09-01-2026, 04:37 PM
Geordi La Forge
Umano
Geordi aveva raggiunto per primo il ponte ologrammi, bardato in un completo scuro in stile vittoriano che creava un bizzarro contrasto con l'aspetto moderno del suo visore. Le sue mani si muovevano con fare esperto sul piccolo monitor integrato nell'arco di ingresso del ponte ologrammi, dove aveva scaricato l'elaborato consegnato dagli studenti e, dopo averlo adeguatamente convertito, lo aveva dato in pasto al computer perché ne ricostruisse la trama in modo che fosse giocabile come un'avventura di Sherlock Holmes.
Stava ricontrollando che la struttura fosse correttamente integrata e il racconto separato in moduli: ambientazione, personaggi non giocanti, indizi, falsi colpevoli. Ogni elemento tradotto in subroutine comportamentali. Lentamente e strade nebbiose di Londra prendevano forma grazie ai campi di forza; il rumore lontano delle carrozze e il ticchettio della pioggia cominciavano a risuonare in lontananza.
Oh, Data! esclamò, entusiasta di poter finalmente mostrare il risultato del proprio lavoro ... giusto in tempo, ho quasi finito annunciò, tornando a tamburellare sulla console solo per salvare il file ormai completo sotto il nome "P_Day". Ok. Ci siamo. Computer, riavvia il programma. Scena iniziale. istruì il computer e l’aria si fece improvvisamente più fredda e umida, mentre una nebbia leggera iniziava a diffondersi tra le ombre lasciate dai lampioni a gas di una strada londinese di fine Ottocento. Il rumore ritmico della pioggia sui ciottoli si mescolava al lontano scalpitio dei cavalli, una carrozza oltrepassò l’angolo della strada mentre un odore tenue di carbone e fumo cominciava a riempire l’aria.
Davanti ai due, una porta in legno scuro recava il numero 221B, dall’interno una luce calda filtrava tremolante. Pronto? chiese Geordi all'amico, frugando nella propria tasca per cercare le chiavi.
Stava ricontrollando che la struttura fosse correttamente integrata e il racconto separato in moduli: ambientazione, personaggi non giocanti, indizi, falsi colpevoli. Ogni elemento tradotto in subroutine comportamentali. Lentamente e strade nebbiose di Londra prendevano forma grazie ai campi di forza; il rumore lontano delle carrozze e il ticchettio della pioggia cominciavano a risuonare in lontananza.
Oh, Data! esclamò, entusiasta di poter finalmente mostrare il risultato del proprio lavoro ... giusto in tempo, ho quasi finito annunciò, tornando a tamburellare sulla console solo per salvare il file ormai completo sotto il nome "P_Day". Ok. Ci siamo. Computer, riavvia il programma. Scena iniziale. istruì il computer e l’aria si fece improvvisamente più fredda e umida, mentre una nebbia leggera iniziava a diffondersi tra le ombre lasciate dai lampioni a gas di una strada londinese di fine Ottocento. Il rumore ritmico della pioggia sui ciottoli si mescolava al lontano scalpitio dei cavalli, una carrozza oltrepassò l’angolo della strada mentre un odore tenue di carbone e fumo cominciava a riempire l’aria.
Davanti ai due, una porta in legno scuro recava il numero 221B, dall’interno una luce calda filtrava tremolante. Pronto? chiese Geordi all'amico, frugando nella propria tasca per cercare le chiavi.

