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TSE
 Time spent with a cat is never wasted
#1

S'rrel Erovan
Caitian
Era stata una mattinata abbastanza tranquilla. Nei momenti che non aveva passato ad aiutare gli altri ufficiali scientifici nei vari controlli di routine, S'rrel aveva occupato il tempo con un controllo e una sistemazione del materiale antropologico presente nel computer della nave. Per quanto i documenti fossero già piuttosto aggiornati, aveva trovato necessario fare una riordinata, archiviare in una cartella apposita i documenti arretrati o non completamente corretti, e fare qualche aggiornamento collegato alle sue ricerche o alle ricerche di qualche altro antropologo di fiducia. Se doveva essere sincera, era stato un lavoro un po' noioso. L'aveva svolto quasi con naturalezza, memore delle tante ore passate a studiare e ad organizzare il materiale all'Accademia e sulla USS Hiruko, ma non poteva far a meno di desiderare un po' di vera e propria azione. La Voyager non era partita da molto, quindi era naturale che ancora lei non avesse avuto la possibilità di rendersi veramente utile, ma non vedeva l'ora di scendere su di un pianeta. Aveva bisogno di sgranchirsi un po' le gambe, di esplorare antiche rovine, di riportare alla luce qualche antico manufatto di società ormai perdute, e di poter analizzare qualche specie e qualche cultura a lei aliena. Era un bisogno così forte che cominciava a pensare che fosse meglio fare un salto nel ponte ologrammi per sfogarsi un po'. Immergersi in una simulazione non l'avrebbe di certo aiutata a esaudire i suoi tanti desideri, ma quanto meno l'avrebbe illusa di 'zampettare' all'aria aperta.

L'idea di andare subito al ponte ologrammi la stava tentando non poco, tanto che si era fermata nel bel mezzo del corridoio per considerare la cosa. Stava quasi per girarsi e tornare indietro, quando il suo stomaco le fece ben capire di avere altri progetti. Beh, a quel punto avrebbe fatto prima un salto in sala mensa, poi sarebbe andata nel suo alloggio per dar da mangiare a Rriarr, e infine avrebbe raggiunto il ponte ologrammi... portando con sé il gatto, naturalmente. Povero Rriarr, sicuramente era stufo di stare chiuso nell'alloggio. Era una fortuna che lei non fosse di turno dopo pranzo, almeno avrebbe potuto portare Rriarr in un luogo dove potesse sfogarsi senza dover per forza attentare alla vita della statuetta della Dea che, in qualche modo, il giorno prima aveva lasciato la sua teca e aveva raggiunto la cuccia del suo gatto annoiato.

Presa una decisione, S'rrel ricominciò a camminare verso la sala mensa.

Topic per Tuvia B'elsky. Ovviamente rispondi con tutta calma e... buon anno nuovo! <3

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#2

Kai Nagashima
Human

Che mattinata piena che era stata ! 

Da quando la Voyager era partita, c'era stata tutta una serie di guasti e sovraccarichi dai ponti cinque a sette. Causa delle nuove batterie, si diceva... andavano ancora rodate, e davano ancora qualche noia. 

Casi isolati e di poco conto, in realtà, ma era abbastanza per tenere occupate diverse squadre di tecnici della sicurezza e della sezione ingegneria.

Ad esempio, quella mattina Kai e altri due avevano dovuto ricontrollare accuratamente, pannello per pannello, tutti i circuiti dell'armeria: rischiare di caricare troppo i Phaser era un rischio da non correre ! Sarebbero potuti risultare inservibili, o peggio ancora esplodere in mano a chi tirava...

Poi, dopo due ore di noiose procedure, aveva strisciato nei tubi di Jefferies fino a raggiungere il pannello 1772 B, e sostituire una piccola bobina bruciata. 

Questa bobina, tra le altre cose, era responsabile della stabilità dei campi di forza interni in un corridoio del ponte 6. 

E, naturalmente, i campi di forza interni erano giurisdizione della sicurezza, e non dei tecnici elettricisti. Lui in particolare aveva seguito, tra  quelli a scelta libera in accademia, un corso sui campi di forza. Era più o meno la sua specialità, e il Capo di prima classe Shesu (Bajoriano) lo sapeva... ed il compito ingrato era toccato proprio a lui. 

Ora che la bobina era sostituita, andava testata. 

La prassi prevedeva un piccolo test di cinque minuti, una semplice sciocchezza: andare nel corridoio del ponte sei e generare un campo di forza. Bastava piazzarne uno in mezzo al corridoio, e poi spegnerlo... ed il gioco era fatto ! 

La pausa per il pranzo era alle porte... mancavano appena trenta minuti, poi sarebbe stato in pausa fino a metà pomeriggio. Ma prima, doveva terminare quel test, o in sala mensa Shesu gli avrebbe affibbiato un altro turno come ammenda ! 

[Immagine: role_1.jpg]

Normalmente, il Computer attivava il campo di forza in caso di emergenza... una falla nello scafo, o una improvvisa decompressione, o l'entrata in circolo di un gas nocivo nel circolo dell'aria della nave. Oppure (e questo era il caso), qualsiasi membro della sicurezza o ufficiale superiore aveva un codice personale con cui poter generare un campo di forza. 

Una maniera come un'altra per contrastare evasioni, intrusioni, ammutinamenti o abbordaggi. Lui e gli altri della sicurezza avevano codici ci livello tre, mentre gli ufficiali ne avevano di livello due. Il capitano, naturalmente, possedeva il livello uno. Più il livello era alto, più aveva autorità di annullare, modificare o rafforzare i campi dei livelli minori. 

Pur avendo Kai solo un codice di livello tre, gli era stato ordinato di non dirlo MAI ad alta voce, se non in caso di estremo bisogno: era pur sempre una informazione riservata ! 
Quindi, diligentemente, lo compilò manualmente (e con discrezione) sulla consolle verticale più vicina al campo di forza da aprire: Omega 4-4.

Ordinò un campo di forza da due strati, abbastanza robusto da resistere a parecchie scariche di fucile phaser, all'occorrenza. Con un leggero sibilo elettrico, si materializzò a pochi metri. 

Tricorder alla mano, Nagashima si avvicinò cautamente alla parete invisibile, per analizzarla. 

I dati erano ancora in fase di elaborazione sullo schermo del suo apparecchio, quando il ragazzo vide arrivare dall'altra parte del campo una figura singolare. Sembrava un grosso gatto antropomorfo, con una uniforme verde mare... sezione medica o scientifica, quindi. 

Non vide il grado sul colletto (Anzi, perse fin troppo tempo a fissare quella curiosa specie che in accademia aveva solo studiato senza mai averne incontrato un singolo esemplare), ma avrebbe potuto scommettere che si trattasse un superiore: i verdi erano quasi sempre ufficiali.
Quando ormai la ragazza caitiana (Si poteva considerare una ragazza ?) era giunta a un metro dal campo di forza, ignara. Kai si mise sulla rotta di lei. 

"Si fermi, per favore ! C'è un campo di forza... sto eseguendo una prova di routine, ci vorrà un attimo.

Disse con un sorriso che voleva essere amichevole. Abbassò lo sguardo sul Tricorder, per leggere senza perdere tempo i valori segnalati. 

Meglio non far aspettare troppo tempo un superiore, rischiando di farlo innervosire ! 


#3

S'rrel Erovan
Caitian
Ora che aveva le idee chiare su cosa fare durante la sua pausa, S'rrel camminava decisa, mentre rifletteva su Rriarr e il suo comportamento agitato degli ultimi tempi. Il comportamento del gatto non era una novità: già durante la sua permanenza sulla USS Hiruko ad un certo punto aveva iniziato a fare i capricci. Rimanere chiuso per buona parte del tempo in un alloggio era qualcosa di troppo snervante per lui. Che avesse sbagliato a portarlo con lei? Ma senza di lui si sarebbe di certo sentita sola: per quanto fosse 'solo' un gatto, si sentiva legata a lui, lo sentiva quasi come un animo affine. Era dovuto al fatto di essere un felino anche lei o si trattava semplicemente del legame padrone animale?

Il corridoio che stava percorrendo era abbastanza tranquillo, forse perché mancava ancora una buona mezz'ora prima del vero e proprio inizio della pausa pranzo: non tutti erano fortunati come lei da finire il turno mattutino prima di quella precisa ora. Così non le fu difficile notare poco più avanti un tecnico all'opera su qualche macchinario della nave. Insomma, non era sicura che si trattasse di un ingegnere, d'altronde la divisa gialla era usata anche dalla sezione tattica, ma a dire il vero non le interessava più di tanto. Accantonando ogni pensiero su chi fosse il collega e cosa stesse facendo, S'rrel decise di limitarsi a passargli accanto e, magari, salutarlo brevemente ma cortesemente. Non le sembrava il caso di far altro, avrebbe finito di certo soltanto per disturbarlo. Chi, a quell'ora, non avrebbe voluto finire il proprio lavoro in santa pace per poi andare a fare la sua meritata pausa?

L'aveva ormai quasi raggiunto, quando il ragazzo si spostò, bloccandole praticamente il cammino. Perplessa, S'rrel si fermò di colpo. Ascoltò la spiegazione del collega, ringraziando mentalmente la Dea di aver trovato qualcuno con abbastanza tatto da segnalarle la presenza di un campo di forza prima che lei ci si schiantasse contro... anche se, in effetti, mettere qualche avviso in zona prima di alzarlo sarebbe stato l'ideale.

"La ringrrrrazio per l'avvissso, capo." Disse, col suo solito accento sibilante, dopo aver controllato il grado sul colletto della divisa del ragazzo. D'altronde, campo di forza o meno, ormai era abbastanza vicina a lui per poterlo vedere. "C'è ssstata qualllche anomalia?" Non riuscì a fare a meno di domandare, nonostante i buoni propositi di lasciar lavorare in pace il collega di poco prima.

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#4

Kai Nagashima
Human

Mentre la caitiana lo ringraziava (provocandogli un timido sorriso sul volto), notò il suo grado: Tenente. Non l'aveva mai vista dalle parti dell'infermeria, sul ponte cinque... 

Probabilmente -pensò il ragazzo- doveva essere un ufficiale scientifico, piuttosto che un medico. 

"Dovere, Signore..." Rispose, mentre osservava gli ultimi dati in basso sul Tricorder. 

Ogni valore risultava nella norma: c'era un minimo e un massimo "standard" per ogni valore misurato, e neanche uno era più basso o più alto di quanto avrebbe dovuto essere. Quel campo di forza, insomma, funzionava a meraviglia... il Capo Shesu, almeno stavolta, non avrebbe avuto da ridire ! 

Chiuso l'apparecchio,  tornò alla consolle verticale, digitando rapidamente il codice per annullare l'ordine precedente, e far sparire di conseguenza il campo di forza.



[Immagine: 00e73c0663c0a14d1d10a730ff5b04f2.jpg]



Mentre premeva sullo schermo, e con voce abbastanza alta da farsi sentire, informò il Tenente: "Più di una, in realtà... credo che le nuove batterie installate prima della partenza stiano facendo qualche capriccio. Ci stanno facendo girare la nave da un bel pò, con tanti piccoli guasti.

Sorrise tra sè e sè, senza neanche accorgersene, poi aggiunse "Nulla che l'equipaggio non possa gestire !

Una volta liberata la via e infilato nella custodia della cintura il Tricorder, guardò i singolari lineamenti felini del volto dell'interlocutrice, e chiese "Non avete avuto alcun problema nel vostro laboratorio, finora...?", sperando di non sembrare indiscreto o troppo confidenziale. 

Con quell'ultimo lavoro, comunque, poteva considerarsi in pausa per le seguenti tre ore. 

Il turboascensore era nella stessa direzione verso cui stava andando il Tenente... forse (anzi probabilmente) anche lei aveva intenzione di prenderlo. Era quasi ora di pranzo, dopotutto ! 

Forse avrebbero fatto la stessa strada... 

In ogni caso, l'intenzione di Kai era di recarsi in sala mensa e utilizzare una delle sue razioni mensili del replicatore per pranzare.
Ogni membro dell'equipaggio aveva a disposizione un minimo di venti razioni mensili, e più in alto si andava nella gerarchia della nave, più punti si avevano al mese. Un Guardiamarina ne aveva venticinque, un Tenente ne aveva trenta... il Capitano e il Primo ufficiale ne avevano una quantità illimitata.

Si poteva usare una razione per ottenere un oggetto, un piccolo attrezzo, del cibo o qualche prodotto consumabile... ad esempio dello shampoo o della colla o una matita o un panino con concentrato di carne e formaggio. Qualsiasi cosa fosse presente nella memoria di sistema del Computer, in pratica... ad eccezione di armi, medicinali e alcolici. 

Kai aveva usato ben cinque razioni il suo primo giorno a bordo, per ottenere i pezzi necessari a costruire un modellino della Voyager, che ora troneggiava su uno scaffale della sua cabina. Quel giorno, invece, ne avrebbe usato un altro per dei noodles sintetici, o magari per del pane alle olive replicato anzichè servirsi della cucina e del suo piatto del giorno. 

#5

S'rrel Erovan
Caitian
Osservò l'umano mentre finiva i suoi controlli e disabilitava il campo di forza. Per quanto quel contrattempo l'avesse obbligata ad una fermata imprevista, non era stato molto lungo e, in ogni caso, S'rrel in quel momento non aveva fretta. Secondo la sua logica, sarebbe stato ridicolo lamentarsi del fatto che il lavoro di un collega aveva ritardato di qualche minuto il suo pranzo. Era una cosa semplicemente impensabile. Per non parlare del fatto che osservare il comportamento delle altre specie era il suo passatempo preferito: quindi perché lamentarsi della possibilità di osservare ed interagire con un collega umano?

"Capisssco. L'imporrrtante è che non sssi tratti di nulla di grrrave." Rispose semplicemente, alla spiegazione del collega. Batterie che facevano i capricci? Anche la flotta stellare arrivava a risparmiare sulle attrezzature delle sue navi o si trattava semplicemente di equipaggiamento difettoso? S'rrel non poteva far a meno di sentirsi curiosa in proposito, ma non si trattava certo di qualcosa di cui si poteva conversare con un quasi perfetto estraneo... che, tra l'altro, difficilmente avrebbe avuto la risposta a quella domanda. E, comunque, dalle parole del collega quello non sembrava essere un problema talmente grave da costringere la Voyager a fare tappa in qualche stazione per sostituire i pezzi. Quindi perché preoccuparsi?

"Più che altrrro ci sssiamo occupati di contrrrolli di rrroutine e di qualche manutenzione progrrrammata. Nulla che sssi possa definire un vero e prrroprio problema." Rispose alla domanda, cortesemente. "Ma io sssono un A&A officer, quindi mi occupo prrrincipalmente di contrrrolli di bassa importanza... quantomeno in campo ssscientifico 'standard'. Quindi potrrrei non essere inforrrmata di tutto." Concluse, per poi aggiungere: "Io sssarei diretta in sssala mensa. Lei ha finito il turrrno o deve ancora lavorrrare?"

Era quello un tentativo di socializzare? Per quanto il suo lavoro come archeologa e soprattutto antropologa avrebbe potuto far credere ben altro, S'rrel non aveva un carattere molto aperto. Per quanto amasse studiare le culture altrui e non avesse problemi nel conversare con altri al fine di scoprire nuove informazioni su altre specie, il suo carattere era più vicino al tipo solitario che al chiacchierone circondato da amici.

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#6

Kai Nagashima
Human

Unì le mani dietro la schiena, mentre l'ufficiale scientifico parlava. 

In effetti, era possibilissimo che non fosse informata della manutenzione di laboratorio: era compito della sezione tecnica, che certo non rendeva conto al personale A&A del laboratorio ! 

Probabilmente, nessun tecnico se non il responsabile di laboratorio poteva sapere cosa accadeva durante gli altri turni, in quella stanza. 

Annuì leggermente, trattenendo il sorriso che la strana pronuncia del Tenente gli provocava. Sarebbe potuto risultare scortese, o offensivo... e non era certo questa la sua intenzione, nè l'impressione che voleva dare ! Soprattutto a un ufficiale...

A quanto pare, comunque, lei era effettivamente diretta alla sala mensa. Stavolta Kai potè sorridere senza farle pensare male, e si incamminò verso il Turboascensore, accanto alla sua interlocutrice. "Nossignora, per stamattina era la mia ultima assegnazione. Faccio rapporto in Sala Mensa, poi pranzo... come lei, suppongo... ?"

Chiese infine, mentre le porte dell'ascensore erano sempre più vicine. 

La cabina non era al piano, come testimoniava la luce spenta attorno il pulsante. Ma non era neanche occupata, dato che nessuna luce rossa lo stava segnalando. Quindi Kai pigiò il bottone di richiamo, e in pochi secondi le porte si aprirono.

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Una volta dentro, giratosi verso le porte da cui era entrato, attese in silenzio e in posizione di riposo (con le mani giunte dietro la schiena, insomma) che lei desse al computer la loro destinazione, ad alta voce.

Era prassi che il più alto in grado dicesse dove andare, anche se il Ponte da raggiungere era lo stesso per entrambi. Una sorta di regola non scritta a bordo di una nave stellare, o in Accademia. Questione di educazione, probabilmente, o di disciplina: lui stesso non aveva MAI visto un Guardiamarina parlare al Computer al posto di un Comandante, o un Tenente prendere la parola in presenza di un Capitano.

Una volta stabilito di raggiungere il ponte due (Quello della mensa), Kai mise mano al proprio Tricorder, aprendolo e riportando i dati di prima sullo schermo. Un paio di ordini pigiati sullo schermo, e una copia fu inviata al Pad di servizio del suo superiore. 

Se il caricamento si dava una mossa, i dati sarebbero stati già in mano al Capo di Prima Classe, al loro arrivo in Mensa.

In quella manciata di secondi passati nella cabina, intanto, lui le chiese: "Sa per caso qual'è il piatto di oggi, in mensa ?

A dire il vero, lui aveva tutte le intenzioni di saltare la cucina locale e servirsi del replicatore. Ma lei sembrava affabile, e non si poteva dire che non fosse un membro INTERESSANTE dell'equipaggio. Socializzare e conoscerla non gli sembrava una gran brutta idea, dopotutto.

#7

S'rrel Erovan
Caitian
A quanto pare anche lui era ormai in pausa, ed era diretto in sala mensa. "Esssattamente." Rispose semplicemente, annuendo anche lievemente con la testa, mentre riprendeva a camminare, questa volta in compagnia del collega. Lo osservò con discrezione, cercando di non sembrare inopportuna, mentre considerava con attenzione i suoi tratti somatici. I primi anni dopo aver lasciato Cait, principalmente quelli passati in accademia, aveva difficoltà a riconoscere i differenti tratti somatici degli umani: come i gatti (o i caitiani) potevano sembrare tutti uguali agli umani, gli umani a quel tempo sembravano tutti uguali a S'rrel. Cos'era, ad esempio, la differenza del colore della pelle agli occhi di una specie in cui era assolutamente normale avere il pelo di millecinquecento colori diversi? Ora invece se la cavava decisamente meglio: le era facile riconoscere nel ragazzo con cui stava conversando dei tratti tipici della zona orientale della Terra. Questo non significava, naturalmente, che avrebbe potuto indovinare lo stato di sua provenienza... o anche solo il suo pianeta natale, ma almeno indicava che alcuni dei suoi antenati erano originari di quella parte di mondo. Chissà se la sua famiglia mantiene ancora delle tradizioni o dei modi di fare tipici di quella zona... Non poté fare a meno di domandarsi, prima che l'arrivo al turboascensore la riportasse, parlando di detti umani, con i piedi per terra.

Una volta che entrambi furono entrati nel turboascensore, S'rrel si limitò a dire "Sssala mensa.", lasciando il compito al computer di collegare il luogo desiderato e il ponte in cui si trovava. Osservò in silenzio mentre il collega faceva qualcosa sul tricorder (stava compilando il rapporto?), senza disturbarlo, per poi rispondere alla sua domanda una volta che lui ebbe concluso. "A dirrre il vero non ne ho idea. Persssonalmente spero che ci sssia della carne, altrimenti sssarò costretta a usare il rrreplicatore." Non che ci fosse molta differenza tra quanto cucinato nella mensa e quanto venire replicato, visto che la tecnologia federale era molto avanzata in quel senso. In un modo o nell'altro, S'rrel aveva intenzione di mangiare carne, possibilmente al sangue (carne cruda forse era chiedere troppo). Non che avesse molta scelta: oltre alla carne avrebbe potuto mangiare magari un po' di pane o del riso, ma senza esagerare... o la digestione sarebbe stata una tragedia.

"Io sssono S'rrel Erovan." Aggiunse poi, rendendosi d'un tratto conto di non essersi ancora presentata e porgendogli la mano nel tipico saluto di presentazione terrestre.

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#8

Kai Nagashima
Human

Kai alzò un sopracciglio, a sentir parlare l'ufficiale. Ma durò un attimo, prima di girare verso di lei che gli porgeva la mano. 

A sentirla parlare, si sarebbe detta una amante della carne. Per un attimo si chiese QUANTO di felino avesse lei, oltre che l'aspetto... chissà se anche l'istinto, o il carattere erano somiglianti a quelli di un gatto ? Decisamente, era una persona molto curiosa. 

Per il momento sembrava una persona simpatica... e per niente altezzosa, per giunta ! 

All'accademia era stato abituato a una rigida distinzione nella gerarchia della Flotta... i gradi inferiori e superiori erano spesso tenuti separati, e gli ufficiali (Specie i verdi, a dirla tutta) guardavano dall'alto in basso i gialli. 

Ma sulla Voyager le cose erano ben diverse da ciò che aveva imparato in accademia: Più ore passavano, più sembrava una grande famiglia, o un grosso gruppo di amici. C'era ovviamente una certa disciplina, ma... a differenza della caserma, almeno lì si poteva interagire tra esseri umani (si fa per dire) piuttosto che tra matricole e gradi ! 

Tutto ad un tratto, Kai si accorse di star fissando la mano di lei da diversi secondi. La strinse prontamente, sperando di non aver dato l'impressione di un imbranato. 

Sfoggiando il suo miglior sorriso, il sottufficiale le fece "Nagashima Kai, molto piacere... signore !

Le porte si aprirono, e i due percorsero il corridoio in direzione della Prua, diretti alla doppia porta scorrevole della Mensa.

Esistevano due Sale Mensa, nella nave: una sul ponte due e una sul decimo. Ma nessuna era riservata a qualcuna in particolare: entrambe servivano il personale dei ponti circostanti. Sulla Voyager, solo il Capitano e il Primo Ufficiale avevano una loro stanza privata per il pasto, ma entrambi ne usufruivano di rado. 


[Immagine: download.jpg]



Le porte si aprirono, mostrando gli occupanti al loro interno... pochi, tutto sommato: tre gialli, un verde e un paio di rossi.

Le due sale mensa non potevano certo sostenere un afflusso come i centocinquanta membri dell'equipaggio. Era ovvio che si facesse a turni: una parte (Compresi S'rrel e Kai) pranzava ad una certa ora, un'altra dopo circa mezz'ora, ed un'ultima parte finiva il turno ancora più tardi. Di solito, in compenso, questi ultimi avevano il pomeriggio libero e il turno serale alle loro postazioni. 

Sotto certi aspetti, loro erano fortunati... poca gente, un pranzo di solito tranquillo e i posti a sedere quasi sempre disponibili ! 

Nel turno di mezzo, invece, c'era il serio rischio di dover mangiare in piedi, o dover girare varie volte i locali della mensa prima di trovare un tavolo non del tutto occupato.

Su una lavagna olografica, vicino il cucinino, il piatto del giorno era presentato a grandi lettere: Polmone di Bregit... un piatto tipico Klingon.

Kai storse la bocca, ricordando l'ultima volta che, da cadetto, aveva assaggiato cibo klingoniano. Il Gladst ci aveva messo tre giorni a smettere di bruciargli nello stomaco !

"Ehm... se non altro è carne ! Temo di non digerire troppo i piatti Klingoniani, quindi... andrò al replicatore.

Disse, con lo sguardo di chi non vuole guai. 

Dall'altra parte della stanza, un membro dell'equipaggio dall'uniforme gialla notò entrambi e si avvicinò dopo aver messo via un vassoio sporco sull'apposito scaffale.


#9

S'rrel Erovan
Caitian
Nagashima Kai... sì, sicuramente il nome del collega suonava orientale. Giapponese? Possibile, ma non ne era certa e, in ogni caso, in quell'era la provenienza del cognome non significava molto, a causa della globalizzazione (dove per globalizzazione si intendeva un'espansione su scala galattica e non planetaria). In effetti, il fatto che lui si fosse presentato dicendo prima il cognome e poi il nome in passato avrebbe potuto trarla in inganno, ma grazie ai suoi studi era consapevole che in certe parti dell'universo si usava fare così: era una prassi nella parte orientale della Terra, ma anche - ad esempio - tra i bajoriani.

"Piacerrre mio, capo Nagassshima." Rispose alle parole del ragazzo, notando con piacere che Kai aveva risposto alla sua stretta di mano.

Una volta che le porte del turboascensore si furono aperte, S'rrel percorse il corridoio in silenzio. Non è che non avesse domande da fare o non sapesse cosa dire, semplicemente era ricaduta nella sua dannatissima abitudine. E, in ogni caso, il tragitto era breve... quindi perché preoccuparsi?

Entrata in mensa, cercò con lo sguardo la lavagna olografica col menù del giorno, curiosa come il collega di sapere se sarebbe stata costretta o meno a utilizzare il replicatore. "Oh, bIreQtagh!" Si ritrovò a commentare, quasi eccitata. Insomma, la cucina klingon era... beh, la cucina klingon, ma se doveva paragonarla a quella umana: viva la cucina klingon e la sua carne cruda! "In effetti non è esssattamente il piatto adatto al sssistema digerente umano," Aggiunse con un sorriso, alle parole di Kai. "ma perrr i catiani è ok. Per quanto io sssia incuriosita dalla cucina umana, le poche volte che l'ho assaggiata ssson stata male, quindi posso dirrrmi fortunata per la ssscelta del piatto del giorrrno." Oh sì, avrebbe mangiato il Polmone di Bregit, e di gusto anche.

Decisa ad aggiungersi alla scarsa fila di persone abbastanza coraggiose(?) da mangiare cibo klingon, S'rrel si guardò intorno alla ricerca di un tavolo libero dove invitare il collega a sedersi dopo aver recuperato il cibo. Aveva appena individuato un tavolo adatto allo scopo, quando notò che qualcuno si stava dirigendo nella loro direzione. Voleva parlare con loro o si trattava semplicemente di un caso?

[Immagine: 92d58391dc54e9750631236906947fa8.jpg]
#10

Kai Nagashima
Human

Kai sorrise... a quanto pareva, il tenente S'rrel gradiva il cibo esotico (e poco cotto) klingon... 

Per un attimo si chiese se fosse per la carne cruda (di nuovo somiglianze con un gatto terreste in forma antropomorfa), o se fosse per preferenza personale.

Non ebbe il tempo di chiedere -e forse era meglio così-, nè di andare al replicatore... che il Capo di Prima Classe Shesu gli si parò davanti con la sua solita aria austera. 

[Immagine: 65c83fee1ac02e4bb80702beb3c7083d.jpg]

Arrivato a pochi passi, squadrò il tenente da capo a piedi, poi con sguardo neutro le fece "Buongiorno, Tenente.
Poi si rivolse a Kai, accigliato. "I risultati della diagnostica, Signor Nagashima ?

Il giovane sottufficiale avrebbe voluto sorridere trionfante, per non essere stato colto impreparato... ma si trattenne, e rispose con tono asciutto. "Sul suo Padd di servizio, ho mandato un rapporto venendo qua."

Il volto del superiore non mosse un muscolo, rendendo impossibile scorgere in lui una qualsiasi emozione. Avrebbe potuto essere soddisfatto o avercela a morte con l'addetto alla sicurezza, o semplicemente stare pensando al suo turno in sala olografica... e nessuno avrebbe potuto mai saperlo.

"Bene. E la revisione in Armeria ?"

Kai annuì, mentre dentro di lui la soddisfazione aumentava. "Terminata, Anderson le farà avere i risultati nel pomeriggio.

Shesu annuì. "Quindi non ha altro da fare, nel pomeriggio..." Disse, e Kai non fu sicuro se fosse una domanda o una deduzione.
L'infinitesimale accenno di sorriso che aveva sul volto scomparve all'istante, perchè in quel momento aveva capito esattamente dove il discorso stava andando a parare. E tutto ad un tratto, si accorse di essere caduto in trappola come un novellino. Cosa che dopotutto era.

"No... no, signore..." Rispose con voce più rauca del previsto il sottufficiale asiatico. 

Stavolta fu Shesu a rispondere "Bene. Ora ce l'ha: una esercitazione in sala olografica due, alle quattordici e zero-zero. Sarà interessante mettere alla prova le abilità della squadra.

Kai sospirò, rassegnato. Poi, dopo un attimo di esitazione, disse a denti stretti "Ci sarò, sissignore."

Con una espressione soddisfatta, il superiore se ne andò verso l'uscita. Le porte della mensa si aprirono e si richiusero, lasciando Nagashima sconfortato a ordinare dei noodles al curry dal replicatore. 

Sospirando, si mise al tavolo e attese che il Tenente finisse la fila (per niente lunga, tra l'altro) diretta al cucinino. 

Shesu... quell' inenarrabile rompiscatole ! Lo avevano messo in guardia, su di lui. Era un perfezionista ed un pignolo come pochi ufficiali, a bordo. E praticamente tutta la sezione della sicurezza lo detestava cordialmente. Lui sembrava non accorgersene, o semplicemente se lo aspettava e non gli interessava. 

Per lui il dovere e l'efficienza venivano prima di tutto... ma non si poteva certo dire che non fosse un buon ufficiale... anzi. Deteneva il più alto livello di rendimento e la migliore scheda di servizio che si potesse trovare in giro per la nave ! 

Tuttavia, ecco che in meno di due minuti lo aveva blindato per tutto il pomeriggio.



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