15-03-2026, 10:28 PM
Korinna Suder
Betazoid
Vollox si fermò a pochi passi da Seeth, con Korinna ancora tra le braccia, come se pesasse poco più della sua armatura. Senza una parola seguì lo sguardo della collega, studiando con occhio critico i resti della struttura: non ci volle molto perché giungesse alle stesse conclusioni: il tempio era quasi completamente crollato e blocchi di pietra nera come la sabbia dell'isola giacevano sparsi tutt’intorno, alcuni spaccati di netto come se fossero stati colpiti da armi energetiche. Su ciò che rimaneva delle colonne era possibile apprezzare lo stesso reticolo di glifi luminosi che avevano già incontrato sul pianeta Zeellai ma, in questo caso, la maggior parte di essi non emanava alcun bagliore.
Sembra un'azione deliberata convenne Vollox. Zareph, che fino a quel momento era rimasto qualche passo indietro, si avvicinò lentamente: i suoi occhi scorsero con attenzione sui simboli Guardate il pavimento disse, con un'espressione indecifrabile sul volto. Vollox abbassò lo sguardo, seguendo quello dell'alieno: tra le pietre crollate si intravedeva ancora parte del disegno originario; si trattava di un grande cerchio inciso nella roccia, quasi completamente coperto dalle macerie.
Delle linee sottili partivano dal centro e si collegavano alle basi delle colonne: Un circuito... mormorò Korinna, leggendo involontariamente i pensieri di lui. La betazoide sollevò leggermente la testa: nonostante fosse stremata, qualcosa sembrava chiamarla ed i suoi occhi si concentrarono su un gruppo pulsante di glifi. Sento… qualcosa sussurrò, con la mente concentrata altrove. Una presenza... Vollox, mi metta giù chiese. Il klingon sbuffò, ma non fece resistenza, accertandosi invece che la betazoie riuscisse effettivamente a reggersi in piedi prima di lasciarla andare.
Korinna si avvicinò alla colonna, incerta. Il suo sguardo si fissò un momento su Seeth mentre cercava di dare un senso a quello che aveva appena percepito. No. Forse si stava sbagliando. Era possibile che le creature che abitavano sul fondo del mare stessero influenzando di nuovo le sue percezioni? Perché quello che percepiva non poteva essere reale. E' vivo borbottò tra sé e sé. Questo posto è vivo.
Sembra un'azione deliberata convenne Vollox. Zareph, che fino a quel momento era rimasto qualche passo indietro, si avvicinò lentamente: i suoi occhi scorsero con attenzione sui simboli Guardate il pavimento disse, con un'espressione indecifrabile sul volto. Vollox abbassò lo sguardo, seguendo quello dell'alieno: tra le pietre crollate si intravedeva ancora parte del disegno originario; si trattava di un grande cerchio inciso nella roccia, quasi completamente coperto dalle macerie.
Delle linee sottili partivano dal centro e si collegavano alle basi delle colonne: Un circuito... mormorò Korinna, leggendo involontariamente i pensieri di lui. La betazoide sollevò leggermente la testa: nonostante fosse stremata, qualcosa sembrava chiamarla ed i suoi occhi si concentrarono su un gruppo pulsante di glifi. Sento… qualcosa sussurrò, con la mente concentrata altrove. Una presenza... Vollox, mi metta giù chiese. Il klingon sbuffò, ma non fece resistenza, accertandosi invece che la betazoie riuscisse effettivamente a reggersi in piedi prima di lasciarla andare.
Korinna si avvicinò alla colonna, incerta. Il suo sguardo si fissò un momento su Seeth mentre cercava di dare un senso a quello che aveva appena percepito. No. Forse si stava sbagliando. Era possibile che le creature che abitavano sul fondo del mare stessero influenzando di nuovo le sue percezioni? Perché quello che percepiva non poteva essere reale. E' vivo borbottò tra sé e sé. Questo posto è vivo.

