TSE un pericoloso progetto parallelo
#41

L'arte è fatta per disturbare, la scienza per rassicurare.

Elan Torak Cardassiano

Elan emise un suono secco, a metà tra uno sbuffo e una risata trattenuta, fissando il campo di forza che tremolava sotto la pressione del calore. Dieci minuti disse con fare evidentemente seccato ... più che sufficienti perché il nucleo di prova collassi e renda inutilizzabile anche ciò che non è ancora bruciato. Complimenti. Gestione impeccabile

Sorren si voltò di scatto verso di lui. Le sopracciglia del romulano si inarcarono appena, ma la tensione nella mascella tradiva la sua crescente irritazione Questo non è il momento per le tue osservazioni, Torak. Se c’è qualcuno là dentro...

... allora avrebbe dovuto evacuare quando è scattato il primo allarme lo interruppe Elan, incrociando le braccia dietro la schiena con fare stizzito. O preferisci insinuare che dovrei correre lì dentro a controllare? Almeno i Federali hanno la decenza di non scaricare le proprie responsabilità... puntualizzò con una nota di sarcasmo non particolarmente velata.

Sorren fece un passo verso il campo di forza, ignorando il collega. Il tricorder nelle mani di Rae emise un lieve segnale, e il romulano allungò il collo nel tentativo di capire cosa stesse leggendo. Sappiamo entrambi che il sistema antincendio è stato manomesso o tutto questo non sarebbe successo ribatté il romulano, non senza disprezzo. Torak inclinò leggermente il capo in risposta, un'espressione dura sul volto: stai suggerendo che avrei dovuto controllare io l'impianto? O che l'ho manomesso io in gran segreto mentre mi tenevate d'occhio con le olocamere?

Lo sguardo di Sorren scattò verso il cardassiano: Sto suggerendo che qualcuno aveva interesse a fermare il progetto. E che tu eri l’unico non romulano con accesso completo al laboratorio disse, sempre più convinto che quello che si era inizialmente presentato come un amico, avesse a che fare con tutti i problemi in cui era stato successivamente coinvolto. Per un attimo, lo scoppiettare distante delle fiamme e il rumore del metallo che si ripiegava su se stesso riempì il silenzio tra loro. Torak sorrise con una cordialità finta quanto la sua voglia di continuare quella discussione: Tipico. Il lavoro va in fumo per una vostra falla di sicurezza e la soluzione più efficiente è dare la colpa al cardassiano. Fece un cenno vago verso il laboratorio in fiamme Se avessi voluto sabotare il motore, non l’avrei fatto in modo così grossolano! protestò con una vena di orgoglio ingegneristico che affiorava tra il disprezzo delle sue parole.
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#42

This can be painful or not. That's up to you. Either way, I will know what you know.

Rhhaein s'Lhoell Romulana

Gestione impeccabile. A quelle parole, la presa di Rae attorno al tricorder si fece più forte. La tentazione di lanciarlo contro Torak (o direttamente sparargli col disgregatore che portava alla cintura) si fece intensa, ma la romulana si costrinse ad avere pazienza. Non aveva senso abbassarsi al suo livello. Era un cardassiano, non poteva aspettarsi che si comportasse in modo civile. Il primo allarme è scattato in concomitanza con l'esplosione, ci tenne a precisare, più per ripicca verso Torak che per desiderio di buttarsi tra le fiamme per salvare eventuali sopravvissuti. Un'intera ala è crollata. Non è detto che un'evacuazione sia stata possi... Il suo sguardo cadde sul risultato dell'analisi del tricorder, e imprecò. Rilevo una forma di vita. Un romulano.

Poteva considerarlo il sabotatore e abbandonarlo al suo destino? La tentazione per un attimo fu forte, poi Rae la scacciò. Quello era un romulano, uno suo compatriota. Non poteva rimanere a guardare mentre moriva bruciato. E quello valeva anche se si fosse trattato del sabotatore che stava cercando. Per poter risalire ai suoi mandanti, aveva bisogno di prenderlo vivo. Piantatela di accusarvi a vicenda per un momento e guardate qui, sbottò verso Torak e Sorren, ben consapevole che era stata lei a mettere i due amici l'uno contro l'altro. Continuava a credere di aver fatto un favore a Sorren, ma in quel momento il loro continuo battibeccare era d'impiccio. Non è troppo distante, ma in questo punto il percorso è bloccato da macerie.
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#43

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Elan Torak Cardassiano

Sorren si avvicinò per guardare il tricorder, poi chiuse gli occhi un istante, rievocando mentalmente la mappa strutturale dell'edificio: Il laboratorio principale è isolato con sistemi di sicurezza di livello 4 disse, sforzandosi di mantenere la calma per riuscire a ragionare con la necessaria lucidità: Posto che il condotto di accesso è collassato quando è saltato il soffitto, l’unico modo sicuro per accedere è ripristinare temporaneamente il campo strutturale con un ricombinatore gravitonico e scavare dall’esterno valutò.

Elan nel frattempo si era avvicinato a sua volta per osservare i dati del tricorder e, a quelle parole, non poté fare a meno di sollevare lo sguardo dal display evidentemente poco convinto dalle conclusioni del romulano Sicuro è un po' arrogante per una base che ha appena preso fuoco ribatté pungente. Ripristinare il campo richiede almeno cinque minuti e una riconfigurazione dei nodi energetici. Il tuo amico non ha cinque minuti ricordò loro.

Sorren gli lanciò uno sguardo tagliente E la tua brillante alternativa quale sarebbe? Attraversare mezzo laboratorio sul punto di collassare, sperando che le macerie decidano di non crollare di nuovo sulla nostra testa? sbottò sprezzante. No... rispose Elan, con l'aria di chi sta cercando di spiegare a un idiota qualcosa di elementare possiamo deviare il flusso del sistema di raffreddamento secondario e usarlo per aprire un varco. Quelle tubature passano esattamente sopra il settore ovest. Se le sovraccarichiamo, il ghiaccio termico indebolirà i detriti abbastanza da poterli eliminare con qualche colpo di disgregatore

Sorren incrociò le braccia Ammesso che i colpi di disgregatore non facciano collassare il resto del corridoio, in quel modo rischi di compromettere l'intera struttura portante. E' un'idea grossolana. E pericolosa. grugnì, pur consapevole che non era del tutto errata. Preferisco chiamarla "efficiente" replicò Elan ... e ingegnosa, due concetti che sembrano sfuggirti quando non li vedi scritti nero su bianco su qualche manuale. insinuò, non senza una vena di soddisfazione.

Il romulano strinse le labbra: Non conosci questi sistemi come li conosco io. Credimi, so come reagiscono sotto stress! protestò deciso. Stiamo parlando di una struttura romulana. Non puoi improvvisare! Se sbagli..., ... morirà qualcuno lo interruppe il cardassiano Cosa che succederà comunque se restiamo qui a discutere! Ma sai che ti dico? Affari vostri.

Per un istante si fissarono con l'aria di chi era pronto a passare alle mani, poi Sorren espirò lentamente Posso ridurre la pressione nel circuito di raffreddamento e limitare il collasso disse, quasi controvoglia in direzione di Rae, accettando implicitamente il piano del collega.
facciamo che il tizio nei guai ha visto il sabotatore ma quando lo recuperiamo non è in grado di parlare?
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Rhhaein s'Lhoell Romulana

Rae esitò un istante, poi annuì con gravità. Seguiamo il piano di Torak, concordò, per quanto la cosa non le piacesse per niente. Non perché il piano fosse rischioso, ma perché era stato proposto dal cardassiano. Eppure, quello che contava ora era scegliere la strada migliore per risolvere la crisi: non poteva permettersi di farsi influenzare dalla xenofobia tipica del suo popolo. Il piano di Torak era l'unica opzione. Fare come proposto da Sorren sarebbe stato più sicuro, ma avrebbe richiesto tempo che non avevano. Mettete da parte le vostre divergenze, proseguì, per quanto odiasse dover pronunciare quelle parole. Dobbiamo collaborare. Dopo tutta la fatica che aveva fatto a metterli l'uno contro l'altro, lei stessa si ritrovava a spingerli verso la riappacificazione. Era snervante. Limitiamo al massimo i danni. L'obiettivo è salvargli la vita, non raggiungere assieme a lui il Vorta Vor. Il paradiso romulano poteva attendere ancora un po'. Rae era decisa a sopravvivere alla giornata.

Soppesò tra le mani l'estintore che aveva recuperato dalla parete. Era piccolo, poco più grande di un disgregatore, ma ciò non lo rendeva meno performante. Non era certa che fosse sufficiente ma, finché non fossa arrivata la navetta antincendio, avrebbero dovuto farselo bastare. Ditemi come posso aiutare. Non era entusiasta dal dover prendere ordini da un civile e un cardassiano, ma quei due erano ciò di più vicino a degli esperti antincendio che aveva al momento.
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Elan Torak Cardassiano

Una borsa degli attrezzi rispose prontamente Elan alla richiesta di Rae, ma prima che lei potesse rispondere, Sorren era riuscito a recuperare gli strumenti necessari da un vano nel corridoio. Elan prese atto della cosa mentre il romulano apriva un pannello per iniziare a lavorare al circuito di raffreddamento. Come non detto. Dei respiratori, allora. Un disgregatore... e magari un tricorder si corresse, aspettando che il collega terminasse di deviare il flusso di energia.

Sorren, cerca di accelerare, se… iniziò il cardassiano in tono di rimprovero, ma l'altro ne aveva già avuto abbastanza dei suoi continui interventi: Se aumento il flusso troppo in fretta, il condotto esplode e poi devono salvare anche noi brontolò. ... e se non lo aumenti abbastanza, quei detriti non si muoveranno di un millimetro e il romulano dall’altra parte arrostirà lentamente. Scegli il tuo fallimento preferito ribattè il cardassiano con una calma innaturale data la situazione.

Sorren gli scoccò un’occhiata carica di fastidio, poi regolò i parametri con movimenti più decisi Sto creando una frattura controllata. Se non ti è di troppo disturbo, occupati di trovare un percorso una volta aperto il varco invece che dare aria alla bocca rispose con una chiara nota di sarcasmo. Già fatto rispose prontamente il cardassiano, senza muoversi di un millimetro Possiamo utilizzare il corridoio di scarico, è stretto, ma praticabile. Sempre che tu non faccia crollare anche quello.

Non è progettato per il passaggio di persone ribatté seccato il romulano. Nemmeno il laboratorio era progettato per bruciare, eppure eccoci qui... fece presente Elan, forse con più soddisfazione di quanto avrebbe dovuto, considerando la situazione. Un boato sordo li fece sobbalzare mentre il metallo sopra di loro scricchiolava. Dal soffitto caddero scintille e frammenti incandescenti. Sorren strinse i denti e confermò l’ultima sequenza. Varco aperto. Venticinque secondi prima che la struttura si assesti… o collassi!esclamò, abbassando il campo di forza per accedere all'area isolata.

Elan esitò: era stato in guerra diversi anni prima, ma era giovane, ingenuo e decisamente più in forze. Il suo eroismo si era esaurito con il piano di salvataggio e ora non era del tutto convinto all'idea di buttarsi lì in mezzo per cercare di salvare la vita a uno sconosciuto. Specialmente un romulano.
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Rhhaein s'Lhoell Romulana

Rae strinse le labbra a quanto prontamente Torak le aveva propinato una richiesta dopo l'altra, ma non ribatté. Non era il momento di offendersi, ma di agire. Senza una parola, gli passò il suo tricorder. Fu la richiesta di un disgregatore a metterla in difficoltà. Quella non era una struttura militare. Non avrebbe trovato armadietti per le armi nascosti lungo i corridoi. L'unico disgregatore a sua disposizione era quello legato alla sua cintura. Già non era sicura di voler armare un cardassiano, ma disarmarsi per farlo? Era inaccettabile. Se proprio doveva prestare il suo disgregatore a qualcuno, non sarebbe stato di certo Torak. Ecco a lei, Sorren. Me lo restituisca appena ha finito.

Se ne pentì quasi subito, ma strinse i denti e raggiunse di tutta fretta il presidio antincendio poco più in là nel corridoio, lo stesso da cui aveva preso l'estintore. Ormai era ragionevolmente sicura che Sorren e Torak non fossero coinvolti nel furto di dati e nel sabotaggio. Sorren poteva avere strane idee riguardo chi chiamare amico, ma non le avrebbe sparato alle spalle.

Raggiunto il presidio anticendio, Rae aprì l'armadietto di fianco alla postazione (ora vuota) dell'estintore. La borsa degli attrezzi l'aveva già recuperata Sorren, così a lei toccava trovare dei respiratori. Ne trovò quattro. Erano piccoli, praticamente delle maschere di supporto vitale. Il loro numero era perfetto: ne avevano uno a testa, più uno per il ricercatore che stavano cercando di salvare. Rae li prese e, visto che c'era, afferrò anche un kit di primo soccorso. Poi tornò indietro.

Arrivò giusto in tempo per sentire il piano di Torak. Il condotto di scarico? Non so se... Prima che potesse completare la frase, un boato la interruppe. Scintille e frammenti caddero dal soffitto. Non c'era più tempo. Fvadt, imprecò. Che condotto di scarico sia. Non avevano altra scelta. Passò un respiratore a Torak e uno a Sorren, chiedendo al contempo indietro il suo disgregatore.

Quando il campo di forza venne abbassato, Rae attivò l'estintore, soffocando le fiamme che impedivano loro di raggiungere il varco e quindi il corridoio di scarico. Andiamo, disse, facendo i primi passi nell'area isolata prima di rendersi conto che Torak non si era mosso. Ecco perché non bisogna fidarsi dei cardassiani, pensò, per quanto dentro di sé sapesse che quella era una reazione normale. Torak era uno scienziato, un civile. Non un militare. Torak! Lo richiamò. Non abbiamo tempo per esitazioni. O è con noi, o rimane qui. A lei la scelta.
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#47

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Elan Torak Cardassiano

Elan non rispose subito. Il suo respiro rimbombava nelle sue orecchie attraverso il respiratore, rendendo quella scena dominata da fiamme e detriti ancora più surreale. Serrò la mascella e per un attimo sembrò davvero intenzionato a restare dov’era, al riparo, a osservare le fiamme divorare ciò che restava del suo lavoro.

Sorren, nel frattempo, forse proprio in virtù dell'esitazione del collega, si era già tuffato nel corridoio, quasi volesse dimostrare di essere migliore di lui e di poter arrivare al romulano anche da solo. Fu solo nel vedere la sua foga nel farsi varco tra le lamiere che Elan si riscosse e si affrettò al suo seguito.

Il corridoio di scarico era ancora più stretto di quanto sembrasse dall’esterno: il metallo lungo le pareti era caldo al tatto, e il fumo scorreva come una nebbia densa lungo il basso soffitto. Sorren procedeva davanti con l’estintore in mano, liberando il passaggio con getti brevi e precisi. Elan lo seguiva con il tricorder attivo, osservando ogni giuntura e ogni trave come se potesse convincerle a non cedere. Rilevo qualcosa... un segnale vitale in quella direzione disse, indicando una rientranza alla propria sinistra.

Prima ancora di terminare la frase, Elan stava già studiando il pannello. Infilò le dita in una stretta fessura, lì dove la saldatura aveva ceduto, e tirò con uno strattone deciso. Il metallo cedette con un suono stridente, rivelando il corridoio adiacente. Lì il romulano giaceva a terra, metà del corpo coperto da una trave caduta. Il suo volto era annerito dal fumo, e il respiro appena percettibile.

Sorren si affrettò ad uscire dal condotto e si inginocchiò accanto al romulano a terra. È vivo. Incosciente. disse in direzione di Rae, aspettando istruzioni sul da farsi. Elan, nel frattempo, sembrava completamente disinteressato, ma in realtà stava studiando la struttura circostante: Se solleviamo quella trave nel modo sbagliato, gli spezziamo le costole disse con freddezza chirurgica. Solo allora anche Sorren sembrò prestare attenzione ai detriti ... forse anche la colonna si trovò costretto a convenire, intuendo il problema e iniziando a propria volta a studiare la questione.
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#48

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Rhhaein s'Lhoell Romulana

Rae seguì Sorren senza guardarsi indietro. Torak al momento era la sua ultima preoccupazione. Non solo aveva un ricercatore ferito da raggiungere, ma Sorren si era dimostrato un po' troppo deciso nel fiondarsi nel corridoio. Era un bene che volesse aiutare, ma Rae poteva solo sperare che non avesse gettato l'istinto di sopravvivenza alle ortiche. Si infilò nel condotto di scarico appena dopo di lui, muovendosi a carponi nello stretto spazio disponibile. Mentre avanzava tra il fumo, sentì Torak entrare dietro di lei. In qualche modo, la cosa la riassicurò. Era una sensazione strana, che non aveva intenzione di indagare per il momento, probabilmente dovuta alla competenza che, nonostante tutto, il cardassiano aveva dimostrato fino a quel momento.

All'avviso di Torak, Rae si fermò. Aspettò che l'uomo aprisse un varco, poi lo seguì al di fuori del condotto e quindi nel corridoio adiacente. Come Sorren, si inginocchiò al fianco del ricercatore incosciente, mettendogli il respiratore in più sul volto. Aprì il medikit che aveva portato con sé, controllando cosa aveva a disposizione. Se il respiro si indebolisse ancora, posso iniettargli una dose di composto triossido. O era meglio mezza dose, considerando anche il respiratore? Rae aveva svolto il corso di primo soccorso, ma era lungi dal potersi dichiarare un ufficiale medico. Prese lo scanner medico e lo attivò, maledicendo il fatto di non avere con sé un tricorder. Interpretare i suoni dello scanner era una tortura, tanto che Rae si domandava chi fosse l'idiota che l'aveva progettato. Era piccolo e occupava poco spazio nella valigetta del medikit, ma diamine se era complesso da usare! Rilevo un’emorragia... nell'area del torso, riuscì a stabilire. Ho con me il necessario per trattarla, ma dobbiamo rimuovere quella trave. Avete idea di come fare? domandò, pronta a dare una mano.
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#49

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Elan Torak Cardassiano

Alla richiesta di Rae, Elan si inginocchiò accanto alla trave per studiarne con attenzione l’angolo di caduta e i punti di contatto con il pavimento. Passò una mano sul metallo annerito, come se stesse leggendo la struttura sotto le dita. Ha tre punti di appoggio concluse Ma il carico principale è qui spiegò, picchiettando con le nocche su una sezione leggermente piegata.

Sorren si accovacciò dall’altro lato, analizzando invece la struttura con il tricorder Confermo. La tensione è concentrata sul supporto centrale. Se lo solleviamo troppo, l’intera sezione collassa verso di noi. Per una volta Elan annuì in segno di accordo: per quanto diverse potessero essere le loro idee, la fisica funzionava allo stesso modo quasi ovunque Non dobbiamo sollevarla. Dobbiamo farla ruotare. Sorren aggrottò la fronte: Una rotazione richiede un fulcro stabile. Qui non c’è puntualizzò il romulano.

Elan gli indicò un montante deformato poco più in là: Quello non è strutturale. È un supporto secondario per i condotti. Se lo pieghiamo di qualche grado, possiamo usarlo come punto d’appoggio. Sorren studiò la struttura sul tricorder, scorrendo rapidamente i dati Il metallo è indebolito dal calore. Se lo pieghi troppo, si spezza. Elan alzò gli occhi al cielo Non ho intenzione di piegarlo troppo replicò Torak, con il tono di chi sta cercando di spiegare a un idiota qualcosa di elementare Solo quanto basta a creare una leva

Il romulano rimase in silenzio per un secondo, valutando Se ruota, la trave scaricherà il peso su quel lato e il pavimento potrebbe cedere ribatté come se il solo pensiero fosse una follia, mentre indicava una porzione del pavimento crepata, con l'impressione che il collega stesse cercando di ucciderli tutti. Per quanto potesse dispiacergli per il romulano a terra, teneva alla propria vita ancora di più.

Elan sbuffò, seccato da quella complicazione che non aveva considerato almeno quanto dal tono del collega Basta ridurre il carico prima di muoverla fece presente. Come? ribatté il romulano in tono di sfida. Il cardassiano indicò alcune piastre laterali, ancora intatte Queste non portano peso. Se le stacchiamo, alleggeriamo la struttura e riduciamo la pressione complessiva. Sorren controllò le letture, prima con sufficienza, poi con una riluttante accettazione: Può funzionare. Rimuoviamo le piastre, poi usiamo il montante come fulcro. Ruotiamo l'asse quanto basta per far scivolare via il corpo e ci allontaniamo di qui il più rapidamente possibile confermò in direzione di Rae, mentre Torak si era già messo al lavoro per rimuovere le piastre Sorren, tieni d’occhio le letture. Se lo stress strutturale... iniziò, venendo bruscamente interrotto dal collega So come funziona!. L'occhiata che Elan gli lanciò in risposta sembrava insinuare tutto il contrario.
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