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 Where does seeking justice end and seeking vengeance begin?
#1

Khoal s'Khev
Romulan
Il Palazzo Imperiale.

Quello non era un luogo dove Khoal andava spesso, ma non era nemmeno un posto che potesse totalmente ignorare. Per quanto l'Impero fosse passato da anni nelle sue mani, c'era ancora tra la popolazione chi riteneva che il pretore dovesse essere al servizio dell'imperatore. Per quanto Raha non fosse amata come il padre, per evitare di trovarsi contro l'opinione pubblica, il romulano si ritrovava comunque costretto a fingere un minimo rispetto nei confronti dell'attuale imperatrice.

Di conseguenza, una volta ogni due settimane, il pretore entrava nel palazzo imperiale per scambiare due parole con la donna che più lo odiava. Doveva ammettere che, negli anni, si era stupito di come la donna fosse in grado di fare una conversazione civile con l'uomo che aveva causato la morte di suo padre. In un certo senso ammirava il suo sangue freddo, per quanto ne fosse anche un poco preoccupato. Il carattere di Raha era molto simile a quello di Terrh. Troppo simile. Per quanto la donna non avesse alcun alleato, Khoal aveva la forte sensazione che lei potesse diventare un problema, rivelandosi una minaccia per i suoi piani. Che fosse ormai giunto il momento di sostituirla con la più docile sorella minore?

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#2

Raha s'Dor
Romulan
Infine, il giorno era arrivato. Seduta su una delle comode poltroncine del piccolo salottino, respiravo lentamente, nel tentativo di calmarmi. Non mi potevo permettere che qualcosa andasse storto, quindi il mio comportamento doveva essere impeccabile. La mia agitazione non doveva assolutamente trapelare, altrimenti essa avrebbe potuto suscitare sospetti nel pretore.

Mentre i secondi passavano lenti, mi guardai attorno. La sala in cui mi trovavo non era una delle più grandi del palazzo, ma era l'ideale per incontri non formali come quelli che, da anni, avevo col bastardo che aveva rovinato la mia vita. Era anche un luogo pieno di ricordi, dove avevo passato piacevoli ricordi assieme alla mia famiglia. In un certo senso, era quasi un peccato utilizzarlo per incontrare il pretore, ma non ero troppo preoccupata che quella sala per me quasi sacra venisse contaminata dalla sua presenza. Non più, almeno.

Guardatemi, padre... madre. Oggi finirà tutto.
#3

Khoal s'Khev
Romulan
A passo lento ma deciso, il pretore attraversò diversi corridoi, guidato da due servitori. Durante il regno di Terrh s'Dor, il romulano aveva visitato innumerevoli volte quel palazzo, tanto che era arrivato a conoscere buona parte della sua piantina a memoria. Se avesse voluto, avrebbe potuto scacciare i servitori e proseguire da solo, ma sarebbe stato scorretto nei confronti dell'attuale imperatrice. Per quanto non temesse né rispettasse in alcun modo Raha s'Dor, sarebbe stato problematico se per l'Impero fosse girata la voce che lei era soltanto una sua marionetta. Dopotutto, era la figlia del precedente imperatore.

Arrivato davanti ad una porta, Khoal si fermò, in attesa che i servitori annunciassero il suo arrivo. Solo quando fu invitato ad entrare, il romulano varcò la soglia, ritrovandosi in un piccolo ma accogliente salottino.

Imperatrice. Salutò, un lieve sorriso sulle labbra.

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#4

Raha s'Dor
Romulan
Quando il pretore entrò nel salottino, mi ritrovai involontariamente a trattenere il respiro. Una forte rabbia, tinta di odio ma anche di un goccio di speranza, mi colse tutto d'un tratto, rischiando seriamente di prendere il controllo della mia mente. Fu per me uno sforzo enorme evitare che quell'emozione si manifestasse sul mio volto, mantenendo l'espressione calma e quasi rilassata dietro alla quale con gli anni avevo imparato a nascondere i miei veri pensieri.

Pretore, si accomodi! Dissi dunque, alzandomi in piedi e facendogli cenno di sedersi su una delle poltroncine che circondavano il tavolino presente al centro della stanza. È sempre un piacere averla come ospite. Una menzogna, come le tante che ormai venivano dette tra lui e me. Era scioccante pensare che, un tempo, avevo considerato Khoal s'Khev quasi come uno zio! Ma ormai quel tempo era passato. Non ero più l'innocente fanciulla che credeva nella bontà del prossimo e non ero giovane e malleabile come mia sorella minore. Ormai ero una donna concentrata sulla sua vendetta, pronta a sacrificare qualsiasi cosa pur di riuscire nella sua impresa. E la mia furia sarebbe presto caduta sul pretore... e successivamente su Ŏ'ŗên s'Llhweiir che, a differenza di quanto creduto nell'Impero, non era morto come dichiarato dai piani alti.

Desidera bere del tè? Mi è recentemente arrivato del tè allo zenzero pyrelliano, una prelibatezza tipica di Bajor. Continuai, un sorriso sul volto, mentre osservavo il pretore avvicinarsi. Non è stato facile recuperarlo, non è qualcosa che viene importato nell'Impero.
#5

Khoal s'Khev
Romulan
Non c'era nulla da fare, più il tempo passava, più il sorriso di Raha gli piaceva sempre meno. La donna era pericolosa, lo sentiva. Per quanto tempo ancora sarebbe riuscito a controllarla? Mentre si sedeva al tavolino, rispondendo al sorriso con un sorriso, il pretore prese una decisione: doveva eliminarla. Avrebbe potuto far passare l'omicidio per un incidente, come una caduta da cavallo durante una caccia cerimoniale, oppure per un'attentato. I dissidenti avevano sempre qualcosa da ridire: le tasse, le regole, i politici... anche lui stesso e l'attuale imperatrice spesso ai loro occhi erano un problema da risolvere. Non sarebbe stato difficile far ricadere la colpa della morte di Raha su di loro.

Lei è splendida come sempre, imperatrice. Celando i suoi reali pensieri nel suo cuore, Khoal s'Khev tornò a parlare. Ho saputo che negli ultimi tempi è davvero impegnata. Anche il Tempio dell'Aria ha richiesto la sua presenza! Spero di non aver rovinato uno dei suoi rari momenti di pausa. Parole vuote, per niente sincere. Dopotutto, non importava quanto Raha s'Dor fosse impegnata, si trattava comunque di riti d'auspicio senza un vero significato. Non stava governando, stava soltanto ricomprendo un ruolo non più necessario. E lo sapevano entrambi. Un tè bajoriano? Una piacevole novità, direi. Son davvero curioso di assaggiarlo.

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#6

Raha s'Dor
Romulan
Splendida? I vuoti complimenti dell'uomo non mi fecero né caldo né freddo. Ai miei occhi lui era un morto... un morto che camminava ancora ma non per molto. La mia decisione di eliminarlo oggi stesso, al posto di aspettare un momento migliore, era rischiosa, lo sapevo, ma avevo deciso di scommettere. Oggi uno di noi due avrebbe perso la vita. Forse entrambi. Se non fosse stato che non sopravvivendo non avrei potuto vendicarmi di Ŏ'ŗên, probabilmente non mi sarebbe nemmeno importato di morire assieme a lui... tanto lo odiavo.

Non si preoccupi, nessun disturbo. La sua compagnia mi fa piacere. Mentii, mentre afferravo con la mano destra quella che sembrava essere una campanella in ottone. Uno strumento antico, che avrebbe potuto essere considerato estremamente arretrato, ma che da tempo immemore veniva usato dalla famiglia reale per chiamare la servitù. Una campanella che, col passare dei millenni, si era trasformata in un oggetto estremamente tecnologico, connesso al sistema di comunicazione del palazzo. Desidera assaggiarlo? Perfetto, lo faccio subito portare. Aggiunsi, muovendo leggermente la campanella e lasciando che il suo delicato suono risuonasse per il salottino.
#7

Romulan women are not like Vulcan females. We're not dedicated to... pure logic, and the sterility of non-emotion. Our people are warriors. Often savage. But we are also many other pleasant things.
Mhai s'Siedhri | Romulan/Q
La stanza della servitù. Decisamente una novità per Mhai. Essendo cresciuta in un tempio, la romulana era abituata ad una vita semplice, eppure quel tipo di stanza non le era familiare. Era piccola, ma non quanto le celle del Tempio dell'Aria. Il suo design era semplice, ma era piena di mobili e oggetti. Comunicando col vicino salottino, infatti, era attrezzata di tutto ciò che poteva servire alla servitù per soddisfare padrona ed eventuali ospiti. Essendo pulita e ordinata, non poteva nemmeno essere paragonata agli sporchi locali che le capitava di frequentare sotto l'identità della dissidente Ael. Ai suoi occhi, quindi, era semplicemente una stanza estranea, quasi aliena.

Eppure, nonostante la distanza spirituale che percepiva per quella stanza e lo stile di vita ad essa collegato, Mhai sembrava a suo agio al suo interno. Seduta su di uno sgabello, i suoi capelli neri legati in uno chignon e il suo corpo coperto dalla semplice ma elegante divisa dei servitori del palazzo, non dava l'impressione di trovarsi in un luogo a cui non era abituata. La sua espressione calma non lasciava intuire il leggero disagio che provava... e l'agitazione che saliva in lei col passare dei minuti. Magari non si trovava in mezzo ad un conflitto a fuoco o ad un raid della Tal'Shiar, ma stava comunque rischiando la sua vita. Se le cose non fossero andate come aveva programmato, sarebbe stato difficile per lei lasciare viva quel luogo.

Quando il suono della campanella, trasmesso dal sistema di comunicazione interno, giunse alle sue orecchie, la donna si alzò. Recuperata l'acqua che aveva lasciato a scaldare, la versò all'interno di un'elegante teiera, seguita subito da alcune foglie di tè. Chiusa la teiera, la posò su di un vassoio assieme a due tazze da tè dalle stesse decorazioni. Recuperata una bustina di zucchero dall'armadio, la posò su uno dei piattini delle tazzine, per poi far lo stesso con una bustina presa da una delle tasche del suo vestito. Una bustina modificata... infettata di un potente veleno che avrebbe ucciso il pretore in pochi minuti.

Una volta pronta, trasse un profondo respiro, come per calmarsi, poi prese tra le mani il vassoio e lasciò la stanza, entrando nel salottino attraverso la porta di servizio. Avvicinandosi al tavolino dove erano seduti l'imperatrice e il pretore, essendo impossibilitata a inchinarsi a causa del vassoio che aveva tra le mani, Mhai si limitò a chinare la testa in segno di rispetto. Un gesto che un poco la disgustò, visto il disprezzo che provava nei confronti della casta al potere, ma che era strettamente necessario per il buon completamento della missione.

Imperatice, ho saputo che ha avuto problemi con sua sorella. Riprese a parlare il pretore, senza degnare Mhai di uno sguardo. Un lieve lampo di divertimento attraversò gli occhi della romulana ma la sua espressione rimase neutra. In quella situazione, essere ignorati era solo un bene. Se vuole, posso provare a parlarle. Son sicuro di poter risolvere qualsiasi malinteso che si sia formato tra voi due. Quando l'uomo proseguì, dimostrando una faccia tosta niente male, Mhai posò con un gesto elegante e composto la teiera sul tavolo, seguita dalle due tazze... facendo ovviamente attenzione a posare quella con lo zucchero avvelenato di fronte al pretore. Poi fece un leggero inchino e si allontanò leggermente, quel che bastava per posare il vassoio, e rimase in attesa. C'era bisogno di almeno cinque minuti prima che il tè fosse pronto e, non avendolo ancora servito, non poteva lasciare la sala. Non che avesse intenzione di farlo.

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#8

Raha s'Dor
Romulan
Le parole del pretore mi colsero in maniera del tutto inaspettata. Per qualche istante rimasi in silenzio, a fissarlo. Rabbia poteva intravedersi nei miei occhi. Lui, proprio lui, OSAVA parlare di mia sorella!? E si proponeva pure di fare da paciere!? Cosa mi credeva: un'idiota senza cervello!? Per colpa sua e del suo sanguinario colpo di stato, Kul ormai mi odiava. Era stato lui a plagiarla, a convincerla che tutto era stato opera di Ŏ'ŗên e della Tal Shiar, che lui non centrava nulla con la morte di nostro padre. E Kul, da brava ingenua, gli aveva creduto. Era arrivata anche ad urlarmi addosso, affermando che 'Zio Khoal' era arrivato troppo tardi per salvare nostro padre... ma che almeno aveva tentato di vendicarlo. Non era riuscito ad eliminare il suo assassino solo a causa dell'intervento della Tal Shiar. Mentre io... io... non avevo fatto nulla. Ero rimasta a guardare mentre il MIO fidanzato tramava per prendere il trono prima del tempo.

Fu il leggero rumore della teiera che veniva posata sul tavolino a farmi rinsavire prima che mi mettessi ad urlare contro il pretore. Rilasciai un sospiro, immaginandomi la rabbia lasciare il mio corpo con esso. Forse i vulcaniani non avevano del tutto torto: un po' di meditazione mi avrebbe fatto comodo, stressata com'ero negli ultimi tempi. Kul è solo un'adolescente. Un'adolescente che ha perso il padre. Ha bisogno di una valvola di sfogo e per il momento quella valvola sono io. Le passerà, ha solo bisogno di tempo. No, non le sarebbe passata. Non facilmente. Sua sorella maggiore la stava per abbandonare, e dopo aver assassinato il suo adorato zio. Non sarebbe stato facile per lei lo sapevo. Come sapevo che l'avrei lasciata in mani sicure. Dopo la morte di Khoal s'Khev, un nuovo pretore sarebbe stato scelto. Probabilmente non avrebbe restituito i poteri alla famiglia reale ma, se il nuovo pretore sarebbe stato chi pensavo io, sicuramente non avrebbe dato problemi a mia sorella.
#9

Romulan women are not like Vulcan females. We're not dedicated to... pure logic, and the sterility of non-emotion. Our people are warriors. Often savage. But we are also many other pleasant things.
Mhai s'Siedhri | Romulan/Q
Sì, Kul s'Dor era un'adolescente e questo la rendeva facilmente manovrabile. Se Mhai fosse stata al posto del pretore, sicuramente avrebbe puntato ad averla come imperatrice. Sarebbe stata un'ottima marionetta, dopotutto. Una marionetta che non sapeva di star venendo usata e che avrebbe peso dalle labbra di quello che considerava un gentile zio. Motivo per cui Raha s'Dor era un impiccio. Anche se non si fosse messa a rischio, anche se fosse rimasta a fissare con odio il pretore da distanza, prima o poi sarebbe stata eliminata e sostituita. E lei lo sapeva bene. Per quello aveva accettato l'accordo che Mhai le aveva offerto. La protezione dei dissidenti e il loro supporto per lasciare l'impero... in cambio della morte del pretore.

Sono d'accordo, ha solo bisogno di tempo. Rispose il pretore. Dalla sua espressione neutra era difficile comprendere se lo credesse davvero o meno. Ma se le cose non migliorassero, si ricordi, imperatrice, che io sarò sempre disponibile ad aiutarla. Una farsa, quella era tutta una farsa. Più la conversazione proseguiva, più Mhai era scioccata dalla faccia tosta dell'uomo. Come si poteva essere così bastardi? Non ebbe il tempo di riprendersi dalla sorpresa che Khoal s'Khev si voltò verso di lei. Il tè. Le ricordò, in modo nemmeno tanto cortese.

Sì, milord. Disse, avvicinandosi nuovamente il tavolo. Presa la teiera, versò il tè nelle due tazzine, attenta a non fare movimenti bruschi che avrebbero potuto rivelare la sua scarsa abitudine in quei gesti. Una volta riempite le tazzine, appoggiò la teiera, fece un'inchino e si allontanò di qualche passo... in attesa. Perché i successivi minuti avrebbero definito il successo o il fallimento della missione. E, con suo gran sollievo, il pretore non la deluse. Afferrata la bustina di zucchero, la aprì con un gesto deciso e la versò nel tè, per poi iniziare a sorseggiarlo. A quel punto era fatta.

Vedo che ha sempre una passione per le bustine, imperatrice. Disse, tra un sorso e l'altro. Posso comprendere che siano comode ma una zuccheriera... sarebbe sicuramente più... Si interruppe bruscamente, colto da un colpo di tosse. Elegante, direi. Concluse per poi ricominciare a tossire. Appoggiata la tazzina, recuperò un fazzoletto dalla tasca, avvicinandoselo alle labbra. Quando la crisi gli passò e il fazzoletto fu allontanato dal suo viso, il pretore fissò stralunato il rosso del sangue sul tessuto. Raha... tu... cof, cof... bastarda ingrata... cof... cosa hai fatto!?

[Immagine: 92d58391dc54e9750631236906947fa8.jpg]
#10

Raha s'Dor
Romulan
Bastarda ingrata? Per cosa avrei dovuto essergli grata: per aver tramato l'omicidio di mio padre? Per avermi messo mia sorella contro? Per aver rovinato, in tutto e per tutto, la mia vita? Se il pretore non avesse cominciato a sputare sangue di fronte a me, a quel punto avrei sicuramente rischiato di scoppiare. La mia rabbia era troppo forte, troppo intensa, per permettermi di continuare a fingere di non odiarlo.

Cosa ho fatto? Ripetei, un sorriso che illuminava le mie labbra. Ho fatto l'unica cosa che potevo e dovevo fare. Una figlia ha dei doveri nei confronti del proprio padre. Vendicare la sua ingiusta morte è uno di questi, non trovi? Ma, non ti preoccupare, presto manderò qualcuno a farti compagnia nell'oltretomba. Ŏ'ŗên... e magari qualche bastardo della Tal Shiar.
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