LD Comitato di accoglienza vagamente ufficiale
#1

@T'Halassa senza fretta e senza impegno, non ti stressare.

Beckett Mariner

Umana

Boimler era seduto ad un tavolino della sala mensa, intento a ricontrollare la lista dei turni per accertarsi di non aver commesso alcun errore. Mariner sbuffò, dondolandosi sulla sedia con fare palesemente annoiato finché, con la coda dell'occhio, non lesse casualmente qualcosa sul PADD della dottoressa T'Ana seduta qualche tavolo più in là. Subito un sorriso a trentadue denti si formò sulle sue labbra.

Ehi! Lo senti anche tu, Boims? chiese all'improvviso. Boimler non alzò nemmeno lo sguardo dal proprio PADD Sentire cosa?! Perché se è un’altra "sensazione da veterana", il regolamento... iniziò a protestare, ma Mariner lo zittì con un cenno ... odore di ufficiali nuovi di zecca! Freschi di Accademia. Ancora pieni di speranze... sta arrivando un gruppo di trasferimenti, andiamo a vedere? chiese, balzando in piedi.

Trasferimenti? Qui?! Ma… ma non c’è nessuna comunicazione ufficiale sul.... Mariner scosse la testa, strappandogli il PADD di mano: Fidati delle mie sensazioni. E poi come dice l'articolo 375,  sottosezione 4: "quando arrivano nuovi ufficiali, qualcuno deve accoglierli". E qualcuno sono io. decise, facendo strada verso l'hangar dove, di lì a poco, sarebbe arrivata la navetta con le nuove reclute.

Non esiste un articolo 375... disse Boimler, non prima di aver ricontrollato ... e non puoi auto-nominarti "qualcuno". Esiste una catena di comando! protestò, lasciandosi però trascinare senza troppe storie verso l'hangar. Mariner si strinse nelle spalle Lo so che esiste. Ed è lunghissima. E molto lenta. Nel frattempo, io divento la guida ufficiale della Cerritos. disse, indicandosi con un gesto plateale proprio mentre la navetta attraversava il campo di forza che chiudeva l'hangar, per atterrare a breve distanza da loro.

Fu un po' delusa quando l'unica persona a scendere dalla navetta fu una ragazza dalla fisionomia insolita, che indossava una delle uniformi blu della sezione medica. Subito decise di fare buon viso a cattivo gioco e si fece avanti Ehi! Benvenuta sulla Cerritos! esclamò, tendendo la mano alla sconosciuta. Beckett Mariner, guida ufficiale ai traumi della nave si presentò con un sorriso sornione.
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#2

T'Halassa Sabin

Vulcaniana/Betazoide


Dopo aver studiato su Vulcano e su Rigel, aveva esercitato su entrambi i pianeti e poi su una base stellare, per fare esperienza.
Qui, era rimasta incuriosita dal variegato ambiente federale, già in parte conosciuto a casa, su Pacifica.
Le possibilità di esplorazione offerte dalla Flotta erano innumerevoli. Già solo farne parte era una forma di studio xenosociologico.

Aveva quindi deciso di trascorrere un periodo di tirocinio abilitante a servire su navi federali.
Nella richiesta, era possibile esprimere preferenze circa la sede a cui essere destinata. Lei aveva una sola richiesta: mare.

Fu fortunata. Venne assegnata all' Hospital Universitario Puerta del Mar, Cádiz, Terra. Direttamente sul loro océano atlantico.
Imparò moltissimo.
Medicina, psicologia umana, biologia marina, gastronomía, surf, lingua spagnola, colorite metafore comprese.

Quella splendida esperienza la portò ad essere imbarcata sulla Cerritos.
Il suo primo incarico presso la Flotta. Sarebbe stato istruttivo.

Scese dalla navetta esibendo un sorriso misurato ma cordiale.
Vi erano dei ragazzi ad attenderla. Menti piuttosto singolari.
Interessante.

La giovane umana bruna le si rivolse con sicurezza, spigliata ed irriverente.
Pareva capace di mentire senza la minima esitazione, ma del tutto priva di malizia.
Era simpatica. Forse vagamente anarchica, il che era un grosso pregio.

Era divertita dalle sue parole, e curiosa. Il suo sorriso si allargò un poco mentre faceva il saluto vulcaniano.
Il probabile contrasto generato le fece venire da ridacchiare, ma rimase controllata.

Salve. Dottoressa T'Halassa Sabin. Chiedo il permesso di salire a bordo. Grazie del benvenuto.


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#3

Beckett Mariner

Umana

Mariner si immobilizzò per mezzo secondo, colta vagamente alla sprovvista dalla compostezza della ragazza. Quel saluto vulcaniano contrastava con il suo sorriso controllato ma sincero, il modo in cui T’Halassa stava dritta senza essere rigida: probabilmente aveva fatto quel saluto sapendo che avrebbe stonato. Ha un senso dell'umorismo dedusse: Mi piace.

Permesso accordato! convenne allegramente, facendo contemporaneamente un mezzo inchino con un gesto plateale. Anzi, permesso super-accordato. Con entusiasmo e coriandoli immaginari. scherzò mentre faceva un passo di lato per farle strada verso l’interno della nave.

Allora... benvenuta sulla USS Cerritos, dottoressa Sabin... posso chiamarti Thala? No, aspetta. Fammi indovinare! Posso chiamarti Thala solo se non sto per fare qualcosa di stupido valutò ... quindi quasi mai. disse, camminando all'indietro per il corridoio e gesticolando attorno Sì, beh... breve orientamento iniziale: questa è una nave di supporto, il che significa che nessuno ammetterà mai quanto lavoro facciamo davvero. Se senti un allarme, corri solo se anche gli altri corrono. Se nessuno corre, fai finta di niente.

Spiegò per poi fare un cenno vago verso la paratia superiore: La Cerritos ha una personalità. Non è cattiva, eh, ma le piace metterti alla prova. Tipo: "oh, sei un nuovo medico? Fantastico, ecco una specie aliena che sanguina blu, viola, che non hai mai visto prima e… sta per morire sul tuo bioletto".

... ma ci sono anche lati positivi promise, perfettamente consapevole che quello non fosse il modo più professionale per accogliere i nuovi membri dell'equipaggio. La verità era che si sentiva più a suo agio nel non alzare troppo le aspettative nei propri confronti, così, quando le cose sarebbero inevitabilmente andate a rotoli, avrebbero liquidato la questione con un "beh, c'era da aspettarselo".
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#4

T'Halassa Sabin

Vulcaniana/Betazoide


La ragazza non era né timida né di poche parole, ed amava l'umorismo demenziale.
Ottimo.

Le stava dando del tu, il che faceva ragionevolmente supporre che si aspettasse lo stesso da lei, per quanto teoricamente inappropriato.
Alla menzione dei coriandoli, lasciò che il suo sorriso si allargasse e ricambiò l'inchino scherzoso.

Il ragazzo rimaneva silenzioso, ma la sua giovane amica era spumeggiante.
Forse per nascondere, anzi sfogare, un poco di insicurezza; cosa perfettamente condivisibile.
Attese un momento prima di rispondere.

Io dovrei correre in ogni caso. Ma è sarcasmo, non devo puntualizzare.
Personalità della nave, difficoltà del primo incarico. Illogico, ma succede, in effetti.
Lati positivi. Un buon argomento, lei è simpatica, ad esempio.


La accoglienza amichevole è uno di essi, indubbiamente. Grazie.
Allora, almeno voi due cercate di non aver bisogno di cure, quantomeno finché non mi sarò ambientata, per favore! Magari anche dopo, possibilmente.
È il mio primo incarico federale.
Sono di Pacifica, ho studiato su Vulcano.
Lieta di conoscervi.



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#5

Beckett Mariner

Umana

Mariner rispose con un sorriso sardonico Nessuna promessa! disse prontamente Ma possiamo provarci. Tipo… per le prossime due o tre ore scherzò. Boimler fece un mezzo passo avanti, irrigidendosi come se fosse stato appena chiamato in causa in un’aula dell’Accademia. Io... beh, ecco... in realtà cerco attivamente di non farmi male precisò, incespicando sulle sue stesse parole Scientificamente. Con grande impegno....

Mariner lo guardò di traverso: Non lo stare a sentire: Boimler una volta è riuscito a stirarsi un muscolo compilando un rapporto. ricordò. Boimler arrossì, evidentemente infastidito Era un modulo molto lungo... ci tenne a precisare. Mariner annuì compiaciuta di aver colpito nel segno: Letale convenne fingendo comprensione mentre si sforzava di trattenere una risata.

Ok, Pacifica e Vulcano. Bella combo. Spiega la calma… e il fatto che non sei ancora scappata urlando nel vedere noi due valutò, riprendendo il proprio ruolo di guida improvvisata mentre faceva strada lungo i corridoi. Ti hanno già assegnato un alloggio? si informò, pronta a sopperire all'eventuale mancanza.
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#6

T'Halassa Sabin

Vulcaniana/Betazoide


Bravi. Io cercherò di fare lo stesso. Scientificamente, si, è il modo migliore.

Sorrise al ragazzo, in modo ancora più gentile dopo la battuta della sua amica. Stavano ridendo con lui e non di lui, voleva che ciò fosse cristallino.
Il suo sguardo sapeva essere anche più eloquente di quanto lei avrebbe voluto, a volte, ma in quel momento non ve ne era neppure bisogno, per fortuna.
Quei due si volevano bene. Non che fosse affar suo. Evitò con cura di sondare a fondo.

Devo dirlo? Non lo hanno domandato, non esplicitamente. Ma era forse implicito. In ogni caso è opportuno.

Si, amo le combinazioni strane. Sono per metà vulcan e per metà betazoide. Il tirocinio federale l'ho hecho en Cádiz! Altamente consigliato.
Uh, no, so solo che sono assegnata a questa nave, null'altro. Suppongo di dover fare rapporto in infermeria.


Non aveva neppure bagaglio, era abituata a viaggiare leggera e replicare ciò che le serviva. I suoi dati, file personali e backup privato erano, supponeva, già stati riversati nel computer dela nave.


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#7

Beckett Mariner

Umana

Mariner rallentò di colpo mentre la sua mente rielaborava quelle informazioni. Non si fermò del tutto, ma abbastanza da tradire che qualcosa, in quello che aveva appena sentito, aveva catturato la sua attenzione: per metà vulcaniana. Per metà betazoide. Il suo cervello decise di archiviare la notizia in una cartella etichettata "Interessante, non fare domande adesso".

Oook... disse invece con un fischio sommesso questa spiega un sacco di cose disse, riferendosi al modo pacato ma non del tutto vulcaniano con cui si rivolgeva loro. Per non parlare di quella fisionomia difficile da classificare. Ad ogni modo per Mariner quella era una quantità di bizzarrie sufficienti a catturare la sua attenzione e di conseguenza rientrare nelle sue simpatie.

A quelle stesse parole Boimler invece sbiancò leggermente Aspetta... betazoide? deglutì. Come in "telepatia betazoide?" Cioè... completa o... o parziale? si informò, trotterellando al seguito delle due. Mariner gli lanciò uno sguardo di sufficienza: Boims, respira. La cosa più grave che potrebbe leggere nella tua mente è che hai dimenticato di firmare un rapporto o qualcosa del genere. Non voglio nemmeno sapere... cercò di tranquillizzarlo senza perdere l'occasione per prenderlo contemporaneamente in giro.

Poi tornò a rivolgersi a Thala con un sorriso più controllato di prima, ma non meno genuino Comunque l'infermeria è da questa parte. E tranquilla: fare rapporto è facile. T’Ana ringhierà, ti fisserà intensamente e poi ti assegnerà tre turni impossibili. Di fila. E' il suo modo di dire "benvenuta" spiegò. Boimler annuì fin troppo convinto: Vero. Quando mi ha chiamato "patetico bipede" era un buon giorno raccontò, entusiasta del fatto di avere ricevuto un insulto personalizzato dalla dottoressa.

Tu vai tranquilla, fai il tuo rapporto... nel frattempo noi ti troviamo una sistemazione aggiunse Mariner, stringendo Boimler per trascinarlo via da lì. Un po' per trovare effettivamente una branda per Thala, un po' perché dopo l'ultima missione era stata sottoposta a un protocollo medico che non stava seguendo e non aveva nessuna intenzione di ricordare la cosa alla dottoressa.
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#8

T'Halassa Sabin

Vulcaniana/Betazoide


Aveva fatto bene a dirlo subito, anche se il ragazzo era un po' nel panico e la sua amica aveva discretamente drizzato le antenne.
Anzi, a maggior ragione.

Completa o parziale? Oh, dolce figlio della fascia temperata...

Fece un sorriso sornione.

Beh, diciamo discreta. A seconda delle condizioni.

Ma poi la sua espressione divenne assolutamente seria.

Come già ovviamente sapete, mai userei le mie capacità senza consenso. Non sarebbe etico, salvo forse casi di emergenza. Ed anche allora chiederei il permesso, ove possibile.

La Dottoressa sembrava un tipo simpatico, a giudicare dalla colorita descrizione di Mariner. Fece un bel respiro.
Salutò i due ragazzi con gratitudine sincera e tono che tradiva una certa timidezza.

Molto bene, grazie mille. Siete molto gentili, vi ringrazio. Ci vediamo dopo.

O meglio, se vi va. Quando possibile per tutti. Ma questo sarebbe ridondante. Pensare a fare rapporto.

Altro bel respiro, espressione professionale. Varcò la soglia dell'infermeria. Si fermò poco oltre, quanto bastava per lasciar chiudere la porta senza però intralciare chi stava lavorando. Non attese di essere interpellata, si presentò con tono fermo ma, sperava, cordiale.

Salve. Dottoressa T'Halassa Sabin, appena salita a bordo. A rapporto.

Intanto si guardò intorno.
È normale che sia nervosa. È altresì normale che lo sembri, dunque. Sarebbe forse strano il contrario. Ci sono passati anche tutti loro, più di una volta. Non è la prima nemmeno per me, in effetti. Respirare.


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#9

Beckett Mariner

Umana

Le porte dell’infermeria si richiusero con un sibilo alle spalle di T’Halassa. Nel corridoio, Mariner non rallentò finché non furono ad almeno una curva di distanza, solo allora lasciò la presa sulla manica di Boimler. Ok. Missione uno: trovare una branda per la nuova dottoressa disse a bassa voce con fare cospiratorio

Boimler si sistemò la manica, ancora un po’ scosso dagli ultimi avvenimenti: Aspetta... missione uno? Credevo fosse l’unica missione! disse, contando sulle dita con aria perplessa. Mariner rispose con una smorfia: Missione due: evitare qualsiasi persona in uniforme medica che mi possa riconoscere... gli ricordò a denti stretti, con l'espressione di chi sta spiegando qualcosa di molto semplice da comprendere a qualcuno che non vuole capire di proposito.

Boimler si fermò di colpo Perché dovresti evitare...? iniziò. Poi, all'improvviso, parve realizzare: Oh, no! Il protocollo medico post-missione!. Mariner riprese a camminare come se niente fosse Comunque non lo sto evitando. Solo… rimandando. Tipo per sempre...

Boimler la seguì, ora evidentemente a disagio Mariner, hai avuto una grave esposizione a radiazioni! le ricordò preoccupato. Era ancora radioattiva? Stava rischiando la vita a stare lì accanto a lei?! Impossibile dirlo senza un accurato monitoraggio. E sto benissimo! Boims, ascolta. Se entro lì, T’Ana mi attacca a un bioletto, mi fa trenta diversi esami e mi proibisce qualsiasi missione vagamente interessante per i prossimi 4 mesi! gli ricordò.

E è appena arrivata una nuova dottoressa a bordo. Non posso farmi riconoscere subito! insistette. Boimler la fissò, perplesso: Il tuo piano per non farti notare è… evitare l’infermeria quando dovresti andarci? Mariner fece un gesto con la mano esatto. Se non mi vedono non possono sapere che non sto facendo quello che mi hanno detto di fare. spiegò mentre continuavano verso i ponti inferiori.

Ti piace, vero? chiese Boimler all'improvviso. Mariner aggrottò le sopracciglia: Cosa?, La nuova dottoressa. puntualizzò lui. Mariner sbuffò, alzando gli occhi al cielo Boimler, la conosco da… tre minuti?! disse con sufficienza. Hai fatto la guida ufficiale ribattè lui. Faccio sempre la guida ufficiale gli ricordò lei, riprendendo a trascinarlo per i corridoi.


uhm... quando e dove vogliamo reincontrarci?
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#10

T'Halassa Sabin

Vulcaniana/Betazoide


La Doc era caitian.
Il suo riferimento, l'ufficiale medico capo, era sostanzialmente una gatta!

Ringraziò il suo ferreo controllo Vulcaniano, perché altrimenti si sarebbe messa, del tutto inappropriatamente, a farle i grattini.
La Dottoressa T'Ana, dal canto suo, la acchiappò per sottoporla seduta stante a un controllo medico completo, dicendo qualcosa sul fatto che, pur essendo anche Thala un medico, era pur sempre un nuovo membro dell'equipaggio e non poteva certo sperare di fare eccezione.

Strano, pare si aspetti una qualche resistenza... Perché mai non dovrei accettare di farmi visitare? È per il mio bene. Non ho mica nulla da nascondere.


Non le sarebbe dispiaciuto in ogni caso, ma data la specie della Collega più esperta, dovette fare attenzione a non sorridere troppo ed a concentrarsi sugli strumenti medici in dotazione, per familiarizzare con le procedure.
Il tirocinio svolto a Cadice le fu di immenso aiuto, ovviamente.

Ma doveva ascoltare il suo gatt... Il suo capo.
La quale non smetteva di lamentarsi del fatto che il personale, per ragioni evidentemente imperscrutabili a entrambe, saltava, evitava, rifuggiva i controlli di routine.

Finita la visita, T'Ana le mollò in mano il tricorder, la piazzò davanti al terminale e le disse di inserire i suoi stessi dati medici, aggiornare la sua scheda e, già che c'era, controllare chi tra i suoi colleghi era particolarmente refrattario.

Annuì con fare professionale e si mise al lavoro. I suoi dati erano prevedibilmente uguali all'ultima visita, ma era logico aggiornarli ad ogni nuova assegnazione.
Tra le persone da visitare subito spiccava la scheda della sua nuova amica. Con un simpatico simbolo di rischio radioattività che lampeggiava freneticamente.

Muy bien.
Inserì il tricorder nell'apposito alloggiamento in vita, non prima di averlo settato su analisi costante e silenziosa anche da chiuso.
Salvò i dati e informò che si stava recando a terminare le sue procedure di imbarco.
Avevano detto che si sarebbero rivisti. Ma dove? La mensa poteva essere un buon punto di partenza, al limite avrebbe preso un succo di mirtilli.


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