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TFB [Marte] L'Avvicendamento del Potere: Prologo
#1

Edward Alan Harris
Augmented Human
Eccola.
La Villa di Ruthven si erge davanti a loro. Edward Alan Harris, Capitano della USS Eternity, prima nave di classe Excelsior della Flotta Stellare; ed Alexander Davis, mezzo Klingon, Ambasciatore dell'Impero sulla Terra.
Col passare dei mesi i due sono diventati molto amici, Edward è stato nominato accompagnatore dell'Ambasciatore presso la Federazione. L'unico e corretto modo per formare una solida alleanza tra due fazioni storicamente rivali e dunque sospettose, è essere onesti.
C'è un motivo per cui i due si stanno recando dall'Ex Ammiraglio di Flotta, ora semplice Ammiraglio, John Ruthven: Emil Sheppard.
Edward ha sempre considerato bene Ruthven, l'Ammiraglio che tempo prima lo aveva contattato al ritorno della sua prima missione quinquennale, affidandogli una missione di livello seclar 9 per impedire la guerra tra Federazione ed Impero Klingon che un certo altro Ammiraglio, Emil Sheppard, avrebbe sicuramente innescato.
Lui non solo l'aveva impedita, aveva fatto di più, aveva di fatto stretto un'alleanza con i Klingon contro una possibile minaccia Romulana.
Non poteva fare altro che sentirsi onorato e fiero di sè stesso, ma riconosceva che il tutto, senza Ruthven, non sarebbe esistito.
Era stato Ruthven per primo a credere in lui, fidarsi, ed Edward sperava che non se ne fosse pentito.
Ma l'Ammiraglio di Flotta era stato degradato, e proprio perchè aveva cercato di destabilizzare la posizione di Emil Sheppard, il Capo della Sezione 31.
Ma di recente, anche Sheppard era stato destabilizzato, ed il comando della USS Constellation gli era stato tolto.
La prossima missione di Edward era fargli togliere ciascun grado militare, toglierlo dalla situazione.
E sperava che nell'Ammiraglio Ruthven avrebbe trovato un valido alleato.
#2

Alexander Davis
Klingon/Human
Alex Davis era di fianco ad Edward. Fu lui a suonare il campanello d'ingresso; i due sapevano che l'Ammiraglio in questione, John Ruthven, ennesima vittima della Sezione 31 e di quel pazzo di Emil Sheppard, era tornato a casa per un periodo di ferie.
Ed il loro incontro con lui sarebbe stato tutto tranne che ufficiale.
Alex stesso aveva lasciato a casa le uniformi da guerra Klingon, ed anche quelle politiche da Ambasciatore.
Il suo sangue per metà umano e l'assenza di tratti caratteristici Klingon (creste frontali e barba) lo facevano sembrare un umano come tanti altri, al che aveva acquistato degli abiti civili, con cui appunto si sarebbe presentato all'Ammiraglio.
Alcuni giorni prima aveva parlato con il Cancelliere Lorak dell'Impero Klingon. La discussione era stata fruttuosa: esattamente come Edward ed Alex, e come molti altri, anche il Cancelliere riteneva Sheppard un problema ed una possibile minaccia per l'alleanza tra le due Fazioni.
Andava tolto di mezzo. Non eliminato, bensì allontanato per vie legali.
L'unico che avrebbe potuto fornire loro abbastanza prove sarebbe stato una persona importante, magari un membro del Consiglio Federale o del Comando di Flotta..e la risposta era una sola: John Ruthven.
#3

John Ruthven
Human
Quando il campanello suonò, l'ammiraglio John Ruthven si trovava nel suo studio, assieme all'unico altro membro della sua famiglia che era presente in casa: la piccola Esther, la nipotina di John. Sua sorella Eveleen, la madre della bambina, era da poco uscita per andare a trovare, assieme al marito, un'amica malata, così Ruthven si era ritrovato a dover fare la balia a Esther, cosa che in effetti non gli dispiaceva.

Il suono del campanello ebbe l'effetto di distrarre la bambina dal suo disegno... quello che avrebbe dovuto essere un ritratto di suo zio, ma che più che altro era una specie di scarabocchio. Non che John avesse intenzione di farglielo notare: come al solito, l'avrebbe ringraziata, avrebbe detto che era bellissimo e lo avrebbe appeso nel suo studio. Dopotutto, Esther si stava impegnando: era giusto premiarla.

"Vado io!" Esclamò la bambina, abbandonando pennarello e disegno e scattando verso la'uscita dello studio. "Esta, per favore, aspetta..." Niente da fare, la bambina aveva già attraversato il corridoio e raggiunto l'ingresso. Dopo poco, Ruthven poté sentire la porta d'ingresso aprirsi, e lui si era solo appena alzato dalla sedia! "Ma quanta energia ha!" Si ritrovò a borbottare, mentre partiva - per così dire - al suo inseguimento, consapevole che difficilmente Esther aveva controllato chi aveva suonato prima di aprire.

Quando la raggiunse, Esther aveva appena fatto in tempo a salutare con un allegro "Ciao!" i due visitatori, per fortuna persone di cui Ruthven conosceva bene l'identità. "Capitano Harris, ambasciatore Davis, benvenuti." Disse, nonostante la sorpresa, posando una mano sulla spalla della nipote e facendole fare qualche passo indietro per permettere ai due di entrare. "Entrate pure."
#4

Edward Alan Harris
Augmented Human
Lontano da ciò che si aspettava Edward, ma normale visto il luogo dove lui ed Alex si erano recati per parlare con l'Ammiraglio, la sua residenza personale, quando la porta si apre, appare una bambina non troppo grande, con un faccino allegro e simpatico.
Senza alcun dubbio non può trattarsi della figlia di Ruthven, considerando l'età dell'Ammiraglio, quindi dovrà per forza trattarsi della nipote.
Un sorriso sincero si disegna sul volto del Capitano, mentre esclama. Ah! Tu devi essere la segretaria dell'Ammiraglio! Piacere di conoscerti! Edward si piega leggermente in avanti per poi tendere la mano alla bambina. Io sono Edward e lui... Indicando Alex. ...è Alex. Siamo amici del nonno, è in casa?
La risposta non tarda ad arrivare: l'Ammiraglio compare sulla soglia, la sorpresa si distingueva sul suo volto, e nel modo in cui disse i loro nomi a mò di saluto.
Ammiraglio. Edward, tornando serio e ad altezza naturale, eseguì il saluto militare. Poi, dopo che John li ebbe invitati, entrò in casa, seguito da Alex.
Ammiraglio. Se non le spiace, vorrei che la nostra discussione restasse privata.
#5

Alexander Davis
Klingon/Human
Inaspettatamente, ad aprire la porta giunge una ragazzina.
Alex è sorpreso: sulla Terra non si usa che siano i padroni di casa ad accogliere gli ospiti?
Mentre Edward familiarizza con la giovane, il mezzo Klingon aspetta impaziente il motivo per cui si sono recati su Marte: John Ruthven.
L'Ammiraglio apparve dopo poco, e se il suo amico si era esibito nel saluto militare, il Capitano Klingon fece un inchino, segno di rispetto ed ammirazione. Ammiraglio Ruthven.
Riconosceva che, senza l'Ammiraglio, anzichè essere alleate, Federazione ed Impero in quel momento sarebbero state impegnate in una guerra.
Seguì Edward senza dire nulla, curioso di trovarsi nell'abitazione di Ruthven e studiando ogni piccolo particolare: era sempre interessato agli umani e di come amassero personalizzare ogni cosa.
#6

John Ruthven
Human
Alle parole del capitano Harris, la bambina sbatté gli occhi con un'espressione confusa, subito sostituita da un grandissimo sorriso. Stava per rispondere che sì lei era la segretaria dello zio (non del nonno) e che lo zio era in casa, quando Ruthven era arrivato e l'aveva interrotta. Ma quello che le dispiacque più di tutto furono le parole che lo zio disse in risposta alla richiesta di Edward: "Certamente, parleremo nel mio studio." E poi, rivolta a lei: "Esta cara, potresti andare a giocare nella tua camera? Lo zio deve parlare con questi due signori."

"Ma zio! Io sono la tua segretaria!" Aveva provato a lamentarsi, ma l'ammiraglio Ruthven l'aveva fissata intensamente dicendo con un tono serio, quasi da sgridata. "Esta..." Così la bambina si era imbronciata ed era corsa via, in direzione della propria camera, borbottando qualcosa sul lavoro dello zio.

L'uomo aveva sorriso, poi aveva preso un contegno composto e si era rivolto agli ospiti, facendo loro un saluto militare, una risposta tardiva a quello che gli era stato rivolto poco prima. "Capitano, ambasciatore, scusate per l'accoglienza poco formale. Se mi seguite vi condurrò allo studio." Disse quindi, chiudendo la porta e cominciando a dirigersi verso di esso, attento che i due lo seguissero.
#7

Edward Alan Harris
Augmented Human
Mentre l'Ammiraglio mantiene un tono cordiale ed ufficiale, Edward non può fare altro che sorridere per il comportamento, la naturalità delle parole della nipote di Ruthven, una bambina come tante altre.
Non può evitare di rendersi conto che è anche, se non soprattutto per loro, per i bambini e per le future generazioni, che lui, e molti altri, hanno scelto di decidare le proprie vite allo spazio ed al mantenimento della pace.
E proprio per il mantenimento della pace, lui ed Alex hanno fatto visita all'Ammiraglio quel giorno.
Non si preoccupi, Ammiraglio. Risponde distrattamente Edward alle scuse di John. Non abbiamo fretta, e non siamo nemmeno quì in via ufficiale.
I due seguono il padrone di casa al suo studio, Edward si chiude la porta alle spalle dopo che i tre sono entrati. Ammiraglio, preferirei che la nostra conversazione rimanesse privata.
Estrae uno strumento simile ad un pacchetto di sigarette metallico, vecchio tipo, raffigurante una fregata, per precisione l'Enterprise di un periodo intorno al 1800. Preme un pulsante sulla parte piatta del dispositivo, lo strumento emette un forte ma veloce suono acuto poi si zittisce. Questo strumento maschererà le nostre voci. Sfido i migliori tecnici della Sezione 31 a recuperare anche solo un frammento della nostra discussione. Con un sorrisetto complice.
#8

John Ruthven
Human
Ora che Esta non era più presente, Ruthven non poteva che sentirsi sollevato. Qualunque cosa si sarebbe discussa nel suo studio, sicuramente non era adatta alle orecchie di una bambina... o di chiunque altro che non fossero i tre presenti.

Quando il capitano Harris, dopo aver chiuso la porta, attivò il dispositivo e spiegò a cosa serve, l'ammiraglio non poté fare a meno che un leggero sorriso comparisse sulle sue labbra. Ma fu un attimo, subito la sua espressione tornò seria. "Da quanto mi pare di capire, l'argomento della nostra discussione saranno Sheppard e la Sezione 31." Si limitò a commentare, dando al dispositivo solo una breve occhiata e approvando tacitamente la sua presenza. Prese due sedie da un lato della stanza e le posizionò davanti alla sua scrivania, poi disse, indicandole con un veloce gesto della mano: "Sedetevi pure." Tanto scommetto che la nostra discussione non sarà breve. Pensò, sedendosi dall'altro lato della scrivania. "Volete un drink?" Domandò poi, da perfetto padrone di casa, nonostante fosse ben cosciente che l'argomento che stava per essere trattato era di grande importanza.
#9

Edward Alan Harris
Augmented Human
Perspicace. Risponde con un sorriso Edward quando l'Ammiraglio dice di aspettarsi che l'argomento della conversazione sarà Sheppard e la Sezione 31.
Poi, da perfetto padrone di casa sistema per i due ospiti un paio di sedie e dopo essersi seduto gli chiede se desiderano un drink.
Edward si siede su una delle due sedie. Io sono a posto. Muove la testa verso Alex, chiedendosi se lui voglia qualcosa.
Avrà sicuramente saputo che all'Ammiraglio Sheppard è stato tolto il comando della Constellation. In pratica, non ha più un mezzo personale per spostarsi a piacimento nello Spazio.
Il che ci offre un preciso vantaggio.
#10

Alexander Davis
Klingon/Human
Alex aveva ascoltato distratto le parole di Edward e di Ruthven, prestando attenzione ad ogni singolo gesto o parola dell'Ammiraglio.
Sembrava una brava persona, a pelle, esattamente come lo era Edward. Una persona che aveva scelto di entrare nella Flotta Stellare per dedicare tutto sè stesso alla Federazione..non per seguire i propri interessi.
L'ambasciatore dei Klingon si era seduto sulla sedia di fianco ad Edward, e dopo che lui ebbe parlato, decise che toccava a lui prendere la parola.
Ammiraglio..come saprà, io rispondo solo ed unicamente al Cancelliere Lorak, Capo dell'Impero Klingon. E come spero potrà intuire, gli ho sempre descritto con accuratezza tutto ciò che mi è accaduto e che sta accadendo all'interno della Federazione.
Federazione ed Impero stavano per iniziare una guerra, quella volta sulla Luna..ma la guerra fu evitata grazie all'intervento del Capitano Harris che Lei personalmente aveva scelto per risolvere il problema che per poco l'Ammiraglio Sheppard avrebbe causato.
Di questo, l'Impero Le è grato. Abbiamo risolto la situazione, abbiamo impedito che il piano dei Romulani si realizzasse.
Un patto di mutuo soccorso ha siglato l'accordo diplomatico tra le nostre due Fazioni, nonostante l'astio ed il rancore presenti in entrambe le parti. Tuttavia..cinque mesi fa, l'ennesimo allarme, causato ancora una volta dall'Ammiraglio Sheppard, Capo di una certa Sezione 31 che dovrebbe difendere la Federazione..disobbidiva agli ordini recandosi in un posto completamente diverso rispetto a quello in cui si sarebbe dovuto recare. Anche in quell'occasione, fu necessaria una buona dose di collaborazione tra le nostre due Fazioni e le mie singolari capacità per riuscire ad impedire che la Stazione Midway e la USS Eternity subissero dei danni gravi. Perchè, una persona che dovrebbe pensare al bene dei Pianeti Uniti, se ne va a zonzo per la Galassia?
Tutti questi fattori hanno portato il Cancelliere a decidere che l'Ammiraglio Sheppard è un elemento scomodo per la vostra Federazione, per l'alleanza per le nostre due Fazioni e per l'Universo intero. Deve essere tolto di mezzo.
Nel pronunciare le ultime parole, un'insolita fiamma si era accesa negli occhi blu del Mezzo Klingon, per poi spegnersi subito. Ammetto che l'idea di assassinarlo era stata presa in considerazione..ma scartata dopo poco. Ucciderlo farebbe di lui un martire, senza contare che probabilmente il suo posto sarebbe preso da persone più spietate e corrotte, pronte a tutto pur di imbrigliare quel tipo di potere.
Il che ci porta ad una soluzione più realizzabile e meno letale. A quanto io sappia, e a quando il Capitano Harris ha scoperto, l'Ammiraglio soffre di alcuni gravi disturbi psicologici, il che potrebbe indurre un Ufficiale Medico con abbastanza competenza a sollevarlo dal Comando della Sezione 31.
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