07-03-2026, 07:08 PM
My people taught me a man does not own land. He doesn't own anything but the courage and loyalty in his heart. That's where my power comes from.

Chakotay Umano
Una cosa alla volta, dottoressa: prima si rimetta in piedi. rispose Chakotay in tono cordiale, ma fermo. In quel momento l’hangar vibrò: un colpo di phaser era rimbalzato sulle paratie esterne ed ora gli ufficiali della sicurezza si erano schierati attorno al punto dal quale sembrava provenisse il suono, pronti a combattere non appena si fosse aperta una falla. Capitano… contatti nei corridoi superiori lo informò Diaz. Chakotay fece cenno a B'Elanna di aspettare un istante mentre si rivolgeva all'ufficiale Stanno arrivando? chiese.
Diaz fece per parlare, ma poi esitò No, signore… stanno… rallentando? Sembrano disorientati da qualcosa... disse incerto. Chakotay lanciò un’occhiata a T’Halassa: prima aveva avuto la netta impressione che qualcosa che aveva fatto avesse rallentato i loro inseguitori ed ora, per la seconda volta nel giro di pochi minuti, qualcuno non distante da lei si ritrovava disorientato al punto da interrompere l'assalto. Sui monitor del sistema di sorveglianza apparivano le sagome degli infetti che vagavano nei corridoi sopra l’hangar. Alcuni si erano fermati del tutto, altri si muovevano lentamente, girando la testa come se cercassero qualcosa che non riuscivano a localizzare.
Gli ufficiali della sicurezza si scambiarono sguardi perplessi. Dottoressa, ha qualcosa a che fare con...? chiese, ma prima che potesse terminare la frase qualcuno aprì nuovamente il fuoco. Fermi! Nessuno spari se non diventano ostili. trattenne gli ufficiali della sicurezza. C'è un'altra cosa... si intromise nuovamente B'Elanna, attirando su di sé l'attenzione del capitano per mostrargli un PADD. Sullo schermo apparve l'immagine di un oggetto metallico mezzo sepolto nel fango.
Tecnologia aliena. Prima che fossero costretti a mettersi al riparo Tom è riuscito a recuperare i dati di navigazione. Dice che proviene da un pianeta poco lontano da qui. Chiunque l’abbia lanciata potrebbe sapere qualcosa del virus... forse è da lì che è partita l’epidemia. O magari stavano studiando lo stesso agente patogeno... potremmo raggiungere il pianeta in un paio d'ore spiegò, evidentemente poco entusiasta a quell'idea.
Ma la squadra sul pianeta è ancora bloccata. I predatori non si sono allontanati e la grotta continua a interferire con il teletrasporto. Se partiamo subito per quelle coordinate, potremmo trovare risposte. Ma significherebbe lasciare la squadra lì per ore... puntualizzò, prima che un'altra vibrazione percuotesse l'hangar. Chakotay guardò per un momento il display. Poi la sala. Poi T’Halassa seduta contro le casse di rifornimento. Continua a mantenere il contatto con la squadra sul pianeta e fai del tuo meglio per riportarli a bordo disse infine, deciso a darle il tempo per provare a recuperare la squadra prima di considerare seriamente l'idea di lasciarli lì.
Diaz fece per parlare, ma poi esitò No, signore… stanno… rallentando? Sembrano disorientati da qualcosa... disse incerto. Chakotay lanciò un’occhiata a T’Halassa: prima aveva avuto la netta impressione che qualcosa che aveva fatto avesse rallentato i loro inseguitori ed ora, per la seconda volta nel giro di pochi minuti, qualcuno non distante da lei si ritrovava disorientato al punto da interrompere l'assalto. Sui monitor del sistema di sorveglianza apparivano le sagome degli infetti che vagavano nei corridoi sopra l’hangar. Alcuni si erano fermati del tutto, altri si muovevano lentamente, girando la testa come se cercassero qualcosa che non riuscivano a localizzare.
Gli ufficiali della sicurezza si scambiarono sguardi perplessi. Dottoressa, ha qualcosa a che fare con...? chiese, ma prima che potesse terminare la frase qualcuno aprì nuovamente il fuoco. Fermi! Nessuno spari se non diventano ostili. trattenne gli ufficiali della sicurezza. C'è un'altra cosa... si intromise nuovamente B'Elanna, attirando su di sé l'attenzione del capitano per mostrargli un PADD. Sullo schermo apparve l'immagine di un oggetto metallico mezzo sepolto nel fango.
Tecnologia aliena. Prima che fossero costretti a mettersi al riparo Tom è riuscito a recuperare i dati di navigazione. Dice che proviene da un pianeta poco lontano da qui. Chiunque l’abbia lanciata potrebbe sapere qualcosa del virus... forse è da lì che è partita l’epidemia. O magari stavano studiando lo stesso agente patogeno... potremmo raggiungere il pianeta in un paio d'ore spiegò, evidentemente poco entusiasta a quell'idea.
Ma la squadra sul pianeta è ancora bloccata. I predatori non si sono allontanati e la grotta continua a interferire con il teletrasporto. Se partiamo subito per quelle coordinate, potremmo trovare risposte. Ma significherebbe lasciare la squadra lì per ore... puntualizzò, prima che un'altra vibrazione percuotesse l'hangar. Chakotay guardò per un momento il display. Poi la sala. Poi T’Halassa seduta contro le casse di rifornimento. Continua a mantenere il contatto con la squadra sul pianeta e fai del tuo meglio per riportarli a bordo disse infine, deciso a darle il tempo per provare a recuperare la squadra prima di considerare seriamente l'idea di lasciarli lì.

