TFB zone d'ombra
#71

Korinna Suder

Betazoid

Korinna aprì gli occhi, riluttante ad alzarsi dal letto. Per un attimo rimase immobile, osservando i riflessi violacei dei cristalli sul soffitto metallico. La nave vibrava con il solito ritmo costante, ma le emozioni del resto dei passeggeri le arrivavano curiosamente attenuate, come i loro pensieri. Sicuramente insolito, ma non particolarmente fastidioso: era come se avesse semplicemente chiuso la propria mente, senza doversi concentrare per farlo.

Si mise a sedere, sistemando una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Il pannello del padd accanto alla branda si illuminò con un segnale discreto. Un messaggio in arrivo. Lesse la sintetica comunicazione di G'Vera, poi ripose il PADD Almeno non sono agli arresti domiciliari si disse, mentre si alzava ed iniziava a vestirsi. Indossò una tunica semplice, dal taglio klingon, ma dai colori insolitamente vivaci. Evitò l'uniforme, non era in servizio, ma non voleva nemmeno sembrare una paziente in convalescenza. Un'ultima occhiata nello specchio e poi decise che era pronta per la giornata.

Solitamente si tratteneva nel proprio alloggio per la colazione, ma il silenzio che ora la circondava cominciava a farsi assordante, e, senza quasi rendersene conto, la betazoide si ritrovò ad attraversare i corridoi della Kal'Ruq in direzione della sala mensa. La stanza era rumorosa come sempre: voci profonde, risate improvvise, il clangore di stoviglie metalliche e il profumo deciso delle pietanze klingon che saturava l’aria. Korinna si fermò solo un istante sulla soglia, poi entrò con passo deciso per raggiungere il distributore di cibo e ordinare qualcosa che somigliasse almeno vagamente a una colazione.

Mi vieni a cercare tu? Come vuoi continuare?
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#72

Avvertenza: cibo klingon

G'Vera Roc

Klingon

La sala mensa era affollata come ogni mattina. Vassoio in mano, G'Vera era in fila davanti ad un bancone. Una ciotola di Gagh, ordinò quando fu il suo turno. Salsa a parte, devo passare ancora dal replicatore. Per i klingon, c'erano cibi che potevano essere replicati e altri no. Il replicatore non era in grado di servire cibi vivi, e mangiare vermi Gagh già morti era un'eresia (se non in stufato, perché non si sprecava nulla). Visto che quella specifica salsa era per loro tossica, era da versare sui Gagh appena prima di mangiarli. Ottenuto quanto ordinato, G'Vera lasciò posto al successivo in fila e si allontanò dal bancone. Camminò lentamente verso l'area dei replicatori, riflettendo su cos'altro prendere. Per un attimo considerò il Raktajino, poi decise per un caffelatte. Una tazza di latte di Targ con abbondante Raktajino non era male. Non era esattamente una colazione klingon, ma per quello aveva il Gagh.

Suder, G'Vera salutò Korinna, mentre si fermava davanti al replicatore a fianco di quello che lei stava usando. È riuscita a riposare? Stava per ordinare, quando una ciotola volò alla sua sinistra, frantumandosi contro la parete e spargendo il suo contenuto sul replicatore, sul suo vassoio e anche sulla sua divisa. G'Vera strinse le labbra, lo sguardo sul vassoio. C'erano degli intrusi nella sua ciotola di Gagh. Erano sempre Gagh ma erano sporchi di una sostanza rossa. La sua perfetta colazione con salsa era stata appena rovinata dall'aggiunta di sangue di Targ. Chi è la fronte piatta che li ha preparati!? urlò il klingon colpevole del lancio della ciotola, senza nemmeno fare caso ai danni appena fatti. Questi non sono Gagh: fanno versi strani!

Versi strani? G'Vera scosse la testa. È tua madre ad avere la fronte piatta, pensò. non il cuoco! Da quando in qua i Gagh facevano versi? Era evidentemente solo una scusa per fare a botte con l'addetto alla distribuzione dei Gagh. Tu! Quel grido fu l'unico preavviso che G'Vera ebbe prima di dover schivare un pugno. Il suo vassoio cadde a terra, ma lei nemmeno ci fece caso. Qualunque fosse il motivo per cui l'idiota aveva preso improvvisamente di mira lei, aveva tutta l'intenzione di usare le sue competenze mediche per colpirlo dove faceva male.

Non credo sia una buona idea mangiare cibo vivo con un'epidemia di telepatia in corso. I 'versi strani' di cui parla il klingon sarebbero le impressioni telepatiche lasciate dai poveri vermi.  ^^;
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#73

Korinna Suder

Betazoid

Korinna stava osservando i klingon seduti lì vicino quando la voce di G’Vera alle sue spalle per poco non la fece sussultare, cogliendola di sprovvista. Rivolse un sorriso alla collega Per quanto possa sembrare assurdo… ho dormito meglio del solito. confessò con un mezzo sorriso. Non si era mai resa conto, prima, di quanto la tensione presente a bordo finisse per influenzarla e, ora che i suoi poteri erano indeboliti, non poteva fare a meno di apprezzare certi aspetti di quell'inattesa tranquillità.

Stava per aggiungere altro, quando una ciotola volò attraverso la sala mensa e si frantumò contro la parete. Il rumore metallico attirò l’attenzione di metà dei presenti. Alcuni klingon si alzarono in piedi, altri si limitarono a voltarsi, pronti a godersi lo spettacolo. Korinna fece un passo indietro, sorpresa. L’odore del sangue di Targ si diffuse nell’aria, mescolandosi a quello dei Gagh. Per un istante, qualcosa attirò l'attenzione della betazoide. Non era un suono, né un pensiero. Piuttosto una sensazione… contorta, agitata, come un groviglio di nervi irritati.

Fu in quel momento che G’Vera si ritrovò a dover schivare il pugno avversario e il clangore del vassoio sulle paratie metalliche del pavimento interruppe ogni possibile tentativo di analisi della situazione: i guerrieri attorno al tavolo iniziarono a gridare, alcuni incitando, altri insultando il cuoco, altri ancora il klingon che aveva lanciato la ciotola.

Korinna fece un passo di lato per evitare la confusione, un altro klingon spinse il colpevole del lancio, e quello reagì con un ringhio. In pochi secondi, la discussione si trasformò in una rissa su ben due tavoli diversi. Per Gre’thor, non erano affatto strani prima! gridò qualcuno. Stai mentendo, li sentivo muoversi nella testa! ribatté prontamente un altro. Korinna si irrigidì a quelle parole, ma il significato le sfuggì, in fondo erano frasi tipiche di una lite klingon: esagerazioni, insulti, problemi culinari trasformati in questioni d’onore.

La betazoide si spostò verso il lato della sala, cercando di non intralciare. Eppure, mentre osservava i guerrieri litigare, quella debole sensazione di fondo che caratterizzava la mensa affiorò per un istante verso la sua consapevolezza, rapidamente soffocata dai pensieri infastiditi dei combattenti e dal fiero entusiasmo di chi li incitava... Korinna chiuse la propria mente per non venirne sopraffatta. Quello, almeno, sembrava ancora perfettamente in grado di farlo.
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