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RE: zone d'ombra - @Les - 26-01-2026

Korinna Suder

Betazoid

Korinna era distesa sulla propria branda, un PADD di biofisica molecolare tra le mani del quale nell'ultima ora aveva letto a ripetizione sempre le stesse dieci righe. Non perché si trattasse di un testo particolarmente difficile, ma perché la sua mente continuava a vagare. In sua difesa, essere betazoide su una nave klingon significava percepire un incessante sottofondo di emozioni e pensieri intensi: orgoglio ferito, aggressività malcelata, impazienza e frenesia continue. Anche isolandosi nel proprio alloggio, quelle sensazioni costituivano un perenne rumore di fondo.

All'ennesima rilettura si arrese e decise di alzarsi. Fece qualche passo avanti e indietro, misurando lo spazio limitato, poi si fermò davanti al pannello di controllo ambientale. Aumentò leggermente la temperatura, più perché in quel momento ciò che le arrivava dalla nave era una freddezza che non riusciva a definire, che perché ci fosse realmente qualcosa che non andava con la temperatura.

Fu in quell'esatto istante che G'Vera si annunciò Avanti concesse Korinna, voltandosi verso la porta mentre questa si apriva. Il suo non era esattamente il tipico alloggio klingon. Nei mesi passati a bordo ne aveva, un po' volontariamente, un po' inconsciamente, personalizzato l'aspetto. Un paio di piante ricadenti, recuperate nel corso di una missione, pendevano dal soffitto. Su una mensola si trovavano alcuni cristalli luminescenti dai colori pastello, la cui luce colpiva frammenti di metallo lucido disposti in modo strategico in modo da creare riflessi cangianti tutt'attorno.

La spartana branda comune a tutti gli alloggi era stata rivestita con una stoffa iridescente sui toni del viola, molto più vicina al suo gusto. Era riuscita persino a modificare l'illuminazione con un filtro artigianale ricavato da un materiale translucido preso su uno dei pianeti che avevano visitato e che dava all'ambiente un sottotono più caldo.

G'Vera... accolse la dottoressa concentrandosi su di lei. I suoi poteri sembravano ora funzionare come avrebbero dovuto: percepiva nitidamente la stanchezza della donna ed il suo desiderio di riposare. Si accomodi, posso offrirle qualcosa? si premurò, offrendole l'unica sedia disponibile.



RE: zone d'ombra - Neris - 27-01-2026

G'Vera Roc

Klingon

G'Vera superò la soglia, poi si fermò. Una strana espressione le si formò sul volto mentre il suo sguardo passava dalle piante, alle tonalità violacee della branda e agli effetti di luce creati dai cristalli. Strinse le labbra, non esattamente entusiasta di come la betazoide aveva personalizzato il suo alloggio. Era difficile definirlo un alloggio klingon. Non le sembrava nemmeno di trovarsi ancora sulla Kal'Ruq. L'impressione che le dava era di essere entrata in un nuovo mondo. G'Vera non sapeva se sentirsi divertita o inorridita.

G'Vera accettò con un cenno di ringraziamento la sedia offerta. Un raktajino, se possibile, rispose. Solitamente preferiva non assumere caffeina prima di andare a dormire, ma era stanca e aveva la sensazione che la sua giornata sarebbe stata ancora lunga. Non solo per la richiesta di Korinna di parlarle, ma anche perché si aspettava da un momento all'altro una ramanzina da parte del capitano o dell'intelligence per aver permesso a due sospettati di gironzolare senza controllo per la nave.

Ha portato con sé un pezzo di Betazed? aggiunse, indicando con un cenno del capo ciò che la circondava. Non posso dire che sia di mio gusto, ma approvo. L'alloggio deve essere un luogo dove rilassarsi e sentirsi a proprio agio.

Niente bat'leth sbrilluccicante? XD



RE: zone d'ombra - @Les - 28-01-2026

Korinna Suder

Betazoid

Korinna accennò un sorriso contenuto, più di cortesia che di vero divertimento. Solo frammenti rispose con una compostezza che tradiva un po' di stanchezza Mi aiuta a meditare. Un giorno o l'altro vorrei provare anche qualcuna delle vostre tecniche, ma avrei bisogno di una guida disse, avvicinandosi al replicatore. Ordinò due tazze di raktajino, incespicando un po' sui suoni gutturali della lingua klingon, ma in modo sufficientemente chiaro da ottenere ciò che desiderava.

Tornò verso il tavolo, posò un raktajino davanti a G’Vera e poi prese posto di fronte a lei, intrecciando le dita attorno alla propria tazza mentre il suo sguardo vagava verso i riflessi cangianti sulle paratie. Rimase in silenzio per un istante, assorta, come se stesse mettendo ordine nei propri pensieri. Le ho chiesto di venire perché ho notato qualcosa che non mi riesco a spiegare ammise, lo sguardo ancora distante mentre ripensava agli eventi di quella giornata.

Durante l'attacco dei romulani... Khemara ritiene che abbia cercato di celare il loro arrivo, ma la verità è che non li ho percepiti disse, spostando lo sguardo sulla dottoressa, quasi volesse valutare la sua reazione Non parlo di resistenze mentali o di addestramento... prenda i Vulcaniani. Sono telepati bene addestrati, in grado di celare sia i propri pensieri che le proprie emozioni se lo desiderano, ma riesco comunque a percepirne la presenza. Durante l'attacco... non c’era nulla. Nessuna presenza emotiva, nessun rumore di fondo. Era come se… non ci fosse niente da percepire, non so se mi spiego cercò di descrivere, consapevole che far capire delle sensazioni a una non-telepate era comunque un'impresa non da poco.

Korinna esitò un istante, poi proseguì: Sul momento ho pensato fosse stanchezza. O l’ambiente. Voglio dire... una nave klingon non è esattamente ideale per una betazoide. Ma tre navi... non percepire l'equipaggio di ben tre navi?! Nemmeno un segno... non mi era mai capitato nulla del genere spiegò. Mi sono chiesta se non potesse essere qualche nuova tecnica o materiale in grado di schermare i miei poteri... ma prima di riferirlo a Nivalli vorrei essere sicura di non essere io il problema disse con un lieve imbarazzo che di norma non le apparteneva.

... mi sono ricordata di altri episodi simili avvenuti negli ultimi due giorni. Korinna inspirò lentamente mentre rievocava gli avvenimenti ... ci sono stati momenti in cui le mie capacità non hanno risposto come avrebbero dovuto: sensazioni attenuate, vuoti improvvisi. Sul momento non ci ho fatto caso, ma mi aveva detto di contattarla se fosse comparso qualunque sintomo insolito. Ecco. Questo lo è disse con voce controllata, ma con un po' di attenzione si sarebbe notato che sotto la superficie c’era un'evidente tensione. La betazoide era abituata a percepire ogni cosa attorno a sé ed ora che era consapevole di quei vuoti, l'idea che potessero capitare ancora o, forse, persino peggiorare, la preoccupava più di quanto non fosse disposta ad ammettere.

sto ancora aspettando che me la regali U_u ho lasciato mezza parete vuota apposta. Rosa, mi raccomando.



RE: zone d'ombra - Neris - 29-01-2026

G'Vera Roc

Klingon

La meditazione è spesso personale, rispose, mentre osservava Korinna replicare due tazze di raktajino. ma abbiamo un gruppetto che si riunisce una o due volte al mese per una meditazione di gruppo. Le consiglierei di unirsi a loro, ma non son sicura di come reagirebbero alla presenza di una betazoide. Mi assicurerò di indagare. Aveva parlato con franchezza. Entrambe sapevano che molti tra l'equipaggio facevano fatica ad accettare Korinna come una di loro. G'Vera non era del tutto esclusa: la missione sulla Ko'Tal le aveva un po' avvicinate, ma non le aveva del tutto perdonato di non averla resa partecipe dei suoi sospetti. Un'alternativa è il Mok'bara, aggiunse, mentre Korinna poggiava la tazza davanti a lei. È un'arte marziale, la base delle nostre tecniche, ma aiuta come la meditazione a schiarire la mente.

Bevve un sorso di raktajino, mentre ascoltava Korinna parlare. La possibilità che i romulani si fossero attrezzati per schermarsi dai poteri telepatici era preoccupante, ma anche poco realistica. Farlo contro i federali poteva aver senso, ma contro i klingon? Che lei sapesse, la Kal'Ruq era l'unica nave della flotta con una telepate a bordo. G'Vera trovava difficile credere che i romulani temessero così tanto Korinna. L'unica spiegazione era che ci fossero problemi con la sua stregoneria betazoide. E G'Vera era tutt'altro che preparata per affrontarli.

Poggiò la tazza sul tavolo, poi estrasse il PADD dalla sua tracolla. I dati medici che mi ha passato la comandante Nivalli sono incompleti, ma ho trovato un'informazione interessante. Le specie telepatiche, betazoidi compresi, possiedono un neurotrasmettitore chiamato psilosynina, che regola le loro abilità. Livelli troppo bassi o troppo alti di psilosynina possono compromettere la vostra strego... telepatia. Me lo può confermare? domandò, ricontrollando i suoi appunti. Il problema è che le informazioni si fermano qui. Non abbiamo la struttura molecolare della psilosynina, né quali siano i suoi livelli corretti. Non sappiamo nemmeno che effetti l'esposizione a radiazioni possa avere su di essa. Con un'analisi specialistica potremo identificarla, ma successivamente sarà necessario andare a tentativi.

Non era nemmeno detto che fosse la psilosynina il problema ma, al momento, quello era l'unico indizio in suo possesso. Sarebbe partita da lì, per poi ampliare la ricerca se necessario.

Devo trovare un'occasione per regalartela, allora.  :-/ Anche se rosa... G'Vera mi sa inorridirebbe. Seeth, magari? XD



RE: zone d'ombra - @Les - 30-01-2026

Korinna Suder

Betazoid

Korinna ascoltò in silenzio le parole di G'Vera. Le dita della betazoide erano intrecciate attorno alla propria tazza, quasi come se il calore potesse aiutarla a mantenere l’attenzione ancorata al presente. Quando la dottoressa menzionò la psilosynina, Korinna inclinò leggermente il capo con fare riflessivo: Posso solo confermarle a grandi linee quello che ha già detto rispose con onestà.

Ce ne parlano durante la formazione di base su Betazed: sappiamo che c'entra qualcosa con le nostre abilità… ma non affrontiamo l'esatto meccanismo biochimico. Non sono un medico. si strinse nelle spalle, dispiaciuta di non essere in grado di fornire indicazioni più precise.

Per quanto mi riguarda posso solo riferire cosa percepisco… o cosa non percepisco sospirò. Il suo sguardo si fece distante mentre considerava tutte le possibili implicazioni. Se si fosse rivelato un vero problema, avrebbe avuto bisogno di un medico federale e questo significava venire a patti con la vita che aveva lasciato nel momento in cui aveva deciso di aiutare Erulen.

Alle parole sul Mok’bara, però, la tensione si allentò leggermente Un’arte marziale che funziona anche come meditazione? chiese, sinceramente incuriosita. Ammetto di non saperne quasi nulla, ma forse potrebbe aiutarmi a distrarmi da questa situazione. Se ha modo di indagare per accertarsi che la mia presenza non sia di disturbo, parteciperei volentieri ammise, poi si appoggiò allo schienale della sedia, prendendo un sorso di raktajino con lo sguardo che tornava serio.

Se decide di partire dalla psilosynina, collaborerò in ogni modo possibile, anche se significa procedere per tentativi. Preferisco sapere cosa mi sta succedendo, piuttosto che continuare a fingere che sia solo stanchezza concluse sincera. Non poteva dire di conoscere G'Vera a fondo, ma conosceva bene il suo impegno ed i suoi pensieri. E anche se in quel momento non riusciva a percepirli nei dettagli, era certa che stesse agendo con onore, nel suo migliore interesse. La ringrazio per tutto il suo lavoro disse ora, però penso che dovrebbe riposarsi un po' anche lei disse, fin troppo consapevole di come quella "chiamata extra" arrivasse al termine di una già lunga giornata di lavoro.

vabbè, dai, non serve che sia rosa, me la personalizzo io se proprio. Era solo più carino giocare la cosa.



RE: zone d'ombra - Neris - 31-01-2026

G'Vera Roc

Klingon

G'Vera annuì alla conferma di Korinna. Non era molto, ma era un passo avanti. È più che sufficiente, rispose. L'importante è che ora sappiamo da dove partire. Al resto arriveremo con le analisi. Potevano non piacerle del tutto le abilità di Korinna, ma erano parte della sua natura. Che non riuscisse più ad usarle era sintomo di un problema medico. In quanto dottoressa, era suo dovere occuparsene.

Alla domanda sul Mok'bara, G'Vera sorrise. L'interesse di Korinna verso le loro pratiche - prima la meditazione, ora una loro arte marziale - era ammirevole, e un chiaro segnale di integrazione. Non si tratta di meditazione in senso stretto, precisò. Per molti klingon è più facile schiarirsi la mente con l'esercizio fisico, che con la meditazione. Magari non è quello a cui è abituata, ma potrebbe esserle d'aiuto. Soprattutto ora, fu il messaggio sottinteso. La telepatia non era il campo di esperienza di G'Vera. Non sapeva nemmeno immaginarsi come fosse vivere sentendo costantemente i pensieri degli altri. Eppure, di una cosa era certa: Korinna aveva appena perso uno dei suoi sensi. Stress e preoccupazione erano una conseguenza naturale. Indagherò per lei.

Bevve l'ultimo sorso di raktajino, poi si alzò. Abbiamo bisogno entrambe di riposo, concordò ma, al posto di dirigersi verso la porta, estrasse il tricorder medico e passò il suo scanner davanti a Korinna. Non vedo criticità. Se non fosse per quanto mi ha detto, la dichiarerei praticamente guarita. I medicinali avevano funzionato. Era difficile però dire se la perdita della telepatia fosse dovuta all'avvelenamento da radiazioni o fosse un effetto collaterale dei farmaci che le aveva somministrato. Nonostante questo, mi ritrovo costretta a dichiararla, per il momento, non idonea al servizio. Avvertirò il capitano della situazione, in modo che non la colpevolizzi per quanto accaduto.

Mm... dammi il tempo di scendere su un pianeta klingon, e vedo di incappare in una bat'leth rosa. G'Vera penserà di sicuro a te... ma non so se riesco a convincerla ad acquistarla. :-/



RE: zone d'ombra - @Les - 01-02-2026

Korinna Suder

Betazoid

L'espressione di Korinna si rabbuiò, non perché G'Vera fosse determinata a parlare con il capitano, ma perché non si sentiva affatto menomata. Certo, riconosceva che i suoi poteri ultimamente funzionavano a singhiozzo, ma la capacità di percepire emozioni e pensieri era una parte di lei, non l'unica cosa che sapeva fare! Ho modo di farle cambiare idea sull'idoneità al servizio? si informò, riluttante a starsene seduta nella sua cabina a non far nulla in attesa delle analisi.

La betazoide si alzò lentamente dalla sedia mentre la dottoressa riponeva il tricorder: Aspetterò sue notizie per quanto riguarda il Mok’bara. Sarà interessante provare qualcosa di nuovo e soprattutto in compagnia disse, rendendosi conto solo mentre lo diceva che stava probabilmente cercando di sopperire a quella distanza mentale, che il non poter utilizzare i propri poteri le dava, con una vicinanza fisica. Scosse la testa, sorridendo di se stessa.

Se parla con il capitano... potrebbe convincerlo a lasciarmi uscire di qui? aggiunse con un sospiro: capiva perché era stata confinata nel proprio alloggio e non aveva intenzione di creare problemi, ma essere bloccata lì rendeva l'intera situazione più frustrante. Per quanto riguarda le analisi, sono a sua disposizione in qualunque momento. si affrettò a precisare mentre G'Vera raggiungeva la porta. Korinna rimase in piedi al centro dell’alloggio, circondata dai cristalli, dalle piante e dalla luce cangiante che aveva creato per sé: quel piccolo pezzo di Betazed non era sufficiente per chi, come lei, era abituato ad esplorare le stelle.



RE: zone d'ombra - Neris - 01-02-2026

G'Vera Roc

Klingon

Dipenderà dai risultati delle analisi, rispose. Non sappiamo ancora se i suoi problemi sono passeggeri o qualcosa di più serio, e non scommetterei troppo sulle sue condizioni psicologiche. Ha appena perso uno dei suoi sensi. Tra l'altro, si trattava di un senso che era abituata ad usare costantemente da quando era bambina. G'Vera non aveva idea di cosa avrebbe comportato perderlo, anche solo temporaneamente. Inizieremo le analisi domani. Se necessario, avrebbe fatto rimandare analisi meno urgenti. La situazione di Korinna era per loro inusuale, e la sua correlazione con l'avvelenamento da radiazioni preoccupante. Se i risultati saranno buoni e supererà un esame psicologico, riconsidererò la sua idoneità al servizio. Altrimenti, sarà a riposo.

Annuì alle sue successive parole, per poi farsi pensosa quando nominò Khemara. Parlerò anche di quello al capitano, confermò. Aspetti che arrivi la conferma prima di lasciare l'alloggio. Sa anche lei quanto può essere testardo. Teoricamente, sarebbe bastato spiegargli il motivo per cui Korinna non aveva percepito le navi romulane per risolvere l'equivoco. In pratica, dipendeva da come Khemara avrebbe preso la notizia. Ma adesso la lascio riposare. Avverta l'infermeria, se notasse un peggioramento.