come sapere che ha almeno - come dicono gli umani - qualche rotella fuori posto.</div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/leena.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Elina Milayn Dax</h1><h2>Joined Trill</h2></div></div><div class="role-text">La U.S.S. Essex non è niente male. Sì, potrei dire che non è la Constellation e lamentarmi del fatto che mi devo abituare ad una nuova nave... ma, ad esser sincera, non mi ero abituata nemmeno a quella dell'ammiraglio Sheppard. Anzi... non mi ero ancora abituata all'ammiraglio e alle modifiche illegali sulla Constellation! <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Chissà se su questa nave ci sono solo strumentazioni legali. Mi chiedo. Beh... non essendo sotto il comando di Sheppard... dovrebbe essere una normalissima nave federale. Niente intelligenze artificiali, niente occultamento, niente Sezione 31. O almeno spero!<br />
</span><br />
Sono seduta al posto del timoniere, cosa che dovrebbe farmi sentire a casa, ma in realtà mi sento solo un'estranea. Un'intrusa sulla nave di qualcun altro. E questo anche se non è da tanto che son stata assegnata alla Constellation. Semplicemente so che questo non è il mio posto, e non posso fare a meno di chiedermi di chi sia ufficialmente. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Chi si trova a riposo, o è stato assegnato ad un altro incarico, a causa mia?</span><br />
<br />
So anche io che dovrei concentrarmi sulla missione, ma mentre attendo il suo inizio preferisco non soffermarmi su quello che potrebbe succedere, su quello che stanno combinando i klingon (se ci sono) sulla Luna... e di quello che sta ideando Emil Sheppard in prigione. In effetti... sapere il mio ufficiale comandante in cella non è entusiasmante. Come sapere che ha almeno - come dicono gli umani - qualche rotella fuori posto.</div></div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[[Luna] Missione sulla Luna: Siamo liberi! E ora facciamo danni!]]></title>
			<link>https://forum.startrekgdr.it/thread-110.html</link>
			<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 20:05:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator><![CDATA[<a href="https://forum.startrekgdr.it/member.php?action=profile&uid=2">Neris</a>]]></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">https://forum.startrekgdr.it/thread-110.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/claire.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Claire Lan Mayfair</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">Essere di nuovo libera è una sensazione esaltante. Devo ammettere che non sopportavo più quella cella: non potevo far nulla, se non litigare col capo su di chi fosse la colpa della situazione in cui ci trovavamo. Per fortuna, il moccios... ehm... Sasuke è riuscito ad organizzare una squadra di salvataggio. Mentre lui ci precedeva sulla base lunare per controllare la situazione, una squadra di agenti della Sezione 31 si è infiltrata su Earth Spacedock, ha tramortito le guardie e ci ha liberati. Io e Sheppard abbiamo rubato una navetta e abbiamo chiesto il permesso di accedere alla base lunare, fingendoci dei tecnici.<br />
<br />
Ora ci troviamo dentro alla base. Non so bene cosa voglia combinare il capo e perché siamo venuti solo noi due e abbiamo lasciato gli agenti della Sezione 31 in attesa di una nostra richiesta di intervento, ma sospetto che voglia scoprire dove si trova l'arma klingon per appropriarsene. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Ma perché cambiare i piani all'improvviso?</span> Mi chiedo.<span style="font-style: italic;" class="mycode_i"> Non dovevamo distruggere direttamente la base? Vuole vendicarsi dell'ammiraglio Ruthven per il suo arresto? Già... probabilmente vuole appropriarsi dell'arma per fare una specie di prova di forza, dimostrare a quello scemo che siamo noi i più potenti.</span><br />
<br />
Cosa che mi piace, per cui ho intenzione di fare il possibile per aiutarlo.</div></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rolebase"><div class="role-info"><div><img class="role-image" src="https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/claire.jpg" onerror="this.src='https://img.startrekgdr.it/role-code/icon/no-image.jpg';this.style.width=this.style.height"/></div><div><h1>Claire Lan Mayfair</h1><h2>Augmented Human</h2></div></div><div class="role-text">Essere di nuovo libera è una sensazione esaltante. Devo ammettere che non sopportavo più quella cella: non potevo far nulla, se non litigare col capo su di chi fosse la colpa della situazione in cui ci trovavamo. Per fortuna, il moccios... ehm... Sasuke è riuscito ad organizzare una squadra di salvataggio. Mentre lui ci precedeva sulla base lunare per controllare la situazione, una squadra di agenti della Sezione 31 si è infiltrata su Earth Spacedock, ha tramortito le guardie e ci ha liberati. Io e Sheppard abbiamo rubato una navetta e abbiamo chiesto il permesso di accedere alla base lunare, fingendoci dei tecnici.<br />
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Ora ci troviamo dentro alla base. Non so bene cosa voglia combinare il capo e perché siamo venuti solo noi due e abbiamo lasciato gli agenti della Sezione 31 in attesa di una nostra richiesta di intervento, ma sospetto che voglia scoprire dove si trova l'arma klingon per appropriarsene. <span style="font-style: italic;" class="mycode_i">Ma perché cambiare i piani all'improvviso?</span> Mi chiedo.<span style="font-style: italic;" class="mycode_i"> Non dovevamo distruggere direttamente la base? Vuole vendicarsi dell'ammiraglio Ruthven per il suo arresto? Già... probabilmente vuole appropriarsi dell'arma per fare una specie di prova di forza, dimostrare a quello scemo che siamo noi i più potenti.</span><br />
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Cosa che mi piace, per cui ho intenzione di fare il possibile per aiutarlo.</div></div>]]></content:encoded>
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