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DS9 Empok Nor: un pezzo di storia - Versione stampabile

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Empok Nor: un pezzo di storia - @Les - 28-03-2026

@Neris
L'arte è fatta per disturbare, la scienza per rassicurare.

Elan Torak Cardassiano

Erano passate diverse settimane da quando era stato contattato da Ailam e nel frattempo Elan aveva lavorato ininterottamente sui progetti di Rejal, potendone ammirare ogni piccola soluzione tecnica, ogni dettaglio che sarebbe sfuggito ad occhi meno esperti. Si sentiva ragionevolmente soddisfatto dal calcolo dei rischi e, sebbene sapesse che quel recupero non sarebbe stato facile, la prospettiva di poter avere un suo ufficio all'interno della stazione, di mettere piede dove Rejal aveva lavorato, gli avevano dato la giusta motivazione per far sì che quel progetto rasentasse la perfezione. Poco gli importava della politica e, ad ogni modo, i dignitari non si sarebbero fatti vivi per diversi mesi, aspettando quantomeno che l'area venisse messa in sicurezza prima di richiedere qualche olofoto di rappresentanza.

Elan era immerso in quei pensieri mentre il modulo d’attracco si avvicinava lentamente a ciò che rimaneva della stazione; con un tonfo sordo il modulo si agganciò alla struttura, lasciando intendere la presenza di giunti usurati, sebbene ancora funzionanti. La sagoma di Empok Nor riempiva ora l’oblò: metallo scuro, geometrie severe, ma eleganti: vent’anni di riposo non ne avevano scalfito il carattere.

Pressione stabilizzata annunciò il pilota alle sue spalle. Elan infilò il casco della sua tuta, osservando il resto dei presenti fare altrettanto. Difficile dire cosa stesse provando in quel momento: l'abbandono in cui versava la struttura esterna, alcune evidenti fratture che aveva scorto durante l'avvicinamento, gli davano un senso di tristezza al pensiero degli avvenimenti che avevano portato a chiudere la stazione. Allo stesso tempo quel luogo incuteva rispetto per la sua sobria resistenza e godeva del curioso fascino delle tecnologie ormai dimenticate.

Elan attivò i sensori del casco ed accese la torcia, illuminando il corridoio di fronte a sè Ci siamo disse con un tono che rasentava un religioso rispetto, probabilmente non condiviso dal resto della sua squadra. Attese un istante, prendendo un profondo respiro prima di attraversare la soglia. Era lì. Lo stava calpestando davvero. Sotto ai suoi piedi si trovava Empok Nor. Per poco non si lasciò travolgere dalla commozione mentre raccoglieva i dati ambientali: Residui energetici minimi commentò, cercando di tenere salda la voce.

Segni di microfratture visibili nelle giunzioni superiori disse, indicando il dettaglio al resto della squadra che si affrettò a controllare con i propri strumenti quello che i loro occhi non riuscivano a vedere. Fate attenzione ai settori delta e omicron, non mi fido di quelle infiltrazioni... Iniziamo con la scansione del settore d’accesso ordinò, senza nemmeno voltarsi in direzione della squadra Voglio una mappa aggiornata prima di procedere oltre disse rimanendo in silenziosa ammirazione mentre gli altri si mettevano al lavoro.