TFB zone d'ombra
#51

Korinna Suder

Betazoid

Korinna non poté fare a meno di lasciarsi sfuggire un sorriso di fronte alla franchezza di G'Vera: apprezzava il modo di fare diretto e senza inutili fronzoli dei Klingon molto più delle mezze verità e delle frasi bisbigliate alle spalle che per qualche curiosa ragione gli umani chiamavano "buona educazione". Era piacevole, dopo tanti anni passati ad avere a che fare con i diplomatici federali, trovarsi a lavorare con qualcuno più in sintonia con la sua filosofia di vita. Nonostante gli sforzi di Seeth e della vostra sezione diplomatica, siete ancora considerati nemici dalla Federazione. Non sarà facile ottenere dati medici, nemmeno se io intercedessi direttamente con il governo di Betazed ricordò Korinna, da tempo disillusa riguardo alla burocrazia federale.

Nivalli si prese qualche istante per valutare entrambe le questioni e considerare quanto rivelare alle due Finché non avrò concluso l’indagine, i sopravvissuti della Ko’Tal rimarranno dove sono e saranno trattati come civili precisò. Poi fece una pausa, breve ma eloquente: Tuttavia... G'Vera, tienili d'occhio: se tenteranno di lasciare l’infermeria senza autorizzazione, potrai usare qualunque mezzo per trattenerli decise, per poi scrutare Korinna con fare pensieroso, mentre tamburellava su una console laterale.

Quanto all'altra questione… non abbiamo un accesso diretto ai database federali ammise a denti stretti ... ma posso recuperarti protocolli medici generici sulle specie della Federazione, Betazoidi compresi. Non saranno né completi, né aggiornati: quel genere di dati non è la nostra priorità… ma qualcosa abbiamo continuò, tornando poi ad osservare distrattamente Korinna una risorsa compromessa è una risorsa inutile. Se i romulani hanno messo mano a una nave klingon, torneranno a farsi vedere… e quando accadrà, avrò bisogno che tu sia lucida e operativa le ricordò severa, evitando di menzionare i poteri della Betazoide di fronte a G'Vera. Nivalli per prima non amava quel genere di stregonerie, ma ne riconosceva l'utilità e, tra le varie richieste moralmente discutibili del suo lavoro, non le considerava certo la peggiore. E adesso tornate al lavoro le congedò sbrigativamente, aspettando che le due uscissero prima di dare ordine ad uno dei suoi uomini di trasferire all'infermeria i dati medici che avevano a disposizione, criptandoli in modo che solo G'Vera potesse accedervi.
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#52

G'Vera Roc

Klingon

C'erano voluti ben due giorni prima che i suoi colleghi si decidessero di darle il via libera. G'Vera aveva ripreso con orgoglio tutte le sue mansioni, pronta ad affrontare qualsiasi difficoltà. Almeno fino a quando era stata chiamata in palestra e si era ritrovata di fronte all'idiota di turno.

Non ho bisogno di cure mediche, disse il klingon di fronte a lei, mentre si fasciava alla buona la ferita al braccio.
È una pessima idea sottovalutare una ferita da bat'leth, gli fece notare lei.
È solo un taglietto. Guarirà da solo.
Un taglietto? La ferita arriva fino all'osso!

Perché aveva insistito così tanto a farsi riabilitare al servizio completo? Se avesse ascoltato le raccomandazioni dei suoi colleghi, non si sarebbe trovata lì a sforzarsi a non ammazzare di botte un paziente poco collaborativo, ma nel suo ufficio a studiare la documentazione fornitale dall'Intelligence. va, imprecò. Non mi faccia perdere tempo e mi dia quel braccio, guerriero. Prima rigenero la sua ferita, prima lei potrà...

Non ebbe la possibilità di completare la frase. Ci fu un boato e G'Vera si ritrovò scaraventata sul pavimento. Mezza stordita, si alzò a sedere. Alla flebile luce delle luci d'emergenza, notò che la palestra si era riempita di macerie. G'Vera si alzò in piedi, ringraziando silenziosamente Kahless per non essere stata colpita. Il suo reclutante paziente era stato meno fortunato. Bloccato sotto un pezzo di paratia, stava imprecando pesantemente in klingon.

Tiratemi fuori da qui, lo sentì esclamare. Siamo sotto attacco, devo...
Lei non farà assolutamente nulla finché non lo dirò io, ribatté G'Vera, controllando le sue condizioni col tricorder. La scansione rilevò più di un osso rotto, ma nulla che impedisse loro di rimuovere la paratia. Ehi, voi! Gridò per farsi sentire sopra l'allarme rosso. Datemi una mano a liberarlo!
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#53

Korinna Suder

Betazoid

Quel giorno Korinna era di turno in plancia alla console scientifica: sapeva che, dal punto di vista Klingon, non era la stazione più onorevole, ma a lei non dispiaceva e, in fondo, le sembrava di essere ritornata alle origini, con i primi incarichi dopo l'Accademia. Poco distante i display tattici erano silenziosi e mostravano solo il lento scorrere delle stelle, mentre l’equipaggio chiacchierava distrattamente.

Il capitano Khemara stava fissando lo schermo principale con fare insolitamente nervoso Non mi piace questo silenzio: sono giorni che non succede nulla ringhiò, infastidito dal fatto di non aver ricevuto ulteriori ordini dopo gli scontri con i Romulani di alcune settimane prima. All'improvviso si voltò verso Korinna Tu. Betazoide. Dovresti percepire qualcosa. Lei scosse pazientemente la testa Capitano, non sono un radar. Ci sono centinaia di persone solo a bordo di questa nave… se sapessi dove concentrarmi, forse, riuscirei a sentire qualcosa, ma... disse, venendo bruscamente interrotta dall'uomo.  Allora sei inutile quanto i nostri sensori brontolò lui, strappandole un mezzo sorriso che la betazoide si affrettò a nascondere all'idea di essere paragonata alla strumentazione di bordo.

La frase non fece in tempo a dissolversi nell’aria che un allarme iniziò a risuonare in plancia: i display lampeggiarono, sostituiti da segnali di interferenza. Prima che qualcuno potesse reagire, una scarica di energia colpì lo scafo. L’esplosione fu secca e violenta. Un pannello laterale saltò via, sprigionando scintille e una nuvola di fumo denso. L’onda d’urto fece vacillare la nave e Korinna venne sbalzata in avanti, riuscendo miracolosamente a reggersi a una console mentre il pavimento vibrava sotto ai suoi piedi. Un ufficiale klingon fu scagliato contro una paratia, rimanendo a terra con un ringhio soffocato.

Attacco! ruggì Khemara, afferrando i braccioli della sua postazione Scudi! ordinò deciso I romulani sono usciti dall’occultamento! urlò qualcuno dalle stazioni tattiche, Vettori di fuoco in avvicinamento! fece eco un altro. Korinna sollevò lo sguardo verso lo schermo principale, dove i falchi da guerra Romulani si materializzavano uno dopo l'altro. Non c’era stato alcun preavviso, nessuna eco mentale, nulla. Khemara la fissò per un istante, gli occhi carichi di rabbia e sorpresa. Dicevi di non sentire nulla... le grugnì contro, costringendola a riflettere sull'accaduto. Avrebbe potuto sfuggirle un romulano su una nave klingon… ma quelli erano tre falchi da guerra probabilmente pieni di guerrieri.

La betazoide non fece in tempo a capacitarsi di come potesse non aver percepito la loro presenza che un’altra detonazione fece tremare la plancia e spegnere metà delle luci. E poi ancora, un nuovo colpo fece tremare la nave mentre gli artiglieri rispondevano con decisione ai colpi. Erano in netto svantaggio

ok, per poter continuare la role dobbiamo sopravvivere... abbiamo rinforzi a portata, vero?
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#54

G'Vera Roc

Klingon

Posso benissimo...
Puoi un corno! Ribatté G'Vera per l'ennesima volta negli ultimi minuti. Con l'aiuto dei presenti, era riuscita a liberare il klingon da sotto le macerie. Ovviamente, una volta libero, il guerriero si era messo in testa di "dover unirsi alla battaglia", nonostante le ferite e le costole rotte. Prova ad alzarti e giuro, ti sedo! lo minacciò, mostrandogli un ipospray. Non era pieno di sedativo, ma lui non poteva saperlo. Hai una costola che sta per perforarti un polmone.
Ho tre polmoni, non ha importanza se uno collassa!
Se collassa, poi tocca a me operarti! ringhiò G'Vera.

La sua era una battaglia senza speranza, lo sapeva bene. L'uomo era deciso a non ascoltarla. Quando si alzò, minacciandola di sfidarla a duello se non l'avesse lasciato andare, G'Vera maledì lui e la sua testardaggine. Ci sono altri feriti? Domandò, decidendo di concentrarsi su chi aveva veramente bisogno. La risposta fu negativa. Di feriti ce n'erano, ma fortunatamente i klingon erano più resistenti di altre specie. Le cure potevano attendere.

Al suo ritorno in infermeria, la battaglia era ancora in corso. Situazione? domandò, aspettandosi di ricevere un rapporto sul numero di feriti.
Dottoressa, abbiamo un problema! fu invece la risposta. Manda e Issarra sono spariti!

G'Vera imprecò. Pesantemente.
Se qualunque altro paziente avesse lasciato l'infermeria durante un'emergenza, avrebbe dato per scontato che fosse accorso ad aiutare. Ma quei due facevano parte dell'equipaggio della Ko'Tal. Erano sospettati di collusione coi romulani. Chi esattamente erano corsi ad aiutare? L'equipaggio della nave o i suoi attaccanti?
Infermeria a plancia, disse, attivando il comunicatore. Due dei nostri ospiti - Manda, figlia di Anog, e l'ingegnere Issarra - hanno lasciato l'infermeria senza autorizzazione. Non conosciamo la loro attuale posizione.

Tanto per complicare la situazione...  O:)

Citazione:abbiamo rinforzi a portata, vero?
Lo spero?  O_O 
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#55

Korinna Suder

Betazoid

La Kal'Ruq tremò violentemente mentre un’altra scarica romulana penetrava gli scudi già indeboliti in più punti dello scafo. Le luci sulla plancia avevano lasciato posto al rosso intermittente dell’illuminazione d’emergenza, il fumo si andava addensando, l’aria aveva ormai l'odore acre del metallo bruciato.

Scudi al quindici per cento! ringhiò l’ufficiale tattico I sistemi d’arma rispondono a intermittenza! gli fece eco un collega. Khemara balzò nuovamente in piedi, incurante della nave che tremava sotto di lui. Rotta d’attacco! Heghlu'meH QaQ jajvam! esclamò, mentre l'ennesima esplosione squarciava una console sul lato opposto della plancia. Frammenti incandescenti attraversarono l’aria; Korinna si abbassò d’istinto, sentendo un’ondata di dolore attraversarla mentre la nave urlava attorno a lei. Le menti dell’equipaggio erano un coro martellante di furia e determinazione, ma sotto c’era qualcosa di nuovo: la consapevolezza che il tempo stava finendo.

Motori di curvatura fuori uso! riportò un klingon timone danneggiato! gli fece eco un secondo ufficiale. Sul display principale, le navi romulane si avvicinavano, precise e silenziose, preparando il colpo finale. Khemara strinse i pugni. Così combattono i codardi sputò speroniamoli! decise. Capitano, aspetti! lo interruppe Korinna, balzando in piedi ed attirando l'attenzione dei presenti. Percepisco qualcosa...
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#56

G'Vera Roc

Klingon

La nave tremò ancora. Rapporti sui feriti continuavano ad arrivare da ogni parte della nave. G'Vera poteva appartenere ad una cultura guerriera ma, a quel punto, cominciava anche lei a preoccuparsi. Non sapeva esattamente chi la Kal'Ruq stesse affrontando, per quanto teorizzasse i romulani, ma cominciava ad essere relativamente certa che non si trattasse di un'unica nave. Dopo aver contattato la plancia, G'Vera fece lo stesso con la sicurezza. Il risultato non fu troppo differente. Tutti erano presi dall'attacco in corso, e la sicurezza si stava preparando per un possibile abbordaggio. Avrebbero tenuto d'occhio le aree chiave e fermato i due pazienti se vi si fossero presentati, ma più di quello non potevano fare. Normalmente sarebbe stato possibile trovare i due 'fuggitivi' tramite i sensori interni, ma al momento i sistemi malfunzionanti erano più di quelli funzionanti.

G'Vera era preoccupata. Se anche solo uno dei due era un collaboratore romulano, era un rischio per la sicurezza. Se entrambi erano innocenti, aveva una paziente in condizioni gravi che vagava per la nave con l'assurda idea di dare una mano. Perché Manda era tutt'altro che guarita. Eppure non c'era molto che lei potesse fare. G'Vera non conosceva McCoy ma, se avesse sentito la sua classica battuta, in quel momento avrebbe concordato in pieno con lui: era una dottoressa, non un ufficiale della sicurezza!

Segnalazione di feriti in plancia! A quell'avviso, G'Vera imprecò. L'infermeria era sovraccarica. Nonostante l'abitudine klingon di schivare le cure mediche come se fossero blasfemia, i pazienti gravi continuavano ad arrivare. Me ne occupo io, disse, afferrando la valigetta medica. Manda e Issarra erano un problema, ma ora la sua priorità era l'equipaggio in plancia.

Mi sono preoccupata allo "speroniamoli!", sai!?  ^U^
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#57

Korinna Suder

Betazoid

Khemara esitò una frazione di secondo: la betazoide aveva dimostrato di non essere affidabile. Forse era persino in combutta con il nemico e non aveva la minima intenzione di darle ascolto... tuttavia quella frazione di secondo fu sufficiente perché lo spazio di fronte a loro cominciasse a distorcersi e tre sparvieri klingon uscissero all'improvviso dall'occultamento con gli scudi al massimo e le armi puntate sui romulani.

Capitano! Rilevo tre navi klingon! ruggì l'ufficiale tattico con una nota di sollievo nella voce. Subito lo spazio fu attraversato da una fitta rete di colpi di disgregatore ed una delle navi romulane accusò immediatamente il colpo, spezzandosi a metà con una violenta esplosione. Le altre tentarono di rientrare in occultamento, ma una raffica di siluri fotonici le intercettò, costringendole a disperdersi.

La pressione sulla nave di Khemara cessò quasi all’improvviso. Gli allarmi tacquero uno dopo l’altro, lasciando solo il crepitio dei sistemi danneggiati. Korinna si rialzò lentamente, ancora stordita. Nella sua mente, l’eco dell’equipaggio cambiò tono: dalla furia disperata a un’esultanza feroce. Erano vivi. I nemici avevano avuto ciò che meritavano e loro avevano combattuto con onore. Solo l'espressione di Korinna era seria. Passato l'istante di sollievo per aver evitato la collisione, era tornata a riflettere sull'accaduto e, ora, qualcosa non le tornava...


era solo per dare un effetto drammatico, ho tutto sotto controllo, of course... U_u
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#58

G'Vera Roc

Klingon

G'Vera giunse in plancia appena in tempo per sentire l'annuncio dell'ufficiale tattico. Inquadrata dallo schermo visore, vide una delle navi romulane venir spezzata ed esplodere. A quella visione provò un misto di sollievo ed orgoglio, e le sue labbra si piegarono in un sorriso. Ce l'avevano fatta. Non senza danni e feriti, tra cui alcuni gravi, ma ciò che contava veramente era che, per il loro attacco, i romulani avevano pagato un duro prezzo.

G'Vera si riscosse. Non era il momento di festeggiare. Non per lei, almeno. Aveva del lavoro da fare. Si guardò attorno, notando un collega rimasto ferito dall'esplosione della sua console. Non era l'unico ferito in plancia, ma era quello che sembrava messo peggio. Una scansione col tricorder medico e la sua preoccupazione scemò di diversi gradi. L'ustione era trattabile col rigeneratore dermico che aveva nella valigetta. Alcuni frammenti metallici gli si erano conficcati nella carne, ma erano per di più superficiali. Nessun organo non ridondante era stato intaccato. Lavorò su di lui per qualche minuto, senza prestare troppa attenzione alla comunicazione tra Khemara e i capitani delle astronavi venute in loro soccorso. Una volta che si fu assicurata di averlo stabilizzato, cominciò a girare per la plancia per controllare il resto dei presenti.

Come sta? domandò a Korinna, quando le fu di fronte. Qualche dolore o sensazione di stordimento? aggiunse, reprimendo la tentazione di chiederle di usare la stregoneria betazoide per scoprire dove si erano andati a cacciare i suoi due pazienti. La sicurezza li avrebbe trovati, ne era certa. Durante la missione sulla Ko'Tal aveva imparato a fidarsi dei poteri di Korinna, ma quello non significava che avesse intenzione di affidarsi a loro per qualsiasi cosa.
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