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TFB Nothing that is is unimportant
#11

T’Mihn K'vek

Vulcan

"Capisco." Disse, alla precisazione di Marco. Sicuramente l'umano aveva ragione: poter partecipare ad un addestramento su di un'astronave sarebbe stato utile. "Di che anno sei?" Domandò, decidendo di passare a un metodo di conversazione meno formale, mentre si incamminava con lui verso il campo di volo. "Essendo io del primo anno dubito che avrò possibilità di partecipare ad una missione su di una vera astronave, a meno che non avvenga qualche evento particolare." Aggiunse. Non aveva mai pensato alla possibilità di prendere parte ad una missione simile. Era perché non le interessava? No, non era così, altrimenti non si sarebbe iscritta all'Accademia della Flotta Stellare. Probabilmente era perché non le sembrava logico poter partecipare ad una missione così importante già al suo primo anno di accademia. Non aveva l'esperienza adatta per poter agire correttamente in un'esercitazione dal vivo. "C'è sempre la possibilità di partecipare ad una missione olografica, ma sono consapevole che non sarebbe la stessa cosa. Mancherebbe... la componente emotiva, direi." Già, le emozioni. Erano le emozioni e la consapevolezza che rendevano diversa un'esperienza nel ponte ologrammi da una nello spazio. E, per quanto T’Mihn cercasse di tenere a bada le sue emozioni, non sempre aveva successo in quella difficile impresa. D'altronde, nemmeno una vulcaniana era immune alle emozioni, anzi forse la specie vulcaniana era tra quelle più emotiva esistenti nell'universo.
#12

Marco Verrazzani

Umano


"Sono al terzo anno" rispose l'umano.  
o.g. se non fosse plausibile correggi pure
Non si era mai interessato 
fino a quel momento alla possibilità di partecipare ad una missione di addestramento. Prima o poi tutti avrebbero dovuto farla, prima di 
conoscere la nave di assegnazione per il servizio vero e proprio. Tuttavia era da qualche tempo che le lezioni a terra non gli bastavano
più ed aveva voglia di iniziare ad applicare le conoscenze acquisite nel contesto in cui avrebbe dovuto lavorare in futuro.
Min aveva parlato di missione olografica. Ne aveva sentito parlare, ma non avendola mai presa in considerazione non ne sapeva molto.
Missioni olografiche. Ne ho sentito parlare, ma non ne so molto. Di cosa si tratta? Di una raccolta di casi di studio di missioni realmente
effettuate? Con tanto di imprevisti realmente accaduti per metterci alla prova?"
Chiese Marco incuriosito. "Se fosse così" continuò "potrebbe essere un buon inizio"
#13

T’Mihn K'vek

Vulcan

"Al terzo anno... allora avrai sicuramente qualche possibilità di partecipare ad una missione di quel genere." Commentò. Per un attimo si chiese se accennare alla guerra in corso, provocata da quegli illogici dei suoi 'cugini' romulani, ma preferì lasciare perdere. Per quanto buona parte delle navi della flotta fossero impegnate nella zona neutrale, questo non significava che l'accademia fosse totalmente sprovvista. Non si era mai informata in proposito, ma con ogni probabilità le navi usate per le esercitazioni dei cadetti erano delle versioni arretrate, difficilmente utilizzabili in caso di conflitto. Magari non avrebbero potuto utilizzare un'astronave di ultima generazione, ma i cadetti avrebbero avuto comunque la possibilità di fare pratica.

"Sì e no. Alcune simulazioni sono sicuramente basate su fatti veramente avvenuti, ma altre sono state create ad hoc per i cadetti. In ogni caso, si tratta di situazioni verosimili, che potremmo davvero trovarci ad affrontare." Spiegò. "Un esempio di simulazioni olografiche inventate ma verosimili è sicuramente il Test della Kobayashi Maru. Non ho ancora avuto la possibilità di parteciparvi, ma ho sentito dire che è difficile se non addirittura impossibile. Il capitano Kirk, quando era cadetto, l'ha hackerato per riuscire a vincere. Una scelta interessante, per quanto illogica." Sì, illogica. Non tanto per la questione della manomissione dei parametri della simulazione, ma perché essa era stata troppo evidente. Era ovvio che sarebbe stato scoperto.

Nessun problema, non ti preoccupare. Wink Anzi, così mi sarà più semplice organizzare qualcosa. ^^ Ah, ho segnato che Marco è al terzo anno nella sua scheda pg, così è ufficiale.

Una domanda: preferisci che Marco e T’Mihn vadano al campo di volo per un addestramento con le navette o alla sala ologrammi per una missione olografica?
#14

Marco Verrazzani

Umano

Quanto appreso da Min era estremamente intrigante. Non aveva mai preso in seria considerazione la partecipazione ad una missione olografica. Aveva sentito parlare del comportamento del capitano Kirk durante il Test della Kobayashi Maru. Era un caso interessante. Da una parte ne apprezzava l’acume, che lo aveva comunque spinto a “vincere” in quel “gioco”. Dall’altra considerava il gesto del capitano poco meno che intelligente: non avrebbe potuto fare lo stesso nel caso in cui si fosse trovato realmente nelle stesse condizioni. Decise però che avrebbe tenuto per sé le sue considerazioni dato che per molti il capitano Kirk era considerato un esempio da seguire. Durante il periodo trascorso in accademia aveva intuito che, se non si disponeva delle necessarie doti “diplomatiche”, era consigliabile tenere la bocca chiusa.
Rimase un attimo in silenzio. Preso nei suoi pensieri. Adesso era davanti ad un “dilemma”. Per quanto fosse interessante una lezione di volo, sarebbe stato certamente più vicino ai suoi desideri partecipare ad una simulazione olografica, adesso che ne aveva appreso a grandi linee le caratteristiche. Tuttavia non voleva sembrare troppo volubile agli occhi dell’aliena. D’altro canto però, era risaputo che gli umani erano spesso guidati dalle emozioni al contrario dei vulcaniani. Era la sua natura e non doveva quindi vergognarsene.
Dunque disse: ”Non giudicarmi troppo volubile, ma avendo capito meglio di cosa si tratta penso che partecipare ad una missione olografica potrebbe essere più….  stimolante che una lezione di volo su una navetta. Che ne dici di provarne una?
#15

T’Mihn K'vek

Vulcan

Volubile? Era giusto definirlo volubile? Sì, aveva cambiato idea, ma solo una volta e solo dopo una spiegazione che gli aveva fatto comprendere qualcosa di nuovo. Non si trattava di un avvenimento strano o illogico. Al massimo, secondo T’Mihn, sarebbe stato illogico non proporre un cambio di programma perché timorosi di essere definiti volubili. "Partecipare ad una simulazione olografica sarebbe sicuramente educativo, quindi non ho nulla da ridire in proposito." Si limitò quindi a commentare, prima di recuperare il suo PADD e controllare la mappa del campus. Per quanto T’Mihn ormai avesse memorizzato buona parte della struttura del campus, non era sicura di ricordare il posizionamento delle varie sale ologrammi. Nonostante si ricordasse più o meno la posizione degli edifici e fosse abbastanza consapevole di dove lei e Marco si trovassero adesso, questo non significava che si ricordasse in che edificio si trovasse ogni strumentazione utilizzabile.

"Ok, da quella parte." Aggiunse dopo aver controllato la mappa, indicando con la mano il prato alla sua destra. "Se tagliamo per il prato recuperiamo qualche minuto, altrimenti possiamo sempre proseguire per il sentiero e girare alla prossima svolta a destra." Propose, visto che comunque non c'era nessuna regola che vietasse di calpestare il prato. Visto il freddo, poi, il terreno era sicuramente gelato, quindi non c'era nemmeno il rischio di incappare in fango.
#16

 

Marco Verrazzani

Umano


Non lo entusiasmava l’idea di passare dal prato gelato perché aveva paura di un capitombolo. Ciononostante accettò di buon grado l’idea di Min. Tagliare per il prato gli avrebbe consentito di arrivare prima alle sale olografiche. ”Vada per il prato! Sono troppo impaziente di vedere cosa possiamo fare alle sale olografiche!” disse indicando la via del prato. ”A proposito: hai parlato di sale e non di sala. Ciò implica che ve ne sono almeno due… sai per caso se sono tutte uguali o ve ne sono di tipi diversi?”
Giusto per fare conversazione durante il breve tratto aggiunse "Ti “sfrutto” per soddisfare una curiosità: voi vulcaniani  avete una qualche forma d’arte? Chessò musica, pittura eccetera?”
#17

T’Mihn K'vek

Vulcan

Marco aveva approvato la sua proposta, quindi T’Mihn aveva iniziato a camminare per il prato, dirigendosi all'incirca nella direzione in cui si trovavano le sale ologrammi. Mentre camminavano, l'umano le fece alcune domande. "Sì, ho letto che ci sono diverse sale ologrammi, probabilmente a causa del grande numero di cadetti, ma non so dirti di più. Questa sarà la prima volta che entro in una sala ologrammi... almeno qui all'accademia." Rispose, cortesemente. Per quanto l'Accademia della Flotta Stellare fosse una scuola universitaria a numero chiuso e fosse decisamente difficile passare i test d'ingresso, solo nel campus di San Francisco c'erano qualche migliaia di cadetti. Con così tanti studenti, T’Mihn non aveva idea se il numero di sale ologrammi disponibili bastassero per tutti, né come fosse possibile fare richiesta per il loro uso. Beh, l'avrebbero scoperto una volta arrivati. Era inutile fasciarsi la testa prima del tempo.

"La musica è molto apprezzata tra i vulcaniani. Diversi vulcaniani suonano la lira vulcaniana... oppure il liuto vulcaniano, ma nei riti usiamo anche strumenti musicali come gong e campanelli. Sicuramente la nostra musica non è come quella terrestre, ma te la consiglio." Rispose alla seconda domanda, considerando tra sé e sé come maggior parte della musica terrestre potesse essere considerata quasi più un rumore che una vera e propria melodia. "L'arte drammatica è una nostra antica tradizione e ha di certo un posto di rilievo nel patrimonio culturale vulcaniano. Tra i vulcaniani ci sono poeti e scultori. Tra la pittura e la scultura preferiamo di certo la seconda, quindi sono rari i pittori su Vulc... i pittori vulcaniani." Si corresse, bloccandosi nel pronunciare il nome del suo ormai distrutto pianeta di origine. Dopo tutti gli anni che erano passati, avrebbe dovuto aver superato quel trauma, eppure il ricordo di Vulcano era ancora legato ad un'illogica componente emotiva. "Ti consiglio di fare qualche ricerca in proposito, per comprendere una cultura la cosa migliore è studiare le sue opere d'arte. La maggior parte delle nostre opere sono andate distrutte, ma ci sono ancora loro elaborazioni olografiche all'interno degli archivi federali."
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