8 ore fa
Korinna Suder
Betazoid
Korinna stava osservando i klingon seduti lì vicino quando la voce di G’Vera alle sue spalle per poco non la fece sussultare, cogliendola di sprovvista. Rivolse un sorriso alla collega Per quanto possa sembrare assurdo… ho dormito meglio del solito. confessò con un mezzo sorriso. Non si era mai resa conto, prima, di quanto la tensione presente a bordo finisse per influenzarla e, ora che i suoi poteri erano indeboliti, non poteva fare a meno di apprezzare certi aspetti di quell'inattesa tranquillità.
Stava per aggiungere altro, quando una ciotola volò attraverso la sala mensa e si frantumò contro la parete. Il rumore metallico attirò l’attenzione di metà dei presenti. Alcuni klingon si alzarono in piedi, altri si limitarono a voltarsi, pronti a godersi lo spettacolo. Korinna fece un passo indietro, sorpresa. L’odore del sangue di Targ si diffuse nell’aria, mescolandosi a quello dei Gagh. Per un istante, qualcosa attirò l'attenzione della betazoide. Non era un suono, né un pensiero. Piuttosto una sensazione… contorta, agitata, come un groviglio di nervi irritati.
Fu in quel momento che G’Vera si ritrovò a dover schivare il pugno avversario e il clangore del vassoio sulle paratie metalliche del pavimento interruppe ogni possibile tentativo di analisi della situazione: i guerrieri attorno al tavolo iniziarono a gridare, alcuni incitando, altri insultando il cuoco, altri ancora il klingon che aveva lanciato la ciotola.
Korinna fece un passo di lato per evitare la confusione, un altro klingon spinse il colpevole del lancio, e quello reagì con un ringhio. In pochi secondi, la discussione si trasformò in una rissa su ben due tavoli diversi. Per Gre’thor, non erano affatto strani prima! gridò qualcuno. Stai mentendo, li sentivo muoversi nella testa! ribatté prontamente un altro. Korinna si irrigidì a quelle parole, ma il significato le sfuggì, in fondo erano frasi tipiche di una lite klingon: esagerazioni, insulti, problemi culinari trasformati in questioni d’onore.
La betazoide si spostò verso il lato della sala, cercando di non intralciare. Eppure, mentre osservava i guerrieri litigare, quella debole sensazione di fondo che caratterizzava la mensa affiorò per un istante verso la sua consapevolezza, rapidamente soffocata dai pensieri infastiditi dei combattenti e dal fiero entusiasmo di chi li incitava... Korinna chiuse la propria mente per non venirne sopraffatta. Quello, almeno, sembrava ancora perfettamente in grado di farlo.
Stava per aggiungere altro, quando una ciotola volò attraverso la sala mensa e si frantumò contro la parete. Il rumore metallico attirò l’attenzione di metà dei presenti. Alcuni klingon si alzarono in piedi, altri si limitarono a voltarsi, pronti a godersi lo spettacolo. Korinna fece un passo indietro, sorpresa. L’odore del sangue di Targ si diffuse nell’aria, mescolandosi a quello dei Gagh. Per un istante, qualcosa attirò l'attenzione della betazoide. Non era un suono, né un pensiero. Piuttosto una sensazione… contorta, agitata, come un groviglio di nervi irritati.
Fu in quel momento che G’Vera si ritrovò a dover schivare il pugno avversario e il clangore del vassoio sulle paratie metalliche del pavimento interruppe ogni possibile tentativo di analisi della situazione: i guerrieri attorno al tavolo iniziarono a gridare, alcuni incitando, altri insultando il cuoco, altri ancora il klingon che aveva lanciato la ciotola.
Korinna fece un passo di lato per evitare la confusione, un altro klingon spinse il colpevole del lancio, e quello reagì con un ringhio. In pochi secondi, la discussione si trasformò in una rissa su ben due tavoli diversi. Per Gre’thor, non erano affatto strani prima! gridò qualcuno. Stai mentendo, li sentivo muoversi nella testa! ribatté prontamente un altro. Korinna si irrigidì a quelle parole, ma il significato le sfuggì, in fondo erano frasi tipiche di una lite klingon: esagerazioni, insulti, problemi culinari trasformati in questioni d’onore.
La betazoide si spostò verso il lato della sala, cercando di non intralciare. Eppure, mentre osservava i guerrieri litigare, quella debole sensazione di fondo che caratterizzava la mensa affiorò per un istante verso la sua consapevolezza, rapidamente soffocata dai pensieri infastiditi dei combattenti e dal fiero entusiasmo di chi li incitava... Korinna chiuse la propria mente per non venirne sopraffatta. Quello, almeno, sembrava ancora perfettamente in grado di farlo.

