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TFB Missione sulla Luna: Un aiuto dalla Essex
#1

John Ruthven
Human
L'ammiraglio si era appropriato dell'ufficio del comandante di Earth Spacedock, esattamente come aveva fatto tempo prima Claire Mayfair, quando si era fatta passare per un'agente dell'Intelligence. Questo legame con quell'agente della Sezione 31 non gli faceva molto piacere, come saperla insegnante dell'Accademia, dove avrebbe potuto irretire i cadetti con le ideologie dell'organizzazione di cui faceva parte. Ma in quel momento lei si trovava nella zona detentiva della stazione, in compagnia dell'ammiraglio Sheppard. Ruthven sospettava che i suoi colleghi gli avrebbero fatto pagare la sua mossa, magari sarebbe stato pure degradato: arrestare il capo della Sezione 31 senza il consenso del Comando di Flotta non era proprio la migliore idea che potesse farsi venire. Ma era l'unica che avrebbe evitato la partecipazione di Sheppard a questa missione già abbastanza compromessa e un poco ridicola.

L'ammiraglio di Flotta tornò a guardare i dati della missione dal terminale dell'ufficio, seduto comodamente sulla poltrona del comandante. Aveva appena fatto chiamare il capitano Suder e il capitano Harris, in modo da sistemare gli ultimi particolari della missione prima di tornare al Comando a spiegare le sue azioni. Magari, agendo in fretta, sarebbe riuscito a convincere i colleghi a convalidare l'arresto di Sheppard. I requisiti c'erano, ma la Sezione 31 faceva paura a molte persone, quindi le varie prove contro Sheppard avrebbero potuto sparire misteriosamente.
#2

Edward Alan Harris
Augmented Human
Edward, arrivato con la Essex a Deep Space One, si era aspettato di parlare con Korinna Suder vedendo la sua faccia sullo schermo di un monitor, invece era stato contattato dall'Ammiraglio Ruthven che l'aveva convocato nell'ufficio del Comandante della Stazione Spaziale che orbitava intorno alla Terra.
Quindi incontrerò l'Ammiraglio e Korinna e insieme sceglieremo come agire. Ottimo, così avrò modo di conoscere personalmente Ruthven.
Aveva concesso una breve licenza all'equipaggio avvertendolo però che alla sua comunicazione, tutti avrebbero dovuto recarsi alle rispettive posizioni. Poi era sbarcato dalla Essex, aveva percorso i corridoi osservando le facce degli ufficiali intenti a svolgere le loro mansioni nella base, riconoscendone alcuni, e infine aveva raggiunto la sua destinazione.
Dopo aver suonato e ricevuto il permesso di entrare, era entrato nella stanza.
L'Ammiraglio è seduto sul sedile del Comandante. Edward non si preoccupa molto dei convenevoli, è ansioso di partire per la missione e portarla a termine. Salve, Ammiraglio.
Compie alcuni passi e si porta di fronte a Ruthven, al centro della stanza. Ora dovevano aspettare Korinna Suder.
#3

Korinna Suder
Betazoid
Quella, decisamente, non era la sua giornata fortunata: prima l'ammiraglio Sheppard con tutti i suoi misteri, poi i guasti alla Constellation e l'insolito atteggiamento del loro ufficiale comandante, che aveva rischiato di farsi linciare dall'intero equipaggio a neanche un'ora dalla partenza. Sarebbe stato un vero record, ripensandoci era quasi un peccato averglielo rovinato. Korinna sorrise indugiando un istante su quel pensiero... poi, finalmente, qualcosa sembrava aver deciso di girare per il verso giusto: le riparazioni procedevano speditamente, l'ammiraglio era stato allontanato dall'equipaggio e il Comando aveva deciso di affidare a lei la missione... suonava tanto una misura disperata, ma a Korinna non importava: le erano bastate poche ore agli ordini di quello squilibrato per poter apprezzare l'idea di avere finalmente la situazione in mano e fare a modo suo.

Quella fase in cui un piacevole ottimismo le aveva fatto sperare che da lì in avanti sarebbe andato tutto per il meglio era durata... più o meno il tempo che aveva impiegato a passare dall'ufficio del dottore alla sala macchine, cioè non più di un paio di minuti: qualcosa aveva bloccato l'intelligenza artificiale e... Korinna allontanò quel pensiero dalla sua mente, rifiutandosi categoricamente di peggiorare la giornata rimuginandoci sopra un istante di più. Attraversò a passo spedito il corridoio che dall'attracco della Constellation portava verso il centro di Earth Spacedock e da lì si avviò nuovamente verso l'ufficio del comandante della stazione, pregando che nel frattempo non saltassero fuori altre sorprese potenzialmente letali per l'equipaggio della Constellation.

Korinna si fermò di fronte all'ufficio, suonò, poi raccolse le mani dietro alla schiena e si raddrizzò leggermente, aspettando che la porta si aprisse. Aveva parlato con l'ammiraglio Ruthven poco prima, per informarlo del simpatico crash del computer principale che di punto in bianco aveva tagliato supporto vitale e gravità artificiale... le era stato risposto che avrebbe provveduto a trovare una soluzione ai danni causati ed era certa che, di lì a breve, avrebbe finalmente avuto qualche notizia in più in merito alla fantomatica "soluzione", oltre a un via libera per procedere.

La porta si aprì sibilando e Korinna si infilò nella stanza, accennando un saluto militare in direzione dell'ammiraglio: "Signore" lo salutò, degnando appena di un veloce sguardo il capitano, certa che di lì a poco sarebbero arrivate presentazioni e spiegazioni.
#4

John Ruthven
Human
"Salve, capitano." Fu la semplice risposta dell'ammiraglio, che - come Harris - non amava molto i convenevoli. Il suo sguardo si era spostato sul nuovo arrivato, anche se 'nuovo' non era proprio il termine più corretto. Harris gli aveva fatto una buona impressione, per quanto non lo conoscesse personalmente, quindi si sentiva abbastanza tranquillo ad affidargli quella missione che lui - nemmeno volendolo - avrebbe potuto seguire personalmente. Anche il capitano Suder sembrava a posto e si era dimostrata una persona seria e competente quando l'aveva contattato per informarlo delle condizioni non proprio promettenti della U.S.S. Constellation. Lui era stato costretto ad assicurarle che avrebbe trovato una soluzione al problema, ma più che lasciare la nave nelle abili mani degli ingegneri non poteva far molto. Mm... potrei chiedere al dottor Midway di dare un'occhiata all'A.I. della Constellation. Personalmente preferirei che quello scienziato non mettesse più le mani su una nave della Federazione, ma - forse, forse - sarebbe il male minore, in questa circostanza. Poi... Sheppard ha fatto chiaramente capire che non vuole che la sua A.I. venga toccata dal professore, quindi...

Prima che l'ammiraglio si ritrovasse a dover dire qualcosa per evitare il ricadere di un silenzio poco opportuno, il suono del campanello - se così si poteva definire - risuonò nel locale, accompagnato subito dopo dal leggero rumore della porta che si apriva automaticamente. Dopotutto l'ammiraglio non aveva chiesto al computer di bloccarla.

"Salve, capitano Suder." Disse, al suo ingresso, mentre si domandava se avrebbe trovato l'occasione per chiedere alla betazoide se, per caso, fosse riuscita a dare una sbirciata nei pensieri del capo della Sezione 31. Chissà... peccato che io non possa chiederglielo, non sarebbe corretto nei suoi confronti. Ma sarebbe dannatamente comodo sapere cosa passa per la testa di Sheppard. Chissà se è stata assegnata alla Constellation proprio per questo motivo. "Sedetevi pure... entrambi." Affermò, indicando le due sedie/poltroncine davanti alla scrivania e insultandosi mentalmente per non averlo detto subito al capitano Harris.

"Sono l'ammiraglio John Ruthven." Mi presento, per quanto entrambi sappiano chi io sia. "Sono stato io a proporre al comando di chiedere l'assistenza al capitano Harris e alla sua nave, la U.S.S. Essex, per questa missione. Come il capitano Suder mi ha riferito, la Constellation ha ancora qualche problema tecnico, di conseguenza è sembrato opportuno - a me e i miei colleghi - avere un'altra nave a disposizione, nel caso la situazione fosse così grave come sembra dalle informazioni di cui siamo in possesso. Voglio essere chiaro, personalmente non sono disposto a credere a quelle informazioni come oro colato, ma non possiamo nemmeno dare per scontato che non rispecchino la verità. Di conseguenza, dobbiamo partire dal presupposto che è possibile che una base lunare sia sotto il controllo dell'Impero Klingon."
#5

Edward Alan Harris
Augmented Human
Edward nota che l'Ammiraglio è molto pensieroso. è comprensibile, per uno nella sua posizione. Ruthven, dopo il fallimento di Sheppard, aveva preso in mano la situazione affidando la missione a Korinna Suder della Constellation e proponendo il coinvolgimento in supporto di Edward e la Essex.
Korinna entra poco dopo di lui. è cambiata da come la ricordava ai tempi dell'Accademia, ma riconoscibile. Piacere di rivederti, Korinna.
Una bella donna con cui avrebbe voluto approfondire la conoscenza se non fosse stato fidanzato con una donna della stezza specie di Korinna, che amava con tutto sè stesso e che in quel momento si trovava sulla Terra, aspettando sue notizie. Era per quella ragazza, Nicole Alyssa Williams, che Edward aveva preso subito in seria considerazione la missione: non poteva permettere che la Terra fosse attaccata, ne andava della vita della sua amata e della popolazione mondiale.
Tra tutti i Capitani della Flotta Stellare, il Comando aveva scelto lui, Edward Alan Harris, che avrebbe avuto una buona occasione per difendere il suo pianeta e la Federazione.
Si siede sulla poltrona indicata dall'Ammiraglio, riceva la conferma che è stato Ruthven stesso a proporre al Comando di convolgerlo. Facile da intuire, per quanti siano membri del Comando di Flotta, è stato lui a contattarmi, ovvio che la proposta era sua e che si sente in qualche modo responsabile di me. Apprende anche che la Constellation ha ancora qualche problema tecnico. Problemi tecnici? Posso proporre ai miei ufficiali di aiutare l'equipaggio della Constellation a riparare i danni così partiremo con entrambe le navi perfettamente funzionanti.
Per quanto riguarda le successive parole dell'Ammiraglio, sulla base lunare e sul suo presunto controllo da parte dell'Impero Klingon, Edward osserva tranquillo ma calmo e serio. Ammiraglio, prima avrò la conferma che non ci sono Klingon sulla Luna, prima potrò dormire sonni tranquilli. L'idea che la Terra possa essere attaccata da un momento all'altro non mi attira troppo, vorrei togliermi questo pensiero dalla testa.
Dopo averci riflettuto parecchio, non si crede disposto a negare palesemente che sul satellite naturale terrestre ci siano gli alieni con la peggior fama della Galassia, la Sezione 31 rimane pur sempre la Sezione 31 e per quanto Edward la odi, non può dare per scontato la sua scarsa utilità.
#6

Korinna Suder
Betazoid
Korinna lanciò un'occhiata sorpresa al capitano, "rivederti"? si chiese, cercando di ricordare dove e soprattutto quando potesse averlo conosciuto, senza riuscire a venire a capo di quel piccolo mistero. Certo, il suo aspetto era familiare, ma dove diamine... "Harris? Edward Harris?" chiese intuendo all'improvviso chi fosse e sgranando gli occhi per la sorpresa. Figlio di una delle famiglie più in vista della Federazione, con suo padre nel governo, primo della classe, uno dei capitani più giovani nella storia della Flotta... probabilmente era uno dei personaggi più noti dell'intera Federazione. Questo rendeva ancora più strano il tutto... si sarebbe certamente ricordata se qualcuno gliel'avesse presentato. O no?

"Sedetevi pure... entrambi." li interruppe l'ammiraglio. Korinna annuì, le paranoie su dove e se avesse incontrato il capitano prima di allora potevano attendere, adesso aveva una missione di grande importanza per l'intero quadrante a cui pensare. Con la punta delle dita fece ruotare la poltrona verso di sé, scivolando a sedere con una grazia insolita per un militare, poi tornò a rivolgere la sua completa attenzione all'ammiraglio, ascoltando per l'ennesima volta il riassunto di quello che stavano per fare. Korinna lo lasciò parlare, seguendo distrattamente con un dito il profilo metallico del tavolo e solo quando l'uomo ebbe finito il suo discorso si intromise, rivolgendosi direttamente al capitano.

"L'ammiraglio sta usando un eufemismo quando parla di 'qualche problema tecnico': siamo stati costretti a fare sosta qui per un guasto al computer principale, nel riparare i sistemi ci siamo resi conto che erano state effettuate delle modifiche rispetto agli schemi di costruzione della nave e abbiamo avuto qualche difficoltà a comprendere il funzionamento esatto di... alcune aggiunte" spiegò, abbassando istintivamente il suo schermo mentale quel tanto necessario a percepire le emozioni dell'ammiraglio. Forse non era particolarmente corretto nei suoi confronti, ma era sicuramente il metodo più rapido per capire fin dove poteva condividere le informazioni in suo possesso con Harris e soprattutto se era il caso di menzionare il sistema di occultamento Klingon. "Pensavamo di essere finalmente riusciti a rimettere tutto insieme quando ci siamo ritrovati a galleggiare in giro per la sala macchine. Mi rifiuto di mettere in pericolo l'equipaggio portando la Constellation in una missione come quella che stiamo per affrontare finché non avrò la certezza che il supporto vitale non faccia i capricci a metà strada... se per l'ammiraglio non ci sono problemi accetterei volentieri l'aiuto del capitano Harris, ma credo anche che dovremmo cominciare a valutare l'ipotesi di non riuscire a rimettere in sesto la nave in tempi ragionevoli" disse, tornando nuovamente a rivolgersi all'ufficiale più alto in grado.

"Quanto alla missione... non vorrei sembrare troppo schietta, ma... abbiamo un piano d'azione?" chiese, mentre con un dito tracciava distrattamente piccoli cerchi immaginari sulla superficie del tavolo di fronte a sé.
#7

John Ruthven
Human
Quando Harris propose di mandare i suoi ingegneri ad aiutare quelli della Constellation, Ruthven si prese il tempo per riflettere. Tecnicamente sarebbe anche una buona idea, ma se si fosse cominciato a reclutare aiuti da altre navi si sarebbe anche potuto chiedere supporto agli ingegneri di Earth Spacedock. Sicuramente sarebbero stati quelli più qualificati, visto che la nave l'avevano costruita loro.
"La ringrazio dell'offerta, capitano Harris, ma temo che il problema non sia la mancanza di ufficiali qualificati. Il problema è che, come ha fatto notare il capitano Suder, sulla Constellation sono state fatte aggiunte... poco ortodosse, se mi permettete l'eufemismo. Da quanto mi è stato riferito, una certa organizzazione di cui io non posso confermare l'esistenza, ha istallato un sistema di occultamento illegale e giocherellato con l'intelligenza artificiale. Probabilmente anche altri sistemi sono stati modificati. Per avere la Constellation perfettamente funzionante in breve tempo, temo che ci dovremmo rivolgere a loro, ma personalmente preferirei evitarlo. Di conseguenza, consiglio di utilizzare la U.S.S. Essex come nave d'appoggio e lasciare la U.S.S. Constellation attraccata alla stazione, almeno fino a quando il suo equipaggio non sarà riuscito a renderla operativa." Detto questo, mi rivolgo direttamente a Korinna Suder. "Naturalmente, se desidera del supporto da parte di ufficiali di Earth Spacedock mi occuperò personalmente di richiederlo, ma c'è anche da considerare che questa è una situazione delicata. Meno persone sanno delle modifiche non proprio legali alla nave, meglio è."

"Per quanto riguarda la missione, il piano base sarebbe quello di infiltrare nella base sospetta delle squadre di ricognizione, facendole passare come squadre tecniche o scientifiche. Appena sceglierete i membri che comporranno le squadre, l'intelligence vi fornirà documenti e ordini falsi, in modo che la missione non venga compromessa da un controllo un po' più accurato. Il compito delle squadre sarà quello di assicurarsi della presenza nemica e di localizzare l'eventuale arma. Tutti i dati conosciuti sulla stazione lunare dovrebbero essere già in vostro possesso, ma nel caso fosse necessario posso farvi una copia adesso."

"Purtroppo, questa è una missione delicata. Se i klingon si trovano veramente in quella base, è impossibile credere che tutti gli scienziati che vi lavorano siano dalla loro parte. E' più probabile che la maggior parte di loro non sappia nulla. Di conseguenza preferirei evitare che questa missione si trasformi in un massacro di innocenti, per quanto dubito che i klingon li userebbero come scudi umani."

"Nonostante questo, se la situazione divenisse così critica da mettere in immediato pericolo la Terra e i suoi miliardi di abitanti, avete il permesso di aprire il fuoco con la Essex e radere al suolo base e arma. Ma questa deve essere utilizzata solo come ultima opzione, nel caso non aveste altra scelta."

Dire questo non faceva per niente piacere all'ammiraglio. La sezione 31 lo definirebbe il male minore e affermerebbe che il fine giustifica i mezzi. Nonostante un'azione simile sarebbe compiuta per il bene della Terra, non sarebbe comunque giusta. Forse... alla fin fine... il Comando accetta l'esistenza della Sezione 31 per evitare di doversi sporcare le mani. Noi facciamo gli angioletti e loro uccidono per noi. Ridicolo ed inquietante.

"Purtroppo non posso permettermi di seguire la missione personalmente, quindi il suo comando - come vi è già stato riferito - sarà nelle sue mani, Korinna Suder. Io tornerò presto sulla Terra, anche perché sospetto che non ci vorrà molto perché Sheppard riesca a contattare il Comando e si lamenti della sua attuale sistemazione. Temo che i campi di forza della zona detentiva non siano di suo gusto." Affermò con aria quasi noncurante, ma con un leggero sorriso che avrebbe potuto far intuire quanto vedere Sheppard dietro le sbarre gli facesse solo piacere. Magari finirò davanti alla corte marziale, ma se servirà a tenere bloccato Sheppard il tempo necessario a completare la missione, ne sarà valsa la pena.
#8

Edward Alan Harris
Augmented Human
Edward non rimane molto stupito quando Korinna ripete il suo nome per riportare alla memoria il momento in cui l'aveva conosciuto. No, non ci hanno mai presentati. Diciamo solo che abbiamo frequentato l'Accademia nello stesso periodo e che eri una delle ragazze più belle. Dicendo questo non prova il minimo imbarazzo, nè per il fatto che lui è fidanzato, nè riguardo al posto in cui si trovano.
Come se niente fosse, riporta la sua attenzione all'Ammiraglio mentre elabora le informazioni fornitegli. Perfetto, useremo la Essex. Gli ufficiali della Constellation che mi indicherà Korinna sostituiranno i miei attuali a cui concederò la dovuta vacanza.
Nonostante alcune parole dette dall'Ammiraglio gli erano state riferite tramite la comunicazione avvenuta quando era ancora sulla Essex, alcune erano novità. Sistema di occultamento illegale? Ridicolo! Un Ammiraglio che si nasconde! E la Sezione 31 che ha giocherellato con un intelligenza artificiale? Patetico! Non mi sta molto a genio, ma il dottor Midway deve essere un genio e mi era sembrato impossibile che non sia stato capace di garantire il perfetto funzionamento di una sua creazione...adesso si spiega tutto...Sheppard ci ha fatto mettere sopra le mani e ha provocato il malfunzionamento...che idiota! Ha ragione l'Ammiraglio ad escludere la Constellation da questa missione...se fossi in lui la distruggerei completamente prima che sia causa di altri spiacevoli imprevisti.
Edward guardò Korinna e tranquillamente le disse Sceglierai tu gli ufficiali da mandare sulla base, il comando della missione è affidato a te. Dovranno essere persone calme, sicure e con il sangue freddo! Hai per caso qualche vulcaniano a bordo? Un sorriso poi torna serio mentre ripensa alle parole di Ruthven riguardo allo "sparare contro la base". Una brutta faccenda, ma non posso permettere che la Terra venga attaccata, quindi, in questo caso, il fine giustifica i mezzi!
Apprezza molto la battuta finale dell'Ammiraglio riguardo a Sheppard, in quel momento chiuso in prigione. Ammiraglio, dovrà farmi il favore di organizzarmi un incontro con lui, dopo la missione. Muoio dalla voglia di conoscere l'idiota che ci ha reso la missione così difficile. Anche la sua ultima battuta è secca, diretta. Dice quello che pensa, come sempre.
#9

Korinna Suder
Betazoid
Alle parole dell'ammiraglio Korinna scosse leggermente la testa, in segno di dissenso: "dato che riparare la Constellation in vista della missione non è più una priorità, i miei ufficiali basteranno. Certo aiuterebbe avere a disposizione gli schemi tecnici aggiornati" puntualizzò, smettendo di giocherellare con il tavolo. Tutta quest'aria di mistero, lo stillicidio di informazioni prima da parte di Sheppard, ora da parte di Ruthven, era frustrante. D'altra parte poteva intuire le ragioni dell'ammiraglio e i potenziali rischi nel divulgare informazioni sensibili, e forse era davvero meglio che non ne sapesse niente, nel caso qualcosa non fosse andato come previsto.

"Sceglierai tu gli ufficiali da mandare sulla base" si intromise Harris, consigliandole di portarsi dietro qualche vulcaniano. Korinna sorrise a sua volta: precisi, affidabili, i Vulcaniani erano il sogno di qualunque comandante: grazie alla loro capacità di mantenere il sangue freddo anche nelle situazioni più disperate sarebbero stati gli ufficiali perfetti se non fosse stato per i loro saltuari attacchi di pedanteria. Fortunatamente portare rancore era illogico o con una filosofia del genere Korinna non avrebba avuto vita facile sulla Constellation. "Più di uno: ben tre degli ufficiali superiori sono vulcaniani... in effetti immagino che avrei dovuto chiedermi che bisogno c'era di avere tre vulcaniani e una betazoide in plancia prima di accettare l'incarico" scherzò certa che, nonostante quello che le era stato riferito a proposito del motivo della sua presenza come primo ufficiale, si trattasse di una semplice coincidenza.

"Io tornerò presto sulla Terra" li informò Ruthven, ma fu quello che venne dopo a sorprendere Korinna, non tanto per il modo di esprimersi senza mezzi termini del capitano, quanto piuttosto per la sincerità delle sue parole e la soddisfazione dell'ammiraglio nel sapere il comandante della Constellation dietro un campo di forza. Certo, Sheppard era eccentrico, non era un genio della diplomazia, ma possibile che due ufficiali della Flotta si lasciassero trascinare dal rancore al punto da essere felici del suo arresto? Il suo intuito le disse che c'era sotto qualcos'altro di ben più complesso... e Korinna gli diede ascolto. Portò la destra alla bocca, tossicchiando leggermente per attirare l'attenzione su di sé: "mi rendo conto dell'importanza della segretezza in questo frangente, ma visto che mi è stato affidato il comando di questa missione credo che dovrei avere tutte le informazioni in nostro possesso per poterla portare a termine senza altri incidenti. Se l'organizzazione di cui non siamo certi dell'esistenza è stata in grado di appropriarsi della Constellation, cosa le fa supporre che far arrestare Sheppard basti a fermarla?" chiese osservando Ruthven con sguardo assente, poi affondò nella poltrona e la fece girare fino a trovarsi a fissare il capitano "cosa sapete che io non so?" chiese in tono pacato, cercando gli occhi di Harris.
#10

John Ruthven
Human
Schemi tecnici aggiornati? Ripeté l'ammiraglio nella sua mente, trattenendo a stento un sorriso. Bisognerebbe chiedere a Sheppard per averli, cosa che non ho intenzione di fare. Poi... dubito che sarebbe così gentile da fornirceli: insisterebbe per mandare i suoi agenti della Sezione 31 a sistemare il tutto.

Sospirò, quando Korinna Suder fece la battutina sui vulcaniani e la betazoide. "In effetti... il suo non è un compito, facile, capitano Suder. Ed è per questo motivo, principalmente, che risponderò sinceramente alla sua domanda. L'organizzazione in questione, la Sezione 31, ufficialmente non esiste. Ponendo il caso che - teoricamente, parlando - esistesse, potrebbe rivelarsi una minaccia... magari non per la Federazione, ma per i suoi princìpi di certo. Sarebbe un'organizzazione che, per proteggere la Federazione ma - soprattutto - i propri interessi, sarebbe in grado di compiere azioni di terrorismo e di sterminio. Credo che la frase 'il fine giustifica i mezzi' possa darle un'idea abbastanza chiara di quello che potrebbero fare i suoi membri."

Ruthven si interruppe per un breve istante, odiando il fatto di essere costretto a spiegare la situazione per teorie. Personalmente, avrebbe preferito dire chiaro e tondo che la Sezione 31 esisteva, ma il suo giuramento glielo impediva. Se il Comando di Flotta aveva deciso di tenere nascosta l'esistenza dell'organizzazione, lui poteva disubbidire ai suoi ordini? Forse sì... ma con gran attenzione. Meglio raggirare gli ostacoli che distruggerli... ma, forse, dopo l'arresto di Sheppard posso permettermi di dire chiaro e tondo quello che penso. Dopotutto... la frittata è fatta.

"Sarebbe un'organizzazione potente - nata con la stessa Federazione, se non con la Terra Unita - i cui membri potrebbero avere dei ruoli politici importanti all'interno della Federazione, o comandare astronavi di alto livello. Sarebbe un'organizzazione che non si fermerebbe certo perché il suo capo è stato arrestato, ma è possibile che rallenterebbe le operazioni per liberarlo. Su come lo libererebbe si possono fare solo teorie, ma è probabile che il primo tentativo sarebbe politico. E, conoscendo i tempi della politica di qualsiasi governo, questo potrebbe dare la possibilità alla Flotta di terminare la missione prima che la Sezione 31 ci rimetta le mani sopra."
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